Figli vegetariani – di Luciano Proietti

Recensione di: Figli vegetariani
Scritto da:
Luciano Proietti
Price:
12,75

Recensione di:
Valutazione:
4
Pubblicata il 18 gennaio 2013
Ultima modifica: 22 novembre 2015

In breve:

Che si contempli o meno l'opzione di smettere di mangiare cibo di origine animale, il libro offre uno sguardo equilibrato e ben argomentato sulla dieta vegetariana offrendo molti spunti per migliorare la propria alimentazione.

Per quanto riguarda la dieta vegetariana, soprattutto nel bambino, i rischi, vale a dire i timori di carenze nutrizionali, superano di gran lunga le certezze dei benefici: è questo sicuramente l’immaginario collettivo popolare ancora preda dell’ancestrale paura della fame, da cui peraltro ci siamo liberati solo da pochi decenni.
Da Figli vegetariani – come allevare i figli dall’infanzia all’adolescenza con la dieta vegetariana, p.59

Il tempo è tiranno e la recensione che avrebbe dovuto essere la chiosa finale della nostra settimana veg*, in cui abbiamo prima parlato di vegetarianesimo in generale e poi letto di svezzamento vegano, si è fatta un po’ attendere.
Quindi ve la propongo oggi la mia opinione su un libro che mi è stato più volte consigliato e che ho letto con interesse e piacere.

Luciano Proietti è un medico pediatra, vegetariano e padre di 3 figli, che ha trascorso decenni della sua carriera esaminando bambini cresciuti in famiglie vegane o vegetariane, e crescendone 3 lui stesso. Dalla sue vasta esperienza sul campo nascono le considerazioni che fa in questo libro.

Figli Vegetariani autosvezzamentoHo trovato Figli Vegetariani molto equilibrato, infatti la scelta convinta che l’autore ha fatto per sé e la propria famiglia non gli impedisce di essere obiettivo ed elencare pro e contro della dieta vegetariana, sottolineando dove ci sono rischi di carenze e dando suggerimenti per evitarli. Ho trovato molte notizie interessanti riguardo la fisiologia umana e alcune analisi storico-sociologiche che vale la pena di leggere. Equilibrato, quindi, ma non sempre convincente; in molte occasioni avrei voluto leggere di più o leggere spiegazioni più approfondite. O, anche, leggere di meno, come nel caso dello “svarione” a cui si lascia andare, secondo me parecchio fuori tema, a pg. 58 su amore e nutrizione della mente. Insomma a volte, purtroppo, mi lascia a bocca asciutta e il ragionamento sembra interrompersi ad un punto morto.

Ho sentito la mancanza di una bibliografia che, come accadde per “Io mi svezzo da solo” avrei tanto desiderato trovare in calce. In un libro che racconta cose scientifiche, che non ci siano riferimenti bibliografici mi dà sempre la sensazione che il tutto sia fortemente filtrato dalla visione personale. Quando mai questo non accade, direte voi…

Ad esempio, quando parla della relazione tra colore della pelle, luce solare, latte vaccino e vitamina D… le concatenazioni che fa e le spiegazioni etnografiche e storiche sono provate o sono un’interpretazione esclusivamente personale?

Illustra e fornisce raccomandazioni su alcuni dei punti essenziali come la maniera per mantenere un equilibrio nutrizionale tramite il principio della complementazione proteica (cioè accoppiare sempre cereali e legumi) o come la maniera per evitare carenze di vitamina D e B12, calcio, ferro e altri elementi essenziali per crescita, sviluppo e sopravvivenza.

Proietti illustra in più punti in che modo il cibo di origine animale contribuisce a sviluppo e sopravvivenza del corpo umano e io – dopo lungo meditare da parte mia sui misfatti del cibo animale sulla nostra salute – giungo alla conclusione che sì, il cibo animale ci vuole. Ma riesce pienamente a convincermi che il cibo animale va assunto in moderatissima quantità e che la maniera in cui noi oggi lo vediamo ha profonde radici culturali che ben poco hanno a che vedere con la salute. La dieta onnivora non e’ affatto l’equivalente di equilibrato nella maniera in cui viene condotta dalla maggior parte di noi.

Per quanto riguarda strettamente l’argomento svezzamento, Proietti cade nei luoghi comuni del “dare”, “somministrare”, “preparare la pappa”, per cui rimane molto classico nella sua presentazione di uno svezzamento che, seppur profondamente rispettoso della fisiologica, biologia e anche dei desideri del bambino, è del tutto guidato dal genitore. Propone molte limitazioni e una dieta davvero poco varia per i piccolissimi.

Ma propone molti buoni spunti che, se integrati a quelli dell’alimentazione complementare a richiesta, possono certamente portare beneficio alla dieta del bambino E a quella di tutta la famiglia.

Un libro sul vegetarianesimo che, paradossalmente, mi ha convinta definitivamente che non voglio diventare vegetariana.

Da leggere, che si contempli di smettere di mangiare cibo animale o meno, perché offre uno sguardo diverso con pacatezza e senza estremismi. Un libro che non vuole convincere ma supportare una tesi molto sentita.

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