COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
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autosvezamento per tutti

AS='DEPROGRAMMAZIONE' e acquisizione di consapevolezza-autonomia del genitore
#1
Credo che siamo tutti d'accordo nel dire che l'AS non è un metodo e che fondamentalmente rappresenta il modo naturale di ogni animale mammifero in natura per passare dalla prima alimentazione (LM) a quella definitiva: semplicemente crescendo e procedendo per gradi secondo i propri tempi assecondando la propria curiosità nell'imitazioe di ciò che vede fare dagli adulti di riferimento.

In natura questo non crea particolari problemi.
Nella natura dell'essere umano, che cerca da sempre di comprendere e poi regolare anche le funzioni naturali (fa parte dell'essere 'animale sociale' e 'culturale'), si sono differenziate nei millenni abitudini e criteri alimentari per i più disparati motivi.
Quello in comune potrebbe essere l'esigenza di 'sicurezza' alimentare che ha portato a escludere o regolare l'inserimento di determinati cibi in una società rispetto a altre.

Nelle società più evolute le esigenze si sono moltiplicate includendo anche quelle delle
convI(/E)nzioni sociali e educative finalizzate alla 'programmazione' del 'membro' ideale del gruppi secondo diversi criteri culturali.

E si arriva agli anni '70 occidentali, figli del consumismo, della vita facile, dei programmi dietologici e delle 'istruzioni per l'uso' per qualunque prodotto di nuova concezione,
ma anche di un aumento di coscienza alimentare,culturale, cambiamenti sociali del ruolo femminile.
Sono valori, questi ultimi, da considerare positivamente in senso generale, ma la cui evoluzione non sempre procedeva pari passo con la capacità delle grandi masse di comprenderli e assecondarl consapevolmente e in modo autonomo.

Ne è seguita la soluzione che sembrava più ovvia:
'istruzioni per l'uso' supportate 'ideologicamente' da personale 'qualificato'
(ricettine e pediatri onniscenti) formato su manuali per cui essere incinta, partorire, allattare, essere neonato, imparare a camminare o a mangiare (svezzamento) non sono più eventi naturali, ma critici da gestire medicalmente.
E l' industria ci si è buttato dentro impossessandosene per gli evidenti e,ormai, intartariti, ulteriori vantaggi economici!

Su questa base, un Piermarini che cerca a spese del proprio rapporto col mondo accademico (fortuna, ma, forse non per caso, solo a fine carriera) esce UFFICIALMENTE fuori dal coro e si sbilancia riportando l'attenzione sulla naturalezza dell'evento passaggio-dal-latte-al-cibo.
Come fa capire lui stesso, scopre l'acqua calda, ma risuona ovunque come una novità, una rivoluzione e, per i più restii alle prese di coscienza, una 'follia new age'.
In realtà svela semplicemente con l'autorevolezza di uno del mestiere, che 'il re è nudo', cioè che basta togliersi le fette di salame dagli occhi e si ri-scopre che è tutto molto più semplice.

Arrivo al punto.

Io credo profondamente che, in questo quadro, quindi, quando si parla di AUTO-SVEZZAMENTO non si sta parlando, come premesso, di un metodo da spiegare e nuove o più naturali regole da definire, ma di una sorta di processo di 'DEPROGRAMMAZIONE' rispetto al decennale condizionamento culturale.
Lo scopo dovrebbe essere l'acquisizione da parte del genitore (e dell'operatore):
- di una solida consapevolezza rispetto ai basilari, e osservabili empiricamente, mai confutati scientificamente (semmai solo occultati dai condizionamenti socio-industriali) meccanismi naturali;
- e, conseguentemente, della capacità di muoversi autonomamente nell'accompagnamento del figlio in questo aspetto della sua crescita (stavo per scrivere 'gestione' ma si gestisce qualcosadi imposto, qui si tratta di assecondare e vigilare, semmai, talvolta, guidare creandoun idoneo ambiente e occasioni di apprendimento per il SOGGETTO=AUTO bambino).

Una volta capiti i meccanismi alla base dell'evoluzione umana e dell'età 'evolutiva' del bambino relativi all'argomento e raggiunta una cultura minima di base sulle fondamentali norme igienico alimentari valide per adulti e non, in AS il genitore ha diritto e il dovere di regolarsi da solo in base alle proprie scelte divita.
Come fatto spesso osservare, se un bambino fino a 6 mesi/1 anno mangia in un modo fasullo benché asettico, e successivamente passa ad un'alimentazione familiare antiigienica e sregolata, i vantaggi salutistici della prima si fanno friggere, non si educa il bambino e il mondo pediatrico/alimentare fallisce. E fallisce perché bypassata completamente anche la natura.

Se , una volta 'iniziato' il genitore compie degli errori, se consapevole, cercherà di rimediare e sarà per sempre col vantaggio di educarsi, diventare educativo e procedere con naturalezza e spontaneità.

Ecco perché ritengo che sia possibile dare sempre risposte certe, o almeno ragionevoli, a ogni quesito posto da genitori inesperti.

Ogni risposta che riconduca ai 2 criteri in titolo (acquisizione di1-CONSAPEVOLEZZA del dato di natura e 2-AUTONOMIA di giudizio/scelta in base a regole alimentari) quindi basate solo sui criteri di fondo dei meccanismi della natura umana e finalizzate a rendere autonomo, che ci piaccia o no il suo regime alimentare e stile di vita, il genitore, è buona.
Ogni risposta che assecondi una sottointesa richiesta di RI-programmazione secondo le nostre regole o anche solo secondo pesunte regole dell'AS (chiedetelo a Piermarini se ne ha!) non è potenzialmente una buona risposta.

Si può guidare qualcuno a porsi le giuste domande e a cercarsi da solo le proprie risposte.
Si può anche dire come abbiamo fatto noi o avremmo fatto in quella situazione, ma, almeno da parte di chi una certa consapevolezza ormai l'ha raggiunta, mi aspetterei che lo facesse in modo che restasse ben chiaro che è solo un esempio per capire come e quale tipo di problematiche sia coerente porsi in relazione a un autentico percorso Autosvezzante, non una regola da seguire.

Perché, e qui concordo col 'relativismo cosmico' (Smile) la domanda checi pongono è una, i criteri su cui basarsi sono alla radice e certi, le risposte possono essere molto diverse.
Solo in questo senso esistono infiniti Autosvezzamenti.
Possono essere molto diversi gli stili perpercorrere una strada ma la strada è sempre la stessa:

-una volta pronto,
-il bambino segue i suoi tempi e modalità,
-in un ambiente educativo-alimentare per lo meno mediamente sano per tutta la famiglia.
Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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#2
(vorrei correggere qualche refuso, ma il cel m'impedisce di gestire un post unico così lungo)
Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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#3
Ma tu hai scritto tutto questo con il cell??
Complimenti, pare una tesi.
In ogni caso io penso che tu abbia ragione, ma quando la domanda posta rivela senza ombra di dubbio che nemmeno ti sei informato, l'unica risposta possibile non sia spiegare ma consigliare di informarsi.
O forse io sono doppiamente stufa perché anche al lavoro spiego e spiego e spiego e (come Cancy) sono un po' stufa di essere quella diversa e un po' pazzerella, perciò ormai mi limito a consigliare o prestare il libro dell dott. Piermarini.
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#4
Io personalmente 'evangelizzo' solo con l' esempio. Se qualcuno mi chiede, spiego.
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#5
Ciao linda eva sono nuova sul forum mi è stato consigliato di leggere i tuoi post perché ho un bimbo di 13 mesi e 1 settimana che ho svezzato in maniera tradizionale con insuccessi che mi hanno portato a un netto rifiuto di ogni cibo diverso dal mio latte. Ho deciso quindi di provare con l'autosvezzamento lasciando a lui la scelta di approcciare il cibo come meglio crede. Ma sono ormai 2 settimane che non fa altro che bere dalla tetta e a volte mangiare un po'di yogurt e io comincio a essere sfiduciata.
Io lo tengo in braccio mentre mangio a tavola lui ha allungato la mano un paio di volte nel mio piatto ma ha gettato tutto per terra senza nemmeno assaggiare. Ora vorrei chiederti se hai consigli da darmi dato che mi hanno raccontato che anche il tuo bimbo era già più grande quando hai cominciato. Grazie mille
Pisello 17/05/2012
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#6
Io, aspetterei ancora e farei dei mantra per stare tranquilla e concedere tutto il tempo necessario! Non sarebbe peggio ricominciare con inquietanti ed estenuanti trattative sul cibo?
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#7
@valina in effetti sto solo aspettando
Pisello 17/05/2012
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#8
Hai ragione,
e pensavo: con i modelli culturali che ci sono stati imposti dal benessere il cibo da fonte di sostentamento è diventato culto e tutto è scritto, tutte le regole sullo svezzamento in effetti assomigliano molto a questa consuetudine delle diete personalizzate che seguono anche molti adulti.
chissà perchè ho sempre rifiutato queste diete su me stessa e ho pensato di poterle imporre a mia figlia?!
come dici tu basta seguire i processi naturali, Minerva si stava autosvezzando da sola e io subivo passivamente le sue scelte, senza capire perchè avesse deciso di non accettare il tipo di svezzamento che le stavo imponendo...era natura!
però vedi, ho dovuto dare un nome alle scelte di mia figlia e inserirle all'interno di una corrente di pensiero che comunque propone un modello, per quanto privo di regole, per stare tranquilla!
comunque siamo tutti culturalmente vittime della dipendenza da "istruzioni per l'uso"!!!
almeno queste dell'AS mi piacciono
Eli
8 Ottobre 2012 001_tt1 Ughina
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