COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
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autosvezamento per tutti

Autosvezzamento con sale.....in zucca !
#1
Scusate il gioco di parole....ma mi sembra adatto al senso del mio intervento.
Rispondendo alla domanda della povera malcapitata Elefil (Angela), ho aperto il sacco esvuotato una valanga di considerazioni sull'applicazione dell'Autosvezzamento che mi stanno molto a cuore, e solo dopo, mi sono accorta che ero nel mezzo della sua "semplice presentazione".
Ho lasciato, ormai lì il mio intervento originario, ma dal momento che esiste l'apposita sezione, ho pensato più opportuno postarlo di nuovo con poche modifiche come 3D nella sede più adatta.

Si parlava della curiosità che un bambino di 4 mesi dimostra nei confronti del cibo dal momento che saggiamente fin d'ora i genitori lo fanno partecipare all'atmosfera dei loro pasti.
Ai genitori, questo, ha giustamente fatto molto piacere e hanno deciso di assecondarlo, ponendosi però, contemporaneamente dubbi e interrogativi assolutamente molto responsabili.
Una risposta assolutamente discreta e dettata dall'esperienza ha osservato che pur essendo pochi 4 mesi è bello che il bambino dimostri curiosità, ma invitava a non aspettarsi una continuità, in questo, perché poteva soprattutto trattarsi di una specie di gioco da parte del piccolo che avrebbe comportato probabilmente dei passi indietro successivi e nuove riprese consigliando, comunque, di seguire fiduciosamente il proprio bambino e fidarsi della propria capacità di valutazione circa i suoi tempi.

Io non ho alcun dubbio sulla correttezza dei presupposti della risposta a questa nuova mamma iscritta, ma il discorso mi ha tirato fuori pensieri che avevo dentro da tempo.
Soprattutto sono preoccupata che molte mamme, nella confusione, fraintendano alcuni principi su cui si fonda l'autosvezzamento, a meno che non sia io a sbagliare ad intenderlo.

Io, per esempio, al fatto che un bambino abbia SOLO 4 mesi e che quindi non è probabile che il suo apparato digerente abbia ancora raggiunto la maturità sufficiente per altro che non sia latte (sia LA o LM) darei più importanza.

I bambini, certo in parte dipende dall'indole, possono essere molto curiosi di tutto e il fatto che gradisca gusti nuovi non significa di per se' che sia pronto a mangiare, tuttavia, certamente, è un buon presupposto per il suo futuro apprezzamento della tavola.

Così come, darei MOLTA importanza anche agli altri fattori capaci di dare indicazioni preziose circa l'essere effettivamente pronto o meno ad integrare la sua alimentazione di latte.

Mi riferisco alla perdita del riflesso di estroflessione (utile per poppare), quello che lo porta, ad esempio, ad accogliere il cucchiaino, con la lingua e alla capacità di stare seduto da solo (per capirci senza supporti come per esempio in mezzo ad un tappeto) e di mantenere la posizione.
In questo modo si ha la certezza che sia passato alla maturazione della capacità di gestire un boccone e passi al riflesso della "masticazione", per così dire, e abbia maturato la capacità di partecipare attivamente all'inghiottimento di cibo con la padronanza dei muscoli addetti e conseguentemente limitando il rischio di soffocamento.
Che io sappia, sembrerebbe siano questi i 3 indicatori base attraverso cui la natura permette di comprendere che un bambino è veramente pronto ad assumere cibi: curiosità verso il cibo, perdita riflesso estroflessione e padronanza della posizione seduta.
Non lo pensate anche voi?

Nella mia esperienza, ho visto che il mio piccolo, pur curioso dai 5 mesi e anche piuttosto goloso (di pappe, pane, frutta....) in realtà quando poco tempo fa ha imparato veramente a stare seduto anche indipendentemente dal seggiolone, allora sì che ha iniziato a gustare il "cibo" e a padroneggiare il boccone!!!! Avevo sopravvalutato le sue potenzialità (cuore di mamma, ma la natura ha i suoi tempi legittimi)...ma ora procede con grande soddisfazione sua e nostra!!!!

Vorrei aggiungere, ma naturalmente è solo una mia opinione, credo che il vero significato di "autosvezzamento" sia proprio "io-mi svezzo- da-solo" e non "mi fanno svezzare con l'autosvezzamento", cioè, non si fonda su un metodo da applicare, ma sul lasciare fare alla natura il suo corso pur mantenendo, come è stato dalla preistoria, il controllo sul bambino perché non corra rischi nocivi per lui.
E questo, è l'unico intervento, ma fondamentale, che sia stato probabilmente mai richiesto ai genitori di qualunque cucciolo. Non si darebbe in mano ad un bambino un coltello solo perché curioso, si aspetterebbe di essere sicuri che sia in grado di manovrarlo senza rischi, no?
E così che credo vada inteso il processo di "integrazione dell'alimentazione" di un bambino, lasciarlo fare, quando è pronto e non fargli provare tutto per metodo, a prescindere.
Anche perché altrimenti, potrebbe essere dannoso e, per giunta, così, credo che si rischierebbe anche di ripetere l'errore dello svezzamento tradizionale che "detta" i tempi che ora si stanno correggendo (non prima dei 6 mesi) perché si sa che erano troppo precoci, ma si applicano sempre acriticamente e, cioè, senza valutare se i 6 mesi di un bambino corrispondano effettivamente allo sviluppo contemporaneo di tutti i "requisiti di sicurezza".

Spero che la mia intenzione vi risulti chiara e soprattutto non l'avvertiate come polemica, ma mi preoccupa vedere mamme (e forse non è esattamente il caso di partenza, ma ne ho molti altri in mente-non mi riferisco a utenti del sito, ancora non vi conosco bene!!!!) che per l'emozione di novità, decidono di svezzare i figli secondo i tempi della vecchia impostazione dello svezzamento precoce a dosaggio "terapeutico" che cerca di limitare i danni potenziali (anche all'intestino) con cibi meno dannosi possibile a bambini non-ancora-pronti, pur rispettando il criterio tipico dell'autosvezzamento che consiste nel lasciarli assaggiare di tutto, cosa che è ottima, e senza nessun rischio particolare, a condizione che siano diventati naturalmente pronti per farlo.

Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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#2
Linda Eva, comprendo benissimo e condivido pienamente la tua riflessione.

Nel caso specifico del thread che ti ha dato spunto e secondo la mia esperienza personale, pero', credo che dare un bambino che si mostra entusiasta della ciucciatina data alla frutta che mangiava da mamma non rappresenti un rischio per un apparato digestivo non maturo. Io credo moltissimo nell'autoregolazione dei bambini e nel fatto che ognuno sviluppa in maniera diversa, con tempistiche diverse.

Quando noi abbiamo iniziato con l'autosvezzamento, BM non si reggeva ancora seduta da sola del tutto. E il suo comportamento verso il cibo solido era un riflesso del suo sviluppo motorio e del suo carattere: "mi interessa, ma pochino alla volta e piano piano".
A parte il fatto che con il senno di poi posticiperei l'inizio (eravamo entusiasti, e metterla davanti ai broccoli era una tentazione irresistibile!! Smile), la naturalita' delle cose e' stata seguita lo stesso. lei piu' di quello che ha fatto e voluto fare, non e' stata forzata a farlo. Ed e' andata da se', al suo passo lento ma costante.

Questo per dire che anche un bambino che a 4 mesi tutto felice conquista un pezzettino di pera, molto difficilmente - se non per interventi esterni - saltera' le tappe e scegliera' di fare quel che per lui non e' sano.
Credo che la risposta a quel thread fosse proprio in questo senso: lascia fare a lui, che sa quel che vuole e di cuiha bisogno. E non ti aspettare niente.
[Immagine: vDMJp1.png] [Immagine: 6DRT.png]
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#3
Vi devo scrivere di nuovo, perché ho appena finito di mangiare (qui a Dubai sono 2 ore in avanti). Ero a tavola e Giulio di fianco nel passeggino. Ad un certo punto comincia a lamentarsi e piagnucolare, l'ho preso sulle ginocchia e mi ha letteralmente strappato di mano una carota e dopo la pera! Davvero ha voluto il mio cibo e non ho potuto fare a meno di darglielo. Ha ciucciato un bel po'di pera e trangugiato (a meno cosí mi sembra) diversi pezzetti di carota (cotta). Vedremo che succederá nei prossimi giorni e, nonostante il mio entusiasmo e divertimento, non intendo per nulla forzarlo. Comunque sí, hai ragione Ax76, bisogna fidarsi di loro. E' il mio primo figlio e ammetto che per me non é sempre facile farlo!
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#4
Grazie Ax76, sono d'accordo ed è per questo che ho preferito continuare quiesta discussione tenendo fuori il caso specifico* da cui sono partitita.

Mi piacevae condividere con voi queste riflessioni parlando sanamente di sano autosvezzamento e confrontarmi con le vostre opinioni.

NB.Anche io con il senno di poi, mi fiderei di Piermarini sin dal 1° figlio-anche se ancora non aveva pubblicato il suo libro e le sue indicazioni, pur affascinanti per chi crede nella natura, non mi apparivano in tutta la loro coerenza e mi sono lasciata destabilizzare dal vento infingardo del metodo pediatrico così ben organizzato e apparentemente ragionevole; e con il secondo non mi sarei dovuta porre di nuovo il problema con l'ulteriore difficoltà di dovermi emancipare dalle storture tradizionalista su allattamento e autosvezzamento che ornmai mi erano diventate ben più familiari. Fortuna che mi sono comprata il suo libro, stavolta!!!!

* Sono altri i casi che ho in mente, e ti assicuro, fanno venire i brividi. Sono piccolissimi e si organizzano pasti dall'antipastio al dolce dove si fa assaggiare tutto (anche senza richiesta e soprattutto ancora a 4/5 mesi, quando bisogna stare più attenti) e si fa un resoconto entusiastico (e questo lo capisco!) tipo quelli che avete qui (parlo di altri contesti) con l'annotazione se gradisce/non gradisce e basta: a volte a me sembra "autosvezzamento" d'assalto.


(30-03-2011, 12:58 12)Elis Ha scritto:  Comunque sí, hai ragione Ax76, bisogna fidarsi di loro. E' il mio primo figlio e ammetto che per me non é sempre facile farlo!

Si, appunto fidarci di loro, ma loro, devono anche potersi fidare di noi e della nostra capacità di proteggerli dai pericoli.
E complimenti per la voracità di carote!!!!! E' un piccolo coniglietto?001_tt1
Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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#5
(sono curiosa come una scimmia di sapere dove accade tutto cio', o meglio... dove posso leggerne...!)
[Immagine: vDMJp1.png] [Immagine: 6DRT.png]
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#6
(30-03-2011, 01:09 13)Ax76 Ha scritto:  (sono curiosa come una scimmia di sapere dove accade tutto cio', o meglio... dove posso leggerne...!)



Sappi che sono diplomatica, quando voglio, e ciò comporta anche una piccola dose di....naso lungoEm0100

Però, non c'è un posto unico e specifico, e soprattutto non conosco posti in cui eventualmente le mamme non vengano messe in guardia su eventuali rischi.
E poi,non mi riferisco in particolare alla rete..non esiste solo internet!

Ci sarà pure qualcuno che legge il libro in questione e poi ne fraintenda il succo!!
Sai qual'è il problema vero?
Che a causa dell'ottusità del mondo pediatrico (ontologica, purtroppo, e ciò attenua le responsabilita dei singoli) manca proprio dove può essere più utile il sostegno dell'occhio esperto che possa intervenire con un'aggiunta di informazioni tecnico/nutrizionali per coloro che si avviano verso lo svezzamento "non convenzionale".
Preferiscono limitarsi a dare un foglio con le ricettine delle pappe (con marca cancellata), su come inserire un alimento per volta (fin quasi a poter mangiare una torta solo a 18 anni!!!!) e non indicazioni di igiene alimentare spicciola, utili in casi di scarsa cultura o malintesi vari.

Per fortuna, almeno online, esistono contesti dove parlarne aiuta a fare meno errori di valutazione, benché ci sia sempre chi, una volta compreso, decisa comunque di perseverare....a me quello che preme è che comprendano correttamente quante più mamme possibile, sinceramente (senza ulteriori allungamenti del naso!).
Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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#7
Io credo che il compito dei genitori sia solo di supervisione. Alla base dell'autosvezzamento c'è la sanità dei cibi presentati...perciò se il bambino vuole assaggiare lo lascerei fare!
Si consigliano i sei mesi per l'inizio dello svezzamento, ma ci sono bambini che iniziano prima e altri che iniziano dopo. La mia piccola a 4 mesi non potè resistere allo yogurt che mangiavo io. E alla frutta. Mi dissero che ero pazza perché nello yogurt c'era frutto della passione e poi davo il melone che è difficile da digerire... (e la mela no????) Sono assaggi, sono curiosità che vanno e vengono nei primi tempi.
Mia mamma mi ha svezzato con le tabelle pediatriche degli anni settanta ed ha iniziato a tre mesi. Ricorda che pensava io fossi piccola ma non ha avuto alcuna difficoltà ed ha riscontrato che ho iniziato subito a mangiare le pappette scipite che mi dava.
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#8
(30-03-2011, 12:00 12)Linda Eva Ha scritto:  ... il vero significato di "autosvezzamento" sia proprio "io-mi svezzo- da-solo" e non "mi fanno svezzare con l'autosvezzamento"...


(30-03-2011, 03:44 15)Valina Ha scritto:  ... il compito dei genitori sia solo di supervisione. ...

Cito questi due passaggi perché mi sembrano chiave...
Trovo anch'io che sia troppo facile equivocare i segnali del bambino e pensare che sia pronto a partire; magari lo è, ma se è troppo piccolo probabilmente vuole semplicemente sperimentare un gioco nuovo (benissimo) e copiare i genitori (ottimo).
Insomma, se vuole ciucciare la pera o quello che è, facesse pure, tanto non ne morirà, ma è importante che i genitori mantengano chiaro in mente che è possibile che il bambino non sia affatto pronto per lo svezzamento, ma stia semplicemente... giocando (anche se da cosa nasce cosa).

Nel nostro caso, ricordo benissimo quando, senza alcun motivo particolare, verso i 4 mesi e 1/2 abbiamo dato a BM il cucchiaino di silicone con un po' d'acqua... neanche le avessimo dato il fiele servito in una foglia di edera velenosa. Diciamo che è stato facile capire che non era pronta, e infatti non lo è stata fin dopo i sei mesi (o giù di lì). Secondo me lo svezzamento "tradizionale" per noi sarebbe stato un calvario continuo dato che l'interesse era meno di zero e che di schiaffarsi roba in bocca non ne aveva minimamente l'intenzione.

Qualcuna ha fatto riferimento all'ovvietà dell'AS, ma non riesco a trovare dove l'ho letto... poi magari edito se lo trovo. Comunque volevo dire che sì, una volta che ci pensi non c'è niente di più facile e ovvio dell'AS; il bambino quando è pronto te lo fa capire e in quel caso non ci sono dubbi. Interessante il commento sul "senno di poi"... è proprio vero... una volta che ci sei passato e ti sei reso conto che funziona, guardando indietro ti senti un po'... beh sì, un po' fessoSmile Sarebbe interessante sentire da genitori che hanno fatto AS con più di un figlio per vedere a confronto come si sono comportati.

Trovato (almeno uno...)

(30-03-2011, 02:38 14)Silvia ed Elio Ha scritto:  ...con il senno di poi posso dire che la differenza tra le varie tappe è veramente evidente e in effetti solo ora che ha raggiunto "tutti i requisiti" sembra essere davvero pronto!
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