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che succede DOPO l'autosvezzamento? - Versione stampabile

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RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - Matrioska - 30-11-2011

(29-11-2011, 10:42 22)Valina Ha scritto:  Un bimbo settenne autosvezzato non è differente da un bambino settenne svezzato in modo classico...se ti riferisci agli stimoli esterni. E' ovvio che ne risenta. Ma in casa si mangia ciò che è stato preparato e se la crema di cioccolato non c'è...non si mangia. Ci saranno occasioni in giro, e feste e amici, per "sgarrare".
Quello che lo differenzierà sarà magari una maggiore consapevolezza di ciò di cui ha bisogno, forse saprà ascoltarsi e magari mangerà le verdure (ma questa è solo la mia speranza!!!Lol e poi anche bambini svezzati in modo classico possono diventarne dei veri amatori!!! 421 Come me!)

Scusa se te lo chiedo: stai cercando di vedere quali saranno le differenze sul lungo percorso per decidere quale strada intraprendere ora?
Se è così mi pare che ci sia un punto di partenza errato. E' chiaro che certe cose necessitino anche di vedere più in avanti, ma con lo svezzamento si procede giorno per giorno a seconda delle necessità del bambino.
La famiglia fa in modo di garantire una corretta offerta di cibo (cosa che manterrà per buona alimentazione per sempre) con qualche piccola soddisfazione golosa che mica siamo di marmo, il rapporto con il cibo non diventa una lotta e l'alimentazione "adulta" si inserisce con naturalezza nella vita del piccolo bipede umano!
Il bambino si autoregola all'interno di una corretta offerta alimentare.
Non si tratta di lasciare il bambino all'interno di un supermercato a scegliere quello che vuole.
Forse puoi chiarirti le idee meglio se leggi le indicazioni per AS scritte in modo molto chiaro da Piermarini...

Ovviamente non penso di scegliere se autosvezzare o no in base a cosa potrebbe succedere tra sette anni: magari vivremo in Lapponia e ci sarà solo carne di renna, chi può saperlo?Lol

La mia è più che altro curiosità teorica, leggendo tutte le storie del forum mi sono chiesta più volte come fosse andata a finire nel lungo termine. Finora ho trovato solo uno studio scientifico che suggerisce di non abbandonare del tutto lo svezzamento tradizionale ("Spoon-feed", credo sia questo) perché una piccola minoranza di bambini autosvezzati ha un ritardo nella crescita, ma mi interessano di più le "storie di vita vissuta", tutto qua 001_smile
(30-11-2011, 03:38 15)blackbird Ha scritto:  Però mi sembra una questione un po' inutile, sarebbe come scegliere di allattare al seno e non artificialmente perchè secondo degli scienziati di non so dove, i bambini allattati naturalmente hanno un QI più alto.

Con me sfondi una porta aperta su questo argomento, mi sono arrabbiata tantissimo leggendo di quella ricerca...


RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - ERiCa - 30-11-2011

(30-11-2011, 08:15 20)Matrioska Ha scritto:  La mia è più che altro curiosità teorica, leggendo tutte le storie del forum mi sono chiesta più volte come fosse andata a finire nel lungo termine. Finora ho trovato solo uno studio scientifico che suggerisce di non abbandonare del tutto lo svezzamento tradizionale ("Spoon-feed", credo sia questo) perché una piccola minoranza di bambini autosvezzati ha un ritardo nella crescita, ma mi interessano di più le "storie di vita vissuta", tutto qua 001_smile


che tu sappia, esiste anche uno studio scientifico su quanti bambini svezzati a papponi abbiano problemi di obesità?
no, perchè pare che sia questa la vera epidemia della nosta società

comunque mi sembra che tu non sia solo un tantino confusa sull'AS ma mi sembra che tu parta proprio dall'assioma che non va bene
forse con i presupposti da cui parti è decisamente meglio se vai di tradizionale Wink



RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - Linda Eva - 01-12-2011

Oltre i vari passaggi che quoto, sono d'accordo praticamente con tutto quello che ti dice Rikierikki, tranne questo
(30-11-2011, 10:36 22)rikierikki Ha scritto:  comunque mi sembra che tu non sia solo un tantino confusa sull'AS ma mi sembra che tu parta proprio dall'assioma che non va bene
forse con i presupposti da cui parti è decisamente meglio se vai di tradizionale Wink


io no so se veramente tu stia valutando l'AS come strada maestra, ma un punto di partenza anche scettico secondo me può essere un inizio migliore di tanti altri che sono comunque dei buoni inizi.
E soprattutto confermo come nei miei commenti su Io e Il Mio Bambino che l'Autosvezzamento è la miglior opportunità di avvicinamento al cibo per ogni bambino e su questo si dovrebbe lavorare culturalmente: sul rendere più consapevoli le famiglie delle corrette abitudini alimentari affinché questa opportunità possa essere condivisa da un sempre maggior numero di bambini nel mondo e in modo più salutare possibile.

Anche e soprattutto una persona abituata a chiedersi il perché di ogni cosa.

Partendo dagli ottimi spunti che ci sono negli interventi delle altre confermo
(29-11-2011, 10:42 22)Valina Ha scritto:  Un bimbo settenne autosvezzato non è differente da un bambino settenne svezzato in modo classico...se ti riferisci agli stimoli esterni. E' ovvio che ne risenta. Ma in casa si mangia ciò che è stato preparato e se la crema di cioccolato non c'è...non si mangia. Ci saranno occasioni in giro, e feste e amici, per "sgarrare".
e
(30-11-2011, 07:45 19)alessimdon Ha scritto:  Quelle che tu chiami "regole che dà il genitore" sono appunto i diversi approcci dell'AS rispetto alle altre tipologie di svezzamento: una cucina quanto più possibile sana,variata,rispettosa della piramide alimentare,lasciare che il bimbo decida come cosa quanto quando,tu devi solo portare in tavola il meglio.Se vivi l'alimentazione per quello che è (si ricarica il corpo ma è bello mangiare in compagnia,chiacchierare,mangiare un piatto gustoso)e non come "o mangi questa minestra o salti dalla finestra..." darai un'impronta corretta a tuo figlio.
I bambini as scelgono tra quello che c'e a tavola e io non metterei mai a cena sogliola e pane e Nutella! Nonpuo fare la scelta l'unenne come il settenne. A parte l'as io cerco di fare in generale scelte " sane" con le dovute eccezioni.

Vorrei però che fosse chiaro che inevitabilmente crescendo l'istinto di autoregolazione si perde.
Cioè, credo che resti ancora dentro di noi ma la personalità e i gusti personali, come le sovrastrutture culturali portano inevitabilmente a renderlo una vocina interiore e si perde con il tempo la capacità 'naturale istintiva' di ascoltarla.
Ad essa si sostituiscono la consapevolezza e la volontà. E sono proprio queste che serve educare.
Per cui concordo in parte con queste considerazioni, Cancy:
(30-11-2011, 01:22 01)cancy Ha scritto:  L'AS poi proprio perchè cerca di mantenere inalterato l'ISTINTO DI AUTOREGOLAZIONE dei bimbi ti aiuta a proseguire sulla strada della
buona alimentazione.
........
Quando nasce, un bimbo è puro istinto,si attacca alla tetta,sa quando mangiare e quanto,perchè iniziato lo svezzamento dovrebbe perdere questa capacità?La può perdere solo per il nostro intervento se non rispettoso delle regole di madre natura.


Solo la parte sottolineata non mi convince così come espressa.
Conoscendo Cancy, forse sarà d'accordo se dico che questo è vero per quanto riguarda strettamente la fase di passaggio dall'allattamento A RICHIESTA (sia LA che LM) a quello dell'Alimentazione Complementare A RICHIESTA cioè la fase dello svezzamento/AS.

Questo consente al bambino di assaggiare sotto la spinta libera della propria curiosità un po' di tutto, magari non subito, ma gradualmente lungo il percorso. E crescendo, inizia gradualmente e allegramente (perché mai obbligato) ad adeguare ai ritmi e alle regole sottointese, ma costantemente presenti, dei pasti familiari finendo con l'interiorizzzarle e farle sue.

Sarà in grado di sostituire prima o poi, senza imposizioni, un elemento puramente "culturale" mediato dall'educazione a quello che prima era istinto. Lo troverà naturale.

Non è solo teoria, ma conosco persone con 3 enni Autosvezzati che me l'hanno confermato.
E comunque anche senza casi che lo confermino, basta rifletterci.
C'è davvero un altro modo per tentare di ottenere questo risultato?
Possono pappe omnicomprensive, tutte con la stessa consistenza, senza la consapevolezza del bambino di cosa realmente stia mangiando perché 'nascosto' per un fantomatico obiettivo di alimentazione 'posologicamente bilanciata', ottenere questo importantissimo fine educativo?
Perché, Matrioska, parliamoci chiaro:
la maggior parte di noi, svezzati 'classicamente' abbiamo avuto poi bisogno di riimparare a mangiare.
Magari da bambini con un 'secondo svezzamento', questa volta imposto con regole spesso rigide e moooolti rifiuti e pianti (i più, compreso il mio 4enne non autosvezzato), necessario a passare dalla pappa ai cibi veri.




RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - Linda Eva - 01-12-2011

E secondo tutti gli studi in tema, la curiosità di provare cibi nuovi, dopo il primo anno va scemando per essere sostituita dall'istinto di conservazione (diffidenza verso cibi nuovi) e assaggiare i piselli veri, invece della crema unita alla minestrina, è come assaggiare qualcosa di nuovo

Un esempio personale.

Il mio piccolo, sempre più spesso, fa pasti tipo quello di ieri sera:
pasta col tonno, erba di campo (amara), ricotta e pera e mangiando da solo.
Il grande, se mangia per 3/4 imboccato, mangia la pasta, le verdure se sono nel ripieno di ravioli, tortelli o cannelloni, la frutta soprattutto se in vaschette tranne alcune occasioni e solo i soliti 2-3 frutti.

Devo dire, come qui già sanno, che l'AS del fratellino e le mie nuove consapevolezze su questi meccanismi condivise con mio marito e i nonni, stanno dando lentamente dei frutti anche con lui. Primo fra tutti non dare troppa importanza al fatto che lui mangi o no (sto diventando un'attrice perché non sempre mi è facile) e non insistere perché finisca il piatto o assaggi qualcosa (a parte, data l'età se lo vedo distratto da qualcosa, allora vedo se posso riportarlo al pasto).
Eppure aveva sempre mangiato a tavola con noi, ma aveva interiorizzato dopo i nostri gentili rifiuti di assaggiare cibi che non ritenevamo adatti (anche quando sani!) che il nostro pasto non lo riguardava. Lui aveva le sue cose.
Poi ha iniziato ad annoiarsi delle sbobbe e era giunto all'età della paura di assaggiare novità.
Se ci mettiamo un po' di disperazione e insistenze da parte nostra........il pasto per lui non era 'cresciuto' come un momento piacevole.

Moltissimi poi, appena grandi abbastanza per decidere autonomamente, smettono di mangiare ciò che gli è stato imposto.

Se si torna a regolare l'alimentazione successivamente è per diverse e fortunate prese di coscienza dovute a studi, diete obbligate e altri fattori occasionali.



RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - Matrioska - 01-12-2011

Linda grazie, sei stata illuminante.

Credo di non essere riuscita a esprimermi in modo comprensibile con le mie domande finora perché a me stessa non era chiaro come formulare la questione, e ho trovato la risposta nel tuo racconto: il passaggio dall'autoregolazione alla diffidenza verso i cibi nuovi è, credo, il momento chiave dei miei dubbi. E, se ho ben capito, con l'AS "ci si porta avanti con il lavoro" perché il bambino nella fase di curiosità avrà già familiarizzato con una gamma ampia di cibi rispetto allo svezzamento a pappine. E' corretto?

Mi è piaciuta molto l'osservazione sul tuo primo bimbo (perdonami ma non ho capito come inserire spezzoni di testo, lo riporto tra virgolette)

" aveva interiorizzato dopo i nostri gentili rifiuti di assaggiare cibi che non ritenevamo adatti (anche quando sani!) che il nostro pasto non lo riguardava. Lui aveva le sue cose." Questo è un passaggio fondamentale, da tenere bene a mente. Grazie di avermelo detto!


Io sto ricevendo molte pressioni per riprendere lo svezzamento a pappine che avevo giusto inaugurato e poi subito sospeso, mentre Elena, a soli 5 mesi, ogni tanto allunga le mani e dà una leccatina a quello che ho in mano per me (frutta, pane e poco altro: a farle assaggiare le lasagne non ci riesco proprio per il momento!).

Il mio dubbio non sono le cantilene delle nonne su come-si-faceva-ai-miei-tempi ma il fatto che mia figlia sia nata parecchio anemica (nonostante fosse grande, forte e...affamata) e per riequilibrare la situazione abbiamo avuto bisogno di oltre due mesi di integrazione di ferro. Ora che sta crescendo così in fretta (8 kg e 65 cm per 5 mesi) più di una persona (medici e non) mi ha fatto riflettere sul fatto che potrebbe di nuovo non assumere abbastanza ferro se aspetto ancora a inserire la carne. Questo è quello che mi preoccupa e mi frena sull'AS, che, ora che mi sto informando, mi sembra sempre di più una modalità di svezzamento intelligente. La salute di mia figlia ha la priorità, e non riesco a capire, con i miei mezzi, se l'AS nel nostro caso sia la scelta migliore (perché non ne ho parlato prima? non lo so, forse perché mi costa molto ritornare con la mente alle prime settimane, tra allattamento fallito, anemia e panico generalizzato). Any advice?


RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - alessimdon - 01-12-2011

@matrioska: capisco la tua ansia: mia figlia ha incominciato a non sputare la carne a 15 mesi! Tieni presente che con l'as (a parte che potresti darle la lasagna :-)) il latte potrebbe farla da padrone ancora a lungo. Se prende il latte di formula sicuramente conterrà il ferro di cui ha bisogno. Poi ci sono un sacco di alimenti e verdure contenenti ferro. ( comunque i dubbi sono stati di tutti ne trovi un Po di discussioni sul tema). Alla fine la dieta vegetariana con latte e uova è adatta ai bambini in crescita!


RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - Irenotta - 01-12-2011

(01-12-2011, 10:06 10)Matrioska Ha scritto:  Linda grazie, sei stata illuminante.

Io sto ricevendo molte pressioni per riprendere lo svezzamento a pappine che avevo giusto inaugurato e poi subito sospeso, mentre Elena, a soli 5 mesi, ogni tanto allunga le mani e dà una leccatina a quello che ho in mano per me (frutta, pane e poco altro: a farle assaggiare le lasagne non ci riesco proprio per il momento!).

Immagino le pressioni che stai ricevendo. Ci hanno provato anche con noi, ma poi hanno desistito ai primi successi e soprattutto con la frasetta magica: stiamo seguendo le indicazioni del pediatra.
Pensa che Irene ha assaggiato le lasagne (fatte in casa dalla nonna) a 6 mesi circa. E sapessi quanto le ha gradite!

Matrioska, io sono d'accordo con le altre. E soprattutto con questa passaggio di Linda che insieme alla successiva frase sono, secondo me, la chiave di tutto:

(01-12-2011, 03:43 03)Linda Eva Ha scritto:  E soprattutto confermo come nei miei commenti su Io e Il Mio Bambino che l'Autosvezzamento è la miglior opportunità di avvicinamento al cibo per ogni bambino e su questo si dovrebbe lavorare culturalmente: sul rendere più consapevoli le famiglie delle corrette abitudini alimentari affinché questa opportunità possa essere condivisa da un sempre maggior numero di bambini nel mondo e in modo più salutare possibile.

La consapevolezza delle nostre abitudini alimentari è il più grande regalo ed insegnamento che possiamo dare ai nostri figli.

E ancora:

(01-12-2011, 03:43 03)Linda Eva Ha scritto:  Perché, Matrioska, parliamoci chiaro:
la maggior parte di noi, svezzati 'classicamente' abbiamo avuto poi bisogno di riimparare a mangiare.

Verissimo! Io sono il classico esempio: svezzata classicamente e allattata artificialmente, come del resto molti della mia generazione [pensa che all'epoca (anni 70 in pieno boom di LA) a mia mamma fecero le punture di ormoni per mandarle via il suo latte] ed ho avuto un po' di problemi (anzi moltissimi) con l'alimentazione. Qualche anno fa per motivi di salute mi sono fatta aiutare da una nutrizionista con la quale ho ri-imparato a mangiare sano ed equilibrato. Bene, l'arrivo di Irene e il suo AS mi hanno ulteriormente aiutata ad essere consapevole di quello che mangiamo. Come dicevo in un commento ad un articolo del io e il mio bambino, l'AS non è per tutti. Il presupposto è che a casa, appunto, si mangi sempre bene. E anche la serenità con cui si mangia (se ha fame bene, altrimenti pazienza) rende rilassante il momento del pasto. A volte le "colleghe mamme" mi dicono che hanno dovuto lottare per far ingurgitare (così si esprimono) la pappa ai loro pargoli tra urla pianti e moltissimo stress. A casa nostra non è mai successo. Qualcuno dice che siamo fortunati, io voglio credere (o illudermi?) che siamo stati rispettosi ed attenti alle esigenze di nostra figlia, che abbiamo seguito i suoi tempi e le abbiamo dato fiducia.
Sono convinta, ma non ho dati statistici, che questo approccio, non so nemmeno come definirlo, la aiuterà ad avere un buon rapporto con il cibo. Magari crescendo vorrà mangiare le patatine e le merendine come fanno i suoi compagni ma non le troverà a casa. Non sempre, almeno. Qualche volta uno sgarro, se fa bene a noi, fa bene anche a loro!

PS: Suggerimenti per la carne: all'inizio le davamo un po' di carne premasticata o spezzettata/sfilacciata finemente o anche frullata se proprio non ti fidi. Ma a 9 mesi già addentava la bistecca!


RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - arkadian - 01-12-2011

Intervengo in ritardo, e meno male dato che ho letto l'intervento chiarificatore di M. e mi rendo conto che la risposta a cui avevo pensato sarebbe stata "fuori tema".

Per quanto riguarda la mancanza di ferro, la domanda che mi porrei è "qual è il male minore?". In altre parole
1) rischio che mia figlia la carne me la sputi diventando anemica, ma allora le darò integrazioni o altri cibi adatti, oppure
2) comincio a omogeneizzati quando lo dico io (sembro Giucas CasellaBig Grin)?

Chiaramente venendo da me non posso che dire che la strada 1 sia la migliore in quanto non vedo il vantaggio della 2. Supponendo che la bambina non voglia mangiare, chi ti dice che si sottoporrebbe a una dieta "passiva"? Inoltre, partendo a omogeneizzati, ecc. magari risolvi (FORSE) il problema del ferro, ma forse ne introduci altri che scoprirai solo tra qualche mese/anno. O magari va tutto bene, chi lo sa. Però perché dover forzare i tempi? Dopo tutto se proprio non volesse mangiare, ci sono gli integratori (in caso servissero). Perché fasciarsi la testa prima di rompersela?

Poi non ho capito... cresce bene, ma dov'è il collegamento con la scarsa assunzione di ferro? Assumendo che prenderà il latte 2 o che mangerà solidi, si presume che tutto il ferro che le serve lo prenderà lì.
Insomma, sembra quasi che 'sti bambini non li fanno mai bene: ci sono quelli che crescono troppo poco (per cui l'omogeneizzato è d'obbligo) quelli che crescono troppo (vedi sopra) e quelli che stanno nel mezzo e che sicuramente hanno qualche altro problema. Ma dove sono quelli "normali"?
Non so come si riscontri l'anemia, ma sono sicuro che, se diagnosticata, si potrà curare con facilità.
PS
Qualunque sia la strada che si sceglie di percorrere, MAI sacrificare il figlio all'altare del "purché mangi", perché è da lì che davvero vengono fuori problemi legati all'alimentazione che poi il genitore si dovrà portare appresso per anni e anni. Questi sono i bambini che mangiano solo merendine o che bisogna inseguirli per casa con la forchetta in mano... non c'entra niente l'AS, ma è solo una prospettiva distorta che hanno i genitori. Personalmente preferisco 10 volte che mia figlia diventi anemica (prendendo poi i provvedimenti del caso), piuttosto che dover far di ogni pasto un incubo.


RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - giulieee - 01-12-2011

(01-12-2011, 10:06 10)Matrioska Ha scritto:  E, se ho ben capito, con l'AS "ci si porta avanti con il lavoro" perché il bambino nella fase di curiosità avrà già familiarizzato con una gamma ampia di cibi rispetto allo svezzamento a pappine. E' corretto?

Naturalmente quoto Arkadian e Linda!

Voglio solo sottolineare la tua frase che mi sembra racchiuda benissimo la filosofia dell'AS. Si, è corretto Smile, ci si porta avanti, o meglio...non si resta indietro! Perchè se il bambino è pronto e fa di tutto per farlo capire (si sbraccia per acchiappare il cibo, vuole mangiare da solo, ha la bava alla bocca per un cosciotto succulento di pollo..), ritardare la soddisfazione di una sua esigenza, vuol dire, per me, perdere il treno. E aspettare, magari anni, per poterlo riprendere.
Assecondare i bisogni del bambino è fondamentale per un corretto e sano sviluppo. Ogni occasione persa è un rallentamento dello sviluppo...
Ad esempio: perchè aspettare l'anno se a sei mesi masticano benissimo? Oppure: perchè aspettare i due anni se a dieci mesi possono (e, soprattutto, VOGLIONO) mangiare da soli?

Quanto all'anemia e alla capacità di autoregolarsi, io credo che sia più facile non anemizzarsi con l'AS. Perchè l'istinto ti porta a scegliere cibi con ferro. Certo, bisogna metterli in tavola! Io, in gravidanza, desideravo cibi mai considerati, proprio perchè ricchi di ferro, o di acido folico o vitamina A....
In ogni caso il LA è ricco di ferro. Secondo me, con As e LA sei ...in una botte di ferro, ehehe (scusa la battuta cretinissima!).
001_rolleyes


RE: che succede DOPO l'autosvezzamento? - Linda Eva - 01-12-2011

(01-12-2011, 10:06 10)Matrioska Ha scritto:  se ho ben capito, con l'AS "ci si porta avanti con il lavoro" perché il bambino nella fase di curiosità avrà già familiarizzato con una gamma ampia di cibi rispetto allo svezzamento a pappine. E' corretto?
come ti hanno già risposto, sì.
Ma non solo, avrà formato dentro di sé il 'concetto' di piacevolezza del pasto e l'abitudine di mangiare un po' di tutto, variato.
Citazione:Mi è piaciuta molto l'osservazione sul tuo primo bimbo (perdonami ma non ho capito come inserire spezzoni di testo, lo riporto tra virgolette)

" aveva interiorizzato dopo i nostri gentili rifiuti di assaggiare cibi che non ritenevamo adatti (anche quando sani!) che il nostro pasto non lo riguardava. Lui aveva le sue cose." Questo è un passaggio fondamentale, da tenere bene a mente. Grazie di avermelo detto!

sai quando mi si è 'parata' in faccia con assoluta inequivocabilità questa crtezza?
Poco dopo nato suo fratello, al mare, una sera a cena (2 anni e 11 mesi) al ristorante.
Del tutto disinteressato a quello che gli passava sotto gli occhi, ma felice di stare al ristorante con noi, i nonni e il suo zio preferito, si girò verso di me e mi chiese contento:
"mamma, che s'hai pe mme?"
(che c'hai per me)
fu uno schiaffo che mi svegliò.
Da quella sera per istinto, non portai più niente per lui.
Semmai, latte al rientro.
Ma fu un periodo di incertezze totali, paura di aver sbagliato tutto.....finché mi decisi a cercare info su Piermarini (ti racconterò altrove come lo conoscevo).
Conobbi in rete mamme che autosvezzavano e......fu la fortuna anche per il piccolo.
Appena in tempo per salvare (a 5 mesi) un allattamento che temevo finito e per cominciare bene almeno con lui.

Citazione: il fatto che mia figlia sia nata parecchio anemica (nonostante fosse grande, forte e...affamata) e per riequilibrare la situazione abbiamo avuto bisogno di oltre due mesi di integrazione di ferro. Ora che sta crescendo così in fretta (8 kg e 65 cm per 5 mesi) più di una persona (medici e non) mi ha fatto riflettere sul fatto che potrebbe di nuovo non assumere abbastanza ferro se aspetto ancora a inserire la carne. Questo è quello che mi preoccupa e mi frena sull'AS, che, ora che mi sto informando, mi sembra sempre di più una modalità di svezzamento intelligente.

sai, credo che la questione 'anemia' neonatale e infantile, parta proprio dalla nascita.
Purtroppo quasi tutti i bambini, da anni, vi vengono 'predisposti'.
Provo a spiegare l'idea che mi sono fatta dopo tutte le info di origine eterogenea ed empiriche che ho interiorizzato.

Per 'pratica' ospedaliera viene clampato (tagliato) il cordone ombelicale subito dopo l'espulsione, mentre sarebbe più sano, etico e responsabile attendere che abbia finito di pulsare. Segno che tutto il sangue contenutovi sia passato al bambino con tutte le cellule staminali emofile contenute e che sarebbero per natura destinate a quel bambino.

Ma questo farebbe perdere tempo alle equipe per cui la nascita ormai sarebbe conclusa e mirano a liberare la sala. (ma in realtà seguono direttive ospedaliere di solito).
Quelle cellule sono in grado di formare cellule ematiche (perdono perché i termini che uso potrebbero essere impropri!) e e dovrebbero restare patrimonio del neonato scongiurando il rischio di anemie.

E arriviamo allo 'svezzamento' o AS che sia.
Certo, se il bambino aveva una possibilità genetica di essere leggermente anemico in futuro (o da subito come nel tuo caso), lo sarà.
Ed ecco come si accumulano errori su errori.
Magicamente la panacea di tutti i mali sarebbero carne e alimenti ricchi di ferro da 'somministrare' subito come una medicina!
Ovvio, che fai AS? E come lo curi?
E, oltre che avergli causato un danno probabilmente evitabile alla nascita, sottraendogli qualcosa per lui essenziale, gliene aggiungiamo anche altri che portano a forzature sui suoi tempi e modalità di passaggio dal latte al cibo solido, e distorsioni caratteriali/psicologiche nel suo rapportocon il cibo.

Sarà per questo o qualcosa di simile che Piermarini (libro 1 Wink) che cerca di spezzare questa catena proponendo come più salutare e opportuno proseguire almeno con l'AS che gli restituisce qualcosa di naturale e, all'occorrenza, semmai, preferire l'integrazione con somministrazione di integratori piuttosto che effettuare una forzatura ulteriore sulla sua naturale competenza di bambino somministrando 'alimenti' camuffati come fossero delle medicine?




Citazione:tra allattamento fallito

e qui, mi fai sentire ancora più in colpa per la mia veemenza di un tempo sull'argomento....
:red:
Smile