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I crostacei, l'ultimo tabù? - Versione stampabile

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I crostacei, l'ultimo tabù? - arkadian - 31-03-2010

Vedendo le domande poste ultimamente su allergie e compagnia bella, ho convocato il nostro spirito guida e vi riporto cosa ha detto.

Arkadian Ha scritto:Arkadian chiede informazioni riguardo l'aasunzione di cibo prima dei sei mesi (come chiesto da Fantafranci)
Lucio Piermarini Ha scritto:Come avrà già visto ho citato un lavoro direttamente sul sito. Comunque, quello che si stenta a capire, per l'inganno perpetrato da tutta la categoria per decenni (ma anche questo è nel libro), è che le materie prime degli alimenti speciali per l'infanzia, vedi omo, lio e creme varie, che abbiamo propinato dai tre (e anche due) mesi sono le stesse che, senza infingimenti, diciamo ora di concedere intorno ai sei mesi. Nessuno si è mai sognato di contestarci, e ce ne sarebbe stato ben donde, anzi, viva la modernità! Ora che, prudentemente, li centelliniamo a morsetti a un lattante avanti nei mesi, praticamente un adulto in confronto, vengono fuori tutte le paure, legittime per carità, mea culpa domine. Quel lavoro aggiunge che le stesse materie prime, anche cucinate in casa, non creano nessun disturbo ai bambini. Anche nell'abstract di quella review sulla questione "precocità di introduzione e allergie", che le ho precedentemente inviato, si dice, lì però dal punto di vista allergico (ma evidentemente senza altre controindicazioni), che si potrebbe cominciare a 4 mesi.

Arkadian Ha scritto:sì, mi ricordo bene che ne parlava anche nel libro, ma credo che la madre in question vosesse sapere se c'è un consenso in materia... dopo tutto le potrebbe dire che se l'è sognato la notte. Non si può neanche darle torto perché se tutti ti dicono A e uno di dice B ti chiedi se non se lo sia sognato...
Da un'altra parte l'obiezione era che nei cibi per bambini non ci sono "schifezze" (leggi ormoni, pesticidi, ecc), il che in alcuni casi credo che sia vero. Tuttavia anche qui il contro-argomento è che pesticidi e ormoni stanno dappertutto e che dai 12 mesi in poi li mangeranno comunque.
Mi domando se però dovremmo fare lo sforzo di comprare cose più bio, anziché quelle "normali", soprattutto la carne... Ogni volta che BM mangia un po' di pollo temo sempre che il giorno dopo si risveglierà come Carmen Russo... (cosa che è successa anni fa con una marca di omo che ora non ricordo)
Lucio Piermarini Ha scritto:Proprio per questo ragionamento è importante puntare sulla responsabilità dei genitori nella scelta degli alimenti fin da subito, senza deleghe mal riposte, costringendoli a rendere la loro stessa dieta la più ideale possibile. Tuttavia, non me la sento neanche di costringerli a diventare esperti merceologici, e per la relativa impossibilità a diventarlo, e per le infinite trappole che "il mercato" ci tende (bio?). Credo che la cosa più saggia sia fare "advocacy" perché le autorità competenti siano più vigili e anche messe in grado di esserlo.

Arkadian Ha scritto:È sorta un'altra discussione sulle allergie... insomma "è imperativo dare l'uovo a un anno perché ho visto mio nipote che un altro po' ci lasciava le penne e aveva un anno. Se fosse stato fatto introdotto a sei mesi sarebbe stato ancora peggio. Spero che tu non te ne pentirai amaramente (e poi non ti venire a lamentare qui". Questa è l'obiezione che mi è stata fatta. Ho appena riletto il capitolo del suo libro in cui ne parla, ma oltre a dire che la probabilità di incidenza in soggetti senza precedenti di allergie è bassa non sono in grado di fornire numeri.
Insomma qual è la vera probabilità di sviluppare un'allergia senza essere già "a rischio"? È meglio/peggio/uguale avere una reazione allergica grave a 6 mesi, a un anno o più tardi?
(Nel nostro caso il problema non sussiste dato che Bm ha mangiato latte, uovo , pomodoro e non so cos'altro...
Lucio Piermarini Ha scritto:Mi sembra piuttosto illogico sostenere che si debba dare l'uovo a "1 anno" perché un tale bambino ha avuto una reazione grave assumendolo a "1 anno". La conclusione dovrebbe essere di darlo dopo, a 18 mesi o due anni. E se vediamo un altro bambino che ha una reazione grave a due anni decideremo di darlo a tre? E così via. Questo è stato fatto fino ad oggi e non ha portato alcuna diminuzione delle allergie, anzi. Dopo che si è capito che la tolleranza si sviluppa per via orale, si è cominciato, dati alla mano, a fare marcia indietro e a promuovere l'introduzione precoce di tutti gli alimenti. Di questo mi sembra di averle dato sufficiente letteratura. Non è, però, neanche possibile pretendere che tutto questo sia facilmente accessibile a persone che hanno vissuto esperienze drammaticamente negative e alle quali siano state date spiegazioni diverse, e del tutto analoghe a quelle che noi stessi abbiamo passato come valide per tanto tempo. Bisogna aver pazienza gli uni con gli altri, anzi, più con gli uni che con gli altri (gli uni siamo noi).

... uno shock anafilattico a 6 mesi è sicuramente più impegnativo che a 1 anno, ma, se è vero che dando l'alimento a rischio a sei mesi ho più probabilità di evitare reazioni, non ho dubbi su cosa scegliere. In più non va dimenticato che la modalità "autosvezzamento" comporta di non propinare grandi quantità di alimento ma assaggi, e questo tutela contro reazioni violente più probabili con porzioni normali. Una tecnica di terapia delle allergie gravi è proprio quella di somministrare l'alimento incriminato (si fa di solito alimenti molto diffusi e spesso "invisibili" come il latte e l'uovo) in dosi successive a partire da briciole e aumentando poco per volta.

Segue un abstract di un articolo, ma è in inglese. Se lo volete leggere fatemi sapere.

Arkadian Ha scritto:Mi scusi sa se la importuno ancora su questo soggetto, ma abbiamo parlato di uova, latte, pomodori... ma abbiamo lasciato fuori i crostacei e i frutti di mare che per taluni sono pari alla pedofilia quando si parla di bambini.
Devo ammettere che qualche settimana fa abbiamo fatto le seppie e BM le ha assaggiate (erano venuto un po' dure, per cui ne ha mangiate poco e niente).
Anche i frutti di mare vanno nel reparto "allergenici" per cui da usare con cautela, ma senza preoccuparsi senza ragione, o c'è un qualche pericolo in più?
Lucio Piermarini Ha scritto:Come spero abbia visto, stando a quanto dice la letteratura, non bisogna badarci più, a nessun allergene, se non al contrario nel senso di darli tutti prima possibile senza eccezioni.
Ci dobbiamo fidare? Premesso che tutto ciò che vuol chiamarsi scientifico è confutabile, io, come pediatra, non ho altra strada che quella di leggermi i lavori scientifici, sentire i commenti di parti e controparti e scegliere da che parte stare. Non sempre mi è possibile fare una scelta convinta; allora resto un po' alla finestra sperando di non incappare nella situazione critica, e, se avviene, condivido le mie perplessità con i genitori. In questo caso specifico c'è il dato di fatto dell'aumento delle allergie nel mondo sviluppato, della migliore comprensione dei meccanismi di maturazione della tolleranza, e delle sperimentazioni controllate (clinical trial), in precedenza mai fatte, che dimostrano un vantaggio del contatto precoce, tanto più se in allattamento naturale. Da tutto ciò la mia tranquillità nel proporre un autosvezzamento libero da restrizioni.
Ai genitori, possiamo metterci a raccontare vent'anni di odissee sperimentali? Dopo due minuti cominciano a guardare un angolo del soffitto e dopo cinque si ricordano di un appuntamento urgentissimo con l'agenzia delle entrate. Conseguentemente (e astutamente, potrebbe sibilare qualcuno) ho preferito, avvantaggiandomi delle frequenti occasioni di incontro con le mamme nei corsi di "accompagnamento salla nascita", basarmi su una comprensione logica del problema, passo passo, accessibile ai "laici", e assumendomi la responsabilità di quanto di "scientifico" fosse indispensabile aggiungere, lasciando al grado di fiducia nei miei confronti il compito di certficarmi come attendibile. Comunque, per chi vuole, le fonti sono facilmente accessibili, ma deve saper bene a cosa va incontro, visto che ci confondiamo anche noi.
Spero di non averla annoiata, ma mi sembrava un chiarimento necessario per evitare di dover diventare una succursale dei data base scientifici.


Non credo sia opportuno rispondere qui, quindi chiederò a una delle cape di chiudere questa discussione. Le risposte le metterei nella sezione "vecchie volpi o principianti".