Donne tenaci



Questa è una lettera aperta di Isabella, una nostra lettrice affezionata, che ha voluto condividere con noi alcune sue riflessioni.

allattamento difficile
Innanzi tutto, mi presento: sono mamma da due anni e finora ho sempre allattato al seno e intendo continuare. Per me è importantissimo questo rapporto che ho con mio figlio perché mi insegna continuamente la pazienza e la tenacia, oltre ad essere un atto tenero in maniera smisurata. Non considero in alcun modo una mamma di serie B chiunque non abbia allattato al seno, perché ho intorno a me degli esempi di mamme fantastiche da cui ho molto da imparare. Mia madre ha allattato me al seno per più di due anni, mia nonna ha allattato mia madre, l’altra nonna ha allattato mio padre. Sono cresciuta in campagna e sono abituata a vedere dal vivo l’allattamento al seno degli animali. Sono stata seguita da ostetriche fantastiche che mi hanno dato ottimi consigli. Insomma ho avuto così tanti maestri che per me è stato naturale (non dico facile perché è tutta un’altra storia) allattare al seno il mio bimbo.
Quando però tutti questi maestri non ci sono? Quando sei sola allora come fai?

– Cosa essenziale numero uno: chi ti sta accanto ti deve sostenere (parlo ai padri).
Cosa essenziale numero due: la volontà. Se nella tua mente che si prepara all’allattamento desideri soltanto di allattare e non lo vuoi con tutto il cuore non funzionerà. Perché? Perché al primo dubbio che certamente ti metterà qualcuno, che sia il pediatra o la nonna (vedi sopra la mancanza di sostegno), vacillerai. “Chi vuole troverà il modo, chi non vuole troverà una scusa” (cit. non ricordo di chi, ma calza a pennello).

Partendo da questo, il mio consiglio (me lo chiedono vedendo la mia esperienza) alle mamme che vedo sconfortate dalla prescrizione dell’aggiunta (molto spesso prescritta con molta leggerezza a mio avviso) è: guarda se chiedi aiuto e ti informi puoi eliminare o almeno diminuire l’aggiunta o evitare che questa pian piano faccia calare sempre più il tuo latte.

La risposta finora è stata sempre: sì, sì, ci proverò, se riesce bene, sennò tanto c’è il latte artificiale.

Il primo significato che avevo attribuito alla frase è stato: tenterò, ma se proprio non riesco ci sarà il latte artificiale. Che fortuna che esiste, in questo modo potrò nutrire il bimbo e lui crescerà. Fortuna il latte artificiale! Spiegazione non soddisfacente per le mie meningi, infatti la frase incriminata è entrata nella mia mente come un tarlo provocandomi un continuo fastidio finché non sono riuscita a capire il perché di questo fastidio. Sapete quando mangiate qualcosa che vi sembra buono e poi vi rimane sullo stomaco: stesso effetto.

Dopo tanto rimuginare e vedendo come sono evolute le cose (mi riferisco ovviamente alle autrici dell’affermazione) ho finalmente capito che:

il significato numero uno della frase era: ci proverò ma tanto so che non ce la farò, è troppo difficile quel che mi proponi e tanto c’è la via d’uscita, quindi in fin dei conti nemmeno ci provo. Traduzione: tentare è faticoso e non ne vale la pena; il latte artificiale è uguale a quello materno.
Il significato numero due della stessa frase era: dove non arrivo io ci penseranno i miei soldi. Oggi come oggi tutto (anche il nostro affetto) è sostituibile da qualcosa che si può comprare, no? (a tal proposito invito a leggere il libro Bebè a costo zero (link Amazon)).

Facciamo quel tentativo in più, mettiamoci tutte noi stesse, cerchiamo di non le accampare le scuse di cui sopra! Avremo imparato una grande lezione di vita e l’avremo insegnata ai nostri figli. Tutto è possibile. Siate tenaci, donne! Insistete e vedrete che non ve ne pentirete.

L’argomento è sicuramente molto emotivo e complesso, ma i dati sull’allattamento parlano chiaro ed è ugualmente chiaro che un gran numero di donne che non ha allattato lo ha fatto perché riteneva che non ne valesse la pena (vedi la lettera di Isabella).
Se però sapete di aver fatto tutto quello che era umanamente possibile, ma non siete riuscite, allora vi invito a leggere Tutte le mamme hanno il latte. Ma anche no e anche Non dobbiamo far sentire in colpa le madri che non allattano.

Ogni volta che si parla di allattamento è sempre difficile mantenere la conversazione entro limiti civili. Nei commenti siete liberi di esprimere tutto quello che vi sembra giusto – e che sia inerente al tema – MA RISPETTANDO SEMPRE GLI ALTRI INTERLOCUTORI.

I commenti contenenti un linguaggio (a mio insindacabile avviso) non appropriato verranno cestinati immediatamente e senza preavviso.

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