Ecco il miglior schema per la grammatura degli ingredienti durante lo svezzamento – Domande e Risposte

In via sperimentale vorrei provare a fare una “diretta” sulla pagina Facebook di Autosvezzamento.it per parlare di questo post.

La data è martedì 8 novembre alle 14 per una mezzora circa. Vediamo come va…

L’altro giorno mi hanno inviato un immagine con le varie grammature per lo svezzamento così da assicurare che il bambino mangi il “giusto”. Dopo il primo momento di sconcerto mi sono reso conto che l’immagine si poteva facilmente migliorare: bastava togliere, appunto, le grammature per renderla perfetta in quanto… il miglior schema è quello che non si può leggere. Per spiegare il perché ecco un piccolo dialogo tra la signora Domanda e il signor Risposta.

D. Ciao R., mi dicono che hai uno schema con le grammature di quanto dovrebbero mangiare i bambini. Me lo fai vedere?

R. Certo! Eccolo

schema grammature svezzamento inutile

D. Ma come, mi hai tolto i numeri, e io come faccio adesso?

R. I numeri non servono, al massimo fanno venire ansia. Tanto come fai a misurare 10 grammi di questo e 15 di quello? L’informazione ha davvero poco utilizzo pratico.

D. Mi serve per regolarmi, no?

R. Per regolarti basta vedere quanto vuole mangiare TUO figlio. Se ne vuole di più glielo metti a disposizione (ammesso ce ne sia), se ne vuole di meno, meglio… ce n’è di più per te. Dopo tutto mangiando tutti le stesse cose non è difficile.

D. Ma che male c’è ad avere delle indicazioni di massima?

R. Tutto quello che ti serve sapere è che tuo figlio di sicuro mangerà meno di 200 g di pasta (a crudo). Non servono altre indicazioni. Dire, ad esempio, che dovrebbe mangiare X g di pasta vuol dire poco o niente in quanto oggi ne potrebbe volere 3X o X/10. Se invece ti dico che ti dovresti aspettare che ne mangi X g, quando si scosta molto da questa quantità ecco che parte la preoccupazione.

D. Ma io devo sapere se mangia troppo o troppo poco, altrimenti che genitore sono?

R. Come fai a definire “troppo” o “troppo poco”? Il bambino mangerà né più né meno quello di cui ha voglia. Mangiare una determinata quantità stabilita a priori – da chi poi? – può non andare bene per TUO figlio, mentre magari sarà perfetta per qualcun altro. A priori non lo puoi sapere.

D. Ma così so che preparo un pasto bilanciato

R. Il pasto bilanciato serve se lo prepari per te. Poi tuo figlio mangerà un po’ di questo e un po’ di quello scegliendo tra quello che hai preparato per te. Se tu curi la TUA alimentazione assicurandoti che sia sufficientemente varia non c’è altro da fare. Tuo figlio ti seguirà a ruota. Se vuoi preparare un pasto con il bilancino di precisione, allora prepararlo per te, così tu per prima ci guadagni e tuo figlio finirà per fare quello che fai tu. Però ti consiglio di basarti sulla piramide alimentare. Di altro non c’è bisogno.

D. E se mangia troppo? Devo controllare le quantità che ingerisce, no?

R. Perché mai? Talvolta i bambini mangiano quantità mastodontiche di cibo, ma anche quello fa parte dell’apprendimento. Devono trovare quello che è il LORO fondo e lo possono fare solo imparando a distinguere tra il senso di sazietà e quello della fame.

D. Ma mio figlio è un golosone. Se lo lascio fare esplode.

R. Stai tranquilla… Di sicuro non esplode. E poi quando sono piccoli i bambini di certo non mangiano per golosità.

D. E se non mangia abbastanza? Poi non cresce.

R. TUTTI i bambini crescono, soprattutto al giorno d’oggi che viviamo nell’età dell’abbondanza e del cibo a buon mercato. Lasciàti a loro stessi i bambini mangeranno quello che serve a LORO in QUEL momento. Prima di partire in quarta chiediti,

mio figlio è piccolo (grande) perché mangia poco (tanto)?

oppure

mio figlio mangia poco (tanto) perché è piccolo (grande)?

La differenza tra queste due domande è abissale, ma non so perché si tende sempre ad assumere di essere nel primo caso, mai nel secondo.

D. Ma non posso stare tranquilla che mangi il giusto?

R. I bambini, specialmente quelli piccoli, mangiano SEMPRE il giusto – e perché dovrebbero fare altrimenti? Se il bambino mangia troppo o troppo poco con tutta probabilità la colpa è proprio in chi gli dà da mangiare.

D. Quindi mi dici che devo ignorare questo genere di schemi?

R. Certo che sì, tanto sono inutili e non sai se si applicano al TUO caso.

D. Ma scusa, allora perché esistono?

R. Vallo a sapere. Molto probabilmente è stato messo insieme uno schema per un asilo nido dove si dà da mangiare a 50 bambini e poi qualcuno ha pensato bene di dividere le dosi per 50 pensando che così lo stesso schema sarebbe andato bene anche per il singolo. Invece nell’asilo nido, essendoci un gran numero di bambini, facendo la media quello che ottieni è qualcosa di vicino al suddetto schema; tuttavia all’interno di un nido avrai allo stesso tempo sia il bambino che spizzica solamente, che quello che mangia 3 piatti. La media è una cosa; il singolo un’altra. Dopo tutto, mica tutti gli esseri umani sono al 50° percentile di altezza e peso, no? Se così fosse si chiamerebbe IL percentile – e pensa che tristezza sarebbe un mondo dove tutti sono alti uguali e pesano lo stesso.

D. Quindi come devo fare per regolarmi?

R. All’inizio il bambino semplicemente spizzicherà qualcosa dal tuo piatto, poi nel tempo comincerai a cucinare un pochino di più così da assicurare che nessuno finisca il pasto affamato. Se poi tuo figlio vuole mangiare tantissimo, tu mangerai un frutto extra per compensare. Se invece vuole mangiare poco o niente, allora puoi finire tu il piatto senza fare indigestione. Il bello di condividere tutti gli stessi piatti è che non ti devi preoccupare proprio di quanto mangerà tuo figlio. Nel tempo tutto si aggiusterà automaticamente.

D. Insomma, questo schema proprio non lo devo guardare.

R. Direi di proprio di no.

D. OK, grazie :)

R. Di nulla.

(D. pensa: Ho capito, ma mi sa che uno schema me lo vado a cercare ugualmente. Che danno può fare dopo tutto?)

(R. pensa: Scommetto che tanto lo schema se lo va cercare alla prima occasione disponibile… Pazienza, nel tempo si convincerà anche lei.)

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