Otto mesi… è ora che il bambino cominci a camminare: i consigli dell'”esperto”

 

Svezzamento imparare camminare
Allora signora, è arrivato il grande momento, iniziamo con i primi passi del bambino. Ma non si preoccupi; lo so che si sente un po’ ansiosa, però stia tranquilla… la guiderò – se mi permette la battuta – passo passo, e vedrà che il suo bimbo correrà da solo in men che non si dica.

Come in tutte le cose però, dobbiamo agire per gradi e rispettare i tempi del bambino.

A otto mesi lo sviluppo del bambino è tale che può cominciare con alcuni semplici esercizi, che però sono FON-DA-MEN-TA-LI per uno sviluppo ottimale della muscolatura e della colonna vertebrale che gli consentirà successivamente di camminare in modo corretto. Lo sa ad esempio che se il bambino non inizia a camminare nel modo giusto può finire per farlo troppo tardi e che così facendo farà meno moto e sarà a rischio di sviluppare l’obesità infantile? Non dimentichiamo poi che se non si comincia per gradi potrebbe sviluppare delle malformazioni che si porterà appresso per anni.

Non che la voglia spaventare, ma questi sono i fatti…

Su, su, signora, non si impensierisca… capisco che c’è parecchio da imparare e che può aver paura che il suo compito sia troppo difficile, ma io sono qui per questo, no? E poi pensi a tutti gli altri bambini che vede correre contenti per la strada: come ci sono riusciti quei genitori, vedrà che ci riuscirà anche lei.

Ecco… quindi, stia tranquilla e cominciamo.

Allora, abbiamo detto che adesso che il bimbo compie 8 mesi cominceremo con alcuni facili esercizi: il primo è semplicissimo, metta il bimbo sulla schiena e gli faccia fare la “bicicletta”. Diciamo 10-15 minuti alla volta due volte al giorno, alle 11 e alle 18, ovvero PRIMA dei pasti. Non c’è bisogno di alcuna attrezzatura speciale, per cui non deve acquistare niente di specifico. Può andare avanti così per un paio di settimane in modo da rafforzare i muscoli e abituare il bambino al movimento.

Durante il resto della giornata bisogna cominciare a far abituare il bambino alle scarpe. In farmacia troverà le scarpe tipo “0” che sono state pensate appositamente per i bambini della sua età. Sono particolarmente morbide, ma hanno comunque la struttura di una scarpa vera. Resista alla tentazione di prendere scarpe “normali”; quelle adesso non sono adatte e possono fargli male in quanto il piede e la struttura ossea della caviglia non sono ancora pienamente formate.

È possibile che il bambino all’inizio non le vorrà mettere e che si lamenterà, ma è importante insistere dolcemente e fargliele accettare, altrimenti sarà sempre più difficile riuscirci. Cominci per un’oretta al giorno e mano mano aumenti il tempo, fino a raggiungere almeno le 2-3 ore al giorno, o di più se al bambino piace.

Dopo due settimane di “bicicletta”, sarà giunto il momento di far fare al bambino il suo primo passo. Per questo le consiglio di prendere uno di quei girelli specifici che si vedono in commercio. Ce ne sono di tante marche e di tutti i prezzi. Scelga quello che vuole, l’importante è che anche questo sia del tipo “0”, cioè specifico per i bambini da 8 a 10 mesi che devono imparare a fare i primi passi. Usarlo è facilissimo. Basta seguire le istruzioni e mettere il bambino nell’apposita imbragatura che lo aiuterà a sostenersi. Ma mi raccomando, regoli l’altezza in modo da assicurarsi che i piedi tocchino terra, altrimenti come fa a fare il suo primo passo?

A questo punto il bambino proverà a spostarsi usando entrambi i piedi o a fare movimenti scomposti. Quello che lei dovrà fare è prendere le gambe del bambino e mettergli un piede davanti all’altro, così da farlo camminare… un passo alla volta, piano piano. Stia tranquilla che non c’è fretta.

È possibile che il bimbo si metta a piangere e che non voglia stare sul girello, ma lei provi a tranquillizzarlo e vedrà che piano piano si abituerà. Gli parli con calma e stia attenta a non trasmettergli la sua ansia; si sa… i bambini queste cose le sentono subito. Si ricordi che il bambino è stato finora solo sdraiato o al massimo a 4 zampe, per cui stare in piedi per lui è tutta una novità e può non piacergli. Tuttavia, le ripeto che per il corretto sviluppo delle gambe e della colonna vertebrale, è importante che faccia questi esercizi. Con il girello comincerà solo per pochi minuti e piano piano allungherà le sessioni fino a farne due al giorno da 30-45 minuti l’una. Nel frattempo continui con la bicicletta sempre più o meno agli stessi orari.

Mentre usa il girello e anche dopo il termine degli esercizi, le consiglio di utilizzare i calzini appositi. Anche quelli li trova facilmente in tutti i negozi specializzati. Le dico di prendere quelli e non calzini “ordinari”, perché quelli per bambini che imparano a camminare sono fatti di un materiale speciale che favorisce la traspirazione del piede e aiuta la circolazione del sangue, tutti fattori fondamentali per evitare che il bambino sviluppi malattie circolatorie più in là. Molto utile è anche una crema specifica da applicare su piedi, gambe e schiena che favorisce lo sviluppo della muscolatura e allo stesso tempo idrata la pelle – che con questi nuovi sforzi che fa il bambino, potrebbe finire per seccarsi… ecco, le segno il nome su questo foglietto…

Quindi, riassumiamo:
– da subito abituare il bambino alle scarpe, da pochi minuti al giorno fino ad arrivare a qualche ora.
– al compimento degli 8 mesi, bicicletta due volte al giorno prima dei pasti, 10-15 minuti alla volta
– dopo due settimane cominciamo con il girello: si comincia da qualche minuto al giorno, allungano piano piano. Verso i 10 mesi farà pratica sul girello per 30-45 minuti circa 2 volte al giorno. È importante che lei faccia camminare il bambino muovendogli le gambe.
– utilizzare i calzini per favorire la circolazione ricordarsi di passare la crema rafforzante.

Lo so che tutto questo le può sembrare difficile, ma una volta entrata nella routine, vedrà che non le peserà. Pensi sempre che sono cose in-dis-pen-sa-bi-li per il corretto sviluppo osseo del bambino: gambe, spina dorsale, muscolatura… tutto fa perno su questi esercizi. Se il bambino non vuole cooperare, cerchi sì di assecondarlo, ma senza mollare del tutto la presa, altrimenti ci saltano tutte le tappe successive e non vogliamo che il bambino non cammini, vero signora?

Lo so signora, ha ragione. Se fosse tutto facile come per il mangiare… ma purtroppo non è così. Qui non si può lasciare fare alla natura, la ricerca ce lo dice chiaramente. Se il bambino non mangia c’è sempre il latte, ma se non mi cammina che facciamo? Stia tranquilla, quando vedrà correre il suo bambino capirà che ne è valsa la pena.

Ci rivediamo tra un paio di mesi per la prossima fase.

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