I 10 errori più comuni che si fanno quando si guardano le curve di crescita



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corve di crescita errori

 

Quando si parla di crescita, i bambini non sembrano mai crescere il giusto. Crescono sempre troppo o troppo poco. Questi pregiudizi spesso e volentieri possono essere ricondotti a un utilizzo o un’interpretazione sbagliata delle curve di crescita.
Ciao, sono Andrea di auto svezzamento.it. In questo video vi voglio far vedere i 10 errori più comuni che si fanno quando si utilizzano le curve di crescita per valutare come crescono i nostri figli.
Per prima cosa se non sapete cosa sono le curve di crescita o volete approfondire l’argomento guardate il video dove parlo e che vedete linkato qui in alto, poi ci rivediamo qui.
Al termine di questo video vi dirò qual è secondo me l’errore più importante e più comune che in tanti, anche gli operatori sanitari, fanno. Quello che poi vorrei VOI faceste è che nei commenti raccontaste la vostra esperienza: specialmente se pensavate che vostro figlio non cresceva bene e magari, dopo aver visto questo video, sospettate che forse tanti problemi non c’erano. E ricordate che condividere le proprie esperienze è importante per i genitori che verranno dopo di voi. Io vi posso raccontare la teoria, ma l’esperienza di prima mano di chi ci è passato è sempre fondamentale.
Ma bando alle ciance e cominciamo

1) Pensare che i percentili alti siano da preferire a quelli bassi

Un classico. I bambini che seguono un percentile basso ai nostri occhi sembrano sempre in qualche modo sbagliati, mentre quelli che stanno su percentili alti sono sempre il ritratto della salute. Ma questo è solo un pregiudizio. Le curve di crescita rappresentano lo sviluppo di bambini sani. Essere al 15° percentile vuol semplicemente dire che ci saranno 14 bambini SANI che pesano di meno del mio e 84 che pesano di più. Tutto qui. Se un bambino segue la sua curva, il fatto che questa sia alta o bassa non ci dice NULLA sul suo stato di salute.

2) Dimenticarsi la genetica (ovvero guardiamo i genitori)

Facciamo l’esempio di due genitori dove lui è alto oltre 2 metri e pesa sui 100 kg, mentre lei è 1,85 m e pesa sugli 80 kg; il figlio probabilmente verrà molto alto e in carne. Analogamente, se lui è 1,65 m e lei è 1,45 m, entrambi mingherlini, se il figlio si stabilizza su percentili bassi non ci sarebbe niente da stupirsi. Tuttavia mi è capitato più di una volta di essere contattato da genitori preoccupati perché il figlio era, a dir loro, piccolino ma si erano scordati che loro stessi non erano giganti.
Chiaramente questa è una semplificazione perché l’ereditarietà dei tratti genetici è una cosa complicata – magari voi siete dei giganti, ma il nonno è piccolino – ma è comunque un punto di partenza.

3) Fissarsi con il 50° percentile

curva crescita 50° percentile
1. Esempio di curva di crescita con il 50° percentile ben evidenziato
Curva crescita
2. Esempio di curva di crescita senza alcun percentile messo in evidenza

Un altro classico. In tanti credono che se stai sopra il 50° percentile va bene, mentre se stai sotto c’è qualcosa che non va. Abbiamo visto un minuto fa che questo non ha senso, tuttavia la percezione del 50° percentile visto come ideale o come spartiacque è un problema serio che di fatti è stato affrontato anche in alto loco. Guardate qui: questa, immagine 1, è una curva di crescita del 2009, quando è nata la mia prima figlia, del tipo che venivano date ai neogenitori – per chi non lo sapesse noi siamo nel Regno Unito. Come vedete, non serve far notare dove sia il 50° percentile perché, grazie alla linea più spessa è assolutamente in primo piano. Chiunque, vedendo questa immagine, anche senza rendersene conto, trarrebbe la conclusione che il 50° percentile rappresenti un dato in qualche modo importante. Siccome questi grafici venivano dato a tutti i neo genitori, il ministero della salute britannico si è reso conto che mettere in evidenza il 50° percentile trasmetteva un’informazione sbagliata e così sono corsi ai ripari. Dopo neanche tre anni siamo passati a questo tipo di grafico, immagine 2. Vedete, dov’è il 50° percentile? Boh… lo devi cercare in quanto non è più ovvio; l’enfasi è scomparsa del tutto. Se poi andiamo ulteriormente avanti nel tempo, per fortuna si sono resi conto che il problema era alla base, ovvero distribuendo ai neogenitori un set di curve di crescita, si dava loro un qualcosa che non avevano gli strumenti e le conoscenze per comprendere appieno e difatti oggi non sono più comprese nel libretto informativo che ricevono. E MENO MALE!
Comunque… finora abbiamo parlato di pregiudizi legati alla nostra percezione di come dovrebbe crescere un bambino. Ora invece vediamo quali sono gli errori statistici – sistematici che si fanno più spesso e cominciamo con il punto

4) Cambiare bilancia

Pesare usando bilance diverse è sempre rischioso, specialmente se non sono elettroniche e tarate nello stesso modo. Questo è uno dei motivi per cui pesare in posti diversi non è mai una buona idea. Se possibile bisogna sempre utilizzare la stessa bilancia, possibilmente elettronica. Il problema è che tante volte i genitori usano la bilancia della cucina o simile, il che va benissimo per carità, ma avrà una taratura diversa e misurerà con un grado di accuratezza minore, rispetto a quella pesa-bambini, rischiando così di distorcere la misurazione e far finire il bambino sulla curva di crescita sbagliata. Ma badate bene, prima che vi affrettiate ad affittare una bilancia pesa-bambini, passiamo al punto successivo…

5) Troppa precisione

Il pediatra ci dice che il nostro bambino pesa 6,320 g, con una precisione che si spinge fino a 10, se non 5 g a seconda della bilancia utilizzata, ovvero il peso varia tra, al massimo 6,310 g a 6,330 g, e concludiamo che nostro figlio sia al 27° percentile – per dire. Ma ha un senso dare numeri così precisi? O stiamo dando davvero i numeri? Effettuare una misurazione con una precisione così spinta ci fa pensare che questa sia pressoché esatta e l’incertezza molto bassa. Dopo tutto, usiamo una bilancia elettronica che costa un botto di soldi, stiamo attenti a tutti i protocolli, pesiamo sempre allo stesso momento della giornata, ecc.
Però dire che un bambino pesa “6,320 Kg” non vuol dire che pesi effettivamente 6,320 Kg, ma il peso effettivo sarà lì intorno. Sarebbe più accurato dire 6.3 ± , che so, 150 g, non 10 g. Il peso VERO sarà compreso tra 6.150 Kg e 6.450 Kg, e ugualmente, il percentile più che un numero singolo sarà una fascia all’interno della quale ci muoviamo. Questo è un concetto fondamentale per capire da dove vengono le oscillazioni del peso dei bambini intorno alla presunta curva di crescita . Il problema nasce perché quello che si fa è…

6) Dimenticare gli errori di misurazione inevitabili

Per chiarire faccio un esempio. Questo è Anacleto (vedi immagine in alto); ha 6 mesi e lo stiamo portando a fare il Bilancio di salute. Il pediatra, al termine della visita, ci dice che pesa 7,360 Kg, ovvero è finalmente salito sopra il 9° percentile, anzi si sta avvicinando al 25°! con grande felicità di genitore e medico i quali hanno fatto i salti mortali per fargli mettere su un po’ di peso. Un momento, però… qui abbiamo il pannolino che abbiamo provveduto a togliere prima della pesata, e qui abbiamo 50 g di pipì, 100 g di cacca e 250 g di latte. Ma la pipì e la cacca dove sono, nel pannolino o ancora nella pancia del bambino? E il latte, è nel bambino o nel seno della mamma? Nel caso più estremo potrebbero essere tutti nella pancia del bambino il cui peso in questo caso ipotetico risulterebbe sovrastimato di 400 g, ovvero il peso “vero”, una volta tolta la zavorra dovrebbe essere di 6,960 Kg. Invece il genitore pensa che il peso vero sia proprio quel 7,360 kg e se ne va a casa tutto contento perché il bambino è stato “bravo” e ha messo su un bel po’ di peso. Ma poi che succede? Alla pesata del mese successivo il caso vuole che nel pannolino di Anacleto ci siano tutta la cacca e la pipì che aveva in corpo, e quella mattina non ha preso neanche una goccia di latte perché si era stranito. Ed ecco che al momento clou scopriamo che Anacleto pesa più o meno lo stesso del mese scorso. Così in un attimo invece di un genitore contento abbiamo un genitore di nuovo in crisi, mentre il pediatra guarda la curva di (non) crescita con sospetto. Il bambino che era stato così bravo il mese precedente è di nuovo sceso al di sotto del 9° percentile. Ma cosa è successo in realtà? Il bambino è cresciuto i circa 400 g che la sua curva dice che dovrebbe aver fatto, ma questa crescita è stata completamente nascosta dal fatto che non aveva più la zavorra di pipì, cacca e latte. Insomma, il problema è sempre lo stesso: non parliamo di cose inanimate, ma di esseri viventi, anzi di un essere SINGOLO che difficilmente riuscirà a seguire l’andamento di una curva matematica che sappiamo rappresentare un’idealizzazione. Non parliamo poi se un bambino è stato male, ha avuto un virus intestinale o, all’estremo opposto dello spettro, uno scatto di crescita. Insomma, gli errori di misurazione inevitabili sono tanti e sono spesso e volentieri dell’ordine di grandezza della crescita stessa, il che spiega bene perché pesare con troppa precisione – puramente apparente – sia solo un modo per aumentare lo stress. La bilancia, anche se sembra darci un numero preciso, ci dà solo una stima di quello che è il peso vero del bambino, ma vedere l’ago che non si muove e il percentile che scende è un qualcosa che scuote gli animi di tutti i genitori. Il che ci porta al prossimo punto

7) Considerare solo una pesata

Questo è un altro errore comune e gravissimo. Come abbiamo appena visto, una sola pesata non ci dà alcuna informazione, né nel bene, né nel male. Ci vuole sempre pazienza e vedere le cose come si sviluppano nel tempo per cercare di discernere un trend e annullare tutti gli errori che, nonostante tutta la nostra più buona volontà, sono inevitabili. Però non dobbiamo allo stesso tempo…

8) Pesare troppo spesso

Questo è un altro classico. Siccome mio figlio cresce poco, lo peso più spesso per controllarlo meglio. Ma per controllare cosa? Più spesso pesiamo, più il rumore di fondo sarà maggiore del cambiamento di peso, per cui l’unica cosa che stiamo facendo crescere è la nostra ansia
Ma poi c’è l’errore più grossolano e incredibile, ovvero

9) Scrivere il numero sbagliato

Non ci crederete, ma accadde e accade più spesso di quanto non si pensi, tant’è che nelle linee guida di come si dovrebbe pesare un bambino c’è scritto di fare attenzione a scrivere la cifra giusta e di farla controllare. A me è capitato più di una volta di ricevere un messaggio da un genitore allarmato il cui figlio aveva perso un Kg da un mese all’altro. Io, incredulo, chiedo se fosse stato male o fosse successo qualcosa, ma la risposta era sempre no. Poi chiedendo di vedere le pesate saltava fuori che c’era stato questo picco inaspettato, che se lo elimini il resto delle pesate seguono tutte la loro bella curva. È più facile di quanto non si pensi che si scriva 7,67 invece di 6,77. Dopo tutto siamo umani.
Ma allora, qual è l’errore peggiore di tutti?

10) Il peggiore è… guardare le curve; prenderle in considerazione

Chiediamoci: perché pesiamo un bambino, perché guardiamo una curva di crescita? Cosa ci aspettiamo di ricavarne? Abbiamo visto che le pesate, anche se sembrano essere precisissime, sono inevitabilmente mescolate ad errori più o meno grossolani. Abbiamo anche visto che seguire una curva alta o bassa è irrilevante. Inoltre sappiamo, o dovremmo sapere, che i bambini, in quanto esseri viventi, non sempre si adeguano a quelle che sono le astrazioni matematiche rappresentate dalle curve di crescita. Eppure, sia gli operatori sanitari che i genitori continuano a consultarle come se fossero l’oracolo di Delfo, così da assicurarci che nostro figlio stia bene e stia crescendo in modo corretto. Sono troppo pochi a rendersi conto che per giudicare lo stato di salute di un bambino non serve la bilancia; Invece di fare pesate continue, affidiamoci all’esame occhiometrico che è quello che abbiamo sempre a disposizione e che possiamo usare tutte le volte che vogliamo senza rischi. Eppure non ci fidiamo più dei nostri occhi e preferiamo affidarci a delle curve matematiche, ma siamo poi sicuri che queste curve ci diano informazioni davvero utili?
Se poi il pediatra ritiene importante pesare periodicamente il bambino, va benissimo, ma ora avete gli strumenti per interpretare in modo corretto il dato che vi viene fornito, e magari aiutate anche il pediatra in questo compito gravoso.

E voi, che esperienza avete avuto in relazione alle bilance pesa-bambini e alle curve di crescita? Vi riconoscete in nessuno di questi “errori più comuni”? Raccontate la vostra esperienza nei commenti.

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Ciao, e alla prossima!

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4 comments

  1. chiara says:

    Presente! Chiara mamma di Simone di 11 mesi. Noi siamo incappati nei percentili proprio la prima settimana dove il mio bimbo non si attaccava bene al seno e di conseguenza ha subito un calo fisiologico drastico (alla nascita 3,360, uscendo dall’ospedale 3,000 kg, dopo una settimana 2,890…). Quel 3percentile ci ha accompagnato per il primo mese e mezzo, dove ho intrapreso una vera battaglia per non integrare l’artificiale (tenendo un diario latte, sonno, pipì e pupù per ben 3 mesi). Purtroppo al secondo mese il peso era rimasto sui 3,000 kg (ma Simone sempre in salute e particolarmente vivace e allegro)…purtroppo ho ceduto all’ansia e ho integrato. Però dopo tutto si è risolto perché persino il mio allattamento ne ha giovato rilassandomi e oggi a 11 mesi non solo Simone si sta autosvezzando in maniera serena (mangia tutto con le sue manine e apprezza anche diverse consistenze già dal sesto mese) ma soprattutto lo allattoancora e sono riuscita a togliere quasi del tutto l’artificiale. Col senno di poi penso che se avessi avuto più coraggio sarei riuscita a non farmi terrorizzare da quel 3percentile. Oggi siamo ben sopra i 10kg e va bene così!

    • Andrea says:

      Eh, sì. Però c’è da dire che gli interventi di supporto a inizio allattamento sono doverosi (quando ci sono e funzionano). Nel complesso mi sembra ti abbiano assistito bene, di fatti sei qui a testimoniarlo ;)

  2. Consuelo says:

    Eccomi!!
    “Vittima” del 50° percentile evidenziato!
    È verissimo, senza una guida che spieghi come funzionano realmente, subentra la paranoia del “non cresce come dovrebbe”!!
    E non basta la rassicurazione della pediatra, perché a volte basterebbe chiarire il perché è tutto ok e non solo dire che è tutto ok.
    Sono pretenziosa? Forse, lo ammetto. Ma mia figlia ha poco più di due anni ed io, per un anno e mezzo ho avuto paranoie vere sul fatto che non crescesse a sufficienza. In altezza soprattutto, nel mio caso. E l’idea che fosse sotto media e che potessero esserci problemi nello sviluppo superava di gran lunga il ragionamento sulla genetica, anche perché il secondo figlio è al 97° percentile (9 mesi) e si percepisce ancora di più la calma (come dico io) della crescita della prima.
    Magari con un po’ di buon senso, e fermandomi a ragionare a mente fredda, mi bastava dire “lei ha preso fal ramo basso e lui dal ramo alto delle nostre famiglie”, però secondo me per una madre l’aspetto emotivo va sostenuto anche da qualcosa di più concreto, che l’aiuti a fare ragionamenti più positivi.
    Spero di non essere andata fuori argomento, non essendo un’esperienza legata al peso, però le curve di crescita possono far “danni” anche sulla lunghezza e altezza dei bimbi (ci è capitato pure l’errore di misurazione, che a distanza di qualche mese me la vedeva pure accorciata!!!)

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