Faccio autosvezzamento per cui gli posso dare tutto?



Anche questo è cibo per lo svezzamentoEcco alcuni esempi di affermazioni che ho trovato su altri forum girovagando in rete:

“Io faccio autosvezzamento, per cui do tutto a mio figlio”

“Ah, se lo avessi saputo avrei fatto autosvezzamento, così non avrei perso tempo con gli schemini”

“Con l’autosvezzamento posso dare tutto”

Frasi come queste (e che leggo spesso qui e là) non hanno senso poiché è vero il contrario.

Non do tutto al mio bambino perché faccio autosvezzamento, MA FACCIO AUTOSVEZZAMENTO PERCHÉ POSSO DARE TUTTO AL MIO BAMBINO

La differenza è chiaramente sostanziale e non è un semplice puntiglio in quanto quello che cambia è il rapporto causa-effetto.

Immagine dell'autosvezzamento

Paola: “Sto seguendo questo schema, ma mi trovo proprio male…”
Francesca: “Allora fai autosvezzamento, così puoi dare tutto!”

Leggendo in rete vedo che in molti credono, come l’ipotetica Francesca, che l’autosvezzamento sia solo un metodo “magico” che ti consente di svincolarti dalle tabelle d’introduzione degli alimenti: “faccio autosvezzamento, quindi non seguo uno schema”. Questo discorso è privo di logica in quanto i concetti di “schema di svezzamento” e di “autosvezzamento” sono completamente svincolati tra di loro. Infatti non seguire uno schema non significa necessariamente fare autosvezzamento, così come si può fare autosvezzamento anche seguendo uno schema (per motivi vari quali allergie, particolari diete di famiglia, ecc… nonostante non sia la norma né, allo stato attuale delle nostre conoscenze, necessario).

Abbiamo già discusso il fatto che esistono molti schemi di svezzamento e si è detto

se questi schemi avessero un minimo di fondamento sarebbero più uniformi tra loro. Tra l’altro non dimentichiamoci che basta andare all’estero e si scopriranno schemi completamente diversi o, in molti casi, un’assenza totale di schema.

Quest’affermazione è vera (o, se volete, falsa) indipendentemente dall’approccio scelto per lo svezzamento; in altre parole, non c’è davvero bisogno di seguire (o, se volete, è assolutamente indispensabile) un determinato calendario di introduzione degli alimenti, indipendentemente dal fatto che il bambino si autosvezzi o si vada avanti a pappe.

Il menù prescelto per il bambino non c’entra niente.

Ma allora che cosa vuol dire fare autosvezzamento? Un buon punto di partenza è rispondere alle seguenti domande:

  • Chi decide quando il bambino deve passare ai solidi?

Ricordiamo che l’autosvezzamento è un processo orizzontale, non verticale, per cui tutte le poppate vengono piano piano sostituite dal cibo solido, non vengono eliminate una per volta più o meno all’improvviso e arbitrariamente.

  • Chi decide che cosa deve mangiare il bambino?

Dato che non c’è uno schema d’introduzione degli alimenti e siccome, soprattutto all’inizio, gli assaggi sono minuscoli, è il bambino a scegliere (ecco la richiesta) cosa mangiare dalla tavola condivisa con i genitori (dando magari anche cibo indiano, come suggerito nella figura in alto; dopo tutto in India come fanno?).

In conclusione, l’autosvezzamento non si identifica con il menù ma esclusivamente con l’atteggiamento che i genitori hanno nei confronti del bambino e della sua competenza.

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86 comments

  1. Sara says:

    Riprendo un commento di Ada perché è un cruccio che ho anche io e mi piacerebbe sentire altri pareri. Vorrei tanto fare AS, ma ho due problemi di fronte: il primo è che purtroppo per lavoro devo riprendere ad andare alcuni giorni fuori città, quindi non posso allattare (avrei tanto preferito di no, ma per tante ragioni ho scelto di fare così); il secondo, che un problema non è!, è che mio figlio dimostra di essere stanco dell’allattamento, molte volte mangia da me in modo svogliato, di solito vuole essere allattato solo in momenti “coccola” (a cena e con una poppata notturna o mattutina). All’inizio ho provato a lasciarlo mangiare da solo, ma si irritava tremendamente perché era inefficiente e chiedeva di essere imboccato, anche ora se gli do del cibo in mano spesso non lo afferra ma spalanca la bocca chiedendo di aiutarlo a mangiare. Conclusione: mangiamo tutti insieme quello che preparo per tutti e lui viene imboccato; frullo poco, quello che frullo per noi (siamo amanti di vellutate e minestre), per il resto spezzetto (ad esempio ieri abbiamo mangiato il sampietro con le carote, ho pulito attentamente il suo dalle lische e fatto le carote a pezzettini). Non lo forzo mai a mangiare, se chiede di più glielo do, se chiede di mangiare da solo lo lascio, se indica che vuole quello che c’è nel nostro piatto glielo do (anche se è identico a quello che sta mangiando, magari solo non tagliato), quando taglio i cibi lo faccio di fronte a lui, in modo che impari a riconoscere ciò che mangia (e credetemi, sa perfettamente come sia fatta una banana o una pera, appena la afferro spalanca la bocca!), nomino sempre quello che sta mangiando e se “cuciniamo” insieme, gli faccio vedere anche i cibi prima di essere cotti. Se mangiare diventa un dramma (di rado, ma succede) e capisco che vuole una coccola, lo attacco al seno e di solito in quei casi poi chiede di essere rimesso a tavola e di mangiare! Che ne dite? Non so se possa chiamarsi AS (e chissene), ma mi sembra che mio figlio sia sereno. Altre esperienze simili?

  2. sara_puravida says:

    Ciao! Ho una bimba di quasi un anno, ho pensato all’autosvezzamento ma non mi ha convinto il fatto che, seguendo un’alimentazione prevalentemente vegana basata su cereali integrali, legumi e verdure, avevo paura di darle troppe fibre e provocarle quindi carenze nutrizionali. Qualcuno ha esperienza di autosvezzamento vegano??
    Grazie!
    Sara

  3. claudia brancato says:

    la mia unica perplessità su fargli assaggiare i cibi che mangiamo noi a tavola, è che questi ultimi contengono sale, che io nn vorrei dare a mio figlio. è corretto?

  4. GiorgiaDeAntonio says:

    Ada Moreschi io sono di Genova mi potresti indicare alcuni di questi pediatri che consigliano autosvezzamento??? Il mio quando ho detto che Mia rifiutava le pappe mi ha detto di aggiungere sale o zucchero o darle una pappa commerciale…….a quel punto non gli ho neanche detto che volevo fidarmi di lei e fare autosvezzamento

  5. Laura Capra says:

    Si Vittorina, quello che non mi torna è il far assaggiare tutto entro la fine del sesto mese, quando l’OMS dice di cominciare dopo i 6. L’ironia sulla psicoterapeuta l’avevo capita :-)

  6. Vittorina Buttafuoco says:

    Se l’ultimo commento sono io, stavo scherzando sul non-senso di una psicoterapeuta junghiana che stabilisce ordine di introduzione del cibo. Purtroppo per quanto vecchia come il cucco la questione della tempistica dell’introduzione dei cibi è ancora molto seguita dai pediatri. E poiché le mamme chiedono al pediatra lumi sullo svezzamento nella quasi totalità dei casi, è davvero difficile sentirsi liberi di scegliere come svezzare con paletti così rigidi, senza parlare delle allergie iatrogene che continuano a esserci.

  7. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Ahahahaha, no, però onestamente credo di averci pensato un po’ all’inizio di figlia 1, poi con figlia 2 praticamente per niente (e onestamente non c’era neanche il tempo di fare altrimenti :D )/A.

  8. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Secondo me bisogna semplicemente non pensarci (cosa che accade dopo pochi giorni dall’inizio), ma mettersi semplicemente a mangiare tutti assieme senza particolari patemi o pensieri, e lasciare che la natura segua il suo corso. Non credo ci sia davvero bisogno di altro. Dopo tutto quando il bambino impara a camminare o a parlare come ci comportiamo? Perché per il cibo dev’essere così diverso?
    Non credo che serva altro che avere genitori che si siedano intorno alla tavola (e a dire il vero forse neanche quello, ma di certo aiuta tutti a lungo termine). /A.

  9. Ada Moreschi says:

    All’inizio mia madre era terrorizzata (ora si è riempita la dispensa di fusilli, che è un passo avanti, ma, davvero, non è più necessario neanche il fusillo!), lei è della scuola “a pranzo, se non ci sono ospiti, apro il frigo e mangio in piedi”. Noi arrivavamo e mia madre mi presentava il pranzo che riteneva più adeguato per suo nipote. Mio figlio era uno di quelli da “butta mezzo kilo se no non basta per tutti e tre!” e quindi attendeva la cena per rifarsi (anche lui non apprezza il gusto delicato della quinoa ;) ) e c’è da dire che non ha mai insistito perché mangiasse (ogni tanto mio padre abbandonava la postazione computer per deliziarci con fantastici aeroplani e trenini sonori, ma senza grandi successi). Però da come è scritto il post sembra che l’autosvezzamento sia un abito che si può indossare comunque. Voglio dire, se uno fa salvi i presupposti dell’AS (attendere la richiesta del bambino, condividere il momento dei pasti, ecc…) e constatato che gli schemini sono una boiata, si può dire che l’omogeneizzazione condivisa sia valida? Forse manca un post sul perché facciamo AS… Perché così al nido ci fanno tutti i complimenti? Perché non dobbiamo perdere tempo a frullare il filetto? Per poter postare foto di cibi improbabili nelle manine dei nostri bambini sulla pagina di AS? O forse perché, citando, noi siamo gli archi e i nostri figli le frecce e con l’AS li dotiamo della capacità di “adeguarsi” (meglio un sinonimo) a ciò che lì fuori troveranno (penso al famoso mandarino con i semi)? A volte sento la mancanza di qualcuno che me lo ricordi ;)

  10. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    mah… il problema è che all’inizio prepari per lui con porzioni prestabilite. Inoltre mangi forzatamente a parte, o quanto meno cose diverse (non nel tuo caso…). Diciamo che è un passo avanti. Ma non poteva preparare un passato di verdure per tutti?
    Certo. sarà che a me la quinoa proprio NON piace. Ma poi… perché passarla? è di dimensioni paragonabili a 1 micron :D /A,

  11. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Laura Capra, esattamente. La non-questione dell’introduzione di questo o quel cibo è vecchia come il cucco :D

  12. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Laura Capra, esattamente. La non-questione dell’introduzione di questo o quel cibo è vecchia come il cucco :D

  13. Laura Capra says:

    Un punto di domanda per l’ultimo commento.
    Per quanto voleva dire Andrea, credo intendesse che anche con lo svezzamento tradizionale si può dare tutto subito, lo dice anche il ministero della salute che l’ordine di introduzione dei cibi non riveste più l’importanza che gli veniva attribuita in passato. I punti cardine dell’as sono altri, cioè se usiamo la terminologia più corretta (alimentazione complementare a richiesta) la richiesta da parte del bambino e il fatto di non sostituire i pasti alle poppate, ma far si che sia un’integrazione graduale

  14. Ada Moreschi says:

    Domanda: ma se esiste lo svezzamento tradizionale col cibo non convenzionale, esiste anche l’autosvezzamento al cucchiaio? Mi spiego meglio, la mamma che prepara la crema di cereali, il passato di carote e la mela grattugiata, mette tutto questo ambaradan separato davanti al bambino e aspetta che lui si serva nel modo e nella quantità che preferisce, mangiando con lui, è autosvezzamento? A me è capitato di andare dai miei e di mangiarmi il passato di quinoa e la crema di zucchine che mia madre aveva preparato per mio figlio proprio per fare fede al mio impegno (adesso non ditemi che potevo mangiarmi la lasagna!!!). Può essere autosvezzamento? (Secondo me no, ma perdi tutti i kili presi durante la gravidanza, questo è certo!!! ;-) )

  15. Vittorina Buttafuoco says:

    Ma come ci entra il buon Jung con la sequenza di introduzione dei cibi?!? Da pediatra vi posto dire che esiste una finestra di tolleranza immunologica, particolarmente attiva tra i 4 e i 6 mesi e che quindi sarebbe importante far assaggiare di tutto entro la fine del sesto mese…
    E al buon Jung lasciamo le considerazioni sull’anima mundi ;-)

  16. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Riguardo a chi dice di essere entrato in confusione, avete letto il post che ho messo? Mi sembra che sia abbastanza chiaro su questo punto e se no, chiedete cosa non è chiaro. /Andrea

  17. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Grazia Nardomarino, fammi capire… il fatto di essere (faccio copia/incolla) “psicologa, psicoterapeuta e analista Junghiana” in che modo la rende qualificata per impartire i consigli di cui sopra? E se era Freudiana che succedeva? /Andrea

  18. Simona Guidetti says:

    Per chi parlava del concetto di dare: io credo che molti lo intendano come ‘mettere in tavola’. Il bimbo sarà anche in grado di scegliere cosa mangiare ma non può certo prepararsi il pranzo! Quindi gli ‘dai’ o gli ‘proponi’ le stesse cose che msngi tu, poi lui sceglie cosa e quanto mangiare di quel che c’è. E poi, io mia figlia a volte la imbocco, ma a richiesta: lei chiede e io le do il boccone. Quando non chiede più smetto. Non credo che questo non sia AS..

  19. Francesca Feroldi says:

    La tabella infatti è di svezzamento tradizionale, non AS, e anche io trovo che stavolta chi fa la pagina abbia fatto un errore di comunicazione:l introduzione al link lo contraddice in pieno

  20. Ornella Scardina says:

    anche io sinceramente dalle mie letture, anche di piermarini, ho capito che dopo i 6 mesi si possono introdurre tuttti i cibi, ovviamente sani e seguendo un’alimentazione secondo la piramide alimentare. personalmente poi io non facccio leccare neanche il gelato o cose simili, non do miele nè yougurt fino all’anno e vado molto cauta con il fomaggio, per mie convinzioni personali. poi leggevo per esempio che non vanno dati alimenti integrali, ma chiesto alla pediatra visto che mia figlia aveva feci come pongo e mi ha detto di introdurli perchè la bimba cresce molto bene e non devo avere paura che non assimili dei componenti. quindi a mio parere come tutte le cose ci vuole buon senso ed un’anamnesi del bambino e famiglia. se io avesi casi di allergia forte in famiglia sicuramente mi porrei il problema del pomodoro oo di altri alimenti allergeni.

  21. Vittoria Colonna says:

    Qualcuno della pagina dia stubito un a spiegazione di quanto riportato sopra ad introduzione del link. Forse avete sbagliato formalmente a scrivere, state mandando nel pallone le migliaia di mamme che seguono questa pagina.

  22. Francesca Feroldi says:

    Il punto è capire cosa si intende per tutto. Vuol dire che subito gli do fritti, panna, cioccolato, zucchero? assolutamente no!!vuol dire che gli do uova, pomodori, fragole senza aspettare che abbia tot mesi o anni in base alle tabelle? assolutamente si!io a mio figlio figlio ho dato tutto subito, ma era un tutto sano, non certo un tutto a caso

  23. Manuella Crini says:

    L’AS è un’assenza di imposizione, è lasciare libero il bambino di ascoltarsi, di capire cosa vuol dire “fame” cosa vuol dire “mi piace”, è un atto di libertà che gli diamo, attraverso il cibo che è un veicolo importantissimo per un lattante, il primo modo che ha di conoscere il mondo. Cosa mangia non importa (anche perche non ci sono certezze, si sa che prima dei 6mesi è meglio non dar nulla) tantomeno quanto l’importante è che si senta, senta i suoi confini e li esplori. Altrimenti siamo noi a dire “hai fame” “non hai più fame”, ma il nostro bimbo non siamo noi è un individuo e se lo lasciamo fare da subito crescerà più sicuro di se … Per non parlare dello sviluppo psicomotorio nell’afferrare le cose, o l’esercizio di memoria per riconoscere dai piatti le cose che ama di più, e lo sviluppo sociale nell’imparare a chiedere… Insomma dal cibo passa tanto, non solo il nutrimento!

  24. Beatrice Giuliattini says:

    Se segui una tabella di introduzione dei cibi è svezzamento classico perché decidi tu cosa deve mangiare tuo figlio e quando.

  25. Michela Baezzato says:

    Ho presente il post…parlava di autosvezzamento cucinando il pasto per il bambino seguendo l’introdione graduale dei cibi…in pratica non faceva autosvezzamento…

  26. Ada Moreschi says:

    Secondo me l’errore è nel concetto di “dare”: io non do, è lui che sceglie. E non è una sottigliezza… Abbiamo visto la foto della mamma che imboccava il bimbo di pasta al pomodoro e tonno e ci siamo detti “questo non è AS”. Proprio così! Il concetto non dev’essere riempirgli lo stomaco, ma farli esplorare e prendere confidenza col cibo. Per questo l’introduzione degli alimenti ha il tempo che trova, perchè il più delle volte il bimbo assaggia ed è cominque il latte materno che la fa da padrone. Altro discorso per lo svezzamento classico in cui il bambino, secondo il volere dell’adulto, ingurgita mazzate di cibo per poter sostituire la poppata! E allora sì che bisogna fare attenzione, sia al contenuto (per non sovraccaricare gli organi), sia al formato perché”mi deve mangiare”!!! E comunque ho notato che lasciandolo fare era difficile che provasse due cibi “canaglia” insieme e ogni volta che “introduceva” un cibo nuovo poi la cacca ce la scordavamo per quel giorno (ho sempre pensato che stesse catalogando). Ora mangia tutto quello che mangiamo noi, cioè, niente fritto, pochissimi dolci, verdura a volontà e frutta fresca a go-gò!! :)

  27. Vale Ntina says:

    Sono entrata un po in confusione… io le do quello che mangiamo noi da assaggiare! Ovviamente facendo attenzione che siano cose sane! Ma se abbiamo frittata la mangia anche lei per fare un esempio ( che poi dire mangiare è una parola grossa! Diciamo spizzicare qualcosina!) Quindi invece devo fare attenzione all introduzione degli alimenti?

  28. Francesca Feroldi says:

    Altra cosa, con AS ho imparato ad ascoltare mio figlio e fidarmi di lui, non l ho mai obbligato a finire quello che aveva nel piatto né a mangiare determinate cose e così anche lui ha imparato ad ascoltare il suo corpo. Esempio banale? Col caldo mangia tantissima verdura cruda e rifiuta il latte che invece chiede col fresco, istintivamente il suo organismo sa di cosa ha bisogno e lui in modo inconsapevole cerca gli alimenti necessari

  29. Sabrina Maraboli says:

    col primo figlio ho fatto ciò che voleva lui… Voleva il nostro cibo e non il suo e così ho fatto si che il cibo fosse uguale x tutti… Ho reso più sani i nostri piatti e li abbiamo condivisi… Con la seconda figlia uguale… Col terzo è più difficile perché ha allergie e credo che non sia del tutto pronto… Ma non ha ancora 7 mesi… Assaggia ma davvero piccole quantità… È curioso ma si distrae troppo facilmente… Cmq col terzo figlio ho scoperto che si chiama autosvezzamento e che non sono io matta a farli mangiare così…

  30. Michela Baezzato says:

    Non mi è stata data nessuna indicazione se non qualche “regoletta” (seduta da sola, interesse per il cibo, perdita del riflesso, considerare il latte alimento principale, frutta/verdura/legumi freschi e di stagione, carne/pesce freschi e di ottima qualità, divertirsi e condividere)…sinceramente parlando non ho mai fatto alcuna distinzione e tendo a non farla tuttora per me si parla di svezzamento, di educazione ad una sana alimentazione…il termine autosvezzamento l’ho sentito da una mia amica quando ormai Emma mangiava già qualsiasi cosa da sola (ca 9 mesi)…
    Sul tipo di cucina…da sempre mangiato sano (per me normale) non ho cambiato nulla nella mia alimentazione, il problema me l’ero posto comunque molto prima di iniziare lo svezzamento ovvero quando ero incinta (sto nutrendo bene la mia creatura?) e quando allattavo… Fino all’anno di età i piccoli capricci (che non nego di essermi sempre concessa fino a quando siamo arrivati ai 5 mesi di Emma) li ho rinchiusi nel cassetto, ma ora me li concedo e li concedo anche a lei perché anche questa è educazione alimentare!

  31. Francesca Feroldi says:

    Io sinceramente ho preso l autosvezzamento come spunto per rendere ancora più sana l alimentazione di tutta la famiglia in modo da non negare nulla a mio figlio, né in termini di quantità se lui chiedeva, né in termini di curiosità. Io ho iniziato a mangiare verdura con lui perché dovevo dare per prima il buon esempio! E quando proprio volevo mangiare cose non adatte a lui, lo facevo di nascosto oppure mi tenevo la voglia, molto semplicemente. E con cose non adatte parlo di fritti, panna, anche oggi, dati molto raramente, cioccolata, zucchero, sale fino a una certa età

  32. Francesca Feroldi says:

    Io sinceramente ho preso l autosvezzamento come spunto per rendere ancora più sana l alimentazione di tutta la famiglia in modo da non negare nulla a mio figlio, né in termini di quantità se lui chiedeva, né in termini di curiosità. Io ho iniziato a mangiare verdura con lui perché dovevo dare per prima il buon esempio! E quando proprio volevo mangiare cose non adatte a lui, lo facevo di nascosto oppure mi tenevo la voglia, molto semplicemente. E con cose non adatte parlo di fritti, panna, anche oggi, dati molto raramente, cioccolata, zucchero, sale fino a una certa età

  33. Alessandra Tamburello says:

    Io non sono solita commentare le scelte altrui, al massimo sono gli altri che commentano le mie! Spesso dopo che vedono che a mio figlio lascio via libera a tutto il cibo che mostra di voler provare fanno le battute tipo “ah allora posso fargli bere il vino?”
    Tristezza…

  34. Alessandra Tamburello says:

    Io non sono solita commentare le scelte altrui, al massimo sono gli altri che commentano le mie! Spesso dopo che vedono che a mio figlio lascio via libera a tutto il cibo che mostra di voler provare fanno le battute tipo “ah allora posso fargli bere il vino?”
    Tristezza…

  35. Nicole Fontana says:

    Mai fatta distinzione sul cosa nel senso che cerco di seguire per tutta la famiglia la piramide alimentare. Faccio invece distinzione sul come: la tabella rigida dello svezzamento classico che mi scadenza il quando ed il come stile regime militare non mi ha mai convinto. Mi sono messa nei panni del piccolo che da un giorno all’altro si vede sostituire la poppata del pranzo con qualcosa che non conosce e che solo lui mangia e ho optato per l’AS. Volevo che guidasse lui lo svezzamento e scoprisse il cibo con i suoi tempi e con le sue modalità. All’inizio manipolava e annusava tanto, poi i primi timidi assaggi e ora a 15 mesi, pasti completi. Un bellissimo viaggio.

  36. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Martina Maccione, tu cerchi di cambiare le abitudini di TUTTA la famiglia. Al di là delle etichette, meglio di così non si può fare :) /A.

  37. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Manuela Andrea Serra, il cibo indiano sì che è stato inventato dal demonio per tentarci. È UNA DROGA!!! Comunque noi lo abbiamo sempre mangiato. Magari cerchiamo anche varianti meno piccanti (a me piace bello “focoso” :D ), ma al di là di questo dato che le spezie le abbiamo sempre usate in abbondanza, non c’è motivo di evitarlo. È poi come fa in India un miliardo di indiani? (anzi, visto il tasso di crescita della popolazione, forse aiuta la fertilità e la crescita :D:D :D ) /A.

  38. Silvia Selis says:

    Dipende… La differenza può essere anche in termini di cibi concessi se nello svezzamento tradizionale si segue una tabella di inserimento degli alimenti e se il pediatra (ancora???) ti dice che l’inserimento precoce di alcuni provoca allergie alimentari…

  39. Manuela Andrea Serra says:

    OT a proposito di cibo indiano: volevamo farlo assaggiare al pupo giusto questo weekend! Qualcuno ci ha già provato?

  40. Ada Moreschi says:

    Racconto un episodio secondo me esemplificativo che mi è capitato mesi fa: una mia amica compra un cornetto gelato per sua figlia coetanea del mio (quindi avranno avuto 9 mesi), io provo a distrarre mio figlio con altre attività, ma non c’è verso, vede la sua amichetta e in maniera molto decisa chiede anche lui il gelato… La mia amica mi guarda: “cosa dici glielo faccio assaggiare?” “E cosa vuoi fare, ormai…” Gli arriva una paletta di crema e cioccolata enorme… Alché le chiedo: “Ma, scusa, tu alla tua le dai la cioccolata?!!” “Ah, no, ma pensavo che lui facendo l’Autosvezzamento la mangiasse…” Ma porca…. Fortuna che gli è bastata quella palettata!!!

  41. Martina Maccione says:

    io di solito dico che seguo autosvezzamento.it e che ho imparato a dare a camilla quello che mangiamo noi per via della teoria delle allergie (più porti avanti il cibo che mangia più si può “rischiare di diventare allergici”). ma leggendo il post sono entrata in confusione e non so se faccio autosvezzamento o no! XD io so che do alla camilla quello che mangio, ma al tempo stesso seguo uno schema per cercare di non mangiare (tutti noi) solo pasta, o solo sugo al pomodoro, o solo carne.

  42. Michela Baezzato says:

    Un po’ come quelle mamme che si lamentano del cibo all’asilo e poi all’uscita aspettano i figli con le merendine o le patatine…

  43. Michela Baezzato says:

    Un po’ come quelle mamme che si lamentano del cibo all’asilo e poi all’uscita aspettano i figli con le merendine o le patatine…

  44. Michela Baezzato says:

    Un po’ come quelle mamme che si lamentano del cibo all’asilo e poi all’uscita aspettano i figli con le merendine o le patatine…

  45. Francesca Feroldi says:

    Mi viene in mente una che conoscevo, che fino a quasi 3 anni ha dato al figlio solo cibo per l’infanzia delle Marche arancioni e blu, solo pastina apposta e solo omogeneizzati.. però da quando il bambino aveva 6 mesi gli faceva mangiare le patatine, la nutella e le caramelle come abitudine quotidiana. della serie, la coerenza questa sconosciuta

  46. Francesca Feroldi says:

    Mi viene in mente una che conoscevo, che fino a quasi 3 anni ha dato al figlio solo cibo per l’infanzia delle Marche arancioni e blu, solo pastina apposta e solo omogeneizzati.. però da quando il bambino aveva 6 mesi gli faceva mangiare le patatine, la nutella e le caramelle come abitudine quotidiana. della serie, la coerenza questa sconosciuta

  47. Ilaria Gabrielli says:

    Io, essendo celiaca, mi sono informata soprattutto sull’introduzione di glutine e il pediatra mi ha detto che non è dimostrato che ritardandone l’assunzione non se ne ritarda la sensibilizzazione ma solo la diagnosi in caso di celiachia! Quindi via libera

  48. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Francesca, se non è ancora “abituata” alle pappine le puoi abbandonare tranquillamente, mentre se oramai ne fa affidamento (ma non mi sembra questo il caso) allora bisogna effettuare una transizione.
    Comunque, come dico nel post, il fatto che gli puoi dare tutto esula dall’autosvezzamento ed è ben documentato in letteratura :)
    Autosvezzamento =alimentazione complementare A RICHIESTA, ovvero il bambino mangia quanto vuole e poi (se necessario) integri con il latte.
    Leggi anche qui:
    http://www.autosvezzamento.it/per-cominciare/alimentazione-complementare-a-richiesta-ii/
    /Andrea

  49. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Francesca chiede:
    ciao sono francesca, Nina, 6 mesi oggi, da qualche giorno non mangia più quelle schifose pappe da svezzamento classico e così mi sono addentrata nel vostro sito e sto “studiando”. la mia domanda è: per iniziare con l’ AS, devo continuare a fare le sue odiose pappine o darle il latte artificiale(non allatto) e poi metterle davanti ciò che mangio io o cosa faccio ? Mi sembra di capire che limitazioni del cibo nell’ AS non esistano, io mangio “sano” e semplice, posso osare darle tutto ciò che voglio ? grazie

  50. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Sara Bertoli, no non c’è niente di sbagliato nel passare dall’uno all’altro:).
    Il fatto è che molti li vedono come alternative ugualmente valide, mentre l’una nega l’esistenza dell’altra. Se uno vuole passare all’AS dallo svezzamento tradizionale non deve solo cambiare l’alimentazione, ma la testa in quanto l’approccio è diverso a monte:D /Andrea

  51. Sara Bertoli says:

    Ehm… io dico sempre che siamo passate ad autosvezzamento perché la mia bimba non mangiava le pappe. :D
    Non capisco cosa c’è di sbagliato Andrea.
    Nel senso che se le avesse prese volentieri forse non mi sarei nemmeno posta il problema. Invece la piccola era più avanti della mamma a quanto pare :-)
    Ho cercato informazioni e ho scoperto l’autosvezzamento, ho corretto anche la mia limentazione e ho lasciato fare a lei.

  52. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Alessandra Pappalardo, di fatti in molti/troppi non si rendono conto che frasi quali “non mangia le pappe, allora faccio AS così può mangiare tutto” sono prive di ogni senso:) /Andrea

  53. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Alessandra Pappalardo, sono d’accordissimo e lo leggo mooooolto spesso in giro :) /Andrea

  54. Mezcal_84 says:

    Io trovo molto interessante leggere in rete “cosa si crede che sia l’autosvezzamento” (capitemi… un tempo studiavo antropologia culturale e l’istinto mi è rimasto, anche se adesso sfogo la mia voglia di studiare il genere umano analizzando i forum di alfemminile). Ho constatato recentemente come molte mamme abbiano inteso “autosvezzamento” come “svezzo mio figlio (con i papponi) quando lo decido io, senza aspettare i sei mesi che mi suggerisce di attendere quel noioso del pediatra” http://forum.alfemminile.com/forum/f701/__f16027_f701-Per-le-mamme-che-fanno-autosvezzamento.html#13r . Nei commenti l’equivoco è stato chiarito, ma stanno apparendo sempre più discussioni simili a questa. Mi sa che sulla metabolizzazione delle “nuove” indicazioni per l’alimentazione completare a richiesta c’è un gran lavoro da fare (come infatti state facendo voi, alcuni pediatri, alcune ostetriche…). Secondo me siamo in uno stadio in cui in molte ne han sentito parlare, ma la maggior parte ha una grande confusione in testa… Sono OT? Se sì scusatemi, l’articolo mi ha spinta a postare questa riflessione!

  55. irenotta says:

    Il problema nasce proprio dalla parola: svezzare o autosvezzare che implica uno schema o un non-schema. Se invece iniziassimo a ragionare in un modo diverso cioè aragionare come farebbe un bambino sarebbe tutto più semplice. E poi una cosa fondamentale da capire nella frase FACCIO AUTOSVEZZAMENTO PERCHÉ POSSO DARE TUTTO AL MIO BAMBINO è che posso dargli tutto perché mangio bene e quindi anche lui mangerà bene. Ce lo possiamo permettere.

    • andrea_ says:

      @irenotta Bella considerazione:)
      svezzare/autosvezzare suggerisce una contrapposizione (che in molti fanno) tra i due “approcci”, quando non sono minimamente paragonabili, in quanto l’uno nega la validità dell’altro.

  56. LauraGargiulo says:

    io ho cominciato ad esporre l’autosvezzamento a mia madre e mi sono sentita dire che non è così facile come sembra, che non posso dare tutto quello che voglio, che si soffoca, che bisogna dare per forza le pappine all’inizio (ma i bimbi non sanno prendere il cucchiaio da soli e quindi devi “imboccarli” e non è più autosvezzamento)…ho rinunciato a spiegargliela, tanto quando sarà il momento me la vedrò da sola :)

  57. sara says:

    credetemi se vi dico che per me l’autosvezzamento è stato uno scoglio nel mare in tempesta. Pessimo rapporto con il cibo per la mia prima bimba, partivo da un sentimento negativo. Non avrei mai e poi mai mollato il latte per svezzare, non ce la facevo di nuovo ad affrontare la battaglia! Così ho cambiato atteggiamento io ed è andato tutto benissimo! E ne ha giovato anche la prima bimba.

  58. Linda says:

    Sono completamente d’accordo. Anche per esperienza personale di entrambi gli approcci.
    Il più piccolo dei miei 2 bambini è in fase inoltrata AS (quasi 22 mesi). Già siamo nella fase in cui la sua principale RICHIESTA è: ‘Dov’è il mio piatto con la mia parte?’.
    Ma se ti azzardi a presentargli qualcosa che gli sembra diversa dalle nostre (o almeno da quella del fratellino) si arrabbia. Il suo comandamento è ‘partecipare’.
    Chiede di assaggiare, e di gusto, cose nuove perché sa che può farlo.

    Neanche con il mio primo figlio ho mai seguito schemi (tranne ritardare il chissa-perché temutissimo uovo) ma non mi sognerei mai di ritenere di averlo lasciato autosvezzare.
    In realtà gli consentivo di ottenere a richiesta solo cose che ‘ritenevo’ adatte a lui (cioè simili a quelle che già mangiava in formati ‘da svezzamento’) e quindi frutta, passati di verdura, pollo (ma da sminuzzare/frullare).
    Così, alla lunga aveva finito per ritenere, pur mangiando sempre a tavola con noi, che il nostro cibo non lo riguardasse.
    Lui aveva ‘le sue cose’ e le ha adorate finché non gli sono venute a noia.
    Allora speravo volesse per magia mangiare altro. Ma ormai avevamo perso il treno.

    Ora con l’AS del fratello, e sarà anche un po’ per l’età (4 e 1/2), ha ripreso da un annetto, ma c’è voluta pazienza, a ‘svezzarsi’ dalle “sue cose” verso il ‘cibo’ normale.

    Credo che questo nostro nuovo atteggiamento familiare riguardo ai pasti (grandi e piccoli veramente insieme) in famiglia abbia avuto una felice influenza sul benessere di tutti noi (compreso quell’occhio in più di riguardo verso ciò che si mette in tavola).

    • Andrea says:

      Linda dice:

      siamo nella fase in cui la sua principale RICHIESTA è: ‘Dov’è il mio piatto con la mia parte?’.
      Ma se ti azzardi a presentargli qualcosa che gli sembra diversa dalle nostre (o almeno da quella del fratellino) si arrabbia. Il suo comandamento è ‘partecipare’.

      Interessante come questo valga anche all’inverso: conosco due sorelle dove la maggiore (già grandina) mangia letteralmente pochissime cose, mentre la piccola (che ora ha 4 anni) se sta da sola mangia tutto, ma se è in compagnia della sorella vuole quello che mangia lei (ovvero due alimenti in croce).

      • Linda says:

        Per fortuna a me succede solo in positivo.
        Cioè, noi, per es, a cena non mangiamo pasta. Il 4enne pasta o minestra, in seguito all’abitudine presa nel suo altalenante ‘svezzamento’, ha piacere di mangiarne sempre.
        Se la faccio (provato) solo a lui, il piccplo AS la vuole.
        Poi, però vuole anche il resto…..e fortunatamente il fratellone ha imparato a ‘buttarsi’ pure lui, e posso rinunciare a mozzarelle o stracchini di riserva(per il grande) a vantaggio dei nostri variati e amati secondi!

        Per le verdure, paziento. Il piccolo le vuole, il grande ora ha iniziato a dire che quando sarà un po’ più grande le vorrà.
        Oggi non credevo alle mie orecchie quando ha detto che a mensa ha mangiato pane e……….INSALATA! :)

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