Bambini che mangiano troppo



bambino mangia pozzo senza fondo
Foto di bethmoon527

Parliamo sempre di bambini “inappetenti”, che non mangiano volentieri, che provano tardivamente interesse per il cibo o a cui del cibo tutto sommato non interessa granché in generale. Ma quando i bambini mangiano troppo, come la mettiamo?

Non ho pillole di saggezza o risposte universali, perché di verità in mano io non ne ho (come sempre, del resto…). Posso solo riportarvi la mia esperienza per provare a dare lo spunto e parlarne insieme. Credo di aver capito qualcosa e forse può fare comodo anche a voi.

La mia seconda bimba è una tipa che mangia volentieri. Colei che chiamavamo Baby C, ma che tanto baby oramai non è più visto che tra poco compirà 2 anni, è una buona forchetta o, per essere più precisi, una buona manina… Lei mangia con piacere, a volte dice di no “No piasce, mam-ma…” e spinge via il piatto, ma altre no, continua a chiedere. E a chiedere. Ci sono volte in cui sembra non voler dire mai basta. Ancora, ancora e ancora.

Ancoa! Please!!” Sbraita battendo i piedini e sorridendo da molare a molare in piedi affianco a me che sto lì a riscaldare la cena o a far finta che non me ne stia mangiando metà di nascosto con la scusa di vedere se è venuta bene (giuro, non lo faccio quando ci sono ospiti :-P).

Quando era più piccolina questo suo appetito, e il piacere vero e proprio che sembrava provare per il cibo – ve lo devo confessare – mi ha provocato un sentimento, mi ha fatto vibrare il baffo, mi ha solleticato dentro… Non posso chiamarla preoccupazione e nemmeno ansia, ma di certo mi ha fatto suonare un campanello, mi ha messa in allarme. Perché diciamocelo, si fa presto a dire state manzi, ma quando qualcosa ti tocca alcune corde profonde, puoi razionalizzare quanto ti pare, ma sotto sotto il tarlo rode e nel mio caso le corde profonde che l’appetito di mia figlia toccavano erano quelle del mio di appetito: io mangio troppo, mangio per puro piacere, mangio per consolazione e come rimedio anti stress, bla bla bla. Sarà mica che mia figlia ha preso da me e fa la stessa cosa? Panico. Le ho passato il gene!

Non voglio che lei passi quello che ho passato io! Non voglio che diventi come me! 

“Ok, adesso basta, l’hummus va a faaare la naaaanna… Dai, per oggi mi pare più che sufficiente…….. Ti va un po’ di frutta?”
“Figlia mia, ma sei proprio senza fondo amore-di-mamma (bacino sui capelli spelacchiati). Era buona la pasta, eh?”

Insieme al campanello, però, dentro di me una vocina brontolava forte: non è possibile che io dica in giro che i bambini inappetenti non esistono e poi sostenga l’esistenza dei pozzi di San Patrizio! Se un bambino mangia sempre quello di cui ha bisogno, perché questo dovrebbe valere solo nel caso del poco e non anche in quello del tanto?

Il problema non era la bambina, non erano le sue quantità, lei non stava mangiando troppo. Ero io che stavo applicando i principi del “non mi mangia” a quelli del “mi mangia troppo”, solo al contrario.
La mia parte irrazionale era sicura che lei non avrebbe mai detto basta se non l’avessi detto io per lei.
Tale e quale a chi dice al figlio, nella convinzione che non abbia mangiato abbastanza, di dare retta al genitore che ne sa di più.

Dunque: la bambina è senza fondo?
Bene, cerchiamolo questo fondo, mi sono detta. Mi sono detta che era tutta una mia fissazione, che ero io ad aver paura a priori e questa paura creava mostri che probabilmente non esistevano. E mi sono detta che allora dovevo vedere con i miei occhi se fosse capace di dire basta anche quando una cosa le piace proprio tanto.
E così l’ho lasciata fare. Abbiamo accontentato le sue richieste anche quando secondo noi quello che aveva mangiato poteva essere abbastanza, e… Hey, abbiamo visto il fondo :-) Sa dire basta e lo sa fare benissimo!
Ovvio, vero?

E così il mio approccio con la curiosità e l’appetito di C. l’ho risolto in questo modo, oltrepassando i miei limiti per constatare i suoi. Non che abbia risolto il mio sentimento di fondo, quello non si cancella così facilmente, ma ora una parte di me è più rilassata e osserva le cose con quel briciolo di distacco che mi consente di stare a vedere senza volermi imporre.

Vorrei che da grande non fosse come me, ma non è con i divieti e imponendole un limite che non è il suo che realizzerò il MIO desiderio di vederla crescere con un rapporto con il cibo migliore di quello che ha sua madre. Per me conta che impari ad ascoltare il suo corpo e a dargli una risposta adeguata quando le manda dei messaggi; e credo che avendo la possibilità di testare i suoi limiti, nell’ambito di una dieta sana e di abitudini alimentare non scorrette, lo imparerà.
Non è sempre facile, me lo dico da sola, come non deve essere facile per chi – al contrario di me – teme l’inappetenza. Ma confido di essere nella direzione giusta.

Il troppo e il poco sono concetti che stanno solo nella testa di chi osserva.

Ora raccontatemi di voi :-)

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40 comments

  1. Francesca Feroldi says:

    Io infatti parlavo di quando era più piccolo perché secondo me gli sgarri in allegria vengono dopo che si ha imparato a seguire le regole esattamente come un bambino diventa generoso dopo aver sperimentato l’egoismo. Parere mio ovviamente ma adesso che mio figlio ha 3 anni e mezzo gli sgarri insieme sul divano celly concediamo da un po’ :) ma appunto perchè prima appena appreso la regola e la normalità e sono a quel punto è stato in grado di comprendere il senso dell eccezione

  2. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Grazie Eleonora :)
    Francesca Feroldi tiri fuori un punto cruciale secondo me. Ho sempre fatto cosi’ anche io, ma poi i figli crescono, non ci riesce piu’ a nascondere e i nodi vengono al pettine: si, mamma si mangia il dolcetto dopo che tu sei andata a letto cosi’ se lo puo’ godere in pace e senza sentirsi osservata. Cosa faccio, te lo nego a priori perche’ a te fa male ma a me e concessa un po’ di autodistruzione, smetto di fumar…ehm, di mangiare schifezze di nascosto o ci mettiamo sul divano insieme e ce la godiamo in allegria? E’ dura scegliere razionalmente e mantenere la linea, eh :) /Gloria

  3. Sara Turchetti says:

    Anch’io lo lascio fare ma a volte alla terza volta che spazzola tutto e mi chiede “ancola…” francamente io gli chiedo se vuole altro, tipo frutta….

  4. Francesca Feroldi says:

    io mi regolavo in modo molto semplice: se volevo mangiare cose non adatte a lui tipo cioccolata, nutella, patatine, lo facevo di nascosto e ai pasti non lesinavo sulle quantità assecondandolo quanto voleva dal momento che cucinavo (cucino) solo cose sane senza fritti, panna, burro, sale. il mio presupposto era che si educa facendo, non dicendo, e come avrei potuto insegnargli che fuori pasto non si mangia se io per prima mi facevo vedere sgarrare?

  5. Avalon says:

    Confermo quanto indicato nel post precedente, serve fiducia anche in questo caso! Il mio bimbo é sempre stato un “mangione”, tanto che al momento delle dimissioni dall’ospedale mi avevano fatto fare la doppia pesata perché sembrava impossibile che un cucciolo di 3 giorni potesse restare attaccato al seno e mangiare per 3 ore di fila…pensavano stesse ciucciando a vuoto!! Nel tempo ho visto che va a periodi, alterna fasi in cui sembra senza fondo a momenti di quasi digiuno, ma soprattutto non si lascia guidare dalla golositá come farebbe un adulto. Preferisce il dolce al salato, e vi racconto un episodio: una domenica abbiamo fatto la solita colazione di pane e miele, poi siamo usciti e abbiamo incontrato degli amici in pasticceria; sul tavolo c’erano brioches e paste di ogni tipo, noi ci siamo strafogati nonostante avessimo

  6. mi sembra che la tua seconda bimba è molto simile al mio secondo (e del resto sono coetanei). anche lui mangia molto e con gusto spesso apparentemente senza limiti. il mio primo è stato un mangione fino all’anno-anno e mezzo circa, poi si è ridimensionato ed è diventato molto più selettivo tanto da non voler assaggiare cose (es. frutta di stagione) che magari mangiava con gusto un anno prima ma poi ha dimenticato. paradossalmente mi sono preoccupata (ovviamente poi tranquillizzata dal pediatra) molto per il peso del primo – sempre 90° percentile di peso e 25-50° di lunghezza fino ai 18 mesi, un piccolo budda! – ma in realtà il punto era che mangiava doppio, latte (mio, poi vaccino) e cibo. il secondo invece il latte non lo ha mai amato più di tanto (nè il mio nè il vaccino) mentre è letteralmente ingordo di tante altre cose, però è più “slanciato” – intorno al 70° percentile di lunghezza, 50° di peso – quindi “in forma”. preoccuparsi se il proprio figlio mangia troppo è lecito e comprensibile, visto che si parla tanto di obesità infantile. avendo visto con i miei occhi che un bambino “grassottello” che mangia sano in genere tende a sfinarsi dopo i 2 anni (il mio primo adesso, quasi 5 anni, è un figurino), e avendo constatato quanto diversi possano essere due bambini oltre che nel fisico, nella crescita, anche nei gusti e nel modo di mangiare, l’unico consiglio che mi sento di dare è quello che poi è valido per tutti: se gli proponi cose sane, gli fai mangiare quello che mangi tu (dando per scontato che la tua alimentazione è equilibrata e varia nell’arco della settimana) anche se non gli poni limiti come è giusto che sia va benissimo. questo appunto vale per tutti ma a maggior ragione per i “buongustai”. se un bambino è senza fondo ovvio che se gli proponi tutto il giorno merendine, wurstel e patatine diventerà obeso prima o poi. se in famiglia l’alimentazione è buona, certe cose si mangiano solo fuori casa e sporadicamente… se si sfonda di primo-secondo-contorno e frutta non vedo proprio cosa ci sia di male. che poi come dici anche tu non è vero che non sanno limitarsi, lo sanno fare benissimo. ovvio che noi genitori possiamo pilotare ciò che mangiano, scegliendo noi cosa mettere in tavola e quando (e non proponendo alternative se fanno gli schizzinosi). infine, vi cito la frase del mio pediatra quando appunto gli chiedevo se fosse il caso di preoccuparsi della ciccia del mio primo figlio: “se non mangia non preoccupatevi, non rincorretelo con il cibo, frutta e verdura può mangiarne quante ne vuole”. più chiaro di così ;-)

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