Cercasi babysitter preparata in svezzamento



muro di mattoni autosvezzamentoNella nostra casella di posta è arrivata ieri l’email di una mamma che fatica a trovare una babysitter che condivida non solo i principi dell’autosvezzamento, ma con essi l’intera filosofia e quindi l’approccio educazionale che esso rappresenta.

Quanto è importante lasciare i propri figli alla cura di qualcuno che abbracci in pieno i nostri principi educativi?

Postiamo questa email qui nel blog perché l’argomento è importante e secondo me vale davvero la pena approfondirlo.

Buongiorno sono la mamma di Ludovico, vi ho inviato mesi fa una sua foto in cui mangiava a 5 mesi e mezzo una fetta di cocomero che mi avete pubblicato nel vostro bellissimo sito.
Vi scrivo perché io e il mio compagno abbiamo un problema che vorremmo discutere con altre persone per capire se altri hanno la stessa difficoltà e come la affrontano.

Stiamo cercando da mesi una Babysitter perché tra un mese io riprenderò a lavorare (Ludovico ora ha 7 mesi e mezzo). La grande difficoltà nel trovare la persona giusta sta nel fatto che nessuno condivide o ha esperienza di Autosvezzamento, sebbene nella nostra azienda USL , di Cesena, i pediatri hanno sposato questa filosofia che propongono ai genitori. Pertanto ci troviamo di fronte continuamente a persone che rimangono a bocca aperta quando descriviamo le abitudini alimentari di Ludovico che mangia insieme a noi tutto quello che proponiamo dalla pasta intera (fusilli in primis) con svariati sughi alle verdure, a tutti i tipi di verdure ( le rape e le erbette son le sue preferite), frutta intera non sbucciata e pomodori, zuppe di verdura e formaggi di tutti i tipi e soprattutto – cosa che maggiormente li sconvolge- mangia da solo, con le mani ed è libero di mangiare e scartare tutto ciò che vuole, lasciando spesso il tavolo a mó di campo di battaglia.

Sembra che il mondo sia pieno di persone – di svariate età dalle più giovani a quelle meno giovani- che conoscono un unico modo di mangiare, tradizionale con pappine e cucchiai per imboccare i bimbi.

Noi fatichiamo molto a lasciare il nostro bimbo a chi non condivide questo modello alimentare che, ci stiamo rendendo conto, è una vera filosofia di vita e un modello educativo per noi fantastico e stimolante le capacità e la conoscenza del mondo di nostro figlio, ma davvero difficile da condividere.
Siamo sbagliati noi? Come fanno gli altri genitori dell’autosvezzamento? Dobbiamo adeguarci noi?

Abbiamo anche messo un’inserzione su siti dedicati a Babysitter ma non troviamo comunque nessuno adatto.
Grazie tante per l’attenzione sin da ora
Lidia e Ludovico

 

 

Scopri l’autosvezzamento!

Iscrivendoti alla newsletter riceverai immediatamente l'ebook

Alimentazione complementare e paura del soffocamento
E se si strozza?

In più potrai scegliere tra:

  • Il minicorso sull'autosvezzamento
  • Le ricette della community
  • L'attività settimanale del blog
  • L'attività settimanale del forum

La tua privacy è importante.
Con noi la tua email è al sicuro!

COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
Con oltre 140 ricette per TUTTA la famiglia


autosvezamento per tutti


BABY FOOD, BIOLOGICO O CONVENZIONALE?
Per aiutare a districarci c'è...
la questione cibo


IL LIBRO CHE TUTTI I GENITORI DOVREBBERO LEGGERE
Nella RECENSIONE vi dico perché...
amarli senza se e senza ma


15 comments

  1. Ilaria Guarniero says:

    é incredibile perché dovrebbe essere il contrario. é più innaturale (e difficile) preparare pappine che pasta al pomodoro. L’autosvezzamento é istintivo.

  2. FedeRiot says:

    secondo me è sufficiente istruire la babysitter come si farebbe con qualsiasi altro argomento. io ho un’amica che guarda Matilda mentre lavoro e quindi sono a casa anch’io e mangiamo generalmente tutte insieme, a volte mangia solo con lei (per discordanza di orari), le dico semplicemente quello che c’è sul menu della bimba. non ha mai strabuzzato gli occhi, nonostante fosse abituata diversamente nelle sue precedenti esperienze. a volte discutiamo in generale di questo o quello e io ci ficco sempre in mezzo con discrezione come vorrei che fosse fatto. magari l’autrice della mail potrebbe fare (cosa che penso si faccia comunque) qualche giorno di inserimento, senza dimenticare che in ogni caso la babysitter non è la mamma e qualche discordanza ci sarà sempre.

  3. Alessandra says:

    Secondo me si puo’ trovare un compromesso e, sulla mia esperienza personale, e’ molto piu’ facile farlo con una babysitter piuttosto che coi nonni.
    Sicuramente se scegli una persona di una certa eta’ puo’ essere abbastanza difficoltoso.
    Pero’.
    La cosa su cui devi in realta’ @convincerli@ e’ la sicurezza sulle competenze del bambino: un bambino sa il suo corpo cosa gli sta dicendo. Quindi mai insistere, aspettare richiesta, aiutarlo un pochino. Niente ‘purche’mangi’.  E questo lo decidi TU, e darai indicazioni, cosi’ come puoi dare indicazioni su altri argomenti (per es. nel mio caso: pannolini lavabili)
    Poi (e questo a chi ha un solo figlio e per di piu’ piccolo e’ difficile da far immaginare) verra’ un momento, presto o tardi in cui la tua  visione del mondo dovra’ arrivare a dei compromessi in nome della vita sociale. Puo’ avvenire a 7 mesi, a 1 anno al nido, a tre alla materna ecc. Ma e’ un momento che arriva e per me ha piu’ senso attrezzarsi prima.
    Allora si puo’ pensare alle priorita’. 
    Tuo figlio odia farsi imboccare?Tuo figlio ama o odia le minestre?  Tuo figlio riesce a mangiare dei pezzettini morbidi? Si riesce a pensare ad un menu di compromesso? Io penso che sia possibile. Non devi necessariamente passare per la pappa: brodino/pastina/omogeneizzato/parmigiano. Mio figlio NON AS a 10 mesi mangiava pasta e zucca, pasta e patate, pasta e zucchine.  Pasta con legumi. Polpette. Verdure morbide. Non lo lascerei alle prese con l’insalata :-).
    Quello che e’ difficile chiedere e’ la condivisione del pasto. Mia figlia ad un certo punto condivideva con la babysitter la sua merenda macrobiotica :-) (cioe’ la babysitter faceva merenda e la piccola attingeva), ma

    • andrea_ says:

      @Alessandra Sì, vero che probabilmente il problema maggiore è proprio quello di accettare l’idea che ‘si mangia tutti assieme’, per non parlare di ‘se non mangia (molto), va bene uguale’.
      Sui compromessi in relazione all’età sono meno d’accordo, dopo tutto più il bambino è grande più diventa ‘accettabile’ che quello fa.
      Noi con il nido siamo stati fortunati, considerando che da loro le pappe non sono proprio previste, a meno che non lo richiedi espressamente e/o te le porti da casa.
      Con i parenti, ancora di più, dato che sono a 2000 km di distanza:)
      E la babysitter? Ma cos’è una babysitter? :)

      • Gloria_ says:

        Invece secondo me e’ vero il contrario, piu’ il bambino cresce e piu’ e’ per forza necessario scendere a compromessi (arrivera’ la scuola e BM ti chiedera’ le patatine come gli altri bambini, a quel punto dovrai scegliere tra il no esclusivo o il “ok, ma solo ogni tanto”). I buoni, ottimi principi un bel giorno si iniziano a scontrare con le realta’ che ti gira attorno e e’ li’ che sorgono i problemi e i conflitti, con te stesso, genitore, e con il figlio che si dirige verso una strada che non avevi previsto.Di contro, piu’ il figlio cresce, piu’ ti aspetti (o e’ piu’ realistico dire “pretendi”) che sia e si comporti in una determinata maniera e perdere la pazienza e l’atteggiamento rilassato di quello che osserva il piccolo della specie umama alle prese con l’apprendimento va scemando… Ma questo e’ un discorso a parte (urge post!).

        • Alessandra says:

          andrea_ Gloria_ intendevo esattamente quello che diceva Gloria, non limitandola nemmeno al solo cibo. Arrivano dei momenti in cui la tua “particolarita’ educativa” si scontrera’ col mondo, e allora dovrai fare compromessi. E forse questi aumentano con l’aumentare dell ‘eta’ deibambini… ci saranno i film, le cose che agli amici sono permesse, l’ifluenza dell’esterno. ecc.

  4. loredana lo monaco says:

    ciao, io credo che il problema non sia tanto la condivisione degli ideali dell’autosvezzamento, quanto una questione puramente pratica. Mi spiego meglio: la baby sitter dovrebbe tenere il bambino a casa tua, per tutto il giorno, giusto? Se è vero che pasticcia molto con il cibo, e ci credo perché lo fa anche mia figlia di quasi un’anno, la baby sitter dovrebbe anche pulire, giusto? Io credo sia questo il punto: lo svezzamento tradizionale è più veloce e ‘pulito’, insomma più ‘comodo’ di quello naturale. Per questo credo sia difficile trovare qualcuno cui affidare nostro figlio, che condivida in pieno certe idee ‘strambe’ come le defisce chi dall’esterno ci osserva e ci critica, anche se condivido appieno la tua esigenza di trovarlo. Io non lascio mia figlia da mia madre proprio per questo motivo e cioè che non condivide il mio modo di pensare e ho deciso di rimandare il ritorno a lavoro all’inizio della materna. Sei sicura di non poter fare questo sforzo in nome della salute di tuo figlio?

    • alexaleaia says:

      loredana lo monaco Sono d’accordo! anch’io, la prima cosa alla quale ho pensato è *ma se il bimbo mangia […] con le mani ed è libero di mangiare e scartare tutto ciò che vuole, lasciando spesso il tavolo a mó di campo di battaglia, povera baby sitter che deve gestirsi il cataclisma ambientale…*
      Il fatto che mangi da solo, che mangi di tutto, che sia libero di non mangiare tutto, nella mia ingenua percezione delle cose, sono solo fattori di natura a rendere felicissima una baby sitter, che non deve rendere conto a genitori angosciati di un piatto ripulito a dovere, né stare ad imboccare, che è una rottura di scatole disumana, salvo quando è un (breve) gioco tra mamma e cucciola. Mi fa troppo ridere l’idea che imboccare sia *pulito*, non avete idea di quello che combinava la cucciola quando ancora l’imboccavo, ce n’era ovunque … Ma se è un bimbo a cui devi propore 10 cose perché ne scelga qualche pezzetto di 1 o 2, che sporca il mondo intero giocando con il cibo, allora si che una baby sitter rimane a disagio.
      Non credo possa fare neanche lontanissimamanete male ad un bambino capire che sporcare = dare fastidio agli altri, e che in presenza di terzi è il caso di  tenersi un pò a freno. Una babysitter carina a cui un bimbo vuole piacere (perché i bimbi, mica stupidi, mentre sanno che alla loro mamma e al loro papà piacciono a prescindere da qualsiasi cosa, si rendono ben conto che i terzi, bisogna conquistarseli) può ottenere molto da questo punto di vista, e non è di certo una brutta cosa. 
      Quando è venuta la baby sitter per la mia Cucciola, ho cucinato diverse cose per entrambe, gliele ho fatte trovare pronte, salvo quando si trattava di cucinare un piatto di pasta, ovvio, ma c’erano tutti gli ingredienti pronti da buttare in pentola. Così non c’era difficoltà su quello che ci sarebbe stato bisogno di preparare. La ragazza, dolcissima, è una delle educatrici del nido, e non ha mai avuto nessun problema. Al nido, i bimbi mangiano cibo normale, se mangiano con le mani al massimo li prendono un pò in giro, com’è giusto che sia, ma senza *condannarli*, e mai nessuno è costretto a mangiare più di quanto ha fame (ma mi sa che la cuoca cucina da dio, perché la mia Cucciola, che a casa non ha mai o quasi mai grande appetito, si fa dei bis clamorosi).
      Comunque, se pre-cucini delle cose sfiziose per il tuo cucciolo E la baby sitter, non credo che ci rimarrà male. Basta una persona minimamente intelligente.
      Concordo con Alessandra che l’unica cosa sulla quale devi essere molto chiara è che NON VUOI che il bimbo venga in alcun modo costretto a mangiare se non ha fame. Per il resto, tranquilla, sono solo modalità di umana convicenza con terzi, se la baby sitter è una persona dolce ed intelligente, lo saprà gestire a modo suo, e al tuo bimbo sarà solo una ricchezza in più, una sfumatura del mondo, che è vario come il cibo.

      • loredana lo monaco says:

        alexaleaia loredana lo monaco il motivo per cui ho virgolettato la parola pulito è proprio questo: può essere un’idea della babysitter, che magari ha già una certa pratica di aeroplanini e hangar… ma so bene quanto quest’idea possa essere poco aderente alla realtà… comunque dalle mie parti, la gente è poco propensa ad abbandonare pappine, omo e lio, qualcuno lo farebbe per risparmiare, ma non ha il coraggio di mettere in discussione le raccomandazioni del pediatra, che dice dice di rifarsi alle linee guida. Ma quali? le uniche l.g. che ho trovato dicevano dicominciare lo svezzamento a 6 mesi (non ha 5 come mia fatto fare la mia) e di calendari non parla proprio! ciao

  5. ChiaraC says:

    premettendo che comunque é difficile trovare una persona di cui ci si fidi (ma possibile), credo che le baby sitter, cosí come le insegnanti all´asilo, cosí come i medici, cosí come noi genitori, debbano imparare con i nostri figli. D´altronde eravamo preparati noi in autosvezzamento? Io piú che aver letto un libro, o qualche forum no… non sapevo bene cosa aspettarmi. Ho scoperto l´autosvezzamento assieme a mia figlia. Quindi basterebbe trovare una persona abbastanza aperta e pronta ad imparare cose nuove (ma non si deve essere sempre cosí coi bambini?). Mia figlia, per esempio, ha convinto la sua maestra all´asilo quando le ha rubato, a 7 mesi, una penna dal piatto…

    • Gloria_ says:

      Anche io la vedo cosi’, ed e’ quello che ho risposto a Lidia… Trovare una persona che sia disposta a crescere e imparare e comprendere, a cui dare qualcosa da leggere per capire il PERCHE’ di questa scelta, e magari – mi viene in mente ora – fare un paio di pasti tutti insieme per farle vedere dal vivo di che si tratta e contemporaneamente aiutarla con le cose strettamente tecniche!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *