Come si prepara DAVVERO il latte artificiale?



Lo dice anche la legge di ricordare che niente è meglio del latte di mamma per i bambini, ma non sempre le cose funzionano o vanno come avremmo desiderato, così va fatto uscire il biberon dal cappello del mago.

Sappiamo che, diversamente da quello liquido, il latte formulato in polvere non è un prodotto sterile e, in quanto tale, comporta dei rischi seri. La tecnologia oggi a disposizione dei produttori di latti artificiali non è sufficiente ad allontanare il rischio di contaminazione batterica.
L’unico modo per eliminare questi rischi è preparare correttamente il biberon.
Ma qual è la maniera veramente corretta di preparare un biberon di latte artificiale?

C’è tanta disinformazione e anche cattiva informazione in giro per quanto riguarda la preparazione del latte artificiale. Non voglio fare terrorismo, ma ricercando notizie per questo post sono venuta a conoscenza del fatto che è proprio dello scorso Natale (2011) la notizia di un bambino statunitense morto per cause da ricondursi, con elevata possibilità, proprio a un latte artificiale contaminato.

Come ci ricorda questo interessantissimo articolo pubblicato da quaderniacp, il latte artificiale in polvere può essere contaminato con salmonella o Enterobacter Sakazakii, un batterio causa di malattie gravi. Molto gravi.
L’unica maniera di neutralizzare l’Enterobacter Sakazakii è sciogliere la polvere in acqua a temperatura pari o superiore ai 70 gradi centigradi.
Solo la temperatura ha funzione battericida e mette al riparo dal problema.
E solo una corretta conservazione della polvere ricostituita può prevenire che questi batteri si moltiplichino molto velocemente, poiché la formula tenuta a una temperatura superiore ai 5 gradi è terreno estremamente fertile per la sua riproduzione.

Eppure molto spesso ho letto di mamme che, in tutta innocenza e – cosa assai grave – spesso dietro consiglio di personale sanitario, per fare i biberon utilizzano acqua in bottiglia e, ritenendola per qualche motivo certamente sicura, non fanno che scaldarla un po’ di prima aggiungere la polvere.
Tuttavia, al di là del fatto che utilizzare costosa acqua oligominerale non è assolutamente necessario (e qui alzi la mano chi non ha pensato subito alla pressione di chi l’acqua minerale la vende) se l’acqua del rubinetto di casa è buona, l’utilizzo dell’acqua in bottiglia non mette al riparo dalla contaminazioni.

Dopo essermi a lungo chiesta come mai sentivo un sacco di mamme preparare il latte artificiale semplicemente riscaldando un po’ d’acqua minerale, ho deciso di indagare un pochino ed è venuto fuori che alcune case produttrici di latti artificiali riportano sulle confezioni dei loro prodotti informazioni non corrette riguardo la preparazione della formula, ignorando completamente le più recenti direttive OMS.

A onor del vero, facendo un giretto per i vari siti web delle marche più diffuse, ho trovato che la maggior parte di loro riporta istruzioni corrette.
Ma ce ne sono alcune che non lo fanno:

Novalac, mentre nel disclaimer a fondo pagina recita “L’inadeguata preparazione di qualsiasi latte per l’infanzia può comportare dei rischi per la salute del bambino”, raccomanda come temperatura ideale per sciogliere i suoi prodotti, quella di 40 gradi.
Humana
fa anche un po’ (sor)ridere, perché a caratteri cubitali scrive “Biberon: ecco le regole d’oro per prepararlo in modo veloce e sicuro” e poi ci parla di temperature tra i 40 e i 50 gradi. Ma va detto che, dietro segnalazione, il Customer Care elenca le informazioni corrette e rimuove in toto dal sito la parte che parla di temperature.
Hipp parla di 50 gradi (uno studio dell’OMS, datato 2007, che si concentra esclusivamente sulla presenza dell’ Enterobacter Sakazakii nel latte formulato in polvere, parla di 50 gradi centigradi come la soglia sopra la quale il batterio smette di proliferare, ma bisogna superare i fatidici 70 gradi per eliminarlo).

Visto che la tecnologia non ci consente ancora di scongiurare la contaminazione in fase di produzione e inscatolamento, ci aspetteremmo che, come minimo, le istruzioni di preparazione dei latti in formula fossero aggiornate alle conoscenze più recenti.
Ma, ahimé, in nome del marketing e delle vendite, dei rischi che allattare artificialmente può comportare in effetti non si parla mai….

Hanno idea, questi signori, di che rischio fanno correre ai nostri bambini?
Certo, l’incidenza delle infezioni è bassa, ma c’è. E tanto basta perché il problema non debba essere sottovalutato.

Il Ministero della Sanità ha diffuso un comunicato stampa affermando che il latte artificiale sotto inchiesta negli USA non è venduto in Europa. Alcuni si sono presi la briga di interpretare questo comunicato come un “non ci sono rischi per l’Italia”, ma si tratta di un’informazione mendace: il rischio c’è sempre. E dovrebbero essere le nostre istituzioni a difenderci, ma per qualche oscuro (?) motivo questo non accade.

 

Scopri l’autosvezzamento!

Iscrivendoti alla newsletter riceverai immediatamente l'ebook

Alimentazione complementare e paura del soffocamento
E se si strozza?

In più potrai scegliere tra:

  • Il minicorso sull'autosvezzamento
  • Le ricette della community
  • L'attività settimanale del blog
  • L'attività settimanale del forum

La tua privacy è importante.
Con noi la tua email è al sicuro!

COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
Con oltre 140 ricette per TUTTA la famiglia


autosvezamento per tutti


BABY FOOD, BIOLOGICO O CONVENZIONALE?
Per aiutare a districarci c'è...
la questione cibo


IL LIBRO CHE TUTTI I GENITORI DOVREBBERO LEGGERE
Nella RECENSIONE vi dico perché...
amarli senza se e senza ma


57 comments

  1. Manuela says:

    Mi risulta che in Francia ostetriche e puericultrici consiglino di non scaldarlo per nulla e usare direttamente l’acqua dalla bottiglietta a temperatura ambiente, sostenedno che tutta questa storia dei batteri e’ falsa…

  2. EvaSa23 says:

    io vivo in uk e qua i dottori mi han detto da subito di far bollire l acqua prima.io uso hipp organic,metto quello che mi serve nel biberon e poi metto l acqua bollente dentro tanta che basta(sui 60ml)e poi aggiungo la restante acqua fredda(non minerale ma del rubin etto fatta bollire precedentemente e poi fatta raffreddare,ne tengo sempre una bottiglia piena a partata di mano).purtroppo avrei voluto allattare al seno ma nn ho potuto con entrambi i miei bimbi,e visto che devo usar il latte in polvere almeno cerci di farlo in modo da ridurre i danni!

    • Gloria_ says:

      Ciao Eva, anche noi stiamo in UK e infatti questo articolo nasce proprio dalla perplessità che abbiamo provato nel confrontare le indicazioni della health visitor con quello che sentivamo fare in Italia! Il divario era troppo, c’era qualcosa che non andava.

  3. Annamaria Car says:

    a me in ospedale (sant’anna di torino! il piu’ rinomato in europa) dissero di non scaldarla neanche l’acqua dato che lo davo ad agosto e ci si scioglieva dal caldo! mi dissero le puericultrici che la regola di bollire l’acqua vale se si usa quella del rubinetto, ma la minerale basta scaldarla un pochino. Secondo me non bisogna far sempre i talebani di tutto…mo’ pure del LA?! :D le paure dei genitori si trasferiscono in carne nei figli. E’ ovvio che le precauzioni ci vanno, magari non usiamo acqua da rubinetto e mettiamo le quantita’ giuste (anche se pare che i misurini siano pure fatti male se vogliamo esser pistini)…l’LA ha fatto danni nei paesi poveri perche’ non c’e’ acqua potabile, perche’ le mamme x risparmiare non mettevano abbastanza polvere e le condizioni igieniche sono scarse e magari non sanno nemmeno leggere le etichette poverine…ma tanto alle lobby che gli frega? basta che vendono…

  4. Giulia Sandrin says:

    ho guardato le linee guida dell’oms e parlano di “formula”, quindi s’intende il latte 1, giusto? teoricamente non riguardano quindi il latte 2 e il latte vaccino successivamente ai 12 mesi?

  5. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Francesca Lanza, checché ne dica il pediatra, “acqua microbiologicamente pura” non vuol dire niente (che fanno, la usano per pulire le ferite durante le operazioni?) e di certo non serve a eliminare i batteri presenti nel latte. Ripeto, poi ognuno fa come gli pare, dopo tutto una volta che il bambino cresce il rischio diminuisce. Ma almeno facciamoci dare le informazioni CORRETTE. Nel post c’è il link alle linee guida OMS. Anche se non si conosce l’inglese sono facilissime da capire. /Andrea

  6. Francesca Lanza says:

    Io ho seguito il consiglio del pediatra e sinceramente mi sono trovata molto bene..acqua microbiologicamente pura, scaldo nello scaldabiberon, metto la polvere e agito!

  7. simplymamma says:

    scusate ma una volta preparato e portato a temperatura per berlo quanto tempo posso tenerlo in scaldabiberon…ad esempio per la notte?

    • andrea_ says:

      simplymamma Assolutamente no. Così facendo il latte diventa un crogiolo di batteri. Se lo prepari prima lo devi raffreddare rapidamente in acqua fredda e metterlo in frigo. Poi li riscaldi quando serve.
      Se lo lasci a temperatura ambiente va consumato immediatamente.

  8. Erika Chinaglia Barbin says:

    Caso vuole che sono entrata su google l’altro giorno e sono rimasta scioccata per le cose che ho letto! Io uso LA in polvere e ora ogni volta che lo uso faccio attenzione! Comunque dicevano che nn serve bollire se usi acqua ( tipo santanna) l’importante sono i 70 • che uccidono i germi presenti nel latte! Ora mi fornisco Di quello liquido! Mio figlio ha tre mesi! E il primo ha sette anni e per fortuna e’ stato sempre bene! Vuol dire che anche nell’ignoranza della preparazione ho seguito il mio istinto protettivo e wow che mamma giusta sono?!?! Ihihihi

  9. Aurora Bottiglieri says:

    problema simile si è avuto con il latte ftesco non pastorizzato che non veniva bollito (quello dei distributori per strada a forma di mucca ) con contaminazione batterica (mi sembra da coli )che aveva provocato non pochi problemi ……esiste una ditta di latti che si è inventata uno scalda biberon con termomettro ….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *