COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
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autosvezzamento per tutti


lodare i bambini
#11

sai Rossana che mi hai fatto riflettere? Io ho un'autostima praticamente inesistente, questo perchè mia madre ha sempre criticato ciò che facevo/faccio perchè solo il suo modo è giusto.
Per contro io ho sempre lodato molto i miei figli, con un bel "bravo" anche se il lavoro (chiamiamolo così) non era svolto alla perfezione. E mi rendo conto che ho sempre sbagliato! Anche in questo modo tendo a condizionare il loro modo di fare, perchè ciò che a me sembra giusto magari non lo. Mi viene in mente il film della Montessori (se l'avete visto) in cui un bimbo usa un oggetto comune, che però non conosce, in modo diverso. Lei che doveva fare, dirgli bravo oppure no? Chi ci dice l'uso comune, l'esperienza, ma l'esperienza a volte è fallace, perchè è abitudine a fare la cosa sempre nello stesso modo, minando la creatività del fare seguendo un'altra strada.
Noi dobbiamo dare loro la fiducia di poter dimostrare al mondo che la loro esperienza, diversa e creativa, è comunque giusta.
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#12

(06-10-2011, 12:14 00)rossanalib Ha scritto:  io credo che il senso di quello che voglia dire kohn, e anche la Montessori, è che cmq il nostro giudizio, che sia positivo o negativo, limita i nostri figli. è una sorta di inganno perchè fa credere loro che la modalità giusta di fare qualcosa sia quella per cui li premiamo. Ma questo implica che siamo noi "gli insegnanti" dei nostri figli cosa che non è assolutamente vera. Noi possiamo dare una "direzione" ma non fare o scegliere il percorso al loro posto! La Montessori più volte chiarisce il concetto nei suoi libri. quello per cui lodiamo è il "nostro" modo di vedere ciò che è giusto o sbagliato, ma non è detto che questo coincida con il punto di vista dei nostri figli e lodandoli è come se limitassimo loro delle scelte alternative che possono essere altrettanto valide. Smile

Sono d'accordo con Rossana.Ho letto solo "Amarli senza se e senza ma" e ci vuole un po'di fatica a capire il succo del discorso (Rossana è stata più brava e spiccia di Khon Thumbup)
Per me è stato illuminante l'esempio del disegno (verso la fine del libro),la cosa andava cosi:un bimbo faceva una specie di disegno con materiali di recupero e lo portava alla mamma che dice " che bravo,è bellissimo" e la cosa finiva li.Al che interveniva l'autore,guardava l'opera e invece di dare un giudizio chiedeva al bambino cosa ne pensava LUI.Il bimbo a quel punto diede tutta una serie di spiegazioni e ragionamenti sul suo modo di fare il lavoretto e perchè avesse usato una cosa piuttosto che un'altra.Tra l'altro non era particolarmente soddisfatto del risultato.Sarete d'accordo che con il secondo approccio il bimbo ha avuto la possibilità di elaborare ragionamenti e comunicare il suo sentito.
Ora mi ritrovo spesso a dire a mio figlio "bravo" ma per lo più si tratta di conquiste evolutive tipo salire le scale,scendere dal letto da solo,ma più in là cercherò di limitarmi perchè inizierà a fare cose per cui possono esserci diversi modi giusti e andrà bene la soluzione che troverà lui.
Insomma sono stata più contorta di Khon ma spero che qualcosa si capisca! Confused

10900 Ale 17/07/2010
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#13

Io credo che ci voglia il giusto peso anche in questo. Cioè: ci sono genitori che ad ogni passo del figlio sono a dirgli "bravo!" anche se non c'entra nulla, ma al minimo comportamento fuori rotta gli danno del "monello" (come se dire monello o cattivo per loro non fosse la stessa cosa, certo cambia il termine ma il succo è lo stesso).
Secondo me ci sta che un bambino che impara qualcosa di nuovo e tutto contento ti guarda per vedere la tua reazione sia lodato, non ci sta che gli si dica "fai il bravo: dai la palla a lui" o come detto già da una di noi "bravo hai mangiato tutto".
Io non sono per le lodi, ancora meno per i rimproveri.
Per esempio per me Fabio è un monello se scappa quando lo voglio prendere, ma nel senso giocoso del termine ovviamente!! Non gli ho mai detto che è un momello (o altri termini simili) perchè magari mi prende gli occhiali e li getta a terra, non si fa e basta.
Lo stesso per le lodi: è bravo se con grande sforzo impara a salire lo scivolo al contrario (e pensare che gli altri sono monelli se lo fanno!!), ma non se presta Topolino ad un amico.

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#14

uffi avevo scritto un post che mi si è cancellato prima di postarlo... ci riprovo stasera

Alessia + Emma (01.11.06) + Tobia (01.05.10)
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#15

ho pensato a questa discussione giusto ieri

dopo un mese e passa abbiamo ritirato fuori il gioco con gli anelli da impilare, prima non riusciva a infilarli, lo smontava solo e quando lo faceva gli dicevo "bravo" perchè comunque si vedeva che per lui era un'impresa, li usava per tenerli in mano quando gattonava e per me era "bravo" anche così, ieri è riuscito a infilarli con una naturalezza incredibile e mi è sgorgato spontaneo un "bravo!!!", non erano nell'ordine in cui li metterebbe un adulto (quello crescente di dimensione) ma per me è stato bravo lo stesso, poi l'ha rifatto con un altro ordine ancora e ovviamente gli ho detto comunque "bravo", e ancora, e ancora ogni volta che ci ha giocato non mi sono trattenuta dal dirgli "bravo!", abbiamo anche fatto vedere al papà qualche risultato ottenuto... ci ha preso gusto al gioco ed è uno di quei giochi con cui sa intrattenersi anche da solo (almeno per il momento, anche se per una decina di minuti)

non credo che così facendo gli tarpo le ali (gli lascio infatti la possibilità di scoprire tutte le soluzioni che vuole), ma sicuramente fondo la sua autostima

Erika & Riccardo

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#16

Mi piace questa discussione...
Capisco quello che spiega Rossana, ma mi sento più in linea con giuleee e credo che Chiara abbia ragione nel dire che il giusto mezzo come sempre è la via migliore. O almeno io così tendo a pensare in genere.

Diciamo che mi sta benissimo il discorso della libertà, dell'imparare a conoscere se stessi e i propri veri limiti, ma è anche vero che entra in gioco il fattore educazione. Trasmettere i concetti di giusto e di sbagliato non è da condannare, fintanto che non diventino un dictat e un obbligo.

Io da piccola ho avuto un misto di lodi e dictat. Mia madre mi teneva in alta considerazione (forse troppa), mio padre era uno che si esprimeva ben poco con lodi e cose varie. Questo credo abbia creato un equilibrio in me: una buona autostima ma anche la voglia di cercare consenso intorno a me (che non trovo sia un male). Allo stesso tempo, però, non mi si consentiva di trovare il mio modo per fare le cose, perché c'era sempre UN modo giusto e tutti gli altri erano sbagliati. Questo mi ha fatto male (le cose allora non le facevo e basta e prenevo le mie libere iniziative) ed è stata una pessima cosa, seppure abbia le sue ragioni storiche e bla bla bla.

Quindi dal mio punto di vista, frutto dell'esperienza personale, le lodi affettuose non fanno male, ma fa male escludere che ci siano soluzioni diverse ad uno stesso problema.
Ma sono concetti diversi.

E insegnare con le moderate lodi (che a volte sono solo un annuire o un'"assenza di no") che fare così va bene e fare cosà non va bene, credo sia giusto: non tutto è accettabile o accettato nella società in cui si vive, e non ce ne possiamo dimenticare del tutto, pur proteggendo la loro espressività.


Credo di aver fatto un po' di confusione, sono concetti molto complessi...

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#17

(06-10-2011, 04:46 16)ax76 Ha scritto:  Credo di aver fatto un po' di confusione, sono concetti molto complessi...

No, sei stata chiarissima. In realtà credo che anche qui giochi molto il proprio vissuto personale e le conseguenze che questo ha portato nella nostra vita di adulti. Io, ripeto, sono stata lodata (non vantata, eh!), come dice ax, con affetto. Ricordo ancora i termini in dialetto che usava mia nonna ... e trovo che sia un'ottima cosa.
Certo, forse io esagero un po' con mio figlio...dovrò darmi una calmataTongue_smilie e trovare la via di mezzo di cui parla Chiara.
Io credo che la distinzione vada fatta fra lodi date col cuore, come si diceva prima, e lodi che nascondono delle aspettative. Secondo me, ciò che fa male veramente è l'aspettativa, non la lode. L'aspettativa può schiacciare un bambino e farlo diventare un adulto insicuro, non la lode.
Del resto, quello che scrive Khon, ossia di sostituire il "bravo" con un "ce l'hai fatta" mi sembra una trovata un po' troppo americana. Mi pare che non ci sia nessuna differenza se dico a mio figlio "ce l'hai fatta" perchè ha fatto una nuova conquista e, nel frattempo, mi brillano gli occhi e trasudo orgoglio da tutti i pori (e dentro di me penso "com'è bravo!"). Quello che passa è il linguaggio del corpo e del cuore, io penso, non l'espressione verbale.

In sostanza, il libro di Khon, che ho cominciato a leggere, non mi sta piacendo. Lo trovo forzato, scontato, contraddittorio e anche un po' razzista.

Sarà che mi viene automatico il confronto con Gonzalez ("Besame mucho") e proprio non regge ... quello si che è un libro scritto con amore! E' un libro scritto da un bambino cresciuto, non da un adulto che vuole far finta di essere bambino... Questa la mia opinione.
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#18

Io sono d'accordo con Rossana che ha riassunto benissimo il pensiero di khon. Io vedo che Giulietto davanti ai miei bravo, che ovviamente anche a me vengono ogni tanto spontanei, non e' contento. Lo e' di piu' quando faccio altri tipi di commenti, tipo: ci sei riuscito, dai che ce la fai, che divertente quello che stai facendo. Considerazioni per fargli capire che lo sto guardando, che ho visto anche io quello che ha fatto, ma non giudizi in termini di positivo o negativo. A questo proposito ho trovato più chiaro il libro il bambino e' competente di jesper jule.
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#19

(06-10-2011, 12:14 00)rossanalib Ha scritto:  quando raccontate che comunque può essere mancato il sentirsi lodare da piccoli...ecco io credo proprio che quello sia il sintomo che si è dipendenti dal giudizio altrui, proprio ciò che invece non vuole la montessori nè kohn! la gratificazione per qualcosa di realizzato viene da sè, non vi capita certe volte di riuscire finalmente a fare una cosa su cui vi esercitate, provate e riprovate da tempo e finalmente di sentirvi felici senza che nessuno vi dica bravo? siete felici e basta! è un po' come quando si fanno i cruciverba..perchè li facciamo? perchè c'è qualcuno che alla fine ci dice bravo o perchè davvero ci appassionano? e quindi quando ci riusciamo mi pare che siamo soddisfatti del semplice esserci riusciti, di aver completato lo schema...il passo successivo è quello di farne un altro, e un altro ancora, e ancora uno, sempre più difficile... ecco è questo che vogliono comunicarci kohn e la montessori! il fare con passione, con la voglia che ci viene da dentro non perchè uno ci loda! cominciare così per poi seguire nella vita le nostre vere passioni, solo così possiamo essere davvero felici...poter scegliere con libertà e amore Smile

Il mio discorso era un po' diverso... secondo me molto semplicemente non siamo tutti uguali e senza arrivare ad eccessi (visto che neppure io sono una di quelle che dice "Bravo" ogni tre per due e come diceva qualcun altro odio assolutamente le persone che si vantano dei propri figli) non riesco ad affermare l'assoluta inutilità delle lodi e non riesco ad equipararle alle punizioni, ma vi spiego meglio... io nella mia vita, in cose grandi o cose piccole, ho sempre cercato di dare il massimo e non perché volessi impressionare gli altri, ma proprio perché è una caratteristica mia, una cosa che mi viene spontanea... ad esempio nella scuola mi applicavo molto, non mi accontentavo del sei striminzito (o del 18 quando poi mi sono ritrovata all'università) e raggiungevo sempre bei traguardi, ero felice e soddisfatta di me stessa però ammetto che mi rodeva parecchio quando sentivo mia madre dire: "Senti Ale, al ricevimento dei professori non vado, tanto a che pro?", quella stessa mamma che invece andava a quello di mio fratello a farsi venire l'ulcera nervosa visto che lui non aveva assolutamente voglia di studiare... voglio dire: so bene che questa frase sottintendeva un suo essere felice per me e gioire dei miei successi, però cavolo, quanto mi sarebbe piaciuto sentirmela dire dalla sua stessa voce, invece che presupporla... e questo è un esempio stupido, dovessi fare un esempio più vicino nel tempo potrei dire che alle volte, nonostante le grandi gioie di essere mamma a tempo pieno, arrivo a sera davvero stremata e mi rode un po' sfogarmi con mio marito e sentirmi dire: "Vuoi fare a cambio con la mia di giornate? Vorrei io avere la fortuna di starmene tutto il giorno coi bimbi"... ecco che preferirei un "capisco che sei stanca, però sei una mamma eccezionale"... so benissimo che mio marito pensa in realtà che io lo sia, però una "lode" vi giuro che mi raddrizzerebbe certe giornate!

A questo proposito ho letto anni fa anche un testo interessante, testo americano, coi limiti di tutti i testi americani. S'intitola "I cinque linguaggi dell'amore dei bambini", il suo autore (anzi i suoi autori), che credono molto nell'ascolto attivo e ripetono ogni due righe che il presupposto deve sempre essere quello dell'amore incondizionato, dimostrano come i bambini abbiano un serbatoio emozionale da riempire di amore e si differenzino gli uni dagli altri per prediligere certi modi in cui i genitori veicolano l'amore incondizionato che nutrono per loro. Ci sono bambini che si sentono più amati attraverso il linguaggio dei doni (ed è una cosa innata, non si lega all'educazione più o meno consumistica che si è ricevuta, è proprio il piacere di ricevere anche un sassolino trovato in strada in regalo), altri attraverso quello dei gesti di servizio (io faccio qualcosa per te), altri attraverso quello delle parole d'incoraggiamento, altri ancora attraverso il linguaggio del contatto fisico, altri infine attraverso quello delle occasioni speciali (momenti speciali che noi genitori dedichiamo loro). Io dopo aver letto questo libro ho capito di essere una persona da contatto fisico e da parole d'incoraggiamento (e infatti tendo a prediligere persone fisiche al mio pari e amo sentirmi amata anche a parole), mio marito è invece più da gesti di servizio, Emma è molto simile a me e adora anche le occasioni speciali, Tobia non l'ho ancora inquadrato (solitamente è verso i 5 anni che si capisce quale linguaggio dell'amore è il preferito).

Alessia + Emma (01.11.06) + Tobia (01.05.10)
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#20

(06-10-2011, 10:46 22)aleberto Ha scritto:  Ci sono bambini che si sentono più amati attraverso il linguaggio dei doni (ed è una cosa innata, non si lega all'educazione più o meno consumistica che si è ricevuta, è proprio il piacere di ricevere anche un sassolino trovato in strada in regalo), altri attraverso quello dei gesti di servizio (io faccio qualcosa per te), altri attraverso quello delle parole d'incoraggiamento, altri ancora attraverso il linguaggio del contatto fisico, altri infine attraverso quello delle ocasioni speciali (momenti speciali che noi genitori dedichiamo loro).


interessantissima questa cosa
io penso di essere sensibile al linguaggio dei doni e a quello delle parole di incoraggiamento, ma se esprimo il mio amore a riki lo faccio con il linguaggio del contatto fisico, rafforzato dalle parole di incoraggiamento

Erika & Riccardo

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