Il biscottino: tre fatti che forse non sapete



Biscottino per l'infanzia
Foto di Bramfab

Devo riconoscere che mi sento un po’ in colpa… (s)parlare del baby food è un po’ come sparare sulla croce rossa. :D Basta guardare sul  sito web di una marca a caso e passare cinque minuti a controllare la veridicità delle rivendicazioni che ci spacciano per oro colato, che queste assumono un aspetto quasi grottesco. Il problema è che in tantissimi ci credono, convinti da un’opera sapiente di marketing: fare leva sulle paure e i timori che i genitori, principalmente quelli alle prime armi, si trovano a dover affrontare è sempre una strategia “vincente”.

Oggi parliamo del famigerato “biscottino”.

Se facessimo un sondaggio e chiedessimo, “Quale biscotto, tra uno di quelli raffigurati in alto e uno specifico per l’infanzia, è più adatto per un bambino, diciamo, di sei mesi?” scommetto che la maggior parte delle persone risponderebbe, senza esitare, quello specifico. Dopo tutto i biscotti “per adulti” sono pieni di zuccheri, grassi misteriosi e chissà cos’altro.

Di recente in una discussione su Facebook dove mi è venuto spontaneo stroncare l’uso dei “biscottini” mi è stato ricordato che intere generazioni di bambini ci sono cresciute e che sono davvero un bacchettone su questo argomento. Posso senz’altro confermare che entrambi questi fatti corrispondono alla realtà. :)
Per quanto mi riguarda sono contrario al “biscottino”, già il termine mi dà l’orticaria, sempre e comunque. Capisco però che molti genitori che lo usano si sentano punti sul vivo quando leggono queste cose per cui vediamo di approfondire l’argomento. Con questo articolo spero di riuscire a spiegare i motivi di tanta antipatia e magari convincere uno o due genitori a guardare i biscotti per l’infanzia con occhi più critici.

[box type=”tick”]Preciso che il biscotto non è certo l’unico baby food che va analizzato più in profondità e probabilmente non è neanche il peggiore tra quelli in commercio.
Per saperne di più su omogeneizzati, liofilizzati, formaggini, tisane, ecc. leggete La questione cibo.[/box]

Gli ingredienti

Voglio proporvi il confronto, che forse alcuni troveranno addirittura blasfemo, tra gli Oro Saiwa, che è la mia marca preferita di biscotti secchi – e i biscotti Plasmon consigliati dai 6 mesi in su (questi ultimi sono stati selezionati a caso).

A sinistra trovate gli ingredienti del biscotto Plasmon, a destra quelli degli oro Saiwa.

ingredienti biscotti Plasmon dai 6 mesi

ingredienti Oro Saiwa Autosvezzamento


Adesso giochiamo a “trova le 10 piccole differenze”
: quali sono le differenze tra questi due prodotti? Onestamente non ne vedo, anzi mi sembrano quasi identici. Interessante che anche il biscotto Plasmon contenga il misterioso “olio vegetale”, espressione usata spesso eufemisticamente per celare olio di palma o altri oli non considerati proprio buonissimi. OK, anche gli Oro Saiwa hanno i “grassi vegetali non idrogenati”, espressione altrettanto se non più criptica, ma siccome parliamo di biscotti da “adulti” e non di baby food, la cosa mi colpisce di meno.

Leggendo su un sito che si occupa di alimentazione leggo:

Cos’è il grasso vegetale

Riassumendo le varie possibilità, si può concludere che, anche se manca il processo di idrogenazione (cioè non si parla di grasso vegetale idrogenato o di margarina) che renderebbe il grasso pessimo, il grasso vegetale è comunque un composto peggiore del burro.

Cos’è l’olio vegetale

Anche nel caso dell’olio (visto che non si conosce l’olio di partenza) si deve interpretare la dizione come quella riferentesi a un prodotto paragonabile a un generico olio di semi con l’aggravante che la composizione è del tutto sconosciuta perché potrebbe esservi una percentuale di grassi saturi (a catena lunga o media) non indifferente.

Entrambi poi contengono “aromi”, dei quali abbiamo già parlato in passato, che ricordo:

sono di origine artificiale, ovvero sono prodotti di sintesi chimica, come per esempio la vanillina che non ha nulla a che vedere con la vaniglia, oppure l’aroma di fragola che di certo non deriva dal frutto della fragola.

Infine guardiamo lo zucchero, ma per far questo ci serve la tabella nutrizionale:

Tabella nutrizionale biscotti Plasmon dai 6 mesi Tabella nutrizionale Oro Saiwa Autosvezzamento

In questo caso la differenza è senz’altro notevole… Questa volta facciamo le cose a occhio e senza fare tanti conti complicati, dopo tutto abbiamo già parlato ampiamente degli zuccheri aggiunti che si trovano in abbondanza in articoli di baby food quali lo yogurt e le merende allo yogurt e le tisane per bambini e di come calcolarli. Diciamo che in entrambi i casi gli zuccheri naturalmente presenti sono circa 2 g per 100 g di prodotto dato che la farina da sola ne contiene 1,5 g circa. Ciò vuol dire che gli Oro Saiwa contengono circa 16,5 g di zuccheri aggiunti per 100 g di prodotto, mentre i Plasmon addirittura 25 g! Quindi un biscotto Plasmon, pesando 5 g, conterrà circa 1,25 g di zucchero aggiunto, contro l’oro Saiwa che ne conterrà approssimativamente 0,8 g. Tanto per dare un contesto a tutti questi numeri, proprio ieri su Facebook una madre diceva che nel biberon del bambino metteva 6 biscottini, e poi gliene dava da mangiare altri 6 TUTTI i giorni (e ora era preoccupata perché non li voleva più…); facendo due conti, il bambino prendeva 15 g di zucchero, equivalente a 3 bustine del bar, solo dai biscottini, TUTTI I GIORNI.

In caso qualcuno fosse curioso, i Gran Turchese contengono 24,8 g di zucchero per 100 g di prodotto, i Gentilini Osvego 23,9 g mentre le Macine del Mulino Bianco, 19 g (queste sono le prime tre marche che mi siano venute in mente).

Quindi, riassumendo,

  • Gli Oro Saiwa contengono (tra le altre cose) zucchero, grassi vegetali idrogenati, e aromi
  • I biscotti Plasmon dai 6 mesi in poi contengono (tra le altre cose) più zucchero, olio vegetale, e aromi

Qualcuno obietterà che il baby food è più controllato, più sicuro, ecc. ecc. Non discuto che lo zucchero e l’olio vegetale provengano da coltivazioni lontano da fonti d’inquinamento, siano le migliori possibili e così via, ma, per buoni che siano, rimane il fatto che si parla pur sempre di zucchero e olio vegetale…

Sul sito della Plasmon leggo (mia enfasi):

(Mamma,) presta attenzione alla qualità. I biscotti frollini ad esempio contengono grassi saturi e zucchero e non è bene abituare il bambino ad alimenti troppo dolci e ipercalorici. I biscotti per l’infanzia, invece, hanno ricette che sono adeguate nei componenti e offrono garanzie per la qualità delle materie prime.

A me sembra il caso del bue che dice cornuto all’asino :)

Alimentazione forzata

[box]Disclaimer:

Prima che di continuare a leggere, ricordo, come se ce ne fosse bisogno, che lo scopo di questo pezzo è di far riflettere i genitori e non di far sentire in colpa nessuno.[/box]

Cito alcuni interventi provenienti, al solito, dalla nostra pagina Facebook.

  • A mia figlia grande, che ora è adulta, ho dato il biscotto granulato nel latte a 2 mesi, ma pesava quasi 7 Kg a quell’età (ne pesava più di 4 alla nascita) e non si saziava con il solo latte… giusto o no devo dire che si saziava di più e non ha mai avuto problemi
  • Noi latte artificiale zero, ma li usiamo lo stesso su indicazione del pediatra perché sono ipercalorici e lui che è sempre in movimento ha bisogno di almeno 1000 Kcal al giorno altrimenti dimagrisce invece di ingrassare.
  • È presto per il biscottino? La pediatra mi ha detto solo mattina e sera, ma a G. il latte senza non piace più.
    Ogni bambino è diverso dall’altro. La mia non ne beve tanto, max 150 ml, quindi ho pensato, visto che lo digerisce bene, di mettere un po’ di biscotto granulato senza né uovo né glutine; poco, ma più nutriente.

Di nuovo, spesso incoraggiati dal pediatra, si parte dal presupposto che NOI sappiamo quanto debba mangiare il bambino, per cui gli infiliamo di nascosto il biscotto nel latte. Il bello è che il biscotto sembra la panacea per tutti i mali: se tuo figlio è un mangione o mangia poco, se è piccolo o grande, se sta sempre in movimento o … (non so trovare l’alternativa… avete mai visto un bambino che non si muove?), il biscotto è la soluzione. Nella seconda citazione il biscotto viene dato in mano da mangiare, quindi il bambino quanto meno può effettuare una scelta se mangiarlo o meno, ma negli altri casi si parla di biscotto sciolto nel biberon e questo, temo, non va bene in quanto per certi versi è una forma di alimentazione forzata.

Vediamo cosa dice l’AAP (America Academy of Pediatrics) sull’argomento. Preciso che in America e nei paesi anglosassoni in generale il “biscottino” da sciogliere nel latte è sconosciuto. Invece loro usano dei cereali che si sciolgono. Da notare che i cereali, o il baby riso, utilizzati hanno praticamente lo stesso contenuto calorico del biscotto Plasmon, quindi il paragone sicuramente è valido.

Forse la ragione più importante per non aggiungere i cereali nel biberon troppo a cuor leggero è collegata al rischio di sovralimentazione. Istintivamente il bambino sa quanto latte materno o formulato ha mangiato in base al volume ingerito e non all’apporto calorico. Se da una parte è vero che è difficile sovralimentare un bambino, questo vale solo se si parla esclusivamente di latte, materno o formulato che sia. Non appena vi si aggiungono i cereali le cose diventano poco chiare, anzi talmente poco chiare che per taluni mettere cereali nel biberon equivale ad alimentare forzatamente il bambino facendogli fare un’overdose di calorie.

In altre parole, io genitore ho deciso che mio figlio non mangia abbastanza per i suoi bisogni, quindi gli metto del cibo extra nel biberon che lui manderà giù senza accorgersene in quanto il volume totale sarà pressoché identico. Tuttavia l’altro lato della medaglia è che

  1. il bambino si abituerà a un gusto diverso nel latte, per cui non ci sarà da stupirsi se poi non vorrà più il latte senza biscotto
  2. se all’inizio sei riuscito a “ingannare” il bambino facendolo mangiare di più di quanto non si aspettasse, dopo un po’ si abituerà e capirà che mezzo biberon gli basta e non ne prenderà altro, per cui per ottenere l’effetto desiderato (farlo dormire la notte?) bisognerà aumentare la dose di biscotto (magari lamentandosi che durante il giorno il bambino non mangia).

L’AAP ci ricorda inoltre che:

Il sistema digestivo del bambino non si considera pronto per processare cereali fino a 4-6 mesi di età; ma quando è sufficientemente grande per digerirli, è anche sufficientemente grande per mangiarli usando un cucchiaino.

Esporre i bambini ai solidi prima dei 4 mesi può causare lo sviluppo di allergie in futuro. Questo rischio viene minimizzato semplicemente aspettando fino a 4-6 mesi.

Inoltre mi chiedo, ma i bambini allattati come fanno senza biscotto sciolto nel latte?

Vitamine e minerali

Uno delle cose che differenziano i biscotti “normali” da quelli “per l’infanzia” è che questi ultimi sono addizionati con vitamine e minerali.

Per comodità riporto di nuovo la parte  rilevante della tabella nutrizionale:

Minerali e vitamine nei biscotti plasmon

La domanda cruciale è se queste integrazioni di vitamine e minerali siano necessarie o meno.

In Italia non c’è una raccomandazione generale riguardo l’assunzione di vitamine o minerali nella prima infanzia, così ogni pediatra consiglia più o meno come gli pare. Nel Regno Unito le linee guida sono state recentemente cambiate e ora affermano che che nei bambini da 1 a 5 anni sono consigliate le integrazione di vitamine A, C e D. La D sembra essere la più importante in quanto si assume praticamente solo tramite l’esposizione al sole ed è presente solo in pochissimi cibi, per cui se si vive al nord o se si passa molto tempo al coperto, ci potrebbe essere rischio di carenza. Per quanto riguarda la A e la C invece il problema è potenzialmente presente solo se il bambino è schizzinoso. Se però il bambino prende latte di crescita o di proseguimento, non c’è bisogno di integrazioni in quanto già presenti nel latte stesso.

Se guardiamo la tabella nutrizionale dei biscotti Plasmon notiamo che c’è solo la vitamina A, mentre mancano la C e la D. Quindi i biscotti non ci aiutano contro la carenza di queste vitamine.

Tabella nutrizionale aptamil 2 polvereInoltre, consultando la tabella nutrizionale di un latte di proseguimento qualsiasi, nel nostro caso Aptamil 2 (anche se utilizzano caratteri microscopici), notiamo che tutte le vitamine presenti nei biscotti, già sono contenute nel latte, rendendone quindi inutile l’ulteriore integrazione, assieme, come già detto alla A, C e D.
Inoltre non dimentichiamo che non vanno mai prese troppo vitamine.

Inoltre dopo i sei mesi il bambino comincerà ad assumere un’alimentazione più o meno varia, da cui potrà ricavare le vitamine e i minerali presenti nei biscotti. Ad esempio il gruppo di vitamine B si trova in tutta una serie di alimento quali ortaggi, patate, tonno, ecc. Oppure una semplice mela senza buccia contiene vitamina A, C, nonché la B1 e la B2.

Conclusioni

Quali sono i vantaggi legati ai biscotti per la prima infanzia?

Di certo non il prezzo in quanto una confezione di Plasmon in offerta speciale costa €11 al Kg (più del doppio degli Oro Saiwa). A chi interessa, i Mellin sembrano essere più convenienti costando circa €7 al Kg.

Non la composizione, in quanto, nonostante tutti le materie prime provengano da oasi paradisiache, fatico a vedere la differenza che c’è con i biscotti “normali. Dopo tutto gli oli vegetali quelli sono e lo zucchero, anche se viene da un altro pianeta, sempre zucchero è.

Non il fatto che siano solubili nel latte in quanto potrebbero tentare i genitori a mettere il biscotto nel biberon del figlio.

Non nel fatto che siano addizionati con vitamine, in quanto un alimentazione varia già ne fornisce in abbondanza (per non parlare del caso in cui il bambino prenda latte formulato).

Quindi se volete dar da mangiare un biscotto a vostro figlio, non c’è nessun problema, dopo tutto è un alimento come un altro. Se invece vi chiedete quale sia il biscotto più adatto per un neonato, basate la scelta seguendo i vostri gusti e valutando gli ingredienti che contiene.

Infine ricordate sempre che:

  1. il biscotto va dato in mano così, se il bambino davvero lo vuole, se lo può mangiare da solo
  2. non pensate che i biscotti per la prima infanzia siano poi così super-buoni

[hr]

Se volete saperne di più su un determinato baby food, trovate tutti gli articoli nella categoria “baby food”.

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249 comments

  1. Francesca says:

    Sono perfettamente d’accordo con te! Il baby food e in generale tutti i cibi industriali sono una schifezza!! Fare dei biscotti non richiede tantissimo tempo!! Io ci sto provando!!

  2. SailorVale says:

    Sono cresciuta con i Plasmon e tutte queste paranoie e problemi non me ne faccio…sia io che mia sorella siamo cresciute benissimo e i biscotti rimangono un dolce ricordo dell’infanzia…scusate ma gli oro saiwa sembrano cartone al confronto…ho letto l’articolo è ne prendo atto, ma a mio figlio appena inizierà lo svezzamento comprerò i suddetti biscotti…e non mi sembra di fare un’alimentazione forzata, dopotutto anche il latte in polvere va dosato, e certamente non lo può fare lui che ha tre mesi, come non può sapere e decidere da solo cosa mangiare…quando ne sarà in grado allora il discorso cambierà…

    • Andrea says:

      Nessuno dice che se compri specificamente i Plasmon uno muore stecchito, ma mi/ti chiedo, perché proprio quelli e perché nel biberon? Ma soprattutto… a 3 mesi?? Sfortunati quelli allattati che ne vengono automaticamente privati.

  3. Aliril says:

    Da quando preparo il cibo per il mio autosvezzante ho la paranoia del sale. Al mattino faccio colazione con tè e biscotti e il mio Tato DEVE assaggiare. Dopo 34 anni non sono un grado di cambiare anche questa abitudine, quindi lui (6 mesi e mezzo) prende una puntina di biscotto inzuppato (come mamma). L’amica mi consiglia i baby biscotti marca blu, io guardo gli ingredienti e lo vedo uguali ai miei Saiwa… tranne per il sale!! I miei pare ne abbiano tantissimo in più. Nom è una quantità rilevante per mezzo biscotto al giorno, vero? Sono una madre apprensiva :/

  4. Fabiana says:

    Sto iniziando lo svezzamento a mia figlia e proprio ieri ho riscontrato olio di palma in tutte le marche x biscotti e biscottini. La Hipp addirittura specifica che è biologico! Come se il problema fosse solo qs e non che è cancerogeno. Con quello che costano i cibi x bambini ci dovrebbe essere olio extra vergine d’oliva o burro delle migliori qualità. Da ieri sto studiando una ricetta x farmeli da me i biscottini.
    Bravi continuate ad informarci!

    • Andrea says:

      Ciao Fabiana,

      Se ti devo dire la verità,  quello dell’olio di Palma è l’ultimo di problemi dei biscotti per l’infanzia. Al massimo ti fa capire come siano simili a quelli normali. Io piuttosto ti chiedo PERCHÉ pensavi di comprarlo. L’articolo avrebbe dovuto dissuaderti…

  5. Emanuela says:

    Oddio è vero ! Dopo aver letto ciò cercherò dei biscotti più sani ,e mangerò io i plasMon che li adoro purtroppo . Voglio
    Evitare che mio figlio diventi schiavo dei grassi e lo zucchero adesso !

    • Andrea says:

      Hahahahaha :) I Plasmon non è che siano il male… solo solo biscotti come altri (anche se hanno un bel po’ di zucchero :D ) Il 15/05/15 15:45, Emanuela ha scritto:

  6. Sara Rogai Santillo says:

    nello yogurt che prendevo io la panna non c’era, era solo latte e fermenti… costava un occhio della testa, credimi.. però ho visto che c’è un amarca con la panna (nestlè). io prendevo il total della fage… comunque nestlè non ha scritto “yogurt greco” ma “yogurt alla greca”… sanno come fregare la gente, la maggior parte non guarda gli ingredienti!

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