“Fatti guidare da lui”



Usiamo spesso espressioni come “lasciati guidare da lui”, “tuo figlio sa di cosa ha bisogno“, “fidati di lui“. Ma cosa intendiamo davvero?

Ho letto critiche, valide e condivisibili, a queste espressioni: non è che si invita a diventare “tappetini” dei propri figli e a non svolgere il proprio dovere di educatori?

Lasciarsi guidare dal proprio bambino non equivale a liberarsi del ruolo di genitore-guida a favore dell’anarchia e della sregolatezza, ma significa riconoscere la competenza innata dei figli, e fare un passo indietro.

Da Generale Comandante ad accompagnatore e guida. Dal proporre al concedere, dal condurre all’accompagnare.
Il tutto filtrato dall’istinto, dall’osservazione e dalla sapienza (anch’essa innata) che l’essere genitori ci regala.

I genitori sono i binari sui quali il bambino può correre. In materia di alimentazione, i genitori segnano i paletti del mangiare sano mettendo a tavola quello che ritengono migliore per la salute della famiglia (che cosa è sano e cosa no? Potremmo parlarne per ore, di certo non siamo noi, qui, a poterlo stabilire).

Fatti guidare da tuo figlio” non vuol dire abbandonare le redini, ma concedergli di tenerle in mano assieme a noi, perché abbiamo fiducia di lui: quando gli avremo tramandato con l’esempio come si conduce un cavallo, gliele lasceremo.

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5 comments

  1. Claudia says:

    Ciao a tutti, non sono nuovissima in questa pagina, ma sono alle prime armi e mi sento molto confusa! Mio figlio ha sei mesi, sempre allattato a richiesta (nel suo caso circa ogni due ore giorno e notte). Da un po’ vuole fare degli assaggi di quello che mangio io, che gli ho sempre concesso con sua e mia soddisfazione. La mia confusione deriva dalla necessità di impostare degli orari per conciliare la nostra giornata con il mio lavoro. Per fortuna faccio un lavoro in cui posso gestire abbastanza flessibilmente le mie giornate quindi finora mi sono adattata io ai suoi tempi. Questo però implica che a volte la sua fame (e quindi la poppata ) preceda di poco l’ora del mio pranzo o cena. In breve, la mia domanda è: continuo ad anteporre il suo “istinto” di poppare ai nostri pasti oppure provo a farlo aspettare un po’ prima di poppare, per vedere se magari ha voglia di mangiare quello che mangiamo noi? Ovvero: lascio ancora girare il mondo come va oppure inizio ad “imporre” degli orari? Questa è una domanda che mi assilla un po’ in vari campi, sento forte il contrasto fra la mia tendenza ad assecondarlo e la pressione esterna di chi mi ripete che il fine principale dell’educazione è il conseguimento da parte del bimbo dell’autonomia (nel mangiare, nel dormire ecc ecc). Scusate la lungaggine e grazie per il vostro aiuto!

  2. Valentina says:

    Ma sai che ci pensavo proprio in questi giorni! Pensavo a tutto l’ambito dell’autosvezzamento e mi chiedevo come potesse apparire agli occhi degli altri. Alcuni potrebbero interpretare la libertà come davvero anarchia e pensare al genitore come una specie di schiavetto! Per fortuna c’è molto più equilibrio e rispetto nell’alimentazione complementare a richiesta di quanto non ce ne sia in ogni altro tipo di svezzamento. Forse dovremmo puntare di più su questi aspetti…

    • Gloria says:

      Sì, secondo me in molti percepiscono lassismo e anarchia appena sentono parlare di “AUTO”svezzamento. E’ proprio la tendenza che alcuni di noi hanno ad avere paura che il bambino prenda il sopravvento e diventi un piccolo tiranno a cui i genitori devono sottostare… Io sono passata proprio per questo punto e mi rendo conto che, come dici tu Vale, è importante ricordare che con l’AS questo non è un rischio che corre. ANZI! E’ proprio il contrario!

  3. rossana says:

    perfettamente d’accordo Gloria! in effetti spesso per i genitori possono scambiare il “Lasciati guidare da lui” per un invito al lassismo. Ma non dobbiamo dimenticarci che non a caso i bambini hanno i genitori: siamo noi che abbiamo il compito fondamentale di guidarli e la responsabilità di farli diventare adulti nel migliore dei modi possibili (per ognuno!). Siamo la loro chiave per interpretare il mondo e questo non vale solo per il cibo ma per tutto.

    • Gloria says:

      Grazie Rossana, già, vale per tutto, è verissimo. All’inizio avevo pensato di sottolinearlo, ma non l’ho fatto e sono felice che sia arrivato il primo commento pronto a metterlo in luce :-) Mi sono limitata ad accennare al cibo e a scrivere poche stringate frasi, ma avrei potuto fare tantissimi esempi, anche non correlati..
      Però va detto che essere guida senza essere Generali non è sempre facile… anzi, può risultarci estremamente facile su certe questioni ma molto difficile su altre; per ogni genitore (persona) sarà diverso perché è unico il suo modo di essere… Non c’è una ricetta univoca per accompagnare alla crescita, ma di tanto in tanto, secondo me, ci fa bene ricordare a noi stessi qual è il nostro ruolo, cos’è che vogliamo raggiungere, e riprendere in esame cosa stiamo facendo. 9 su 10 scopriremo che c’è qualcosa che va raddrizzato… A me succede sempre così.

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