Svezzamento tradizionale e autosvezzamento a confronto



Si parla spesso di autosvezzamento e di svezzamento “tradizionale”, ma che differenza c’è tra questi due approcci?

Abbiamo già parlato ampiamente di alimentazione complementare e di alimentazione a richiesta e abbiamo accennato ai controsensi relativi alle tabelle di introduzione degli alimenti. Ma come descrivere in modo breve e incisivo la differenze sostanziali di approccio tra svezzamento “tradizionale” e autosvezzamento senza dover fare necessariamente una conferenza?

Vediamo allora di fare un confronto tra lo svezzamento tradizionale e l’autosvezzamento.

Svezzamento tradizionale

  1. Viene iniziato secondo le indicazioni del pediatra, della mamma o comunque di un’altra persona.
  2. Si tende a introdurre un pasto completo alla volta e a eliminare la poppata corrispondente il più velocemente possibile seguendo un calendario prestabilito.
  3. Il bambino di solito mangia separatamente dal resto della famiglia
  4. Si tendono a privilegiare pappe, omogeneizzati e baby food in generale (spesso perché si inizia troppo presto, per cui non si hanno alternative). Il fatto che le pappe siano preparate a casa o acquistate già pronte, poco importa.
  5. La gradualità è dalle pappe ai pezzetti, ai pezzetti più grandi al cibo “normale”.

Autosvezzamento

  1. È un processo che inizia solo quando lo decide il bambino e non qualcun altro.
  2. Si comincia con piccoli assaggi, effettuati con la famiglia a tavola. Il latte non viene sostituito seguendo il calendario, ma seguendo il naturale sviluppo del bambino.
  3. I pasti vengono sempre condivisi per cui il bambino non mangia da solo.
  4. Siccome abbiamo atteso che il bambino fosse pronto, non c’è nessun bisogno di affidarsi a cibi speciali preparati solo per lui. Invece possiamo condividere la tavola e quello che c’è: tutti in famiglia mangiano le stesse cose
  5. La gradualità la vediamo nel passaggio da micro assaggi ad assaggi sempre più consistenti fino a veri e propri pasti.

Per riassumere il tutto usiamo una metafora: lo svezzamento è un po’ come il part-time, ovvero:

Lo svezzamento tradizionale è VERTICALE

Nello svezzamento tradizionale si sostituisce una poppata con un pasto più o meno completo, poi se ne sostituiscono due e così via. L’introduzione dei cibi è fatta subito in profondità, ovvero in modo verticale, a determinati orari del giorno stabiliti a priori. Non è il cibo che complementa il latte; se siamo fortunati e il cibo non viene imposto come unica fonte di nutrimento, è il latte a complementare il cibo.


L’autosvezzamento è ORIZZONTALE

Se si fa autosvezzamento non si sostituisce a priori nessuna poppata in quanto il bambino si avvicina al cibo solido in modo graduale, partendo da piccoli assaggi durante tutti i pasti consumati dalla famiglia nell’arco della giornata. In questo caso il cibo fa da complemento al latte perché le poppate non si abbandonano se non molto gradualmente e in modo più o meno equilibrato. Insomma in modo orizzontale.


Se ci si sofferma un attimo a pensare, procedere in modo orizzontale non è certo una novità;

  • il bambino non impara forse a camminare in modo orizzontale?
  • Il bambino non impara forse a parlare in modo orizzontale?

Lo stesso vale per ogni altra tappa evolutiva di ogni bambino.

Provate a dire a vostro figlio che può provare a camminare solo dalle 12 alle 14 e che durante questo lasso di tempo gattonare non è permesso (altrimenti non imparerà mai a camminare…). Poi ditegli che solo dopo qualche settimana potrà cominciare a provare dalle 18 alle 20; dopo tutto dobbiamo fare le cose per gradi per farlo abituare, no? Chissà se il bambino apprezzerà questo approccio verticale al camminare…

E la via di mezzo com’è, obliqua? Temo che la via di mezzo sia un’illusione, ma questo è un altro discorso :)

Invece se volete approfondire il tema “autosvezzamento pro e contro“, seguite il link.

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131 comments

  1. Laura Paccagnella says:

    e se il maniaco del controllo è il papà…? che essendo senza lavoro fa lui i pranzi col pupo e non gli lascia tenere nulla in mano?

  2. Federica Piancatelli says:

    Ciao,ho una bimba di 6 mesi e mezzo, ho fatto latte materno esclusivo fino a 6 mesi, il mio ped si è raccomandato per gli assaggi a tavola che ho iniziato a fare fin da subito anche se siamo ancora senza denti, ma lui mi ha detto di non preoccuparmi, ha già assaggiato pomodoro e frittata, però per il pranzo le faccio la pastina x lei, perché magari x noi faccio sughi un po più grassi, mentre per lei faccio passati di verdure come condimenti ed omo fatti a casa…sbaglio a darle un pranzo diverso dal nostro? Ed ad usare la pastina ?

  3. andrea_ says:

    claudia brancato Non è MAI troppo tardi (e ci mancherebbe pure :D).

    Mettetevi a tavola insieme e cominciate a condividere il cibo. Magari fai sia una minestra/zuppa per tutti e qualcosa di solido di secondo così il bambino si trova meno spaesato all’inizio.

  4. claudia brancato says:

    ciao, mio figlio di 7 mesi gradisce molto le pappe da me preparate, ma effettivamente leggendo meglio e capendo la differenza tra svezzamento e auto svezzamento vorrei fare un passo indietro e dar spazio alle esigenze di mio figlio, posso farlo? oppure ormai è troppo tardi? da un mese ho diminuito il latte(artificiale) per dar spazio al cibo per bebè(passati di verdure es.) ma il mio latte continuo a darglielo ogni qualvolta sn con lui. Posso ritornare indietro?

  5. Michela Baezzato says:

    Sara poni una domanda che mi sono posta anch’io tante volte, ma da “profana” non ho mai fatto…leggo spesso le stesse domande…alle volte si leggono post di mamme allarmate che fino al giorno prima rassicuravano per lo stesso problema…

  6. Silvia Reale says:

    Sara non potrei essere più che d’accordo con te.
    Che poi il concetto di base e’ semplicissimo.
    Tutti a tavola.
    Piatto di pasta per tutti.
    Il bimbo comincia ad assaggiare. La mamma vive con serenità gli assaggi perché sa che tanto dopo c’è il latte.
    Non esiste che finché il bimbo non fa un pasto completo si tolga il latte!
    Il latte INTEGRA gli assaggi!

  7. Silvia Reale says:

    Sara non potrei essere più che d’accordo con te.
    Che poi il concetto di base e’ semplicissimo.
    Tutti a tavola.
    Piatto di pasta per tutti.
    Il bimbo comincia ad assaggiare. La mamma vive con serenità gli assaggi perché sa che tanto dopo c’è il latte.
    Non esiste che finché il bimbo non fa un pasto completo si tolga il latte!
    Il latte INTEGRA gli assaggi!

  8. Roberta Puglisi says:

    Hai ragione! Ne parlavamo sul forum qualche tempo fa. Il problema però sorge quando con un bagaglio di conoscenze approssimativo si danno consigli netti e categorici. Io avrei paurissima. Infatti intervengo poco e solo quando sono strasicura di quello che dico.

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