COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
Con oltre 140 ricette per TUTTA la famiglia


autosvezzamento per tutti


Amici e genitori
#31

(23-02-2012, 12:16 12)blackbird Ha scritto:  Letta questa dscussione ho pensato a due cose: al mio migliore amico che ancora non ha figli e alla situazione contraria. Partiamo dalla fine: se Salvo (così si chiama) un giorno venisse da me con tutta una serie di idee strampalate sul fatto che allattare un maschietto per troppo tempo lo trasformerà in un maniaco (non è frutto della mia fantasia, non voglio prender meriti non miei: mi è stato detto); che fare AS un giorno lo porterà ad avere allergie, alterazioni della crescita e che in generale lo sto avvelenando; farlo dormire con noi invece condurrà me e mio marito ad un sicuro divorzio.
Io come reagirei? Malissimo. Perchè mi sto sforzando per fare il meglio, quello che per me è il meglio, per mio figlio. Probabilmente questo MEGLIO è pure supportato da solide letture, come lo è in fondo chi ha optato per Estivill (come diceva Ax 'se incappi nel libro sbagliato, che ti dà l'imprinting, non è facile mica uscire fuori dalla visione che ti ha inculcato... ') e allora che si fa? Noi siamo certe che il percorso che stiamo intraprendendo sia indubbiamente quello giusto, ma in una galassia lontana-lontana c'è un forum in cui chiamano Estivill il vate, hanno figli che le fanno dormire da regine (io stanotte con un culetto maleodorante in faccia), non si sbattono più di tanto in cucina e hanno il tempo di fare yoga, e alla fascia non ci hanno mai pensato perchè con un passeggino da un milione di fantastiliardi arrivano ovunque. Che gli vuoi dire? Il tempo ci darà ragione... forse, o forse no.
Mi spiego: io sono stata allattata artificialmente, a un anno e mezzo/due sbattuta in una cameretta rosa tutta mia, non ho fatto travasi, giravo in passeggino e sono stata svezzata tradizionalmente (ma mia madre ci tiene a dire che lei però non ha mai comprato gli omogenizzati, perchè li prepararva in casa ).
Mia madre e mio padre hanno fatto tutto questo credendo di fare il meglio.
Ad oggi conduco una vita sana, ho smesso di fumare, non picchio mio figlio, non voto Berlusconi, so guidare, non vado dallo psicologo e l'unica cosa di cui necessito è un bagno turco. In più sto facendo per mio figlio ALTRO rispetto a quello che mi ha insegnato mia madre. Come la mettiamo? Non sarà che in fondo, i bambini possano comunque sopravvivere alle scelte sbagliate dei genitori? Non sarà che un essere umano non è una formula matematica per cui se fai le cose così e cosà è sicuro che ti verrà fuori quel risultato specifico (si vede che ho fatto il classico?). Non sarà che certe cose non sono determinabili a priori, in soldoni? Che intanto noi si fa così perchè ci sentiamo e stiamo bene , perchè in base a quello che ne sappiamo questo è il famigerato MEGLIO, ma poi come andranno le cose chi lo può sapere?
E' sicuro che un bimbo Estivil poi non sarà, un giorno, più felice- più equilibrato del mio?
Se il mio amico Salvo facesse dei bimbi io gli regalerei il MIO MEGLIO, ma poi può fare come vuole. Mi piacerebbe solo che i nostri figli giocassero assieme. Tutto qua.

perfettamente d'accordo!
Io mi ponevo solo il problema degli adulti :-).
Se siamo tutti qui a scriverci e a parlare di tante altre cose che non sono quali broccoletti ha mangiato nostro figlio/a è anche perche' in qualche modo ci piaciamo, ci piace confrontarci col "simile" e se ci incontrassimo davvero saremmo probabilmente contenti...
A meno che non siamo veramente una "setta" :-)

Alessandra + Daniele Giaime (7/10/2004) + Giorgia Diana (15/06/2010)
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#32

Bè, siamo simili riguardo all'AS, ma mica per forza su tutto il resto, almeno per quanto mi riguarda, eppure continuo a scrivere e a confrontarmi lo stesso.
Io penso che blackbird intendesse dire che non importa come il suo amico deciderà come tirar su suo figlio, ma semplicemente che spera che la loro amicizia continui comunque vadano le cose, o sbaglio?

@giulee: ma scusa tuo figlio non ha mai pianto?!Blink

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#33

Si certo che piange...ma io cerco di non lasciarlo piangere. Lo consolo. E comunque evito di farlo paingere io. Se cade, se è stanco, allora piange e lo coccolo. Ma non piange molto devo dire. In compenso ride tantissimo Smile
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#34

(23-02-2012, 12:16 12)blackbird Ha scritto:  Letta questa dscussione ho pensato a due cose: al mio migliore amico che ancora non ha figli e alla situazione contraria. Partiamo dalla fine: se Salvo (così si chiama) un giorno venisse da me con tutta una serie di idee strampalate sul fatto che allattare un maschietto per troppo tempo lo trasformerà in un maniaco (non è frutto della mia fantasia, non voglio prender meriti non miei: mi è stato detto); che fare AS un giorno lo porterà ad avere allergie, alterazioni della crescita e che in generale lo sto avvelenando; farlo dormire con noi invece condurrà me e mio marito ad un sicuro divorzio.
Io come reagirei? Malissimo. Perchè mi sto sforzando per fare il meglio, quello che per me è il meglio, per mio figlio. Probabilmente questo MEGLIO è pure supportato da solide letture, come lo è in fondo chi ha optato per Estivill (come diceva Ax 'se incappi nel libro sbagliato, che ti dà l'imprinting, non è facile mica uscire fuori dalla visione che ti ha inculcato... ') e allora che si fa? Noi siamo certe che il percorso che stiamo intraprendendo sia indubbiamente quello giusto, ma in una galassia lontana-lontana c'è un forum in cui chiamano Estivill il vate, hanno figli che le fanno dormire da regine (io stanotte con un culetto maleodorante in faccia), non si sbattono più di tanto in cucina e hanno il tempo di fare yoga, e alla fascia non ci hanno mai pensato perchè con un passeggino da un milione di fantastiliardi arrivano ovunque. Che gli vuoi dire? Il tempo ci darà ragione... forse, o forse no.
Mi spiego: io sono stata allattata artificialmente, a un anno e mezzo/due sbattuta in una cameretta rosa tutta mia, non ho fatto travasi, giravo in passeggino e sono stata svezzata tradizionalmente (ma mia madre ci tiene a dire che lei però non ha mai comprato gli omogenizzati, perchè li prepararva in casa ).
Mia madre e mio padre hanno fatto tutto questo credendo di fare il meglio.
Ad oggi conduco una vita sana, ho smesso di fumare, non picchio mio figlio, non voto Berlusconi, so guidare, non vado dallo psicologo e l'unica cosa di cui necessito è un bagno turco. In più sto facendo per mio figlio ALTRO rispetto a quello che mi ha insegnato mia madre. Come la mettiamo? Non sarà che in fondo, i bambini possano comunque sopravvivere alle scelte sbagliate dei genitori? Non sarà che un essere umano non è una formula matematica per cui se fai le cose così e cosà è sicuro che ti verrà fuori quel risultato specifico (si vede che ho fatto il classico?). Non sarà che certe cose non sono determinabili a priori, in soldoni? Che intanto noi si fa così perchè ci sentiamo e stiamo bene , perchè in base a quello che ne sappiamo questo è il famigerato MEGLIO, ma poi come andranno le cose chi lo può sapere?
E' sicuro che un bimbo Estivil poi non sarà, un giorno, più felice- più equilibrato del mio?
Se il mio amico Salvo facesse dei bimbi io gli regalerei il MIO MEGLIO, ma poi può fare come vuole. Mi piacerebbe solo che i nostri figli giocassero assieme. Tutto qua.

Sei fantastica e condivido tutto.

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#35

Che bella discussione!
Che dire, avete gia detto tutto! Big Grin
Quoto Blackbird, il concetto di "meglio" è troppo soggettivo, e nessun consiglio potrebbe mai smuoverci da quello che noi, in assoluta buona fede, crediamo sia la cosa migliore per i nostri figli.
In questo caso specifico il tuo amico ti ha dimostrato di essere convinto di aver fatto la scelta educativa giusta, che altro vuoi dirgli?
E poi ormai il metodo Estivill l'ha gia applicato, quindi eventuali ferite bel bimbo (o bimba, non ricordo...) le ha gia procurate, ed è inutile mettergli in testa eventuali paranoie o sensi di colpa...
Se invece ti avesse chiesto un consiglio PRIMA di optare per Estivill allora certo che avrebbe avuto senso mostrargli il tuo punto di vista..
Secondo me ora non ha senso, tanto non ti 'ascolterebbe'.
Non nel senso in cui intendiamo noi la parola 'ascoltare'.
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#36

bellissimo, blackbird. Perfettamente d'accordo.
Aggiungo solo che a volte non siamo obiettivi: ci lamentiamo di essere criticati per le nostre scelte e poi siamo i primi a sentirci in dovere di giudicare quelle degli altri solo perchè riteniamo le nostre migliori, o le uniche giuste. Di esempi potrei farne migliaia, uno fra tutti la discussione accesa da quel poi rivelatosi fittizio sito sullo svezzamento, o quella sulla scelta di avere un secondo bambino quando il primo è ancora piccolo. Meditiamo gente.



(23-02-2012, 12:16 12)blackbird Ha scritto:  Letta questa dscussione ho pensato a due cose: al mio migliore amico che ancora non ha figli e alla situazione contraria. Partiamo dalla fine: se Salvo (così si chiama) un giorno venisse da me con tutta una serie di idee strampalate sul fatto che allattare un maschietto per troppo tempo lo trasformerà in un maniaco (non è frutto della mia fantasia, non voglio prender meriti non miei: mi è stato detto); che fare AS un giorno lo porterà ad avere allergie, alterazioni della crescita e che in generale lo sto avvelenando; farlo dormire con noi invece condurrà me e mio marito ad un sicuro divorzio.
Io come reagirei? Malissimo. Perchè mi sto sforzando per fare il meglio, quello che per me è il meglio, per mio figlio. Probabilmente questo MEGLIO è pure supportato da solide letture, come lo è in fondo chi ha optato per Estivill (come diceva Ax 'se incappi nel libro sbagliato, che ti dà l'imprinting, non è facile mica uscire fuori dalla visione che ti ha inculcato... ') e allora che si fa? Noi siamo certe che il percorso che stiamo intraprendendo sia indubbiamente quello giusto, ma in una galassia lontana-lontana c'è un forum in cui chiamano Estivill il vate, hanno figli che le fanno dormire da regine (io stanotte con un culetto maleodorante in faccia), non si sbattono più di tanto in cucina e hanno il tempo di fare yoga, e alla fascia non ci hanno mai pensato perchè con un passeggino da un milione di fantastiliardi arrivano ovunque. Che gli vuoi dire? Il tempo ci darà ragione... forse, o forse no.
Mi spiego: io sono stata allattata artificialmente, a un anno e mezzo/due sbattuta in una cameretta rosa tutta mia, non ho fatto travasi, giravo in passeggino e sono stata svezzata tradizionalmente (ma mia madre ci tiene a dire che lei però non ha mai comprato gli omogenizzati, perchè li prepararva in casa ).
Mia madre e mio padre hanno fatto tutto questo credendo di fare il meglio.
Ad oggi conduco una vita sana, ho smesso di fumare, non picchio mio figlio, non voto Berlusconi, so guidare, non vado dallo psicologo e l'unica cosa di cui necessito è un bagno turco. In più sto facendo per mio figlio ALTRO rispetto a quello che mi ha insegnato mia madre. Come la mettiamo? Non sarà che in fondo, i bambini possano comunque sopravvivere alle scelte sbagliate dei genitori? Non sarà che un essere umano non è una formula matematica per cui se fai le cose così e cosà è sicuro che ti verrà fuori quel risultato specifico (si vede che ho fatto il classico?). Non sarà che certe cose non sono determinabili a priori, in soldoni? Che intanto noi si fa così perchè ci sentiamo e stiamo bene , perchè in base a quello che ne sappiamo questo è il famigerato MEGLIO, ma poi come andranno le cose chi lo può sapere?
E' sicuro che un bimbo Estivil poi non sarà, un giorno, più felice- più equilibrato del mio?
Se il mio amico Salvo facesse dei bimbi io gli regalerei il MIO MEGLIO, ma poi può fare come vuole. Mi piacerebbe solo che i nostri figli giocassero assieme. Tutto qua.


Iris 17/03/2011Heart
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#37

Io ammiro molto una mia amica che riesce ad andare daccordo con tutti, anche con persone che fanno scelte molto diverse dalla sua. Mio marito dice che invece io risulto antipatica, forse è vero, ma con persone che prendono strade molto diverse dalla mia non riesco ad andare daccordo, non trovo argomenti di cui parlare, soprattutto se poi si parla di bambini. Mi piace molto condividere e sono dell'idea che come dite voi ognuno è libero di crescere i propri figli come gli pare, ma se incontri una persona che ha problemi in un determinato campo e tu nel tuo piccolo gli spieghi alcune cose e poi la reincontri dopo 2 settimane che ha fatto una scelta diemetralmente opposta alle argomentazioni che le hai dato di cosa si può parlare?
Comunque i nostri figli si adorano, perchè si conscono da quando avevano 5 mesi e giocano comunque insieme, ma mi sono accorta che qualcosa si è rotto tra di noi, forse come dite voi ho dato consigli non richiesti e poco apprezzati... (e non è la prima volta che capita, mi dovrei mordere la lingua!).

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#38

(23-02-2012, 07:17 19)madregeisha Ha scritto:  bellissimo, blackbird. Perfettamente d'accordo.
Aggiungo solo che a volte non siamo obiettivi: ci lamentiamo di essere criticati per le nostre scelte e poi siamo i primi a sentirci in dovere di giudicare quelle degli altri solo perchè riteniamo le nostre migliori, o le uniche giuste. Di esempi potrei farne migliaia, uno fra tutti la discussione accesa da quel poi rivelatosi fittizio sito sullo svezzamento, o quella sulla scelta di avere un secondo bambino quando il primo è ancora piccolo. Meditiamo gente.
Thumbup1


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#39

Non so. E' chiaro che di metodi possano essercene molti. E che anche a volte molte scelte siano dettate da fattori che non siano volti solo al benessere del bambino ma anche a quelli dei singoli componenti la famiglia - sebbene le mie scelte siano orientate in modo molto diverso-
Io mi arrabbio però quando le persone prendono delle decisioni senza informarsi. Credo che viviamo in un'epoca in cui sia piuttosto facile raggiungere informazioni, di qualunque orientamento siano.
Ognuno sceglie quella che più fa per lui.
Ma quando mi si para davanti una persona che sceglie qualcosa senza informarsi sulle conseguenze che può avere allora mi arrabbio! Come quella volta che incontrai un amico fuori dall'ospedale dove la moglie aveva da poco partorito. Tempo prima li incontrai e chiacchierando dissi che passavo il tempo informandomi sul "parto e dintorni" e lei allibì sconvolta "Perché - mi chiese - il cordone ombelicale pulsa??". Quando reincontrai lui mi disse: "Abbiamo fatto bene a non seguire alcun corso nè niente. Abbiamo lasciato fare a quelli che sanno fare il loro lavoro". Ci restai un po' male ma lasciai correre. Ho saputo tempo dopo che si lamentavano di alcune pratiche occorse in occasione del parto... ma non era meglio informarsi primae non prendere per saccentoni coloro che vogliono sapere quello che gli sta accadendo? Scegliere (anche di non informarsi) comporta anche prendersi la responsabilità della propria scelta.
Lo stesso per la crescita dei bambini. Mica è solo intuizione e tramandarsi di esperienze!
Noi qui seguiamo l'ACR e se siamo qui è anche perché ci informiamo. Qualche altra mamma si informa dal proprio pediatra, benissimo. L'importante è fare delle scelte.
Però, come qualcuna ha detto sopra, sono un po' stufa di passare per l'alternativa e per quella che è meglio non dia la sua opinione. Io credo in quello che scelgo perché me lo sono studiato.
E se accetto il "conformismo" - eh, beh, se io sono alternativa... - pretendo anche che si accetti la mia stravaganza. Quindi essere amici di chi mi contesta o con cui non possa manifestare le mie scelte mi risulta impossibile.
C'è un bellissimo scritto che campeggia in moltissimi studi medici, studi pediatrici, reparti ostetrici ecc. ed è quello che si intitola I bambini imparano ciò che vivono. E se si pensa a questi assunti non si possono prendere certe decisioni. (OT: certe traduzioni sono terribili /OT)
E poi ancora ci sono diverse modalità. Applicare lo svezzamento pediatrico (come quel famoso fittizio sito sullo svezzamento) non significa forzare tuo figlio o ingannarlo. Io non ho nulla da dire a chi pratica questa scelta ma mi sento in dovere di far notare che alcune volte si esagera e che ci vuole anche un po' di fiducia. Farei peggio a tacere!
@blackbird: credo che molta differenza la facciano proprio i genitori e l'approccio che hanno nel sostenere le proprie scelte. Se la psicologia, che ha fatto enormi progressi solo negli ultimi decenni, diffonde l'informazione che certi atteggiamenti possono avere effetti sul bambino o sull'adulto che diventerà, non intendono che così sarà per tutti. Ma che esiste il rischio che ciò accada. Fortunatamente molti bambini crescono nonostante i genitori... Anche mia mamma scelse di seguire il pediatra, ma con uno spirito talmente libero che ha fatto la differenza.
E' una questione di peso e misura!

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#40

Si non si possono equiparare tutti i metodi educativi nè semplicemente appellarsi al "ognuno li cresce come vuole". Perchè...volendo fare un paradosso, basta pensare che in alcuni ambienti musulmani si pratica l'infibulazione e le madri la considerano "educativa" mentre noi inorridiamo!

Le parole di blackbird sono bellissime, ma se lei ha deciso di "cambiare" il modello educativo rispetto a quello dei genitori, vuol dire che qualche gap l'ha sperimentato sulla sua pelle. Che poi sia così matura da non condannare i genitori, ma riesca a capire che ciò che hanno fatto era "il meglio possibile" per le conoscenze dell'epoca, è un altro discorso. Io personalmente non condivido al 100% l'educazione ricevuta. E cerco di non tramandare, di madre in figlio Smile, gli errori commessi con me.

Le persone fanno molta resistenza ad accettare consigli proprio per questo motivo: perchè cambiare metodo educativo, significa scardinare tutta una serie di nozioni subite come figli e, spesso, ciò vuol dire mettere in discussione i propri genitori, cosa che comprensibilmente non tutti vogliono fare.
Chi tira lo scappellotto e dice che "ogni tanto fa bene", probabilmente ne ha ricevuti diversi da piccolo, accettandoli e subendoli e attribuendosi la colpa di qualche cattiva azione. Ora, per superare il tutto, dovrebbe capire che il genitore che gli ha alzato le mani lo ha ferito profondamente ed ha sbagliato: il genitore ha commesso una cattiva azione, non lui. Ma questo non è facile.
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