COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
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autosvezamento per tutti

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#1
Avevo già scritto, en passant e in calce a un mio vecchio post, su quest'argomento, ma ora sento l'esigenza di aprire una nuova discussione, e mi scuso per essere ripetitiva con quanti mi hanno già risposto (che ringrazio).
Mi sono iscritta al forum quest'estate perchè mi interressavano i principi dell'autosvezzamento e, pur non essendo convinta al 100% di intraprendere questo percorso con mio figlio, mi piacevano le idee di fondo: volevo evitare tutto quanto è connesso con lo svezzamento tradizionale come l'obbligo di finire tutto, il "teatrino", il rapporto passivo col cibo, soprattutto l'ansia di veder finire le cose. Tutto questo perché vengo da più o meno 10 anni di miei disturbi alimentari che non mi hanno lasciato serena nel rapporto col cibo, e quindi prima di iniziare temevo qualche scivolata: la paura che "si lasciasse morire di fame", per quanto assurda, è sempre lì.
A distanza di 7 mesi dall'inizio delo svezzamento posso dire che non ce l'ho fatta. Non tanto per il fatto che il bimbo ancora preferisce le cremine, guarda con sospetto tutto quanto ha sulla tavola, non ha voglia di prendere l'iniziativa nè tantomeno sperimentare col cibo alla bocca. Quello può passare. Non ce l'ho fatta perchè si è innescato in famiglia precisamente quel giro di obblighi - ricatti - forzature che nessuno tollera più: il bimbo appena vede un cucchiaino inizia a piagnucolare; io perdo la pazienza sistematicamente e, fedele al "a tavola tutti insieme" (e a che pro, poi, a questo punto?),col dar da mangiare a lui che è sempre una lotta, faccio dei pasti confusi, in cui alla fine non so nè quanto nè cosa ho mangiato io. Un quadro desolante...
So bene di aver descritto come NON si fa, e so anche di aver già chiesto aiuto, ma siate comprensivi lo stesso...purtroppo sono un osso duro, e a mia volta il cibo è un osso duro per me. In questo momento sono a pezzi perchè mi rendo conto che è colpa mia se succede così, sto rovinando a mio figlio un'esperienza fondamentale..come fare?
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#2
Ciao Orio!Non parlare di "non ce l'ho fatta " perché (come spero scriverò presto nella nuova sezione) NON si finisce mai!E il problema di avere un sano rapporto col cibo é una lotta continua,credo che ormai sia un problema collettivo in occidente.All' inizio as sembra più una questione di pezzi,strozzamenti e cibo sano,man mano che crescono diventa preponderante l'aspetto culturale del cibo,passata la fase di sperimentazione tutti si aspettano di avere a tavola un piccolo adulto a cui tutto deve piacere,che tutta la dose che C'é nel piatto finisce etc.NON é così.Soprattutto se il bimbo ha fatto as:ha i suoi gusti,sa quando ha fame e non gli frega se il tuo pranzo é pronto alle 14 se lui non ha fame.In questo momento stai affrontando il TUO rapporto col cibo,ti rendi conto di dinamiche scorrette ma non riesci a liberartene.Abbi fiducia in tuo figlio e lascia che mangi quando ha fame,non costringerlo a tavola se non vuole mangiare,si crea tensione e secondo me vi serve serenità.Non hai fallito,é che fare i genitori vuol dire aggiustare il tiro di tanto in tanto e non si può mai abbassare la guardia.Vado a rileggere anche l'altra discussione
10900 Ale 17/07/2010
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#3
premesso che è difficilissimo entrare in dinamiche complesse come possono essere quelle tue con il cibo e che f.orse ci vorrebbe un nutrizionista a favore dell'autosvezzamento che sappia dare a te e al bambino fiducia, posso solo chiederti come siete arrivati alla "soluzione" tradizionale. Cioè al conflitto, alle cremine e alla tensione.
Cosa è intervenuto da quando hai provato, non convinta, a lasciar fare al bambino per farti arrivare alle pappe? Una cosa che posso immaginare è che, non essendo convinta tu, il bambino ne recepisca le cose non dette o un atteggiamento non spontaneo. Non per fare una colpa, eh. Solo per dire che, come in tutte le cose che riguardano la crescita noi influiamo più di quanto si pensi.
Io, ad esempio, a furia di cercare di non inculcare a mnia figlia il mio modo di fare, sto crescendo una piccola zabetta. Ma sto correndo ai ripari!
Se ti va, dicci di più.
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#4
Orio, per le pappe non ti preoccupare più di tanto, non sono cattive di per sé, come giustamente hai scritto quello che non va bene è "tutto quanto è connesso con lo svezzamento tradizionale come l'obbligo di finire tutto, il "teatrino", il rapporto passivo col cibo, soprattutto l'ansia di veder finire le cose", quello di cui ti devi liberare non è la cremina, è "quel giro di obblighi - ricatti - forzature che nessuno tollera più".
Lascialo stare, se riesci ricavi un momento tranquillo tu e lui (così eviti anche le pressioni esterne) in cui gli proponi la pappa che gli piace (nei limiti del sano, ovvio) e gliene lasci mangiare quanta ne vuole, senza insistere, lasciandolo anche giocarci e metterci le mani. Poi se non finisce lasci il piatto in tavola. Per un pò lascialo andare e venire, andarsene a giocare se vuole, o stare magari in braccio a te o al papà o a tavola con voi sul seggiolone, senza insistere perché mangi. Il "paletto" necessario è che se reclama poi altro da mangiare, gli puoi dare ovviamente il latte tuo a gogo, o il bibe, o quello che prima non ha finito se non è diventato schifoso di brutto, pane, frutta, ma non "junk food" tipo biscotti, cracker o merendine o roba satura di zuccheri perché gli falseresti l'appetito.
Io sono passata gradualmente dalle pappe iniziali (odiate unanimemente da me e Cucciola), a frullati di purè e spinaci, risottini al pollo (sbriciolato, poi a pezzetti piccoli) con verdurine (mitici i "misti per soffritto" surgelati!) o al pesce con zucchine, o passati con pastina, fiocchi d'avena ecc. per poi altrettanto gradualmente disagregare gli ingredienti e passare a pezzi più grandi, e questo graduale è stato piuttosto veloce, ma interamente seguendo le scelte della Cucciola.
Non essere troppo rigida, se hai voglia di mettere un pò di piacere e di gioco nella riacquisizione del rapporto col cibo, un pò di aereo o ruspa (il cucchiaino ruspa che scava il buco nella pappa e butta nel camio-bocca) non ha nulla di malvagio, purché non serva a "far mangiare" distraendo l'attenzione, ma solo ad accompagnare e allietare.
Ale e Cucciola (1/1/11)
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#5
Come siamo arrivati a questo? Come tutte le cose, un po' alla volta, senza quasi accorgersene. Diciamo che non ero partita col voler fare autosvezzamento (lo avevo un po' raccontato nelle discussioni precedenti), ma adottare un approccio misto, guidata anche dalla pediatra che suggerisce di partire tradizionali e passare all'AS dopo il primo rodaggio del cucchiaino (1 mese circa), ma rigorosamente senza guardare le tabelle nutrizionali. Apprentemente, come metodologia, ho seguito questo percorso, ma come stato d'animo mi è rimasto quello di mamma misuratrice di quantità. Quindi il bimbo:
-quando mangiava le pappine, decidevo io che doveva finirle;
-quando è passato a una maggior varietà di cibi, non ho rinunciato ad essere arbitra delle quantità e lui non ha mai avuto voglia (per carattere) e non è mai stato incoraggiato a scegliere da sè tipo e dosi di cibo: finora, se a un pasto proposto come quello degli adulti si mostra disinteressato (cioè quasi sempre - troppa fatica), non riesco a dire "Non hai fame? Mangerai dopo", quindi mi arrabbio, gli frullo tutto, lo distraggo finchè proprio non è evidente che non vuole più niente.
Ecco come siamo arrivati al girotondo di ricatti - distrazioni - forzature - passività. In realtà non ho mai dato fiducia a mio figlio, preoccupata che mangiasse poco. Forse bastava che scrivessi solo quest'ultima frase per spiegare..
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#6
Ok, tempo di cambiare. con tutta calma, senza sensi di colpa o forzature, passo per passo.
Ale e Cucciola (1/1/11)
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#7
Ciao! Ti scrivo perchè sono rimasta colpita dalla tua frase: "paura che si lasciasse morire di fame". Anche io ho avuto questa paura per i primi cinque mesi di Lele dopo che ha passato la prima notte in ospedale senza svegliarsi mai. Alcuni mi dicevano che non va bene questa cosa e che alcuni bambini vanno stimolati perchè sono un po' pigrotti nel mangiare. Panico! Ho passato i primi cinque mesi a cercare di attaccarlo il più possibile, arrabbiandomi quando mi rifiutava (ma alla fine aveva ragione lui perchè non poteva avere sempre fame!). Non avevo nè aveva orari, 24h solo per lui e questa cosa mi stava portando all'esaurimento. Un giorno ho deciso che non poteva andare avanti così e ho cercato di dargli degli orari attaccandolo ogni due o tre ore, non ogni 40 minuti! E la cosa ha iniziato ad essere più gestibile ed equilibrata (non è stata immediata, ci ha messo un paio di mesi). La paura che si lasci morire di fame non è sparita del tutto, nemmeno ora, soprattutto quando per vari motivi - a me non chiari - salta 4 o 5 ore tra una poppata e l'altra. Vado subito nel panico e a volte mi scatta ancora una forte rabbia... illogica! Poi passa... anche se è veramente molto difficile. Conosco una persona che da piccola ha passato diversi mesi a mangiare un mandarino al giorno e a bere solo latte... ora è una splendida ragazza. Ciò che mi consola è sapere che prima della "tragedia" del "vederlo morto di fame" passa del tempo, tempo nel quale è possibile intervenire... questo mi dà sicurezza e mi fa capire che non è il caso di preoccuparsi - anche se, ripeto, non è facile! Lele ha 7 mesi e ancora posso dire che non mangia niente, prende solo il latte da me. Ma cresce e sta bene. Per me hai bisogno di staccare un attimo e RICOMINCIARE. Mia marito dice che è sempre il momento giusto per ricominciare da zero. Vuole le pappe? lasciati andare, "violenta" un po' te stessa, sfidati... che mangi solo ciò che vuole. Vuole mangiare in soggiorno davanti alla tv? giusto per cambiare un po' e spegnere la tensione legata al momento... prova, non succede niente se per qualche mese mangia davanti alla tv spaparanzato sul divano... quante volte lo faremmo noi?! E così l'unione cibo-nervoso magari si calma e piano piano puoi riproporgli di unirvi a voi in cucina... Fammi sapere!
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#8
Scusa Orio. Dici che hai iniziato sette mesi fa quindi tuo figlio ha circa tredici mesi. Giusto? Bene, tredici...quindici...più o meno. Ci sono altre cose che dovrebbero preoccuparti. Voglio proprio (con amore, credimi) stuzzicare il tuo bisogno di far bene per tuo figlio.
- se frulli spesso rischi che non impari a masticare, anche senza i denti.
- se lo rimpinzi non riconoscerà da solo la sazietà. Inoltre mangiano di più se frulli e non imparano la necessaria fatica e dedizione (Montessori docet!)
- ti infili in un circolo vizioso di amore odio dipendenza con lui
- se rifiuta altro cibo deve poter avere il latte (di mamma o no che sia)
- hai avuto difficoltà nel rapporto col cibo. È sicuramente stato molto difficile. Risparmia a tuo figlio l'obbligo di averlo pure lui. Fare AS non cancella la possibilità che si abbia problemi col cibo. Ma aiuta ad eliminare alcune facili cause.

Se devi preoccuparti, non lo fare su quanto mangia, ma preoccupati di quanto lo priverebbe sua mamma, che gli vuole tanto bene, come sei tu (non saresti qui!) Una mamma ha altro anche da tutelare. Mangiasse anche poco e fosse magretto ma sano vispo e vivace sarebbe un successo. Una mamma che ha tutelato altri e più numerosi ambiti della crescita del proprio bambino.

Perdona la schiettezza. Sono sincera come lo sono stata con me stessa a suo tempo!
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#9
Guarda, a valutazione di sensazione molte persone che sono su questo forum e hanno scelto di fare autosvezzamento perché hanno acquisito consapevolezza dei loro problemi di rapporto col cibo. Affrontati o no, risolto o no c'è stato un momento di riflessione. Questo per fatti sentire in una barca comune.
Per un lungo periodo e per motivi diversi dai tuoi anche i nostri pasti familiari sono stati pesanti. E per me mangiare con un bambino in braccio continua a non essere il massimo dei piaceri.
Io quoto valina. Sei in tempo per dare una svolta alle cose. E immagino lo voglia fare. Oltretutto a tredici mesi anche i bambini svezzati a pappe cominciano a mangiare cose di consistenza diversa. Mi chiedo cosa ti fa pensare che lasciato libero tuo figlio di lascerebbe morire di fame....
Alessandra + Daniele Giaime (7/10/2004) + Giorgia Diana (15/06/2010)
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#10
Sì, ha 13-14 mesi. E sì, mi sono posta il problema della consistenza dei pasti (di questo parlava la mia discussione precedente). Lui è sempre stato pigro, anche col latte, e non ha mai rubato il cibo dalle nostre mani o ha mostrato spirito d'iniziativa col cibo. Io, poi, come si diceva, non sono certo stata lì ad aspettarlo, ma ha prevalso l'ansia di non vederlo mangiare...rafforzando il circolo vizioso di "amore odio dipendenza" e passività.
Come ricominciare? Dato che lui ha già un ricordo negativo dei pasti associato anche al posto, magari pensavo di cambiare posizione e modalità insieme, per fargli capire che "si ricomincia da zero". E per le modalità? Certamente mi forzerò a non stare in ansia e non guardare quanto mangia, ma come ri-inizio? Non è la stessa cosa che se avesse 6 mesi, in più il latte non gli piace molto in questa fase (per rispondere a Valina).
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