COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
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autosvezamento per tutti

scusate SOS NIDO 2....(aiuto)
#1
Avrei dovuto scrivere nella discussione di Isotta Blu, ma alla fine ho preferito aprirne un'altra per l'urgenza della questione. Chiedo a voi perchè come impostazione educative e letture siamo più o meno tutte sulla stessa linea d'onda...
Da una settimana ho iniziato l'inserimento di Filippo al nido che ha 10 mesi.
Il nido che mi è capitato con un bando del comune è un micronido, a piano terra, senza giardino e con poca luce interna direi...però le ragazze mi parevano carine e a Settembre Filippo stava bene con tutti e mi pareva una buona soluzione, anche perchè non conosco baby sitter. Inoltre all'epoca mi pareva che Filippo quando vedeva i bimbi fosse curioso (anche ora) e si distraesse, inoltre l'idea della baby sitter a casa mia mi impensieriva perchè la mia casa non è a norma come un nido, inoltre non so magari è meno controllata...
Insomma l'inserimento sta andando male! Io ho iniziato con lo spirito giusto e sereno perchè ero convinta che andasse abbastanza bene,ero felice di portarlo dai bimbi e con delle tate carine. Però lui si stacca molto poco da me, inoltre credo abbia capito che mi devo assentare e già prima che io esca piagnucola... Quando esco, apriti cielo, urla che non sentivo più da mesi!! La maestra cerca di distrarlo come può ma a lui non frega nulla.
Aggiungo inoltre che gli altri bimbi, più grandi di lui, stanno lì da Settembre e alcuni piagnucolano comunque...
A leggere i vostri racconti dei nidi, mi sono accorta che sono molto diversi...
Il problema è questo: Si calmerà? Gli piacerà? oppure continuerà a urlare anche finito l'inserimento? I vostri urlavano a più non posso o solo il mio?

Quando le tate mi dicono che poi si abitua, non è che mi rallegrano...io non voglio che si abitui, ma che stia sereno... E' ovvio che prima o POI smetterà di piangere....ma non vedo la differenza tra i metodi che prevedono di far pianger il bambino per farlo dormire nel lettino e far abituare un bambino che piange a perdifiato al nido... ???????

Che devo fare? E' possibile che con un a baby sitter pianga meno, o il distacco sarebbe lo stesso terribile per lui?
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#2
Avevo già scritto mezza pagina e non so come ho cancellato tutto UFFA!
Io non sono adattissima a dare consigli perchè non ho mai mandato i bimbi al nido ma solo alla materna e anche lì di tre ho avuto tre reazioni diverse.C'è chi si adatta vlocemente chi ci mette un po' e chi la vivrà sempre come una sofferenza.Personalmente,non me ne voglia chi sostiene i nidi,penso che un bambino sotto i tre anni se ha la possibilità di stare a casa sua con una persona fidata di riferimento sia la cosa migliore.Però ci sono molteplici situazioni famigliari che impongono una scelta anzichè un'altra.Io le prime due le fatte stare con la babysitter perchè un nido mi costava uno sproposito per entrambe,invece con la ragazza e i turni miei e di mio marito me la cavavo con molto meno,inoltre loro hanno potuto continuare ad avere i loro ritmi,avevano una persona di riferimanto fissa,non erano esposta ai malanni che inevitabilmente colpiscono i bimbi in comunità.Il nido non è solo il distacco da mamma,è un ambiente nuovo,orari diversi,abitudini diverse,è dover dividere la propria figura di riferimento con altri,tutte cose in parter accettabili da un bimbo di tre anni ma più difficili per uno di 6 o 10 mesi.Daltro canto il nido offre una serie di attività in altro modo improponibili,però voglio essere sincera non so fino a che punto un bimbo di una nno abbia bisogno di queste attivittà puittosto che mantenre le sue abitudini,i suoi ritmi ecc.Certo che per affidarlo a qualcuno bisogna sapere dove si va a finire,non è semplice sapere se la persona che troviamo è "all'altezza" delle nostre aspettative,si possono anche avere problemi seri.Poi c'è il discorso economico.Purtroppo ogni famiglia deve gestire questa cosa come meglio può,la soluzione migliore sarebbe potersi occupare dei propri figli fino almeno ai tre anni(e vi assicuro anche dopo che è peggio)ma questa è pura utopia per la media della popolazione.Trovo in parte giusto quello che dici,ciè che prima o poi smetterà di piangere ma ciò non vuol dire che sarà sereno,però forse vi saranno altri atteggiamenti che ti aiuteranno a capira se la sua è integrazione o rassegnazione.

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#3
per gran parte condivido il discorso di giuliana: potendo scegliere l'idea di tenere il proprio figlio a casa fino ai tre anni sarebbe la migliore soluzione. ma probabilmente questa soluzione non è applicabile nel tuo caso. Considera che a 10 mesi sono bambini molto piccoli e certe cose anche se gliele spieghi non le capiscono. poi proprio verso i 9- 10 si accentua l'attaccamento verso la madre (vd Bowlby). Alla fine i pianti finiranno ma come dice giuliana sarà difficile capire se per integrazione o rassegnazione. Se non puoi fare a meno di mandarlo ora, cerca di aver pazienza, prendetevi tutto il tempo che ci vuole per l'inserimento. mia madre che educatrice in un nido di solito usa dei "trucchetti" per rendere piacevole la permanenza: per es. i primi giorni fa sì che il bambino rimanga poco tempo, 1 o 2 ore, poi proprio quando si sta divertendo magari c'è un'attività allegra in cui il bambino è particolarmente coinvolto lo fa venire a prendere dalla madre. questo perchè così il bambino va via con il ricordo piacevole del nido, in sostanza non fa in tempo a piangere, va via prima di sentire la mancanza della mamma. così il giorno dopo quando torna al nido non ha un brutto ricordo ma un bel ricordo e dopo un po' di giorni così, di solito avviene che non vuol andar via quando la mamma lo viene a prendere! Big Grin
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#4
forse non sono la persona più adatta a risponderti, prima perchè la mia esperieza col nido non è andata gran che bene come sai, secondo perchè franco l'ho inserito che aveva 5 mesi, e anche se ovviamente è il bambino più avanti del mondo Em0100 a 5 mesi protestava meno quando io me ne andavo (anche se appena finiva in braccio ad alcune persone strillava come un aquila, quindi forse era meno consapevole, ma forse no).
La prima settimana di inserimento per noi è stata una tragedia, il secondo giorno della seconda settimana improvvisamente ha iniziato ad andare meglio e nel giro di tre settimane quando lo portavo erano sorrisi e gridolini alle tate, le cose poi hanno iniziato ad andare male solo dopo qualche mese.
Poi ovviamente ci sono bimbi che ci mettono di più e bimbi che ci mettono meno, si narra che più sono grandi più protestino per l'inserimento, ma una volta inseriti rischiano molto meno di avere crisi tipo quelle di franco.

io ti consiglio di avere pazienza ancora un paio di settimane (lo so, sono infinite), e poi stai tranquilla: se non sta bene te ne accorgi eccome! e di questo sono assolutamente certa!
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#5
Diffilcile la scelta. Ogni bambino reagisce diversamente.
Tra nido e baby-sitter tutto dipende chi si occupa di lui. Io ti dico la mia prima baby-sitter un disastro. Dario piangeva sempre e lei, giovanissima (23 anni con figlio piccolo, quindi "esperta") entrava nel panico. Io andavo a lavorare (anche se poche ore) con il magone. Quindi l'ho cambiata. La seconda una donnona dolcissima, più nonna che tata, ma dopo un po' mi sembrava troppo nonna. Grandi passeggiate, Dario non scendeva mai dal passeggino, insomma, noia. La terza era un'assistente maternelle, qui in Francia sono tate diplomate che tengono in casa al massimo quattro bambini. Meravigliosa, ma aveva posto solo per tre mesi. Glieli ho fatti fare in attesa di una risposta del nido che è arrivata a fagiolo. Al nido Dario dorme, mangia (con ritmi diversi, è vero, ma ti assicuro che cercano di fare di tutto per non scombussolarli troppo) ascolta le canzoni, fa poche attività ancora perchè è piccolo (14 mesi) ma insomma, non credo che sia totalmente impermeabile a ciò che lo circonda; le tate mi dicono che è la gioia di vivere in persona. Ma lui piange sempre quando vado via; l'ha sempre fatto con tutte, tranne rarissimi casi. Ho sempre aspettato fuori dalla porta e ho sempre sentito che dura al massimo 20 secondi. E ti dico. Io sono contenta che faccia un piantino. Secondo me sarebbe più grave se non lo facesse. Così esprime invece di tenere tutto dentro (certo se piange per un'ora è un'altra cosa). E poi quando vado a prenderlo lo trovo sempre tranquillo, gioioso che gioca con la tata. Mi viene incontro con quello che ha in mano e ce ne stiamo lì ancora un quarto d'ora prima di partire. Insomma. Io sono tranquilla. Ma di casi ne sento tanti. Comunque io non generalizzerei dicendo troppo che fino a 3 anni è meglio tenerli a casa. Sarebbe bello se in casa ci fosse gente, nonni, vicini, amici o insomma la famiglia allargata di un tempo. Ma il rapporto stretto mamma-bimbo per tre anni non è mica detto che sia la cosa migliore del mondo. Né per il bimbo, né per la mamma: perché diciamocelo: bello essere mamme, ma anche molto stancante, e per esempio per la mia salute mentale io ho bisogno di un po' di spazio per me, così poi quando sono con il piccolo ci sono veramente! Ti dico tutto questo perché anche io mi sto facendo delle domande (dai un'occhiata al post "primi segni di affermazione del proprio IO"), perché non lavoro moltissimo, ma nonostante ciò ho deciso di mandarlo al nido, e piano piano vedo che fa bene a tutti. Ma di fondo e sopra ad ogni cosa, TU devi essere tranquilla e serena. Se ti si spezza il cuore a sentirlo piangere quando te ne vai, sarebbe meglio cambiare perché si sta troppo male. Se hai la possibiltà di provare un'altra via, fallo. Non è detto che sia la baby-sitter la soluzione, magari è la nonna, la vicina, un altro asilo. Chissà...
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#6
diciamo che i bimbi stanno bene con le mamme
io do un po ragione a tutte, pero e anche vero che a volte i nidi sono migliori delle baby sitter
Io ho avuto una esperienza terribile con la baby sitter
al nido abbiamo appena iniziato e chiaro io sono li pero mi assento un po e Giulia, a parte i primi 5 minuti che piange, poi si tranquillizza
Il metodo e come quello della mamma di Rossana e vedo che tutti i bimbi stanno bene
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#7
Anche io come Chiara ti suggerisco di provare ancora un po'....lo so, è durissima, te lo dice una che alla seconda settimana (e la prima eravamo sempre state insieme al nido per un'ora e lei veniva via con me, quindi in pratica una sola settimana) la voleva togliere dal nido!
A me metteva l'angoscia saperla nel passeggino (sceglieva lei di starci) con i suoi orsacchiotti senza interagire con gli altri bimbi. Le maestre mi suggerirono di provare ad aspettare, di non ritirarla subito, altrimenti rischiavo di averle fatto fare un sacrificio per niente, che quello di stare sul passeggino era il suo modo di monitorare la situazione da un posto sicuro e che poi quando avrebbe deciso di scendere sarebbe stata tranquilla e sicura.
Il nostro inserimento è stato più lento di altri ma io ho preferito così.
Le cose sono migliorate molto in fretta, certo, per un po' ha continuato a piangere quando andavo via...ma i famosi 20 secondi di cui parla Chiara.
Oggi mi sento abbastanza sicura nel dirti che, adesso che Caterina non piange più nemmeno quando la lascio al mattino, non è per rassegnzione. E' molto serena, felice, a casa oltre a ripropormi le varie cose che fa all'asilo mi dice tutti i nomi delle sue maestre con la bocca che va da un orecchio all'altro tanto sorride!
La mattina mentre la preparo il babbo le fa: Cate e ora appena ti sei vestita e hai fatto colazione dove vai??? e lei "zilo" (asilo)...e lo dice tutta sorridente.
Ovviamente come dice Giuliana ogni bambino ha la sua reazione....quello che ti consiglio è di prendere un altro po' di tempo per valutare quella del tuo bambino.....e mi raccomando...quando è con te non fargli mai mancare coccole e amore, compensa così, è molto importante per lui ma, secondo me, anche per te!
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#8
stamattina ho chiesto ulteriori ragguagli a mia madre e ti dico cosa ha detto testuali parole: "posto che ogni caso è a sè, in generale si può dire che i bambini si integrano bene. questo perchè sono bambini e sono molto adattabili, ci possono mettere più o meno tempo, varia da soggetto a soggetto ma soprattutto dipende da due fattori: la mamma e l'educatrice. riguardo alla madre se questa è tranquilla, serena, sicura di sè, e non comunica (non tanto verbalmente ma quanto con il corpo) sensi di colpa e insicurezza, e si fida, il tutto parte già con il piede giusto. infatti l'inserimento al nido più che del bambino tante volte è della madre! poi l'educatrice deve essere una persona capace di capire il bambino e di interpretare le sue esigenze. deve saper creare un ambiente armonico all'interno del nido (se per esempio c'è un bambino violento che tende a picchiare gli altri bimbi deve evitare che questo avvenga).
in sostanza ci sono delle fasi di adattamento del bambino: all'inizio se piangerà un po' ci sta ma l'adattamento procede bene se tenderà a cercare una figura sostitutiva a quella materna, si attaccherà molto ad un'educatrice che il bambino avrà scelto in completa autonomia; poi col passare del tempo (spesso mesi) tenderà a rivolgersi anche verso le altre educatrici e questo vuol dire che tutto va per il meglio. Ovviamente va sempre tenuta conto l'età del bambino cercando di calibrare il tempo di permanenza nel nido secondo le reali possibilità di un bambino, certo non si può pretendere che un bambino di pochi mesi se ne stia bello e buono per una giornata intera al nido. se si tratta invece solo della mattinata per esempio è più semplice che ciò venga vissuto dal bambino nel migliore dei modi."

spero che queste parole ti possano essere state d'aiuto Wink
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#9
(15-02-2011, 07:13 19)rossanalib Ha scritto:  infatti l'inserimento al nido più che del bambino tante volte è della madre!

Sante parole!!! Em0100
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#10
Santissime parole rossanalib. Io credo che Dario con la prima baby-sitter piangesse sempre perché sentiva che io c'avevo l'ansia che mi arrivava sotto i talloni.
Ora che vorrei che le educatrici dell'asilo fossero tutte mie amiche per andarci al cinema, sento che Dario percepisce che mi fido e sono tranquilla, di conseguenza lui è sereno.
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