COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
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autosvezzamento per tutti


AUTO-svezzamento, ovvero...
#1

... alimentazione complementare A RICHIESTA.

Di recente ho avuto uno scambio di mail con il vate che mi ha fatto riflettere. Ripensando anche ad alcuni messaggi che ho letto qui forse è il caso di puntualizzare un paio di cose che sono state già dette sia da me che da altri, ma che forse sono passate in secondo piano.

L'AUTOsvezzamento, o alimentazione complementare A RICHIESTA, (notare l'enfasi) ha come punto cardine che è il bambino a segnalare il proprio interesse per il cibo. Questo interesse si dimostra quando il bambino prende ATTIVAMENTE parte ai pasti dei "grandi" arraffando quello che gli capita sotto mano e che gli sembra interessante per poi portarlo alla bocca e farci ... boh... qualcosa.
Ritornando alla discussione dell'altro giorno (http://www.autosvezzamento.it/forum/Thread-carne), "proporre" è una parola che, nel contesto, non ha senso, perché non c'è niente da "proporre". Si dovrebbe parlare invece di "CONDIVISIONE". Dopo tutto quando si prepara il pranzo, non è che chi cucina dice ai commensali che per pranzo viene "proposta" la carne o il pesce è quello che è... invece dirà che "per pranzo c'è questo o quello". Perché non usare la stessa terminologia anche per i più piccini? La questione non è semplicemente di semantica, ma di approccio. Il cibo sulla tavola è per tutti, sia grandi è piccini, è tutti si serviranno secondo i propri gusti e inclinazioni (a chi piace più verdura, a chi più carne, a chi più pane, ecc.). Spesso si legge qui di genitori preoccupati che i figli non sembrano interessati a mangiare e quasi altrettanto spesso li si consiglia di aspettare tempi più favorevoli e "riprovare a proporre". Invece bisognerebbe dire di continuare a mettere i figli a tavola e aspettare che siano LORO a dare dei segnali chiari (ovvero arraffare qualcosa dal piatto dei genitori), il che non è lo stesso di continuare a mettere la forchetta davanti alla loro bocca sperando che la aprano. Tra l'altro continuando a "proporre" si corre il rischio che si finisce per preoccuparsi perché il bambino "non mangia", "non è interessato", ecc. ecc. innescando potenzialmente tutti quei meccanismi conflittuali genitore-bambino perché il genitore teme che il bambino non sia "performante" mentre io bambino "gode" delle attenzioni che gli vengono rivolte.

Sul forum sembriamo concentrarci per lo più sul fatto che le tabelle per introdurre i cibi non hanno senso, ma sembriamo dimenticarci l'aspetto di rendere lo svezzamento veramente "a richiesta". Tra l'altro questo è un altro motivo per cui fare svezzamento "misto" non ha davvero alcun senso... come si fa a dare cibi come se fossero medicine, in quantità e tempi ben precisi, mantenendo l'"a richiesta"? Impossibile...

BM 06-09
C (ex PA) 20-10-11
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#2

Approfondimento interessanteThumbupThumbupThumbup
Chiedo una cosa: mio figlio sta a tavola con noi, e gli metto pezzi del cibo davanti (un pezzo per volta) finchè ne vuole o finchè c'è. Questo però va bene per la pasta, il pane, la frutta, la verdura a pezzi, il resto lo devo imboccare, perchè il piatto davanti a lui non dura un secondo netto e non mi va di fargli buttare il cibo in terra, poichè lì finirebbe alla prima manata Sad

E per imboccare devo necessariamente mettergli il cucchiaino davanti Undecided

Se non gli diamo nulla protesta, ma non è che indichi cosa vuole, nè faccia chiaramente capiure che vuole una cosa particolare (che poi in tavola non ci sono 100 cose...). Sarò tonta io, ma se non propongo non so come capire se lo vuole o no.
Ovviamente io avvicino il cucchiao e se non vuole non ci penso nemmeno preoccuparmi o pensare che non mangia 001_tongue

J aprile 2008 e G dicembre 2010
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#3

mah

forse non sarà stato corretto dal punto di vista di questa distinzione che fai adesso

ma io ho tenuto il baby a tavola con noi da quando aveva 4 mesi
fino a circa 6 mesi partecipava al pasto guardandoci, ascoltandoci, interagendo con noi, eventualmente ciucciando il sapore del pane, della carota o del sedano con cui si grattava i denti
poi ho cominciato a mettergli davanti un po' di qualcosa e lui ha cominciato a prenderlo con le mani, a passarlo da una mano all'altra, a spalmarselo in faccia nel tentativo di infilare la bocca, a metterselo in bocca e a sputacchiarlo infine a metterselo in bocca e deglutire (questa fase è sopraggiunta piuttosto presto)
non ha mai sentito l'esigenza di segnalare che voleva qualcosa perchè ha sempre potuto prendere quello che voleva se lo voleva dal vassoio del suo seggiolone, ce l'aveva a portata di mano e se lo voleva bene, altrimenti bene uguale
in pratica non è mai stato "a richiesta" perchè è sempre stato "a disposizione"
e proprio per questo ben presto non ha più accettato l'imboccatura (nemmeno dello yogurt a merenda) e mi sono messa a fare sempre e solo cose che si mangiassero a manazza

quindi stando a queste sottili distinzioni noi abbiamo fatto l'"alimentazione complementare a dispsizione"


Erika & Riccardo

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#4

(04-09-2011, 03:25 15)sonica60 Ha scritto:  Approfondimento interessanteThumbupThumbupThumbup
Chiedo una cosa: mio figlio sta a tavola con noi, e gli metto pezzi del cibo davanti (un pezzo per volta) finchè ne vuole o finchè c'è. Questo però va bene per la pasta, il pane, la frutta, la verdura a pezzi, il resto lo devo imboccare, perchè il piatto davanti a lui non dura un secondo netto e non mi va di fargli buttare il cibo in terra, poichè lì finirebbe alla prima manata Sad

E per imboccare devo necessariamente mettergli il cucchiaino davanti Undecided

Se non gli diamo nulla protesta, ma non è che indichi cosa vuole, nè faccia chiaramente capiure che vuole una cosa particolare (che poi in tavola non ci sono 100 cose...). Sarò tonta io, ma se non propongo non so come capire se lo vuole o no.
Ovviamente io avvicino il cucchiao e se non vuole non ci penso nemmeno preoccuparmi o pensare che non mangia 001_tongue

(04-09-2011, 04:38 16)rikierikki Ha scritto:  poi ho cominciato a mettergli davanti un po' di qualcosa e lui ha cominciato a prenderlo con le mani, a passarlo da una mano all'altra, a spalmarselo in faccia nel tentativo di infilare la bocca, a metterselo in bocca e a sputacchiarlo infine a metterselo in bocca e deglutire (questa fase è sopraggiunta piuttosto presto)
non ha mai sentito l'esigenza di segnalare che voleva qualcosa perchè ha sempre potuto prendere quello che voleva se lo voleva dal vassoio del suo seggiolone, ce l'aveva a portata di mano e se lo voleva bene, altrimenti bene uguale
in pratica non è mai stato "a richiesta" perchè è sempre stato "a disposizione"

Secondo me la risposta al vostro dubbio è in questa parole:

(04-09-2011, 12:39 12)arkadian Ha scritto:  Questo interesse si dimostra quando il bambino prende ATTIVAMENTE parte ai pasti dei "grandi" arraffando quello che gli capita sotto mano e che gli sembra interessante per poi portarlo alla bocca e farci ... boh... qualcosa.

E sottolineo ARRAFFANDO QUELLO CHE GLI <<CAPITA>> SOTTO MANO.
Se gli capita sul seggiolone, in un picnic sul prato, dalle mani dei genitori o dalla tavola poco cambia.
Da quello che ho capito io dal "libro" neanche sarebbe necessario che assaggino nulla finché non dimostrano interesse per ciò che portiamo noi alla bocca indicando, battendo le mani, scalpitando o 'ansimando' che so (se non rubandoti il boccone di bocca) e quella che è se non RICHIESTA di qualcosa che ovviamente è messo anche (CONDIVISIONE) a loro 'disposizione'!
Se poi si accettano i tempi "lunghi", più o meno, ma di solito lunghi del passaggio dal prendersene solo un pezzetto a farsi un pasto, sarebbe bene aspettare. Spesso ho sentito dire che l'autosvezzamento è anche bambini che si svezzano prima degli altri, addirittura quando sono arrivata col bimbo di circa 9 mesi (controllerò) qualcuna accogliendomi suppose che a quel punto dovessi essere un bel pezzo avanti.......e invece eravamo al livello di altre mamme splendide di splendi bimbi di 6 mesi: primi assaggi, ma spontanei in un mare di L.M.
Figli svezzati tradizionalmente facevano pasti completi a 6-7!
Mi stupii, ma ero tranquilla....ognuno ha i suoi tempi!

Io non sono una 'vatessa', ben chiaro, no? E' solo la mia opinione, ma ricordo di aver espresso qualche dubbio in uno dei primi post chiarendomi anche in privato con AX.


Aggiungo che dalla mia esperienza tuttora in svolgimento di AS, ho notato che mi faceva anche capire, ora anche meglio dicendolo (più o meno) se voleva che lo imboccassi aprendo la boccuccia e dicendo Ahamm, ora "Mamma, mamma ahmm!" e indicando il suo obiettivo.
Poi magari sul più bello cambia preferenza e ne indica un altro.
Imparano a chiederlo, col tempo, prima si emozionano e infervorano, ma se non gliene diamo neanche il tempodi capire che possono decidere,forse smettonodi provarci? Non ne immaginano neanche la possibilità?

Se notate qualche carenza su questo punto, forse
basterebbe provarci, siete sicuramente è in tempo!
L'importante è accettare che possa sembrare di fare dei passi indietro che in realtà significherebbe solo dar loro l'opportunità, con un po' di pazienza, di farne di ancor più grandi sulla giusta rotta del Io Mi Svezzo Da Solo!

Mia umile opinione, chiaro!

Arkadian, da parte mia grazie di aver fatto la "seduta medianica col VATE!
:-)

Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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#5

Il mio bimbo ha 5 mesi ed è interessatissimo al nostro cibo...ho iniziato circa 1 mese fà a dargli un pò di frutta da ciucciare, ma ora come continuo?dite che può assaggiare qualsiasi cosa? Noi non mangiamo molto complesso, anzi: cottura al vapore, al forno o verdure crude...come si inizia????
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#6

Cristina, hai letto il post Che cosè l'autosvezzamento (www.autosvezzamento.it/forum/Thread-che-cos-è-l-autosvezzamento)?
Oltre alla curiosità ha maturato anche gli altri requisiti?

Un mese fa' effettivamente era ancora un po' prestino in linea di massima, ma almeno era veramente lei che voleva la frutta?

Comunque, non "devi procedere".....se hai letto fin qui, sai già che sarà lei a farti capire cosa e quando lo vuole, altrimenti mettila a tavola con voi se ci sta volentieri e.......non fare nulla.
Allattala (L.M. o L.A.) ma a richiesta e armati di amorevole sana pazienza e 'fermati a guardare l'acqua che scorre sotto il ponte'.
Non scherzo!
;-)

Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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#7

...ansia di mamma che deriva dagli anni in cui siamo cresciute più o meno tutte...
...a volte mi fa un po' sospirare di comprensione leggere che nonostante si sia scelto per l'alimentazione complementare a richiesta e si abbiano sottomano le informazioni necessarie non si vada a fondo nel comprenderle o addirittura non si abbia voglia di approfondire... però un po' mi ci arrabbio.
C'è scritto: lascia fare.
Serve anche perché il genitore impari fin da subito (e si dovrebbe cominciare ancora prima) a fidarsi dei propri figli, a lasciarli provare, sperimentare e sbagliare. Senza controllare o guidare ogni cosa che fanno. Una lezione enorme per il futuro in ogni "frangente" familiare.
Posso comprendere come si sia arrivati fino a qui e posso capire perché molte mamme di venti/quaranta anni fa abbiano avuto la necessità o forse l'imposizione a pappe pappette, niente seno, svezzamenti rapidissimi e di pari passo controllo sulla vita dei figli.
Ma adesso abbiamo informazioni e accesso ad esse che allora non c'erano. Non ci sono più scuse. Se hai scelto una via per la libertà del bambino non ci sono compromessi. Scegliere l'autosvezzamento è, a mio parere (documentato), dare libertà al bambino di scegliere. Ora e in futuro.
Lascia fare.
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#8

E' tutto il giorno che rimugino sulla parola"proporre", secondo me usata nell'accezione del tipo "io propongo una serie di pietanze e tu scegli" non è sbagliata, anzi! Secondo la mia modesta opinione da neofita dell'AS le cose sono molto diverse in base alle capacità/età di ciascun bimbo, io per esempio ho fatto esplorare a giuggino inizialmente pane, frutta, verdura e per il resto imboccavo, lui ha iniziato a mostrare intensa curiosità a tavola con noi già intorno si 5 mesi, ma ho dovuto aspettare le sue capacità di presa a pinza per farlo mangiare da solo roba un po' più difficile, da qualche giorno non vuole più essere imboccato (stasera ha mangiato pollo e fagiolini e meloncino, in pratica l'intera cena tutto da solo, smanacciando se volevamo aiutarlo, e ha mostrato di non volere più pollo con un lancio e passando a chiedere con mmmmm i pomodori che stavo mangiando io). Questo per dire che le cose cambiano in base all'età e ai progressi nel farsi capire e nella manualità dei nostri bimbi, a me sembra proprio un processo variabile, prima la curiosità, poi l'esplorazione, poi la soddisfazione! Wink e comunque quoto sonica ma anche Arkadian, secondo me la parola chiave è CONDIVISIONE!
Avevo appena finito di scrivere e leggo questo illuminante intervento di Valina. Certo, alla base c'è la FIDUCIA nei nostri figli, già da quando sono un ammasso di cellule in divenire, poi durante il travaglio, il parto, poi con l'allattamento...e a questo proposito secondo me è più facile per chi allatta al seno a richiesta, che perde presto l'ansia da quantità di latte mangiato...
(04-09-2011, 10:54 22)Valina Ha scritto:  C'è scritto: lascia fare.
Serve anche perché il genitore impari fin da subito (e si dovrebbe cominciare ancora prima) a fidarsi dei propri figli, a lasciarli provare, sperimentare e sbagliare. Senza controllare o guidare ogni cosa che fanno. Una lezione enorme per il futuro in ogni "frangente" familiare.
Posso comprendere come si sia arrivati fino a qui e posso capire perché molte mamme di venti/quaranta anni fa abbiano avuto la necessità o forse l'imposizione a pappe pappette, niente seno, svezzamenti rapidissimi e di pari passo controllo sulla vita dei figli.
Ma adesso abbiamo informazioni e accesso ad esse che allora non c'erano. Non ci sono più scuse. Se hai scelto una via per la libertà del bambino non ci sono compromessi. Scegliere l'autosvezzamento è, a mio parere (documentato), dare libertà al bambino di scegliere. Ora e in futuro.
Lascia fare.



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#9

(04-09-2011, 10:54 22)Valina Ha scritto:  Ma adesso abbiamo informazioni e accesso ad esse che allora non c'erano. Non ci sono più scuse. Se hai scelto una via per la libertà del bambino non ci sono compromessi. Scegliere l'autosvezzamento è, a mio parere (documentato), dare libertà al bambino di scegliere. Ora e in futuro.
Lascia fare.

parole santissime

io sono partita con qualche dubbio sul come
sul metodo carlotta matteo
poi alla fine in questi giorni in cui pare stia tornando indietro rispetto ai progressi che aveva fatto al mare mi sono decisa di seguire le *indicazioni* dell'AS davvero. quindi cibo in mano.

matteo è interessato al bico, adora stare a tavola con noi, ma da lì a buttarsi sul nostro cibo no.
ma non per questo non è interessato. ma solo diffidente.
ieri a pranzo in occasione della fiera del paese c'erano i cappelletti in brodo e la carne lessa.
gli abbiamo messo davanti i cappelletti asciutti e dopo averli ignorati un po' ha iniziato a prenderli in mano e spataccarli ovunque. alla fine li ha mangiati. idem per la gallina.

senza patemi, senza fargli aaaaaaaaaaahhhhmmmmm, e senza sbuffare perchè non mangia.

moooolto meglio così.

sulla questione PROPORRE E CONDIVIDERE mi trovo d'accordo con la puntualizzazione di arkadian ma anche mamitta Sleep

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#10

(04-09-2011, 12:39 12)arkadian Ha scritto:  L'AUTOsvezzamento, o alimentazione complementare A RICHIESTA, (notare l'enfasi) ha come punto cardine che è il bambino a segnalare il proprio interesse per il cibo. Questo interesse si dimostra quando il bambino prende ATTIVAMENTE parte ai pasti dei "grandi" arraffando quello che gli capita sotto mano e che gli sembra interessante per poi portarlo alla bocca e farci ... boh... qualcosa.]

Su questo sono daccordissimo e per quanto mi riguarda è stato a questo punto che è iniziato l'AS per noi.I primi tempi si teneva il pargolo in braccio e gli si dava un pezzetto di quello che arraffava dal piatto.La cosa gli è piaciuta molto e abbiamo continuato finchè tutto quel frugare era limitato.Credo che nessuno lasci smanacciare il proprio pupo sulla tavola a piacimento.Quindi abbiamo iniziato a metterlo sul seggiolone e le "pietanze" quando mangiabili a mano gli si appoggiavano sul vassoio,quelle liquide si imboccava.
[continuare a mettere la forchetta davanti alla loro bocca sperando che la aprano. Tra l'altro continuando a "proporre" si corre il rischio che si finisce per preoccuparsi perché il bambino "non mangia", "non è interessato", ecc. ecc. innescando potenzialmente tutti quei meccanismi conflittuali genitore-bambino perché il genitore teme che il bambino non sia "performante" mentre io bambino "gode" delle attenzioni che gli vengono rivolte.]

Credo che se una mamma si deve far venire l'ansia se la fa venire anche con il bimbo che smanaccia,inoltre per quanto uno faccia attenzione non può rimanere impassibile.Personalmente faccio i complimenti a mio figlio quando fa nuove conquiste(prendere da solo il bicchiere,sbucciare lo spicchio di frutta che gli ho dato...)e non mi infastidisco quando proprio non vuole stare a tavola.

[Sul forum sembriamo concentrarci per lo più sul fatto che le tabelle per introdurre i cibi non hanno senso]

Più che altro si cerca qua sostegno per affrontare serenamente le critiche e le paranoie dei parenti e/o pediatri

[ma sembriamo dimenticarci l'aspetto di rendere lo svezzamento veramente "a richiesta". Tra l'altro questo è un altro motivo per cui fare svezzamento "misto" non ha davvero alcun senso... come si fa a dare cibi come se fossero medicine, in quantità e tempi ben precisi, mantenendo l'"a richiesta"? Impossibile...

"A richiesta": io considero richiesta quando il pupo guarda quello che stai mangiando tu e si allunga per prenderlo o guarda il tuo piatto con insistenza, o anche quello degli altri (in pizzeria!)
Dopo i primi mesi però ha capito la routine dei pasti e si siede tranquillo guardando cosa metto in tavola e aspetta che io metta davanti a lui il cibo.Perciò in questo senso "propongo" cioè glielo metto davanti e lui decide se spappolarlo,mangiarlo o lanciarlo o quello che è

10900 Ale 17/07/2010
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