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autosvezamento per tutti

E la celiachia?
#1
Prendendo spunto da un osservazione fatta in un'altra discussione, ho deciso di approfondire un po' la questione.
Chiaramente per prima cosa bisogna leggere le raccomandazioni del ministero della salute.

Poi ho chiesto a Piermarini e riporto lo scambio di mail:

Arkadian Ha scritto:...come ci si comporta con la celiachia (che devo ammettere non sapevo neanche esistesse fino a poco fa... e che tuttora non so cosa sia veramente) se il bambino vuole sgranocchiarsi un pezzo di pane o di pasta prima dei 6 mesi, diciamo a 4 1/2 o 5. Credo che siano tutti d'accordo che oltre i 6 mesi non ci sono problemi, ma un pochino prima??

Questa è la risposta lapidaria:
Lucio Piermarini Ha scritto:La preoccupazione per la celiachia non ha alcun fondamento. L'epoca di introduzione dei cibi a base di frumento, avena e mais è la stessa degli altri, cioè quella guidata dallo sviluppo normale del bambino, 5-7 mesi insomma, quindi, meglio non pensarci.

Dopo di che continua (è un GRANDE!!!)

Lucio Piermarini Ha scritto:...in fin dei conti, ma cosa mai avrà di complicato svezzare un bambino; lo sa fare chiunque, basta che nessuno gli confonda le idee.
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#2
Ok grazie delle informazioni comunque, riguardo alla celiachia, il discorso a cui accennato tu Arkadian nell'altro post è un po' più complessa. Io non sono una vera esperta ma, come dicevo, per esigenze di lavoro ho avuto modo di leggere parecchio riguardo alla celiachia e, inoltre, ho una cara amica che ha scoperto di essere celiaca a 40 anni e quindi sono abbastanza informata.
Diciamo che si nasce con la predisposizione, non tutti, ovviamente, ma poi la malattia può manifestarsi o non manifestarsi mai. Fa parte delle malattie autoimmuni e pertanto in chi è predisposto resta x così dire 'latente' e può scatenarsi in occasione di particolari stress o altro. La mia spiegazione non è assolutamente esauriente, ma spero possa essere utile per darvi un'idea del problema.
La mia amica, per esempio, pur avendo sempre avuto lievi problemi gastrici, ha iniziato a stare veramente e improvvisamente male solo a quarant'anni suonati e prima si era sempre alimentata in modo sano, normale ed equilibrato. Nel giro di un anno aveva perso qualcosa come 30kg e tutti giu a dirle che era anoressica e via dicendo. Dopo aver finalmente azzeccato la diagnosi ha risolto eliminando qualsiasi fonte di glutine dalla propria alimentazione ma, tanto per dirne una, nessuno dei suoi familiari, figli compresi, ha lo stesso problema.
Comunque la frase finale di Piermarini è da incorniciare e appendere al frigo a mo' di motto aureo x gli eventuali momenti di dubbi.
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#3
Premesso che non so niente sull'argomento, non ho capito qual sia il collegamento tra l'assunzione del frumento a 5 mesi e il manifestarsi della malattia. Se si e' predisposti dalla nascita fa differenza quando mangiamo la pasta?
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#4
Si, dicono che se sei predisposto più tardi vieni a contatto con il glutine, minore è il rischio di contrarre POI la celiachia. Comunque credo che visto che stiamo parlando comunque di un intorno dei 6 mesi e di 'assaggi' il problema in realtà non sussista, a meno che noi genitori non siamo già celiaci e allora meglio
Stare all'occhio. Purtroppo è una problematica alimentare che si sta diffondendo molto, o forse è solo che ora la si può diagnosticare e darle un nome.
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#5
(15-07-2010, 10:41 22)arkadian Ha scritto:  Premesso che non so niente sull'argomento, non ho capito qual sia il collegamento tra l'assunzione del frumento a 5 mesi e il manifestarsi della malattia. Se si e' predisposti dalla nascita fa differenza quando mangiamo la pasta?

Concordo pienamente con Arkadian, se si è predisposti lo si è e basta. per quel che riguarda l'epoca di introduzione del glutine ci sono correnti contrarie....c'è chi dice che se si introduce un alimento cui si è allergici (sia glutine, pomodoro latte o quant'altro)più tardi possibile l'allergia si svilupperà in maniera meno "importante", c'è invece chi dice che l'epoca di introduzione non ha alcun riflesso sull'eventuale modo e intensità del manifestarsi dell'allergia. Insomma, se Arkadian chiedesse a Piermarini probabilmente confermerebbe quanto sopra (e mi sembra di capire che lui sostenga la seconda tesi).
Il fatto che la tua amica l'abbia scoperto a 40 anni....lo ha scoperto a 40 anni...ma l'allergia ce l'aveva anche prima (vedi episodi di gastrite o simili)...ovviamente ignorando il problema (perchè non sapeva di averlo) alla fine si è aggravato arrivando a perdere 30 chili....sarebbe come se tu ignorassi un raffreddore (impossibile da ignorare perchè ben evidente e fastidioso)....prima o dopo diverrebbe probabilmente broncopolmonite!!! la celiachia non presentando sempre sintomi evidenti può essere ignorata e conseguentemente aggravarsi, ma ripeto, la tua amica non l'ha sviluppata a 40 anni....a 40 anni è semplicemente peggiorata. se fosse nata 30 anni dopo, periodo in cui la celiachia era più conosciuta e quindi c'era più attenzione anche nell'esame di alcune problematiche, probabilmente saprebbe di essere celiaca fina da piccola!
Almeno questo è quel che penso io, non so se qualcuno più informato o competente di me può confermare!
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#6
Aggiornamento... ecco l'ultima puntata della mia conversazione con Piermarini:

Arkadian Ha scritto:Allora posso dire alla mamma che si preoccupava di non preoccuparsi... Lei mi diceva che la celiachia [...] non è solamente genetica, ma si può anche sviluppare più in là, ragion per cui non vorrebbe dare del pane con cui giocare, ma magari una meno gustosa galletta di riso.

Lucio Piermarini Ha scritto:La diagnosi tardiva di celiachia non sarebbe una comparsa tardiva, ma proprio una diagnosi non tempestiva per l'esistenza di forme poco sintomatiche , nel senso di sintomi poco appariscenti, ma ugualmente pericolosa a lungo termine. Per cui si è detto, tanto glutine e prima possibile, così se deve venire viene subito e in maniera evidente, si fa più facilmente e tempestivamente la diagnosi e la relativa dieta.
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#7
(16-07-2010, 03:15 15)arkadian Ha scritto:  Aggiornamento... ecco l'ultima puntata della mia conversazione con Piermarini:

Arkadian Ha scritto:Allora posso dire alla mamma che si preoccupava di non preoccuparsi... Lei mi diceva che la celiachia [...] non è solamente genetica, ma si può anche sviluppare più in là, ragion per cui non vorrebbe dare del pane con cui giocare, ma magari una meno gustosa galletta di riso.

Lucio Piermarini Ha scritto:La diagnosi tardiva di celiachia non sarebbe una comparsa tardiva, ma proprio una diagnosi non tempestiva per l'esistenza di forme poco sintomatiche , nel senso di sintomi poco appariscenti, ma ugualmente pericolosa a lungo termine. Per cui si è detto, tanto glutine e prima possibile, così se deve venire viene subito e in maniera evidente, si fa più facilmente e tempestivamente la diagnosi e la relativa dieta.

Quindi non mi sbagliavo...se si è celiaci lo si è e basta...poi si tratta di SCOPRIRLO (e non diventarlo) prima o dopo....tutto qua
[Immagine: an1cE-3Hg3D0015MTU1bHp8MzE3NTU2MGRhfENhd...2NoaSE.gif]
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#8
io sono stata svezzata in maniera "tradizionale": brodino ecc. ecc. eppure sono allergica 3000 cose!!! Sad dunque di sicuro non dipende dallo svezzamento. Sicuramente dipende dalla predisposizione genetica in primis e poi secondo me da altro, tipo inquinamento, metalli pesanti ecc....
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#9
Sicuramente dipende da altro. Ma sei stata allattata o hai preso il la? Chiedo perché ultimamente sento un sacco di gente a cui succede il contrario di quanto si potrebbe supporre: bambini allattati al seno fino a tardi che hanno mille allergie e malanni, mentre magari quelli tirati su a la non hanno niente di niente.
Con i miei figli è andata proprio così e il mio latte non l'hanno visto nemmeno x un secondo, quindi evidentemente gli anticorpi se li sono presi massicciamente in gravidanza e se li sono fatti bastare. O magari è solo dovuto al caso o al non trascurabile fatto che abbiamo la fortuna di vivere in campagna e quindi respirano aria diversa e sono sempre all'aria aperta.
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#10
(17-07-2010, 11:37 23)vale Ha scritto:  Sicuramente dipende da altro. Ma sei stata allattata o hai preso il la? Chiedo perché ultimamente sento un sacco di gente a cui succede il contrario di quanto si potrebbe supporre: bambini allattati al seno fino a tardi che hanno mille allergie e malanni, mentre magari quelli tirati su a la non hanno niente di niente.
Con i miei figli è andata proprio così e il mio latte non l'hanno visto nemmeno x un secondo, quindi evidentemente gli anticorpi se li sono presi massicciamente in gravidanza e se li sono fatti bastare. O magari è solo dovuto al caso o al non trascurabile fatto che abbiamo la fortuna di vivere in campagna e quindi respirano aria diversa e sono sempre all'aria aperta.

Mi sa che la campagna gioca il suo ruolo fondamentale...anche noi abitiamo in campagna, vicino alla città ma sempre in campagna. Caterina è stata ed è allattata al seno....spero proprio di non avere problemi con allergie e simili...predisposizione genetica non c'è...nessuno nella mia famiglia o in quella del mio compagno ha allergie, tranne mio cognato che a primavera "soffre" un po' i pollini....mah...staremo a vedere! Em1100
[Immagine: an1cE-3Hg3D0015MTU1bHp8MzE3NTU2MGRhfENhd...2NoaSE.gif]
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