COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
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autosvezzamento per tutti


Punizioni all'asilo
#31

Un bambino di tre anni alla scuola dell'infanzia e uno di sei alla scuola elementare sono distantissimi.
A tre anni il rapporto con gli altri non è ancora stabilito e ...stabile. A sei si presume che lo sia.
Un bambino di tre anni su una seggiolina non è una buona cosa.
Perché, sebbene non abbia idea concreta di ciò che fa, "sente" di aver fatto una cosa che fa male (sia essa uno spintone, uno sgambetto o chissà che altro). Comincia a capire anche di avere una sorta di potere e questo lo manda in enorme confusione. Perché deve imparare ad accettare una forza che ha dentro di sé e al tempo stesso imparare a non usarla sugli altri.
Capita perciò che sia turbato da se stesso e non riesca nemmeno a fermarsi dal fare ciò che sta facendo perché semplicemente è spaventato. Spaventato per la sua azione e con una idea nebulosa di senso di colpa per il modo di manifestare la sua azione. D'altronde avrà sentito la mamma mille volte dire che "non si fa" "non si tirano i capelli" ecc.
Perciò è chiaro che il bambino che ha subito l'azione debba essere coccolato, ma altrettanto il bambino che ha agito deve essere confortato sul fatto che è corretto che provi dispiacere, che ancora non sa controllare bene le sue azioni e che la forza esiste ma si può lasciarla da parte oppure che non si spaventi o che sicuramente non voleva fare male (non del male, eh, male e basta....mica siamo qui per la morale, ma per le azioni). Se ti calmi qualche minuto insieme a me poi posso accompagnarti a chiedere scusa.
Mi pare abbastanza evidente la differenza fra il reprimere l'uso della forza e l'imparare a gestirla. E, secondo me, l'adulto che conosce la forza e la gestisce sarà diverso dall'adulto represso che non la sa controllare.
Ora tutto questo si scontra con il fatto che i bambini sono tanti e che c'è una sola educatrice...
Ma davvero ci sono 25 bimbi di tre anni nella stessa classe con una sola maestra?

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#32

(08-02-2012, 01:13 13)ax76 Ha scritto:  Se bambino 1 fa male a bambino 2, bambino 1 non va punito perché non va bene (cosa su cui, come dicevo, non so ancora di preciso come la penso), quindi bambino 2, come dire... se la prende nel sacco?

ma non è che si deve fare finta di niente! certo si dev parlare a bambino 1 e fargli capire che bambino 2 ha sofferto, se capirà sarà certamente dispiaciuto perchè i bambini sono più sensibili degli adulti e non ripeterà anche se nessuno lo vede. bambino 2 invece sperimenterà il perdono e imparerà che cosa si prova ad essere picchiati, quindi ci penserà prima di picchiare a sua volta.
se invece si punisce: bambino 1 sperimenterà la rabbia e l'isolamento -quindi una sofferenza emotiva dovuta alla punizione- e difficilmente in questo mix di rabbia proverà rammarico per quanto fatto a bambino 2. la prossima volta cercherà di capire se qualcuno lo guarda prima di picchiare, perchè avrà timore della punizione e non consapevolezza dl gesto. bambino 2 imparerà che non c'è giustizia finchè anche bambino 1 non soffre. se verrà picchiato unasecondavolta senza qualcuno che lo veda non stenterà a provocare sofferenza di sua mano, senza interpellare il mediatore.
insomma, il concetto si riflette su noi adulti: non rubiamo perchè sappiamo in cuor nostro che è un atto sbagliato o perchè temiamo il carcere?

(08-02-2012, 02:08 14)Valina Ha scritto:  Perciò è chiaro che il bambino che ha subito l'azione debba essere coccolato, ma altrettanto il bambino che ha agito deve essere confortato sul fatto che è corretto che provi dispiacere, che ancora non sa controllare bene le sue azioni e che la forza esiste ma si può lasciarla da parte oppure che non si spaventi o che sicuramente non voleva fare male

Thumbup

è proprio da questo dipiacere che imparerà più che da mille punizioni!
(08-02-2012, 01:24 13)Le83 Ha scritto:  
se vostro figlio continuasse a picchiare gli altri bambini voi cosa fareste? Cioè se spiegare e rispiegare non servisse a niente? Non pensate che ci siano dei casi in cui la punizione possa aiutare?
font]

quando c'è un bambino picchiatore purtroppo ci sono dei problemi alla base, o nell'educazione ricevuta o in qualche esperienza subita, perchè i bambini non nascono cattivi nei confronti del prossimo.
ma comunque supponiamo che ci sia un bambino che pur avendo buone basi pesti tutti, punendolo gli si genererebbe ancora più rabbia da sfogare poi su qualcuno non appena la maestra gira lo sguardo. non si sentirebbe dispiaciuto, ma spaventato. e se poi le punizioni non funzionassero? a cosa si passerebbe ai pattoni e poi se non funzionassero neppure quelli?
a volte con bambini particolari bisogna capire il modo di convogliare le troppe energie in qualche attività in cui possano concentrarsi, ma è molto difficile che il messaggio del rispetto per il prossimo passi attraverso la sofferenza.
(08-02-2012, 01:24 13)Le83 Ha scritto:  [font=Courier]
Altra domanda: ma quando questi bimbi tenuti lontani da giudizi, punizioni, competizione, etc.etc. si scontreranno con il mondo vero? Là fuori ci sono più squali che pesci pagliaccio e quello che io sento come dovere di mamma è aiutare ad affrontare quel mondo, non cercare di tenerlo il più lontano possibile.

Io sono stata cresciuta così da pesce pagliaccio, come dici tu.L'amore che ho ricevuto me lo porterò sempre con me. Quello che conta è che sono ugualmente serena sia con le mie sconfitte che con le mie vittorie. Grazie a quest'educazione ho trovato un equilibrio e non vedo la vita come una competizione. Poi è un discorso che si fa fatica a liquidare in due righe, ma ti dico solo che mio marito che è stato cresciuto a premi e castighi, ora mi dice sempre che per lui l'unico esempio di padre degno e amorevole che ha è il mio! Heart se c'è un problema è da lui che va, con i suoi ha quasi rapporto zero perchè tutt'ora si sente apprezzato per quello che fa e non per quello che è! E' anche bello che la famiglia sia diversa dal resto del mondo non credi?

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#33

(08-02-2012, 01:38 13)Maryluisette Ha scritto:  
(08-02-2012, 12:18 12)blackbird Ha scritto:  Ma la recita... dai, non è che ci stiamo facendo troppi problemi?

ma scusate, io non farei volentieri una recita davanti a decine di persone sconosciute, sono timida, non mi piace parlare o manifestarmi in pubblico, perchè un bambino di due anni non può scegliere?
.........
voi fareste un balletto senza aver scelto parte costumi o movimenti?

Credo sì, quelle maestre avrebbero dovuto tener conto di carattere e inclinazioni a quelll'età. Hanno mancato loro, secondo me.

Non sempre però si può scegliere la parte, piuttosto avrebbero dovuto motivarti.

E io sì, ho fatto saggi di danza dai 3 anni e mezzo e li facevo volentieri! :-)

Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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#34

(08-02-2012, 02:08 14)Valina Ha scritto:  Ma davvero ci sono 25 bimbi di tre anni nella stessa classe con una sola maestra?

Nella scuola pubblica si.
Ci sono alcune ore di compresenza con due maestre, e altre in cui di maestre ce ne e' una sola.
Quando l'ho saputo ho pensato Scared
Ma purtroppo e' una realta'

Alessandra + Daniele Giaime (7/10/2004) + Giorgia Diana (15/06/2010)
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#35

(08-02-2012, 03:20 15)alessimdon Ha scritto:  
(08-02-2012, 02:08 14)Valina Ha scritto:  Ma davvero ci sono 25 bimbi di tre anni nella stessa classe con una sola maestra?

Nella scuola pubblica si.
Ci sono alcune ore di compresenza con due maestre, e altre in cui di maestre ce ne e' una sola.
Quando l'ho saputo ho pensato Scared
Ma purtroppo e' una realta'

mi pare che il numero massimo, poi, sia 27........e non per scelta delle insegnanti.

Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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#36

Continuo a non capire cosa ci sia di male nella competizione. Io sono equilibrata eppure senza la competizione non sarei io.
Non ho detto che l'ambiente familiare dovrebbe essere pieno zeppo di giudizi, punizioni e quant'altro, ma non credo che il tenere lontano i bambini da tutto questo faccia bene, penso che debbano sperimentare cose diverse, è giusto per esempio come diceva ax che il bambino sappia che sta facendo male qualcosa che potrebbe fare bene, dire che va sempre bene secondo me non lo aiuta affatto.
Anche sulle punizioni devo riflettere, ma credo che l'angolo del time out alle volte possa servire, non lo riesco proprio a vedere come uno strumento deleterio. Ovviamente non dovrebbe essere usato di norma, ma in qualche caso può aiutare.

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#37

ma sulla competizione non c'è nulla di male se si tratta di SANA competizione! è ovvio che in uno sport la competizione sia inevitabile, ma è uno sport vissuto bene se in caso di perdita non è una tragedia ma è un incentivo per la prossima gara. tempo fa ascoltavo a radio 24 la biografia di un campione di basket di NBA (non mi chiedete il nome non me lo ricordo assolutamente e non so nulla di basket! Big Grin) e ad un certo punto nella sua vita gli viene detto che il basket non è uno sport per lui, di lasciar perdere...bè è da là che lui capisce che il basket è proprio quello che VUOLE fare e di quello che pensano gli altri non gli interessa nulla, a costo di rimanere un atleta mediocre lui quello vuole fare! ed è poi da là che comincia a vincere, vincere e vincere e diventa un campione! non è stata una cosa che nessuno gli ha inculcato, gli è venuta da dentro, sapeva che era quella la sua strada ed era anche disposto a non vincere mai per seguire la sua passione...dunque un moto interiore+sana competizione Smile
per la questione bambini picchiatori all'asilo...bè secondo me bisogna fare un distinguo fra i figli tenuti dalle madri e quelli tenuti dalle maestre....l'ideale sarebbe quello che dice maryluisette ma riusciteci voi con 30 bambini (sì qua a pescara ci sono anche asili dove le classi sono così numerose)! noi abbiamo un figlio, due...tre...ma a scuola tenerne 30 non è semplice! chi deve andare al bagno, chi picchia l'altro bimbo, chi sfascia i giochi, chi si fa male....è un manicomio! e quindi io credo che forse il time out, anzi, il time in in caso di bisogno, sia il male minore. piutosto l'ideale sarebbe risolvere il problema a monte: non fare classi così numerose! e poi è ovvio che la maestra deve amare il suo lavoro, sentirsi gratificata, essere preparata, essere creativa.....ecc ecc

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#38

leggendo il titolo mi sembrava una roba da matti Scared

poi vado a leggere la discussione e si tratta di uno spazio in cui fermarsi a riflettere... non ci vedo niente di male se utilizzato in casi di bambini che mettono in atto azioni pericolose per sè o per gli altri o che sono agressivi con altri bambini (morsi, calci, spintoni, ...)
ovviamente non nel caso di bambini energici, anche perchè forse allora il "pensatoio" sarebbe piuttosto frequentato e non si distinguerebbe dal resto Biggrin
soprattutto direi che in un sistema dove se non sbaglio il rapporto è di 1 educatore a 20 bambini non si possa fare diversamente
inoltre, mary, credo che tu possa anche considerare che l'energia che noti un tuo figlio a casa, magari in asilo verrà incanalata in attività e quindi molto probabilmente il suo atteggiamento nel contesto scolastico sarà diverso da come tu già supponi che sarà

recite: io non ci vedo nulla di male
sono divertenti
non credo assolutamente che dedicare parte del proprio tempo a imparare qualcosa in funzione di una recita uccida la fantasia e la cratività
credo anzi che in una recita innanzitutto ci si diverta, ci si metta in gioco, ci si ponga un obiettivo comune con altre persone, ci si senta parte di un insieme, ci si senta importanti, si abbia l'occasione per gestire emozioni che non si provano tutti i giorni, ci si responsabilizzi, e tante altre cose ancora...

premio per il disegno più bello... ecco questa è una gran c..ata in effetti!!!

stelline e voti: la penso come blackbird

competizione: è un meccanismo che non mi piace rapportato al mondo scolastico
uno dev'essere in competizione con se stesso nel senso che se un giorno il risultato (e per risultato non intendo il voto, ma ciò che si ottiene con un certo sforzo che può variare da 0 a x a seconda della persona) non lo soddisfa (e il voto serve a farti capire che oggettivamente la prova è ad un certo livello perchè è utile anche per potersi autovalutare sapere qual è la scala di valutazione) allora deve chiedersi di dare di più per migliorare

Erika & Riccardo

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#39

A me pare assurdo che ci sia una maestra per 30 bambini. Ma dite davvero?
Pensate che qui per i bambini sono i due sono c'è una maestra ogni 3 bambini, per bambini dai 2 ai 3 anni c'è 1 maestra ogni 5 e per bambini sopra i 3 anni c'è rapporto di 1 a 8.

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#40

nei nidi pubblici 1 ogni 4 sotto un anno, ogni 6 o 8 fino a 3.
Scuola infanzia statale 2 per una classe di 27/30 ma non possono essere sempre compresenti (per orario di lavoro).

I tagli lineari hanno peggiorato il trend, ovviamente.

Em0200 2/10/2007 Tartarughino
Em3600 27/6/2010 Torello
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