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Questo sito è realizzato dai genitori per i genitori, perché il cibo è un fatto di famiglia e lo svezzamento, e la prima infanzia in generale, sono un momento normale nello sviluppo e nella crescita di un bambino, non una malattia da curare.

La community dà supporto e voce alle mamme e ai papà durante la (ri)scoperta del modo più semplice e sereno di introdurre i cibi solidi nella dieta dei bambini.

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759 comments

  1. Laura says:

    Il mio bimbo ha compiuto 6 mesi da poco, è piuttosto grande per la sua età, pesa 9kg ed è oltre 70 cm, finora allattato esclusivamente al seno. Quando mangiamo, lui è a tavola con noi e si butta letteralmente sui nostri piatti. Da qualche giorno ho cominciato a fargli assaggiare il nostro cibo, ma perdo dieci anni di vita ad ogni pasto per timore che qualcosa gli vada di traverso. Vorrei proporgli pezzi più grandi, in modo che se li gestisca da solo, ma poi finisce che per paura glieli tolgo di mano, gli faccio i pezzetti piccoli e glieli avvicino alla bocca.
    Lui mangia con gusto e qualche volta alla fine piange, perché secondo me vorrebbe davvero gestirsi più in autonomia.
    Mi rendo conto che il problema è mio e non del bambino… normalmente non sono una mamma ansiosa, ma il timore che soffochi mi blocca. Il “famoso” fusillo poi… mi sembra impossibile. Il corso di disostruzione l’ho fatto, ma questo non mi rende più tranquilla…
    Una parola d’incoraggiamento c’è?

    • Barbara Rivera says:

      Guarda Laura, la paura è normale e comprensibilissima :)
      Con la mia bimba di 8 mesi e mezzo, ha cominciato a 5 mesi a buttarsi sul cibo e della famiglia solo io la lasciavo fare senza timori, mio marito ed i nonni si spaventavano a morte ogni volta che faceva il riflesso a tirare fuori qualche pezzo.
      L’unico consiglio che mi sento di darti è… di fare solo quello che ti senti. Se tu hai paura ed ansia la trasmetti al bimbo ed è peggio.
      Noi abbiamo fatto molto tranquillamente, i primi pezzi glieli davo solo io, in modo che al resto della famiglia “passasse la paura” e mano a mano si sono tranquillizzati anche loro, piano piano.
      Puoi provare a darglieli MOLTO grandi, in modo che anche volendo non possa inghiottirli, magari anche di cose che non possono spezzarsi. Un classico è una foglia esterna di finocchio crudo, che rosicchiano ma non rompono, ed anche si spezzasse resta attaccato per i filamenti, ed è ottimo anche per i dentini!
      Oppure al contrario qualcosa che una volta in bocca si sciolga facilmente, ad esempio del pane duro. Lo bagnano con la saliva e si succhiano via pezzettini che non possono soffocarli perché sono diventati pappetta.
      Una cosa di stagione con cui io mi sono trovata benissimo è il broccolo, perché il bimbo afferra il ciuffetto dal gambo e si ciuccia le punte che si spezzettano in pallini piccolissimi senza problemi. La mia ne era e ne è ancora ghiottissima!
      Oppure una fetta di arancia, badando che non abbia semi. E’ troppo grande perché possa inghiottirla e non ne stacca pezzi ma solo pappettina o succo.

      Alla fine c’è solo bisogno di farci passare noi la paura, quindi l’importante è fare quello che ci sentiamo, con calma e con la consapevolezza che il bimbo è capace. E’ più facile che si soffochino con oggettini trovati per casa, messi in bocca giocando ed in posizioni strane, che mangiando sotto l’occhio attento nostro e seduti correttamente :)
      E sul seggiolone di nuovo, è più facile che possano soffocare perché gli mettiamo noi qualcosa in bocca, magari mentre stanno guardando altro, parlando, respirando, ecc… Piuttosto che se facciano da soli in autonomia. Anche perché le prime volte neppure inghiotteranno, limitandosi a sentire consistenze e sapori con curiosità, anzi poi ci vuole parecchio anche perché capiscano che anche quella è “pappa” e riempie la pancia!

      • Laura says:

        Grazie Barbara. Sì, il broccolo glielo do, lo apprezza e in effetti è una delle cose che mi lascia più tranquilla… e anche il pane duro. Per il resto, siccome in questa stagione noi mangiamo spesso vellutate di zucca o altre verdure, ne approfitto per darne qualche cucchiaio anche a lui, che apprezza e si lascia imboccare volentieri. Anche quando gli spezzetto il cibo non glielo metto mai in bocca, solo lo avvicino alle sue labbra e lascio che sia lui a decidere se prenderlo oppure no.
        Sono i primi approcci, e come giustamente dici tu, non voglio trasmettergli la mia ansia anche perché lui mi sembra veramente ben disposto.
        Un passo alla volta… ce la faremo :)

        • Barbara Rivera says:

          Oh ma allora siete già tranquillamente avanti, stai tranquilla!
          Non stupirti magari che ad un certo punto non voglia più saperne del cucchiaino… Per poi tornare indietro, un po’ come gli pare (la mia prima non lo voleva proprio, dopo ok ma solo se lo afferrava anche lei, adesso con certe cose smanaccia, allarga la bocca ed aspetta che faccia io)
          Un pezzetto per volta appena si sente pronto lui e vi sentite pronti voi, ed è perfetto, non ci sono tappe e momenti obbligatori da scandire, piano piano il riflesso sparirà, aumenterà la competenza e via. Siete appena all’inizio del percorso, quello che ora sembra difficile, tra poco sarà normale e vi direte “ma è cambiato così tanto in appena un mese?!”

  2. Claudia says:

    Ciao, il mio bimbo di 7 mesi e mezzo ha problemi di stitichezza, presenti da quando ha smesso con le coliche praticamente. Finché lo allattavo esclusivamente però, stando attenta alla mia dieta le cose andavano discretamente. Da un mese circa invece, cioè da quando ha iniziato ad assaggiare altri cibi, di fatto scarica solo con i microclismi. Cerco di offrirgli frutta e verdura, yogurt ed evitare ciò che potrebbe peggiorare la stitichezza, ma senza risultati; per quanto gliela proponga in svariati modi (bicchiere, cucchiaino, biberon) tra l’altro prende pochissima acqua. Lui in realtà si attacca al seno ancora 3-4 volte durante il giorno e 1-2 volte la notte e “cibo solido” ne prende di fatto in piccolissime quantità. Qualcuno ha qualche suggerimento da darmi per evitare i microclismi ed aiutarlo a scaricare da solo?
    Ps: provo anche a metterlo sul vasino nella speranza che la posizione aiuti, ma fin’ora nulla.
    Grazie

    • Barbara Rivera says:

      Ciao Claudia :)
      In realtà finché i bimbi sono allattati non possono soffrire di stitichezza, la loro è solo una temporanea incapacità a coordinare tutti i movimenti necessari per fare la cacca.
      Purtroppo i genitori sono spesso assillati da nonni, amici, parenti, pediatri, ecc… Che vogliono scandire le cacche con una regolarità precisa e quindi ricorrono appunto ai microclismi. Questo però innesta un loop da cui è difficile uscirne, perché il bimbo deve imparare a fare la cacca (non è una cosa semplice se ci pensiamo. Bisogna contemporaneamente contrarre i muscoli della pancia per spingere e rilassare quelli dello sfintere per permetterne l’apertura), ma mentre sta imparando questa cosa nuova arriva il microclisma a dare la spinta. A questo punto il bimbo assocerà la cacca a quello e finirà per aspettarlo sempre per farla.
      In un neonato allattato esclusivamente NON c’è un intervallo massimo di tempo tra una cacca e l’altra. Bimbi poco mangioni che fanno pasti piccoli, possono smaltire tutto il latte mangiato nell’urina ed emettere feci solo una o due volte al mese senza nessun problema.
      Pare incredibile ed assurdo, ma è dimostrato, non c’è accumulo, lo mostra il fatto che in genere questi bambini stimolati poi fanno feci morbide e non dure che giustificherebbero invece una stitichezza.

      Quando inizia lo svezzamento può esserci qualche problema, ma anche qua normalmente non è vera stitichezza ma solo di nuovo un dover imparare a spingere in modo diverso perché le feci da morbide e quasi liquide passano ad essere più compatte. Su questo ad esempio io ho trovato utile il passaggio al vasino, ma perché vedevo che ne faceva un pochettino nel pannolino e si fermava (probabilmente era proprio per scomodità, essendo compatta “restava lì”).
      Sul lato cibo quello che può aiutare al massimo sono le fibre, quindi frutta, verdura e legumi, tutto possibilmente con la buccia. Ma normalmente non c’è davvero bisogno di variare la dieta.

      Il vasino può aiutare per la posizione, ma al tempo stesso può peggiorare il tutto se si inserisce “l’ansia da prestazione”. Il momento migliore è subito dopo mangiato o dopo la poppata, dove l pancia si smuove per riflesso (nei neonati è normale l’espulsione dopo la poppata infatti!), ma senza insistere se il bimbo non ne vuole sapere.

      Per rilassare mamma e bimbo può essere utile praticare il massaggio, quello che normalmente viene chiamato “anti coliche”, spesso succede che durante il massaggio stesso, dove il bimbo rilassa i muscoli, al momento del premere le gambine sul tronco (posizione che stimola la spinta) il bimbo si liberi.

      In genere una volta cominciato il giro dei microclismi non è facilissimo uscirne, bisogna “sostituirli” piano piano con altro, magari aspettando il più possibile a farli e tentare prima il massaggio, vasino, leggera stimolazione… Ma tutto sempre senza l’ansia di “prestazione”, sapendo che se anche il bimbo non fa cacca da una settimana, non c’è davvero problema.

      Anche se non era la risposta che forse ti aspettavi, spero che ti sia di aiuto :)

      • Claudia says:

        Grazie mille, in effetti avevo letto anch’io qualcosa a riguardo, ma quando ne ho accennato al pediatra mi ha detto assolutamente no, microclisma a giorni alterni.
        Proverò più che volentieri a lasciarlo stare e che piano piano trovi lui il suo ritmo.
        Grazie ancora

  3. Debora says:

    Ciao, sono iscritta da poco . Ho ricevuto i tuoi consigli su come cominciare e non vedo l’ ora di provare ad avviare l’ autosvezzamento. Il mio primo figlio fino 8 mesi solo latte materno poi svezzato con cibi frullati o ben schiacciati. A 9 mesi e mezzo nido perche’ io tornata a lavoro. Ora ha 5 anni. Ho alattato fino a 3 anni. Da sempre lui ottimo rapporto con i cibi. Il mio secondo figlio ha 5 mesi nato di 3.300 kg ora pesa 8.900 kg ed e’ anche lungo. A parte le misure. Siccome stavolta devo rientrare a lavoro ai suoi 8 mesi penso iniziare a svezzarlo verso i 6 mesi e mezzo. I consigli del nuovo pediatra non mi convincono a livello di cibi. Seguiro’ i tuoi! Le ostetriche del consultorio mi hanno detto che l’ autosvezzamento e’ la migliore delle opzioni. Col primo bimbo non ho fatto esattamente autosvezzamento ma stavolta ci voglio proprio provare per benone. Grazie!

    • Barbara says:

      Ho solo una nota sul tuo commento :)
      “Siccome stavolta devo rientrare a lavoro ai suoi 8 mesi penso iniziare a svezzarlo verso i 6 mesi e mezzo”
      Se segui autosvezzamento, non sarai tu a scegliere quando cominciare, ma lui!

      Ma in ogni caso, non crucciarti troppo, io ho iniziato a lavorare a 3 mesi ma ho proseguito con l’allattamento esclusivo (e tiralatte ovviamente, vedi l’articolo in merito) fino a quando non è stata la bimba a voler mangiare. Ed anche ora che sono due mesi che mangia, il latte è sempre al centro della dieta, sopratutto se io sono a casa, mentre con i nonni (e tra poco vedrò al nido) mangia di più del resto e un po’ meno latte.
      Vedrai che ti troverai bene comunque, basta non darti (e dargli) scadenze!

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