Liberiamo una ricetta: il Bil Bol Bul di Velia




Bil Bol Bul a colori[box]Questo post partecipa ad un evento che si chiama Libera una ricetta, un evento che – al di là delle ricette – parla di condivisione e di amicizia. Oggi centinaia di blog nella rete pubblicano alle 11 italiane una ricetta, un evento a blog unificati, come l’ha definito qualcuno :)
Trovate tutti qui https://www.facebook.com/events/464228123635858/

Libera una ricetta, lascia andare un pezzo della tua quotidianità libero nella rete… In questo blog si  si parla di cibo e si parla di amore, avete presente cosa si sta mangiando quel bimbetto bluastro grigiognolo la sopra, nel logo? Un cuore, perché mangiare è amore, cucinare è amore, pensare un pasto è amore… E così io oggi, mettendoci tutto ma proprio tutto il cuore che ho, libero una ricetta che mi è profondamente cara e che desidero e faccia il giro del globo portando con sé l’amore che per me rappresenta.[/box]

Il Bil Bol Bul di Velia

Velia era la mia mamma.

Se cerco nella memoria un’immagine felice di mia madre, la vedo mescolare questo impasto scuro nella ciotola di vetro, rigato dall’uso. La immagino con il grumbiule annodato dietro la schiena, tonda e morbida e accogliente come era lei, che prepara qualcosa di conosciuto e apprezzato da tutti per un’occasione speciale. Lei non c’è più da oltre 5 anni, e io non sono mai riuscita a riprodurre questa ricetta bene come la faceva lei… Lei non c’è piu’ da 5 anni, e io la penso ancora tanto, soprattutto nei momenti difficili in cui non so dove girarmi e vorrei che mi potesse abbracciare. Solo questo. E qui si parla tra mamme e io so che voi sapete…

Il Bil Bol Bul era il dolce delle feste, era qualcosa che – venendo a casa nostra – sapevi che avresti trovato, semplice ma perfetto, veloce e di sicuro effetto. Un dolce che era come una mamma, appunto: un porto sicuro.
Se si aspettavano ospiti, stai certo che c’era un bel vassoio di Bil Bol Bul pronto al centro del tavolo e i ritagli affondati nello zucchero nascosti nella credenza.

 Ingredienti:

1 tazza di farina
1 tazza di cacao
1 tazza di zucchero
1 tazza abbondante di latte
1 bustina di lievito

La grandezza della tazza che usate non fa differenza, il bello di questo dolce è che basta mantenere le proporzioni, per assurdo uno potrebbe fare anche un mini dolce usando tazzine da caffè, per dirne una.

Mescolate cacao e farina, poi aggiungete lo zucchero e usatelo in pratica per setacciare, infatti i granelli di zucchero aiutano a eliminare i grumi. Aggiungete il lievito e poi aggiungete un filo di latte. Mischiate bene fino ad ottenere una consistenza cremosa, poi pian piano aggiungete tutto il latte. Potrebbe volercene di più per ottenere la consistenza semiliquida finale. Fate a occhio (il miglior misurino dell’universo!).

Versate la mistura in una teglia, meglio se rettangolare, già imburrata e infornate a 180 gradi per circa mezzora.

Una volta cotto, lasciatelo raffreddare bene poi, dopo averlo rovesciato su un tagliere, eliminate i bordi utilizzando un lungo coltello e tagliatelo a cubetti.
Fate rotolare i cubetti nello zucchero e accomodateli gentilmente su un piatto :) Servite. Il successo è assicurato.

Forse non è il primo cibo che farei assaggiare ad un bambino in fase di svezzamento, ma qui si parla di cibo, si parla di cuore, si parla di amore… E io oggi ve ne ho voluto parlare così.

Bil Bol Bul

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web.

p.s. pssss… psss….  si presta bene anche come base per altre preparazioni, tipo per fare la Sacher Torte!

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Oggi i partecipanti a questo evento doneranno l’equivalente della spesa per il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma www.centroastalli.it. In questo modo inviteremo a tavola con noi, virtualmente, anche una persona che è dovuta scappare dal suo Paese per fuggire alla guerra e alla persecuzione e che in Italia deve ricominciare da zero.

Se vi voleste unire e donare anche voi, qui trovate tuttii dettagli http://www.centroastalli.it/index.php?id=9

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