Il cibo più indicato per lo svezzamento



Cosa dare da mangiare a un bambino durante lo svezzamento? GRANDE domanda! Tanto per chiarire, in un altro video ho già detto che il latte è l’alimento che il bambino in età di svezzamento DEVE prendere, e deve prendere nelle quantità desiderate. Questo è l’unico punto fermo. Ma per quanto riguarda il resto? Per quanto riguarda il cibo solido?

Quale cibo svezzamento
Il video

In questo articolo voglio esaminare la questione di quale sia il cibo migliore da dare a un bambino durante il percorso che lo porterà da un’alimentazione solo lattea a una fatta di solo cibo solido.

Quello che state leggendo è la trascrizione del video (che trovate qui) uscito l’altro giorno sul canale YouTube.
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Quali alimenti scegliere per il nostro piccolino quando si comincia a staccare dal latte? La cosa più ovvia è fare affidamento al cibo della famiglia, cos’altro? Dopo tutto il bambino già lo conosce. Per prima cosa grazie a quello che è passato attraverso la placenta e il latte materno, ma successivamente anche grazie al tatto, all’odorato e al gusto, un po’ perché tocca quello che gli capita sottomano; un po’ perché sente gli odori di quando a casa si cucina; un po’ perché assaggia qualcosa dal forchetta dei genitori; quello che il bambino conosce, e verso cui sarà naturalmente portato, è il cibo della famiglia. È inutile andare a cercare alimenti improbabili. Fino a poco tempo fa ad esempio si trovava l’omogeneizzato di struzzo; non che ci sia niente di male nella carne di struzzo, ma non è proprio una di quelle cose che normalmente si trovano sulle tavole degli italiani. Anche andando a vedere carni meno esotiche il cavallo credo di averlo mangiato due-tre volte in vita mia. E anche l’agnello a casa nostra si mangiava molto, ma molto raramente e tuttora è un qualcosa che non prendiamo quasi mai, mentre in altre regioni italiane è una scelta molto più comune. E poi vogliamo parlare del mais della tapioca? La scelta del cibo della famiglia è la scelta naturale; ovvia; scontata oserei dire.

Ma il nostro cibo non è sicuro!! Qualcuno starà urlando allo schermo. Non mi voglio dilungare troppo su questo punto, ma ricordiamo che i regolamenti della comunità europea ci dicono che tutto il cibo, TUTTO il cibo che si trova in commercio deve essere sicuro per tutti, comprese le fasce più vulnerabili. Questa è una delle colonne portanti della legislazione sulle derrate alimentari. E come potrebbe essere altrimenti, dopo tutto se ci pensate un attimo, che facciamo ci sono i cibi sicuri per alcuni e non per altri? Che genere di società saremmo? Tra l’altro preoccuparsi esclusivamente dei bambini di età di svezzamento non ha molto senso perché le fasce vulnerabili sono tante e alcune ben più vulnerabili dei bambini di un anno; ad esempio i bambini che vengono allattati perché attraverso il latte passa tutto; i bambini che sono ancora nel ventre della madre perché attraverso la placenta passa tutto – cosa che spiega bene perché, ad esempio, fumare in gravidanza o mentre si allatta non è proprio il massimo…

Poi possiamo parlare anche ad esempio dei malati o degli anziani. In ospedale che cibo danno danno, baby food? Oppure hanno dei fornitori segreti che gli mettono a disposizione cose solo per loro? Sembriamo preoccuparci soltanto dei bambini da 6 mesi fino a un anno, un anno e mezzo, due anni, TRE ANNI, mentre del resto della popolazione, compresi i bambini di meno di 6 mesi, boh… Indubbiamente il cibo normale è perfezionabile e difatti le normative continuano a cambiare cercando di migliorare quello che arriva sui banchi dei supermercati e a cui abbiamo accesso, ma lo stesso è vero anche per il baby food. Il baby food cambia in continuazione.
Per chiarire di cosa parliamo, il baby food è definito come cibo destinato ai bambini da 4 a 36 mesi ed è facilmente riconoscibile perché riporta sulla confezione l’età alla quale quel determinato prodotto è destinato. Ad esempio, se vedete scritto su un prodotto qualunque “consigliato dagli 8 mesi in su” o “consigliato dai 6 ai 36 mesi”, allora quello è un prodotto di baby food. Se l’età non viene chiaramente indicata, e per quanto possa sembrare strano, allora NON è baby food. Non ci sono eccezioni.
È vero che c’è la legislazione della Comunità Europea che definisce il baby food e se la cercate è tutto lì nero su bianco – metto il link in descrizione – ed è anche vero che i limiti degli inquinanti sono normalmente più bassi di quelli del cibo “normale”, Però il fatto che il baby food sia più sicuro non ci fa concludere che allora il resto il cibo non sia sicuro.

Facciamo l’esempio dei pesticidi: ci sono determinati limiti per il cibo ordinario, ad altri, sicuramente inferiori, per il baby food.
I limiti sono sempre i limiti di sicurezza PRECAUZIONALI non sono soglie di pericolosità. Per tutte le sostanze “a rischio” le soglie di pericolosità sono ben più alte, però per stare sul sicuro si definiscono i limiti di sicurezza dividendole per un fattore 100 se addirittura 1000 così da evitare di ingerirne troppo accidentalmente. Per cui se la soglia di sicurezza è stata definita qui (altezza naso), mentre per il baby food la posizioneremmo qui (altezza occhi), la soglia di pericolosità sta comunque qua sotto (altezza fianchi). Non è che questa differenza sia poi così grande. Sono sicuri sia l’uno che l’altro, e se è pericoloso uno, molto probabilmente è pericoloso anche l’altro. Inoltre vi voglio far riflettere su un punto, come mai il baby food non viene MAI raccomandato esplicitamente nelle linee guida, al contrario, per dire, del latte formulato?

Coniglietti di pane al latte – se tuo figlio pè ancora troppo piccolo per l’uovo di Pasqua (?!)

Quindi alla fine dei conti è tutta una questione di percezione, di come percepiamo il cibo, e di come percepiamo il rischio o meglio di come ci viene fatto percepire il rischio. Vi voglio fare un esempio che chiarirà bene questo fatto. Tempo fa sulla pagina Facebook, era quasi Pasqua, mi è stata postata questa immagine dei “coniglietti di pane al latte”. Niente di male in questa ricetta sono dei semplicissimi paninetti a forma di coniglio, né più né meno. La foto era stata inviata con una didascalia che diceva “se il tuo bambino è troppo piccolo per mangiare l’uovo di pasqua”. Chi mi conosce sa bene che sono il peggior troll di autosvezzamento.it, e ho cominciato a chiedere perché un bambino non doveva o poteva mangiare l’uovo di pasqua, ben sapendo la reazione che avrei causato. Così è cominciato questo andirivieni di domande, e risposte più o meno reticenti, perché chi mi scriveva non riusciva a spiegare il motivo per il quale a suo avviso l’uovo di Pasqua non andava bene. Secondo me il problema era che semplicemente non gli piaceva l’IDEA che suo figlio mangiasse la cioccolata, ma poi il capro espiatorio è stato identificato nello zucchero che era presente.

Gli ingredienti dei coniglietti sono questi, tutta roba normale, ingredienti di tutti i giorni che abbiamo tutti in dispensa o che possiamo reperire senza nessun problema. Tuttavia se postate questa stessa ricetta su cinque gruppi Facebook diversi molto probabilmente vi daranno 5 ragioni diverse per cui questa ricetta dei coniglietti di pane al latte è il male incarnato e non lo puoi dare assolutamente ai tuoi bambini perché fa malissimo. Guardiamo l’elenco e cominciamo con la FARINA, ovvero il veleno bianco. Ma stiamo scherzando, diamo la farina raffinata ai nostri bambini, ma che non lo sai che fa malissimo? ACETO, Ma magari c’è rimasto dell’alcol, e poi l’aceto è troppo acido o meglio non darlo ai bambini. Non credo gli faccia bene. Il MIELE, lo sanno tutti che non si può mangiare prima dei 12 mesi. Il SALE, ma stiamo scherzando! Diamo il sale ai bambini piccoli? Ma quando mai. L’UOVO: le allergie!! Il LIEVITO: non vi prendo in giro se ogni tanto mi scrivono dicendo di non poterlo usare perché intolleranti. Il LATTE, ma stiamo scherzando?! Prima mi hai detto la farina, poi il sale e adesso mi dai il veleno bianco numero 3, il latte?? Ma per carità. Poi l’UVETTA, e se gli va di traverso? Meglio evitare.

Quindi in conclusione se dobbiamo dar retta a tutti quanti e creare una versione di coniglietti di pane al latte che sia salutare, anche se non so bene cosa voglia dire questa parola, allora per tenere conto di tutte le indicazioni che abbiamo ricevuto finiamo per mangiare… questo:

Coniglietti di pane al latte “salutari”

Ma anche in questo caso: acqua del rubinetto o imbottigliata? A basso contenuto di sodio, a basso residuo fisso, diuretica o cosa? Insomma… davvero non se ne esce.

Ma allora che cosa dobbiamo fare noi genitori per assicurarci che i nostri bambini mangino bene e che si possano avvicinare alla nostra tavola senza problemi? L’ho già detto tante volte, però vale sempre la pena di ripeterlo: l’unica cosa che dobbiamo fare, NON è spendere chissà quanti soldi, NON è andare a fare la spesa chissà dove, NON è comprare ingredienti esotici o improbabili, ma è VARIARE quello che mangiamo. Al supermercato si trova di tutto di più 365 giorni l’anno all’anno, il cibo costa poco e la varietà disponibile è tantissima e la qualità non è mai stata migliore, per cui non ci sono scuse (e sì, parlo al papà che la verdura non la vuole vedere neanche in cartolina, o alla mamma che il pesce lo schifa o alla nonna che se non mangia tutto intinto in un dito d’olio non è contenta).

Bisogna imparare a essere più avventurosi, bisogna imparare a prendere le nostre responsabilità perché quello che mangiamo NOI genitori è quello che mangeranno i nostri figli, per cui se noi ci rifiutiamo di mangiare la verdura ci rifiutiamo di mangiare, che so, il pesce, ci rifiutiamo di mangiare non so che cosa, i nostri figli ci seguiranno a ruota. Tutte le altre considerazioni sono personali, soggettive e lasciano il tempo che trovano. Quello che dobbiamo fare è scaricarci la piramide alimentare, impariamo ad usarla come fonte di ispirazione e impariamo a variare la NOSTRA dieta. Cucinare cose separate o cose diverse è diseducativo e non ha nessun senso. Invece prendiamoci le nostre responsabilità e impariamo a cucinare in modo vario. In famiglia si mangiano tutti le stesse cose; a turno si cerca di accontentare tutti, grandi e piccini, ma poi bisogna che impariamo ad accontentarci quando non è il nostro turno. Di fame… in Italia non muore nessuno! Al massimo… si ingrassa.

E tu, come ti hai fatto? Hai condiviso da subito il cibo della tavola con il tuo bimbo? Hai cominciato a fare la spesa in modo diverso? In che modo? Raccontami se e come hai cambiato abitudini con la nascita del tuo piccolino.

Ciao e la prossima.

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