Con cosa posso cominciare lo svezzamento?



Con cosa iniziare l'autosvezzamento
Il video (in alto a sinistra vedete la celeberrima impepata di cozze)

Con cosa posso iniziare lo svezzamento?
Qual è il primo cibo da dare a un bambino?

Da sempre uno dei tipi di domande più gettonato sui social riguarda quale sia il primo cibo ideale per iniziare lo svezzamento.
Se si fa svezzamento tradizionale è facile dire che si comincia con il brodo, la farina di mais e tapioca e magari un omogeneizzato per rendere il tutto più “appetibile”. Ma se si fa autosvezzamento?

In questo articolo voglio analizzare la domanda “con cosa posso iniziare lo svezzamento” e farvi vedere che, temo, sia una domanda senza senso (ma farò del mio meglio per dare quella che credo sia la risposta migliore).

Se, dopo questo spoiler, siete ancora qui, allora vi dico che quello che state leggendo è la trascrizione del video (che trovate qui) uscito l’altro giorno sul canale YouTube.
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La domanda che chiede quale cibo sia il più indicato per iniziare lo svezzamento è comprensibilissima, ma temo, senza senso in quanto figlia dello svezzamento tabellare, genitoriale dove l’adulto decide quando e con cosa si inizia il percorso dell’alimentazione complementare. Se invece parliamo di uno svezzamento a guida del bambino, come facciamo a dire con cosa iniziare se non sappiamo veramente QUANDO il nostro bambino vorrà provare qualcosa di diverso dal latte. Se poi il bimbo è a tavola con noi, quello che con tutta probabilità accadrà è che LUI a un certo punto allungherà le mani verso qualcosa, o ci farò capire che è interessato a vedere da vicino un qualcosa che è sulla tavola. Capite benissimo che semplicemente NON sappiamo quando tutto ciò accadrà, per cui prevedere quale sarà il “primo cibo” che il bimbo metterà in bocca è pressoché impossibile, e SICURAMENTE inutile. Considerate anche che all’inizio mica si mangeranno un piatto intero, ma semplicemente si limiteranno ad assaggiare qualcosa, magari a mordicchiarla o a leccarla. Magari per sbaglio qualcosa verrà inghiottito, ma di certo non è che dall’oggi al domani si mangeranno piattoni di chissà cosa, quindi cosa vuol dire “iniziare”?

Vi racconto una storia vera, di come le mie due figlie hanno iniziato. Con figlia 1 abbiamo iniziato (NOI) quando aveva 6 mesi in quanto era Natale e ci faceva simpatia. Insomma, NOI avevamo fretta, mentre LEI avrebbe tranquillamente aspettato. Per fortuna la bimba è stata sempre accondiscendente in questo senso (o quanto meno lo era…) e non ha mai fatto storie. Per cui nel suo caso abbiamo (NOI) iniziato con delle carote e broccoli lessi e da lì ha gradualmente aumentato le dosi di cibo solido che mangiava. Invece nel caso della mia piccola, LEI ha iniziato il giorno del compimento dei 5 mesi. Eravamo in aereo e stavamo tornando in Italia, e ci stavamo preparando per fare merenda, quando lei si ci ha preso dalle mani uno spicchio di mela e ha cominciato a ciucciarselo avidamente. La cosa è continuata per un po’ e alla fine ce lo ha restituito bello condito… I giorni successivi noi che abbiamo fatto? Niente di particolare. Abbiamo continuato a metterla a tavola con noi e quando le girava assaggiava qualcosa dalla tavola – e delle particelle di cibo andavano giù perché la prova del pannolino non mente mai. La cosa è andata avanti così fino a verso i sei mesi e mezzo, quando in poco tempo ha cominciato a mangiare piatti di cibo, anzi, ha iniziato a mangiare come una camionista.

Come vedete, due figlie, stessi genitori, stesso tutto e due comportamenti molto diversi. Quindi chiedere quale sia il “primo cibo ideale” è una domanda mal posta, se non altro perché il concetto di “primo” e di “inizio” non sono chiari; mica facciamo svezzamento “tradizionale”… Una volta ho chiesto sulla pagina Facebook cosa avessero fatto i membri della community, e non ci si può sorprendere se ho ricevuto una serie infinita di risposte tutte diverse.

La domanda che bisognerebbe porsi invece è non come si inizia, ma, una volta iniziato, come si continua. Qui ecco che le cose si fanno più interessanti perché si può parlare di forme, consistenze, sicurezza, ecc.
Devo confessare però che ho qualche difficoltà a rispondere ANCHE a questa domanda in quanto si rischia sempre di diventare prescrittivi parlando di “primi alimenti”, “alimenti di proseguimento” e così via; quello che nel nostro caso si è rivelato un alimento adatto per continuare, per qualcun altro non lo sarà. Per questo motivo voglio rimanere su linee molto generali.

La cosa importante da ricordare è che la gradualità nell’autosvezzamento è incentrata sul progressivo aumento degli “assaggini” (che spaziano da una ciucciatina di qualcosa a un pasto completo) e non necessariamente nel passaggio da piatti pieni di cose frullate a piatti pieni di quelle più dense fino ad arrivare a piatti pieni di cibo solido. Inoltre sappiamo che la tabella di introduzione degli alimenti non ha particolarmente senso, quindi il cibo in sé non ha molta importanza, specialmente all’inizio, anche se si parla di impepata di cozze, che è l’esempio che molti portano come cibo assurdo da far mangiare a un bambino, neanche fosse cosparso di veleno per topi.

Quello su cui bisogna concentrare la propria attenzione sono consistenze e dimensioni.
Su questo vi rimando all’articolo su come diminuire i rischi di soffocamento.
In breve, la consistenza deve essere tale da non sbriciolarsi, e da schiacciarsi sul palato. Un bambino intorno ai 6-7 mesi non avrà ancora sviluppato né la presa a pinza, né una capacità motoria tale da dosare la forza della propria mano a seconda della consistenza di quello che contiene. Per questo motivo i cibi devono essere sì morbidi, ma non troppo, altrimenti si rischia che si sfaldino completamente diventando del tutto ingestibili. Inoltre devono essere sufficientemente lunghi da poter essere afferrati con il pugnetto e di avere un’estremità che può finire in bocca (se tutto finisce nel pugno, poi non riuscirà a mangiare niente). Su dei libri anglosassoni si parla, e non vi prendo in giro, del “banana test”, ovvero un bambino è pronto a mangiare il cibo solido quando è in grado di prendere una banana in mano, morderla, staccarne un pezzo, masticarla e mandarla giù; il tutto senza stritolarla, farla cadere, ecc.

Tenendo a mente tutto ciò potrei consigliare durante i primi mesi:

  • Fusilli (meglio se belli lunghi; interi vanno benissimo)
  • Carote a bastoncino o fiori di broccoli lessati o al vapore
  • Fette di pesca, albicocca, pera, melone, fragole, kiwi, caco ecc. a seconda dalla stagione e di quello che trovate.
  • Fagiolini privati del filetto.
  • Pezzetti di carne sfilacciata, quali ad esempio coscia di pollo, filetto, spezzatino, ecc.

Quello che invece eviterei i primi mesi (ma solo per problemi di carattere pratico)

Formati di pasta quali rigatoni, penne, che possono fare l’effetto “cannuccia” o pasta lunga, forma difficile da gestire, anche se tagliata

  • Mele (La mela è la No. 1 per difficoltà di consistenza da gestire)
  • Riso/cuscus/cereali in chicco (a meno che al bambino non dispiaccia essere imboccato in quanto difficili da prendere con le mani)
  • Frutta troppo matura (si sfalda troppo facilmente)
  • Uva, frutta a guscio, olive ecc. (per pericolo che vadano di traverso se interi, però tagliandole a pezzetti si risolve il problema, ma poi diventano difficili da prendere.)

Badate bene, questo NON è un elenco minimamente esaustivo, né va inteso come un qualcosa di prescrittivo, ma semplicemente come suggerimenti.

È ugualmente importante evitare di dare sempre lo stesso piatto perché “già sperimentato”, o perché “gli piace” o perché “altrimenti rischio che non MI mangi”. Bisogna imparare a variare la dieta il più possibile sin dall’inizio, per cui se a un pasto il bambino ha mangiato, diciamo, tanta frutta, al successivo faremo la pasta, la carne, la verdura o quello che più vi piace.
Anche cominciare solo ed esclusivamente con cose tritare/frullate più o meno dense non è minimamente indispensabile, in quanto in queste fasi iniziali non è importante quanto mangi il bambino, ma il consentirgli di provare, toccare, sperimentare sapori, consistenze e forme diverse.

Inoltre bisogna ricordare che sì, alcuni bambini ODIANO farsi imboccare, per cui tutte quelle belle vellutate che sognavamo possiamo anche dimenticarcele; altri invece apprezzeranno l’aiuto; altri ancora lo chiederanno. In altre parole il genitore deve essere pronto ad aggiustare la rotta a seconda dei desideri del bambino Dopo tutto che senso ha imboccare per forza, quando il bambino sarebbe felicissimo di mangiare da solo? Non diamo per scontato che un bambino voglia necessariamente essere imboccato; in molti casi se la cava benissimo facendo da sé e in alcuni non vorrà proprio essere aiutato. Tuttavia se vuole essere aiutato, non ha senso insistere a tutti i costi affinché faccia esclusivamente da solo.
Sappiamo che si possono dare gli alimenti che preferiamo, per cui sfruttiamo questa conoscenza al meglio per adattare il menu alle necessità del bambino.

C’è anche da dire che tutto ciò funziona in teoria, perché, come talvolta accade, se invece vostro figlio si avventa verso quello che avete nel piatto dovrete improvvisare, magari tagliandolo più piccolo o cucinandolo in modo tale che sia facilmente afferrabile. Insomma, una volta iniziato vi renderete conto come avere un bambino che si svezza da solo, una volta che abbiamo preso le misure, non sia tutto questo dramma e che il resto verrà da sé.

Quindi le fasi importanti sono due: la prima vede il bambino che entra a contatto per le prime volte con il cibo. Qui non si parla di nutrirsi, ma semplicemente di sperimentazione – così come quando cominciano a camminare di certo non si metterà a fare il giro del palazzo dall’oggi al domani. Successivamente E GRADUALMENTE questi primi tentativi si tramuteranno in un voler mangiare qualcosa in modo più sistematico e continuativo (ma con gli inevitabili alti e bassi). Siccome molto probabilmente non sarà ancora troppo abile da un punto di vista motorio decideremo NOI cosa mettere a disposizione del bambino, modificando il nostro menu di conseguenza. Poi mano mano che il bambino cresce le cose continueranno a cambiare e aggiusteremo il tiro di volta in volta.

In conclusione, con cosa comincio lo svezzamento? Chiedilo al bambino… LUI SA!

Qual è stata la TUA esperienza? Condividi con noi e con chi visiterà questa pagina come hai affrontato l’inizio dell’autosvezzamento e come hai fatto a superare le paure che sono comuni a molti (Si strozza? Mangia abbastanza? Quando la smetterà con il latte? ecc.).
Le esperienze di chi ci è già passato sono fondamentali per far sentire meno “strano” chi è agli inizi di questo percorso, quindi COMMENTA!

Ciao e alla prossima!

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201 comments

  1. Marisol says:

    Ciao a tutti, sono una neomamma italo/uruguaiana vivo in Italia da quasi 15 anni.
    Il mio piccolo ha quasi 6 mesi e mostra già interesse a tutto ciò che mangiamo noi, non vi nego che ho paura anche io perche sono circondata da soggetti ansiosi che ogni giorno da quando ha 4 mesi mi dicono che dovrei svezzarlo.
    Ho sempre pensato che c’è un momento per tutto e quel momento è proprio quando lui e io ci sentiremo pronti senza ansie e paure. Infatti piano piano asaggia diverse cose e vedere il suo viso curioso mi riempie di gioia.
    A febbraio andremmo in Uruguay io e lui e mia madre mi fa stare più serena perché anche lei mi autosvezzo. Li questa parola è più comune tra le mamme perché non c’è con così tanta insistenza, come chiamarla? La cultura degli omogeneizzati ecco. Le cosé avvengono il più naturale possibile. Leggere questo Blog mi ha aiutato tanto insieme ai commenti di altri genitori, lo trovo molto utile. Grazie Andrea per questo prezioso aiuto.
    Vi racconterò come va il nostro autosvezzamento Uruguaiano

  2. Stefania says:

    Ciao! Vorrei fare una domanda sui cibi “sufficientemente lunghi da poter essere afferrati con il pugnetto e di avere un’estremità che può finire in bocca”. Che fare se tutto finisce in bocca?! Il mio bimbo ha 7 mesi e devo dire che sa masticare e gestire il cibo in bocca piuttosto bene, però a me fa un po’ paura. Mette in bocca tutto quello che gli sta. E’ difficile che morda il cibo per mangiarne un poco alla volta. Che fare in questo caso? Posso dargli io pezzettini più piccoli? Oppure è una situazione piuttosto comune? Grazie

  3. barbara says:

    La mia bimba ha 6 mesi, ma ancora non è dritta con la schiena. Finché sta sulle mie gambe, vede tutti i miei movimenti, dal piatto alla bocca e sembra interessata al cibo. Ma quando la metto sul seggiolone,seppur accanto a me, non le importa nulla del cibo. Ho provato a darle qualche pezzo di frutta e…panico per me…succhi così forte che stacca pezzi di frutta,fa colpi di tosse come se stesse stozzando poi riesce a ingoiare. Nel panetto ritrovo i pezzi di frutta. Ho smesso x ora di provare.faccio bene?devo attendere che stia ben dritta con la schiena?devo attenere che sia lei a protende le mani verso il cibo, stando sul seggiolone? Ahimè, sono un soggetto ansioso e vederla tossire con conati di vomito mi spaventa.

  4. Erika says:

    Buongiorno.
    Sono la mamma di un bimbo di 4 mesi e mezzo.
    Da quando ha 3 mesi Alberto è attratto dal nostro cibo in tavola; vedendolo così eccitato alla vista di tutti quei colori e profumi, mi sono lasciata andare e gli ho fatto assaggiare melone, mela e crosta della pizza tenendo in mano io i pezzetti, che lui ha ciucciato e… guai a chi glieli toglieva!
    Penso sia iniziato così l’autosvezzamento. Ora alberto è sempre più curioso, ancora non riesce a stare seduto bene da solo, la sua coordinazione oculo-motoria non è ancora pronta per una vera e propria autonomia a tavola, per cui se lo vedo interessato, lo faccio sedere sulle mie ginocchia e lo imbocco io con banana intera che ciuccia o con pezzettini di pane o carne…
    Mi chiedo, faccio bene? Dovrei aspettare che sia più autonomo?
    E per farlo bere? Io lo attacco al seno dopo che è stato con noi a tavola, ma non so se sia l’approccio corretto…
    Qualcuno mi darebbe qualche dritta?
    Grazieeeee!!

    • Andrea says:

      Ciao Erika,
      il bimbo è piccolissimo e se da una parte è normale che sia attratto da quello che vede, dall’altra, come tu stessa hai visto, non ha ancora lo sviluppo psicomotorio sufficiente per gestire il cibo solido.
      Se vuole ciucciare qualcosa, non è un problema, ma altro non serve. Quando sarà più grande farà da sé. Al momento il cibo solido non gli serve e essendo così piccolo il rischio che qualcosa gli vada giù per il verso sbagliato è sicuramente maggiore. Insomma… basta attendere e lasciare fare al bimbo ;)

  5. Alessandra says:

    Buongiorno, sono la mamma di Ada, 6 mesi e mezzo. Già da un mese abbiamo avuto il via libero della pediatra al brodino vegetale con farina di riso, cosa che, secondo Ada , era una vera schifezza! Il giorno in cui si è avventata sulla mia bruschetta aglio e pomodoro (Sotto lo sguardo di un pubblico inorridito) ho deciso che tutto il mio leggere sull’autosvezzamento andava messo in pratica e ci siamo lanciati! E’ diventata maestra nell’arte del mangiare i fusilli! Buone anche le zucchine in padella con cipolle e mentuccia, il polpettone di patate una vera prelibatezza! Poco successo abbiamo avuto con le carote, anzi, se avete un suggerimento per presentargliele, perché a fiammifero bollite non le piacciono…All’inizio avevo paura quando qualche pezzetto un po’ più grande finiva nelle sue fauci affamate e curiose. Ma da subito Ada si è dimostrata bravissima a gestire la situazione e sputare i pezzi più grossi. Ora ha imparato a schiacciarli in qualche modo ( stanno uscendo ora i primi dentini ma da qui a masticare direi che ci vorrà un po’) tra la lingua e il palato o con le gengive, e fa delle facce bellissime! La frutta la mangia a pezzi e non frullata: il suo must è ciucciare un quarto di banana, ma anche la pesca non è male e non parliamo dell’anguria!!! E’ incredibile cosa riescano a fare senza denti! Spero di star agendo in maniera corretta, eppure quando ne parlo per lo più vedo sguardi imbarazzati o stupiti, o subisco tentativi di correzione…Non so, Ada cresce bene è soddisfatta e non sembra aver avuto problemi. Continua le sue ciucce al seno quando vuole, ma se mi vede con un pezzo di pane in mano mi fa capire di volerlo anche lei! Io continuo così!

  6. Aurelia says:

    Buonasera a tutti.
    Federico ha compiuto 8 mesi qualche giorno fa. Dopo l’allattamento materno esclusivo fino a 6 mesi abbiamo iniziato lo svezzamento con le pappine. Non ha mai amato nessuna pietanza ma ora appena vede il cucchiaino piange, serra la bocca e si gira dall’altra parte. Il pediatra ha detto di fare di nuovo solo il mio latte per qualche giorno ma dopo aver ripreso le pappine eravamo allo stesso punto! Ho visto che vorrebbe assaggiare quello che c’è nei nostri piatti. Stasera gli ho dato la crosta della pizza e lui era felicissimo. Solo che ha 4 dentini e io sono preoccupatissima del soffocamento perché in realtà non ha ancora mai ingerito cibi solidi perché con le pastine gli vengono i conati di vomito e le sputa. Vorrei sapere se qualcuno ha cominciato l’autosvezzamento con bimbi che avevano già i denti e se a qualcuno è capitato che il bimbo avesse conati di vomito con i primi bocconi di cibo solido. Grazie mille!

  7. Silvia says:

    Ciao a tutti!
    Mi sto avvicinando piano piano al mondo dell’autosvezzamento poichè i primi d’agosto penso inizieremo (mio figlio compierà 6 mesi). Per ora è allattato prevalentemente al seno con una poppata una-tantum di biberon alla sera (normalmente prende dai 70 ai 150 di artificiale al giorno). Penso che sia particolarmente portato all’autosvezzamento perché costantemente quando gli do il biberon lo vuole tenere lui, lo avvicina e lo allontana a seconda se ne vuole ancora o vuole smettere.
    Vorrei iniziare poco alla volta, introducendo prima la frutta come nello svezzamento “classico”, come merenda… secondo voi è possibile?
    In che modo potrei? Il bimbo non ha dentini e non ho idea di come servirgli la frutta.
    Inoltre volevo chiedere: io ho allergie alimentari verso la pesca, prugne, susine etc… meglio se glieli evito questi alimenti, è corretto? E quando potrei provare a darglieli?
    Grazie mille a tutti

    • Andrea says:

      Non ha senso… Tu, appunto, in cuore tuo vuoi fare svezzamento “classico”. Leggi il sito per capire che quella che deve cambiare sei tu e il tuo modo di approcciarti al cibo. Solo così potrai fare il salto di qualità necessario.

  8. Wendy Columbo says:

    Ciao a tutti,

    mia figlia, Fiona, ha quasi 8 mesi e mezzo. Ho iniziato lo svezzamento compiuti i canonici 6 mesi con le classiche pappe (brodo, creme di riso, mais e tapioca, multicereali, mela frullata e via discorrendo) ma lei non ha mai veramente apprezzato, si è sempre limitata ad assaggiare, ingoiare 4 cucchiaini e poi bocca serrata fino all’arrivo della tetta a riempirle lo stomaco. Inizialmente mi dicevo, è ancora presto, il cibo non le interessa (non ci ha mai guardati con interesse mangiare, non ha mai provato a mettere la mano nel nostro piatto), arriverà il momento in cui vorrà mangiare. Nel tempo ho cercato altre soluzioni, verdura cotta al vapore, brodo di pollo, molliche di pane, biscotti alla cannella: pochissimo successo, proprio il minimo. Nel frattempo, dopo aver fatto diverse letture, mi sono decisa a darle quello che mangiamo noi, pensando che avesse voglia di cibi più saporiti e variati. La maggior parte delle volte le metto il cibo (ad esempio dei fagiolini, dei cannellini, del prosciutto cotto) nel suo piattino (seduta su una sedia evolutiva alla nostra stessa altezza) ma lei prende il cibo, lo guarda, lo schiaccia ma non lo mette mai in bocca autonomamente (quando invece non si è a tavola, qualsiasi cosa afferri lei la porta alla bocca, persine il cavo del computer o le mie ciabatte!), mangiucchia qualcosa se sono io a imboccarla ma dopo qualche boccone, nada.
    Mi dico di portare pazienza e di continuare a sperimentare con il nostro cibo, dandole tutto quello che mangiamo noi ma inizio a scoraggiarmi perché mi sembra di non scorgere proprio nessun interesse. Inoltre questa situazione mi fa andare in pappa il cervello e certe volte sono a corto di idee su quello che potrei cucinare (che possa piacere anche a lei).
    Come mi comporto? Dove sbaglio? Potrebbe essere ancora presto?

    • Andrea says:

      Ciao Wendy, Dal tuo nome e dal fatto che tua figlia si chiami Fiona presumo che non sei italiana. Come si avvicinano i bambini ai solidi da dove vieni?
      Per quanto riguarda la tua domanda, mettetevi a tavola assieme e lasciala provare, ma senza stare lì come un gufo :). È lei a diversi avvicinare al cubo, NON viceversa. Altro non devi/puoi fare. Di fame di sicuro non muore. Devi solo aver pazienza. E non ti alambiccare il cervello pensando a cosa cucinare. Fai cose normali, andranno più che bene. :)

      • Wendy Columbo says:

        Ciao Andrea e grazie della risposta.
        Non lasciarti tirare in inganno dai nomi, siamo italianissime! Io ho un dottorato in Lingua e Letteratura Inglese, per questo la passione per i nomi stranieri :)
        Grazie per il consiglio, diciamo che sto cercando di non ansiarmi, ieri ha mangiato un po’ di polenta coi broccoli… forse pian piano ce la faremo :)))

        • Andrea says:

          Hahahaha :D però non ho tutti i torti se poi penso che siete straniere :D

          Comunque ce la farete SICURAMENTE, proprio come ce l’hanno fatta TUTTI i bambini prima di te (e ce la faranno quelli che vengono dopo di te) :)

    • Paola says:

      Ciao Wendy, non posso darti consigli, ma ti voglio solo dire che ti capisco … mio figlio ha 9 mesi e praticamente prende ancora solo il seno, ogni tanto sgranocchia un pezzo di pane e poi nulla . Infatti sono su questo sito perche sono disperata… in piu mi tocca anche visita pediatrica con relativo cazziatone, insomma forza e coraggio, in bocca al lupo a noi

  9. Valentina says:

    OK x l’autosvezzamento ma all’inizio che fa solo assaggi devo cmq dargli la sua dose di latte? E se si, prima o dopo gli assaggi (sempre se lo fa)?

    • Andrea says:

      Valentina, il latte prosegue sempre come al solito. Non c’è motivo di cambiare routine (nonostante quello che in molti credono). IL bimbo continua con l’allattamento come ha sempre fatto finora, dopo tutto non dimentichiamo che l’alimentazione COMPLEMENTARE è semplicemente un di più. :)

  10. Laura says:

    Oggi mia figlia ha iniziato a svezzarsi… O meglio, oggi ha allungato la mano verso il piatto, ha afferrato un fusillo, l’ha studiato e poi lo ha messo in bocca.
    Che felicità…. Ma ops, lo ha infilato tutto in bocca. E un fusillo in una boccuccia di sei mesi sembra veramente enorme. Ero terrorizzata. Sono riuscita a trattenere la voglia di infilarle una mano in bocca e l’ho semplicemente osservata finché l’ha sputato.
    Poi credo di aver commesso un errore, le ho allontanato il fusillo.
    Ero spaventatissima.

    Ci siete passati anche voi??
    Non ho intenzione di lasciare la strada intrapresa, ma oggi sono stata spiazzata. Mi aspettavo che ciucciasse la pasta, che provasse a “morderla” senza denti, ma non che se la infilasse tutta in bocca.

    • Marzia says:

      Salve, sono la mamma di un bimbo di quasi 6 mesi (li compirà il 7 aprile) e da un po’ è molto interessato al cibo e quando siamo a tavola lo guarda con occhi languidi. Qualche settimana fa, avevo una banana in mano e lui me l’ha rubata per assaggiarla (potete immaginare lamia contentezza). Mi chiedo però una cosa: nella mia zona i pediatri sono tutti, tranne qualcuno, a favore dello svezzamento tradizionale; questo qualcuno che è pro autosvezzamento, però, consiglia di dare la pastina al bimbo ed anche di fargli assaggiare quello che c’è nel piatto dei genitori. E’ coerente questo con l’autosvezzamento?

      • Andrea says:

        Direi che il pediatra non ci abbia capito molto :D
        Niente di male nel fare una minestrina per tutti, ma che il bimbo abbia una necessità di mangiare la minestrina, direi di no ;)

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