Farmaci e allattamento: quando sono incompatibili e a chi chiedere informazioni



Il ministero della salute ha pubblicato recentemente un Position statement sull’uso di farmaci da parte della donna che allatta al seno (cliccare sul link o sull’immagine per scaricarlo dal sito del Ministero). Il documento è molto importante perché a giudicare dal numero di volte che ho letto o mi è stato raccontato di allattamenti interrotti a causa di medicinali, è chiaro che sull’argomento c’è ancora molta ignoranza. Cito dal documento:

La salute della mamma in allattamento è fondamentale per quella del bambino e, in caso di malattia, può essere valutata l’opportunità di iniziare una terapia farmacologica o di non interromperla, qualora essa sia già in atto. Tuttavia, l’assunzione di medicinali da parte della donna che allatta solleva la problematica della sicurezza per il lattante, per i possibili effetti conseguenti al passaggio del farmaco nel latte materno.

I limitati dati sui rischi correlati all’uso dei farmaci in allattamento non sempre aiutano a decidere se l’atteso beneficio della terapia per la donna che allatta sia superiore al rischio di eventi avversi per il bambino. Un’informazione non adeguata pertanto può indurre un’inutile sospensione dell’allattamento o la rinuncia alla cura da parte della mamma, oppure il ricorso all’automedicazione ed in particolare a terapie alternative (omeopatici, integratori, fitoterapici), che non possono essere intese come pregiudizialmente più efficaci e più sicure.

Purtroppo la posizione predefinita sembra essere che l’allattamento vada interrotto anche per i motivi più futili, “tanto il bambino è già grandicello, quindi il latte non gli serve più” (con “grandicello” intendete il numero di settimane o mesi che preferite). Spesso e volentieri viene malamente invocato il principio di precauzione (tanto il bambino è grandicello, no?) senza indagare ulteriormente. Invece nella maggioranza dei casi è possibile continuare tranquillamente ad allattare. Il documento, che esperti del settore mi dicono essere aggiornato e ben fatto, elenca ALCUNI principi attivi, ma chiaramente la medicina è in continua evoluzione, per cui medicine e dosaggi possono cambiare molto rapidamente. E allora che si fa se questo documento diventa obsoleto o se non trovate quello che cercate? Si chiamano gli esperti! Qui di seguito trovate elencati i maggiori centri che vengono elencati dal ministero stesso e a cui ci si può rivolgere se si hanno dubbi. In particolare il centro antiveleni di Bergamo (che raccoglie le chiamate anche del Mario Negri) ha un numero verde (800.883300) dedicato per rispondere al pubblico. Quindi, in caso di dubbi, fategli uno squillo. Se non altro potrete dormire sonni più tranquilli.

Aggiornamento: nei commenti Silvia, che ringrazio, mi segnala il sito dell’AIFA dove si può più facilmente cercare il nome di un farmaco e avere info sulla compatibilità con l’allattamento: http://www.farmaciegravidanza.gov.it/
Barbara, pediatra, invece i segnala questo sito: http://www.e-lactancia.org. Anche se è in spagnolo è accessibilissimo.

CITTA’ ed ISTITUTO

TELEFONO ed e-MAIL

ORARIO

BERGAMO (ENTIS). UOSD Centro Antiveleni e Tossicologia
Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII, , Piazza OMS,1, 24127 Bergamo

800.883300
035.2675096
035.2674835 (fax) clintox@asst-pg23.it http://www.asst- pg23.it/section/259/T ossicologia_- _Centro_antiveleni

24/24 ore

FIRENZE (ENTIS)
Centro di Riferimento Regionale di Tossicologia Perinatale. Tossicologia Medica.
Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi
Largo Brambilla 3, 50134 Firenze

Per il pubblico:
055.7946731
Per operatori sanitari:
055.7946859
055.7946160 (fax) toxper@aou-careggi.toscana.it http://www.aou- careggi.toscana.it/internet/index.php?opti on=com_content&view=article&id=603&c atid=92&Itemid=909&lang=it

Lunedì:14.00 – 17.00 Da martedì a venerdì: 10.00 – 14.00

ROMA (ENTIS)
“Filo Rosso”
Roma TelefonoRosso
Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica, Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente
Largo A. Gemelli, 8 – 00168 Roma

06.5800897

06 3050077
06 30156572 (fax) telefonorosso@rm.unicatt.it http://www.policlinicogemelli.it/Policlinico_ Gemelli.aspx?p=A7D5578C-8E11-4314- A2FD- A4D8F9EC4E76&n=S_telefono_rosso

Lunedì, mercoledì, venerdì: 9.00 – 13.00
Martedì, giovedì:
14.30 – 17.30

Una domanda però me la faccio, che font hanno usato per scrivere “Ministero della Salute” che non riesco a visualizzare la scritta in modo corretto?? :D

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10 comments

  1. Gaga says:

    Un bel articolo con un appunto importante sulla prolattina e sulla produzione del latte mi dispiace contraddirla ma la giusta informazione non è questa un allattamento a richiesta porterà la madre ad allattare fin quando il bimbo si attaccherà anche superato i due anni è la suzione che fa produrre il lattetutte le donne hanno le stesse capacità se vengono seguite in maniera corretta e con le giuste informazioni. Bisogna sfatare l”idea che non tutte hanno il latte o che finisceanzi dal momento che il bimbo smette di attaccarsi servono 6 mesi per mandar via il latte dai seni. La ringrazio

  2. Eleonora says:

    Sono Eleonora. Un mese fa ho dovuto fare una risonanza magnetica con mezzo di contrasto. L’impiegata del centro dove avevo prenotato l’esame mi aveva raccomandato di non allattare per almeno 24 ore. Io non mi ero troppo preoccupata, pensando ad una via di mezzo, cioè 12 ore che ero perfettamente in grado di osservare (Amira ha quasi 2 anni e mezzo). Fatto l’esame, l’infermiera si è raccomandata di non allattare per 4-5 giorni :O
    Al mio stupore, mi ha detto: “Beh, tanto la bambina è grande ormai. Sarà l’occasione giusta per smettere!”. No comment.
    Subito dopo mi sono decisa a cercare (su internet, anche se non mi piace farlo in questi casi…) delle informazioni che mi aiutassero a capire meglio e ho trovato un documento emesso dal ministero della salute nel 2016 che informa dell’assenza totale di rischi ad allattare dopo essersi sottoposti a risonanza magnetica, con o senza mezzo di contrasto.
    Una cosa simile mi successe quando Amira aveva 2 mesi e, dovendo sottopormi ad una terapia cortisonica, in ospedale mi avevano raccomandato di sospendere l’allattamento. La pediatra diceva che non era necessario. Ai tempi non mi ero informata con internet (e purtroppo non vi conoscevo ancora…) e ha deciso Amira: non accettava nè biberon nè latte artificiale. Semplice.
    Approfitto per ringraziarvi, quello che fate è davvero importante!

    • Andrea says:

      Ecco, appunto…
      Grazie di aver raccontato la tua esperienza (e poi… per controllare ci vuole davvero così poco che non mi capacito perché in così tanti abbiano la ben nota posizione predefinita)

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