Mio figlio non (mi) mangia e io mi dispero!

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Mio figlio non mangia e mi fa disperare.

Oggi vi voglio parlare brevemente di un problema che affligge tantissimi genitori:

i bambini non mangiano -> i genitori insistono -> i bambini mangiano ancora meno -> i genitori sclerano -> … e il ciclo continua.

Come spunto uso un paio di domande che mi sono state fatte di recente.

Una dice:

“Alimentazione: mia figlia ora ha 2 anni e 10 mesi – è nata piccola (2 kg e 4) e ha preso sempre poco peso (3° percentile)…”
Io ho perso la pazienza da molto purtroppo, abbiamo avuto periodi neri, mangia poco e i suoi digiuni mi mandano fuori di testa e non riesco a tollerarli.”

Un’altra aggiunge:

“Mi rendo conto che uno dei momenti per me più ad alto rischio di esplodere è il momento dei pasti:mia figlia mangia poco e fa sempre innumerevoli storie per mangiare, lei ha 18 mesi ed è un po’ sotto peso, cresce regolarmente in altezza, ed è attiva e vivace.”

Qui cosa abbiamo: dei bambini che mangino “poco” e sono “sottopeso”. Cosa vogliono dire queste parole?

Temo niente…

Niente? Perché niente??

Premetto che capisco benissimo il punto dei vista dei genitori. Ci siamo passati TUTTI, chi più chi meno, chi prima chi dopo, ma anche se il, chiamiamolo, problema è comune ciò non vuol dire che non vada risolto.
Esaminiamo il termine “mangia poco”: poco rispetto a chi? Qual è la pietra di paragone? Il bambino che mangia meno di quanto dovrebbe (per stare bene LUI e saziare la SUA fame) di sicuro non te lo manda a dire che ha fame, e se si persiste a non dargli da mangiare, a lungo andare risulterà stanco, meno attivo, apatico… Invece in questi casi entrambi i bambini si comportano da… bambini. La seconda bimba ad esempio “è attiva e vivace.” Quindi cosa vuol dire che “mangiano poco”? Chiaramente niente.
Impariamo invece ad accettare che i nostri figli mangiano il GIUSTO PER LORO. Il problema è che spesso questo “giusto” non si conforma alle aspettative dei grandi (genitori, pediatri, nonni e chi più ne ha più ne metta). È lì il vero problema, le NOSTRE aspettative che vengono tradite. Davvero pensiamo che se non facciamo attenzione nostro figlio morirà di fame? Per dire, avete mai sentito di bambini morti di fame in Italia?

Che vuol dire che il bambino è “sotto peso”? Qui abbiamo “mia figlia ha sempre preso poco peso (3° percentile)” e “è un po’ sotto peso.“ Anche qui, “sotto peso” e “poco peso” rispetto a chi? Chi ci dice qual è il peso perfetto, ideale da raggiungere? Forse il 50° percentile? Se così fosse la stragrande maggioranza dei bambini, per non parlare degli adulti, che ne sono al di sopra o al di sotto sarebbero in qualche modo “sbagliati”.
Il range di normalità è vastissimo, non un semplice numerino. Per dire, lo sapete che un bambino dallo sviluppo normale può stare seduto senza supporto dai 4 ai 9 mesi circa e che può camminare senza reggersi dai 7,5 ai 17,5 mesi? (e non perché lo dica io, ma lo dice l’OMS). Vogliamo parlare di allattamento? Possiamo considerare normale un bambino che a UN ANNO ha abbandonato quasi del tutto il latte o che ne ricava circa l’85% del fabbisogno calorico. La normalità per fortuna ci abbraccia praticamente tutti non è certo ristretta solo al 50° percentile (e meno male, altrimenti saremmo tutti sbagliati!)
La prima bambina è al terzo percentile di peso. E allora? Qual è il problema? Notate che è sempre stata a quei livelli (“è nata piccola (2 kg e 4) e ha preso sempre poco peso”), quindi è logico concludere che quello sia il peso GIUSTO PER LEI. Se per qualcuno tra i grandi (pediatri, nonni, genitori, ecc.) questo è un problema con questo fatto, temo che il problema sia solo loro e non del bambino. Noi però con il nostro comportamento lo facciamo diventare un problema del bambino perché fondamentalmente gli diciamo che in qualche modo è sbagliato, non è performante, si deve applicare di più… Ma lui sta bene così. Un bambino al terzo percentile non è di più o di meno in salute di uno al 97°. Essere al 75° percentile non è meglio che essere al 25°. Il 90° non è più bello del 10°. Sono tutti aspetti diversi della NORMALITÀ. Essere al 3° percentile o al 97° è ugualmente normale.
Lo so, il pediatra, la nonna, la vicina ci mettono tutti il carico da 11 e noi ci sentiamo sotto pressione, e se vediamo nostro figlio che “non mangia” pensiamo di stare fallendo nel nostro compito di genitori. Però, chiediamoci, nostro figlio è piccolo perché mangia poco, o mangia poco perché è piccolo? E se facendolo mangiare di più finissimo per farlo mangiare TROPPO PER LUI? Davvero è questo il rapporto che vogliamo che nostro figlio abbia con l’alimentazione?
Intendiamoci, so benissimo che la vita non viene resa minimamente facile ai neo genitori. Il marketing ci vede come polli da spennare. Per dire, vi ricordate l’articolo sull’inizio dello svezzamento con la pediatra della Società Italiana Pediatri che diceva che si inizia con mais e tapioca? La stessa pediatra parlava di “alimentazione corretta e completa” sottintendendo, neanche tanto velatamente, che un bambino per crescere “bene” deve seguire la ricettina prestampata (e uguale per tutti…) con dosi e ingredienti. Se poi non la segui… la responsabilità è la tua (anche se vorrei sapere dov’è la responsabilità della pediatra se la ricetta la seguo, ma le cose non vanno come da manuale…).

E poi proprio ieri mentre preparavo questo video mi è stato mandato da Martina, che ringrazio, un articolo involontariamente esilarante su questi robottini cuoci pappa (che NON vi linko perché proprio non ne vale la pena). Cito dall’articolo:

“Sin dai primi giorni mamme e papà si devono preoccupare che il loro piccolo si nutra in modo costante e adeguato. Quando poi all’allattamento si aggiungono anche altri cibi le difficoltà da affrontare aumentano. C’è la scelta dei cibi più nutrienti, la definizione di una dieta equilibrata, il passaggio dal latte al cibo solido, il rischio che il bimbo manifesti disgusto per alcuni alimenti.”

Per fortuna però c’è il robottino che ci risolve tutti questi problemi. Mi chiedo come abbiamo fatto a non esserci già estinti. Di fatti i bambini cresciuti senza li riconosci subito, inappetenti, schizzinosi, mingherlini per non dire rachitici. Altro che paesi in via di sviluppo… Se non hai tutti queste strumenti a portata di mano tuo figlio non può crescere “bene” e la colpa è la tua.

Ma c’è chi alla fine si ribella. Da un’intervento su FB una mamma si sfoga dicendo:

“Io ho fatto di testa mia. Al pediatra che mi ha consigliato di allattare ogni 3 ore ho detto si, ma allattavo quando mio figlio aveva fame, e cambiato pediatra. Un altro mi consigliava di insistere con il ciuccio, ed io ‘perché devo insistere ora per farglielo prendere e poi impazzire per toglierlo? Consiglio di prepararvi bene in gravidanza e non ascoltare quelli che dicono cose che non condividete. Anche perché 3 pediatri diversi sullo stesso argomento vi diranno 3 cose diverse…”.

Un’altra dice:

“mio figlio non mangiava e io piangevo e lui piangeva. Alla fine ho smesso di piangere e ho mandato tutti a quel paese. Mio figlio mangia come prima, ma almeno ora nessuno più piange.”

Questi interventi dicono tante cose vere. Purtroppo quando si decide di medicalizzare anche le cose più banali, ecco che finiamo per diventare tutti imperfetti, i bambini non crescono mai bene e i genitori, e specialmente le madri, sono solo una manica di incapaci.
Invece ricordate sempre, ripeto, che il range di normalità è ampissimo.

A sinistra abbiamo un esempio di 5° percentile, a destra invece siamo oltre il 99°. Uno dei due o magari entrambi sono “sbagliati”?

Pensate ai pugili: si passa dai pesi paglia, (peso massimo 48 kg) ai pesi massimi (peso oltre i 92 kg). Mi state forse dicendo che i pesi paglia sono cresciuti male o che i pesi massimi li dobbiamo mettere a dieta??
Invece lasciamo crescere i nostri figli rispettando quella che è la LORO tabella biologica. Avere un bambino “piccolino” non è uno sbaglio, non è una vergogna e non è un qualcosa che va corretto! I bambini non si lasciano morire di fame.

Ciao e alla prossima!

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