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Se la pappa è così buona, mangiatela tu!

Avete mai immaginato come reagireste se vi rendeste conto di essere trattati in maniera diversa rispetto a chi vi sta vicino? A lavoro, durante un’attività sportiva, a casa… scoprire di essere in qualche modo discriminati, anche se a fin di bene, lascia sempre l’amaro in bocca, specialmente se si parla di “pappa”.

La pappa è facile autosvezzamento

E per quanto riguarda i bambini piccoli che sembrano rifiutare la pappa, hanno ragione i genitori a “impazzire” perché il bambino non mangia? Secondo voi, a pochi mesi di età siamo già in grado di sapere se riceviamo un trattamento speciale e a comportarci di conseguenza? Sembra di sì, a guardare questa vignetta tratta da “La pappa è facile” (link affiliato Amazon) di Giorgia Cozza. Ma siccome non sappiamo leggere nella mente degli altri non possiamo esserne sicuri, quindi come facciamo a capirlo?

Guardate il video qua sotto: Frans de Waal, un etologo olandese, racconta di uno studio portato avanti una quindicina di anni fa assieme a una ricercatrice americana, Sarah Brosnan. La Brosnan ha preso due scimmie cappuccine appartenenti allo stesso branco e le ha messe all’interno di due gabbie in modo che potessero vedersi chiaramente.

L’esperimento era molto semplice: le scimmie dovevano restituire una pietra che gli era appena stata data e ricevevano indietro come premio un pezzo di cetriolo, uno dei loro cibi preferiti. A un certo punto la “dispettosa” assistente che conduceva l’esperimento ha cominciato a dare a una delle due scimmie un acino d’uva (che per loro è una prelibatezza ancora maggiore) mentre all’altra ha continuato a dare il cetriolo. Guardate il breve video* per scoprire cosa succede (se non capite bene l’inglese andate direttamente al min 1:30), ne vale davvero la pena! La scimmia di sinistra è quella del cetriolo, mentre a quella di destra è quella dell’acino d’uva.

(Tenete a mente che de Waal dice che l’esperimento è stato ripetuto anche con cani, uccelli e scimpanzé per cui il risultato non sembra essere un caso isolato.)

Secondo Wikipedia, le scimmie cappuccine sono tra le più intelligenti d’America; non so se, e in che modo, il loro sviluppo sia paragonabile a quello di un bambino, ma dopo aver guardato il video è impossibile non chiedersi se non ci sia davvero qualcosa di innato in ciascuno di noi, un istinto, che ci fa capire se veniamo trattati con disparità quando, secondo il nostro punto di vista, disparità non ci dovrebbe essere. Inoltre, siccome parliamo di istinti presenti negli animali, come non pensare che non siano presenti anche nei bambini, persino piccoli piccoli?

Immaginiamo come si deve sentire un bambino che, secondo lui, viene trattato diversamente dal fratello maggiore o dai genitori se questi, ad esempio, mangiano qualcosa che al lattante è precluso, mentre lui si deve accontentare della sbobba (qualunque essa sia). Chiaramente il piatto degli altri è sempre più buono (indipendentemente da cosa contenga)… Ed ecco che il bambino non mangia, o così sembra…

“Se la pappa è davvero così buona, perché non te la mangi tu?”

Insomma, forse non dobbiamo sorprenderci se ci sono bambini che non ci pensano due volte a rifiutare la pappa, proprio come nel fumetto in alto, e si buttano a pesce nel piatto dei genitori. Vale davvero la pena di perdere tempo a insistere affinché il bambino mangi il “suo” cibo, o forse è meglio usare l’energia e la pazienza necessarie a far finire il piatto a nostro figlio verso qualcosa di più… utile?

Voi cosa ne pensate?


*Vi suggerisco di vedere l’intero seminario (dura appena 15 minuti), anche se tutto in inglese (ma non è difficile) in quanto fa parte dell’interessantissima, e comprensibilissima, serie TEDtalk; sul nostro sito abbiamo già parlato di 5 cose pericolose che dovreste lasciar fare ai vostri bambini (che vi consiglio caldamente).

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