La madre perfetta sei tu, e nemmeno te ne eri resa conto



di:
Stéphane Clerget

Recensione di:
Valutazione:
3
Pubblicata il 29 gennaio 2012
Ultima modifica: 29 marzo 2015

In breve:

Stéphane Clerget prova a prenderci per mano e a portarci lontano dal mammocentrismo che spesso ci fa più male che bene. Consigliato a: chi sta per cedere alla tentazione di sentirsi colpevole.

La madre perfetta sei tu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una mattina a ridosso del Natale, mentre bevevo un caffè riscaldato, ho sentito un fruscio proveniente dalla buca delle lettere, seguito dal rumore di un pacchetto che cadeva per terra. Era un regalo che arrivava del tutto inatteso da parte di un’amica lontana, ma vicina, che sapeva bene in che periodo, chiamiamolo… “difficile”, mi stessi trovando, dovendo affrontare problemi e situazioni nuovi dopo la nascita della mia secondogenita. La mia amica, che mamma bis lo è già da un po’, sapeva che avevo un po’ le ossa rotte e, trovando questo libro sullo scaffale di una libreria, aveva pensato a me.

Vale la pena di acquistare questo libro se non altro per il titolo: è il genere di titolo consolatorio che allo sguardo vacuo di una madre un po’ scoraggiata salta subito agli occhi. Te lo tieni lì, sul comodino, e nei momenti difficili ci butti un occhio, sospiri, ritrovi un mezzo sorriso e vai avanti. Ti dà speranza.

Il contenuto? Su di me non ha fatto del tutto presa, probabilmente perché risente un po’ della traduzione, che – per carità – è ben fatta ma trasuda inevitabilmente “francesità” a ogni frase, rendendo la lettura meno scorrevole di quanto non vorrei. Inoltre i frequenti riferimenti diretti alla società francese e la visione che l’autore ne dà sono palesemente francesi anche loro, il che finisce per mantenere il lettore italiano ad una certa distanza.

Stéphane Clerget vuole convincere noi madri che la nostra innegabile tendenza ad addossarci ogni colpa possibile riguardo ciò che concerne i nostri figli, non solo è innata, ma soprattutto amplificata da una serie di creazioni e illusioni della nostra società, non ultimo il confronto continuo con modelli ideali ai quali noi tutte, volenti o nolenti, consapevoli o meno, vogliamo tendere.

Così Clerget elenca una lunga serie di casi, situazioni e preconcetti analizzando in che modo e perché la madre passa una vita intera a colpevolizzarsi, per poi analizzare perché questo colpevolizzarsi non ha ragion d’essere, soprattutto in nome della capacità di adattamento dei nostri figli e del loro essere individui autodeterminanti.

L’unica madre perfetta per mio figlio sono io e non ce ne sono di migliori, e anche qualora io sia tutt’altro che “sufficientemente buona”, mio figlio saprà adattarsi a me e alle situazioni attorno a noi.
Quindi, ancora una volta, il motto sembra essere: abbi fiducia in lui; e in te stessa.

Non è un invito a non tentare di migliorarsi, né ad alzare le spalle e lasciarsele passare tutte, ma a smettere di ritenersi il centro del mondo della propria prole e ad affrontare la maternità con uno spirito più leggero. A credere in se stesse e ad accettare il proprio figlio, entrambi perfettamente imperfetti.

Ci sono alcuni punti che mi hanno colpita più di altri, ad esempio quando l’autore sottolinea che i figli sono elementi attivi e partecipanti alla loro formazione, ricordandoci che nonostante siamo noi a “crearli”, successivamente sono loro che, sempre di più, diventano fautori di loro stessi. Se tuo figlio di vent’anni fatica a ingranare con gli studi non è necessariamente colpa tua, perché da bambino non l’hai supportato come si deve durante i compiti a casa. Noi tutti siamo sì figli e prodotto dei nostri genitori (o delle nostre famiglie, sarebbe più corretto dire) ma su di noi agiscono moltissimi altri fattori esterni alla famiglia, su cui una madre non può (e non deve) avere il controllo.

Stéphane Clerget prova a prenderci per mano e a portarci lontano dal mammocentrismo che spesso ci fa più male che bene.

Consigliato a: chi sta per cedere alla tentazione di sentirsi colpevole.

 

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2 comments

  1. UnaMammaSognatrice says:

    Non sapevo dell’esistenza di questo libro… sembra fatto per me, che, da 19 mesi, mi sento continuamente una mamma imperfetta e, spesso, incapace… chissà se riuscirò a leggerlo e chissà se riuscirà a tirarmi un pò su il morale

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