L’integrazione di fluoro: a cosa serve e quando serve



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Le risposte che cerchiamo dai medici non dovrebbero rappresentare mai le loro opinioni ma la voce della loro coscienza sulla base della migliore e più solida scienza di cui al momento si dispone. L’ “opinione dell’esperto” sta a zero se non è supportata dalle evidenze della ricerca scientifica.

Fluoro sì o no?

Durante la chat “Il dentista risponde in diretta”  a cui gli amici di Autosvezzamento.it mi avevano invitato il 1 ottobre scorso, la domanda più gettonata riguardava la necessità o meno di dare un’integrazione di fluoro.

Domandarselo però è come chiedersi “antibiotici sì o no?”: quando servono, fanno bene; quando non ne abbiamo bisogno, fanno male. In medicina vale il concetto che ciò che non è necessario è in realtà dannoso.

Il fluoro è un farmaco, già riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno di quelli essenziali per l’essere umano e può fare la differenze tra non avere e avere carie. In alcuni casi e in alcuni modi è utile, in altri no e quindi può risultare dannoso, come ogni farmaco. Per semplicità parliamo di fluoro anche se in realtà è lo ione fluoruro che conta.

Il fluoro è un elemento naturale presente nella terra e nelle rocce dei vulcani, nell’acqua del mare e nell’acqua dolce. Alcune piante ne sono molto ricche, per esempio il tè.

Fluoro assunto per via orale (ovvero NON quello del dentifricio)

Il fluoro che assumiamo con le bevande (l’acqua soprattutto), il cibo o, a volte, le gocce o le compresse che ci prescrive il medico finisce in tutto il corpo, non ha effetto sui denti che abbiamo in bocca, ma invece partecipa alla formazione dei denti che ancora devono nascere. Quindi, il fluoro in gocce o compresse non è necessario per tutta la popolazione.

Se nell’acqua che beviamo ce n’è a sufficienza non serve prendere le gocce o le compresse, altrimenti può essere indicato (sotto valutazione del medico).

I momenti in cui si prescrive sono la gravidanza (dal terzo mese), l’allattamento (alla madre o al bambino) e fino ai 3 anni (a volte fino ai 6 anni). Oltre queste età non si prescrive. Se e quanto lo può solo stabilire il medico (ginecologo, pediatra o dentista) e sempre secondariamente al sapere quanto ce n’è nell’acqua che beve la mamma e/o il bambino; senza questo dato nessuno può prescriverlo acriticamente. Le ASL raccolgono localmente questo dato, tutto sta poi nel fatto se questa comunicazione passi e sia recepita/richiesta dai medici.

Le concentrazioni di fluoro nell’acqua al di sotto delle quali si prescrive l’integrazione sono 0,3 e 0,6 ppm (parti per milione) ovvero 0,3-0,6 mg per litro di soluzione (acqua); all’interno di questo range ci si comporta in modo diverso. Di sicuro, quando è maggiore di 0,6 ppm si consiglia di non fare niente.

Bere acqua in bottiglia non cambia le cose: bisogna discuterne con il medico.

Darlo quando non ce n’è bisogno (soprattutto nei casi in cui sia naturalmente presente nell’acqua in grande quantità) può essere pericoloso e troppo fluoro finisce per indebolire i denti (e le ossa) invece che rinforzarli. Si parla in questi casi di “fluorosi”, cioè di una alterata mineralizzazione del dente che può apparire come macchie bianche o brune o piccoli “affossamenti” della superficie del dente. Teniamo presente che non tutte le macchie e i difetti dei denti sono da imputare al fluoro ma esistono anche altre condizioni e malattie che li determinano e spesso ci portano a fare confusione.

Ovviamente, poi vale il principio della libera scelta del genitore; dovere del medico è informarlo correttamente.

Il fluoro del dentifricio

Una cosa completamente diversa è il fluoro che andiamo a mettere direttamente sui denti che già sono in bocca e che non finisce, quindi, in tutto il corpo.

Il modo migliore per applicarlo è con il dentifricio, ma esistono anche altri prodotti, in genere nelle mani del dentista o dell’igienista dentale, quali gel, vernici o altro.

Questo fluoro ha l’effetto di uccidere i batteri della carie, di rinforzare i denti sani e di riparare lo smalto di quelli già un po’ corrosi dalla carie.

Oggi sappiamo che se nel mondo occidentale la carie si è dimezzata negli ultimi decenni lo si deve al miglioramento delle condizioni socio economiche e all’introduzione del fluoro nei dentifrici.

Si comincia dai 3 anni con un dentifricio contenente 500 parti per milione di fluoro (ppm, come deve esser scritto sulla confezione) fino ai 6 anni; dai 6 anni in su si usa un dentifricio con 1000 ppm.

Di dentifricio ne basta una minima quantità (tanto per un adulto che per un bambino), pari alle dimensioni di una lenticchia. In questo modo non ne resterà a sufficienza per “mangiarlo”.

Il dentifricio per i bambini dovrebbe avere un sapore non troppo “accattivante” – la frutta è fatta per essere mangiata a tavola e non nel tubetto – proprio per non invogliarli a mangiarlo (ma le multinazionali spesso non se lo ricordano). Inoltre, dovrebbe essere tenuto fuori dalla portata dei bambini: ricordiamo che il fluoro è un farmaco anche se, purtroppo, i dentifrici sono normati e tassati come prodotti cosmetici – e anche per questo in commercio esistono dentifrici poco utili a prevenire la carie, senza fluoro o con concentrazioni non adatte all’età.

Il motivo migliore per usare un dentifricio è il fluoro che contiene e questo lo rende irrinunciabile.

Quando il bambino impara a sputare si può raccomandare (anche agli adulti) di non sciacquarsi a fondo la bocca dopo aver spazzolato i denti ma semplicemente di sputare la schiuma. In questo modo una minima quantità di fluoro rimarrà a contatto con i denti per più tempo, proteggendoli e rinforzandoli.

Per finire

Salute vuol dire prima di tutto sapere chi siamo e che cosa facciamo; i farmaci possono restituirci un po’ di salute quando l’abbiamo perduta, ma non commettiamo mai l’errore di delegargli interamente la nostra salute. Il fluoro nel dentifricio è irrinunciabile, ma fondamentale resterà sempre l’alimentazione.

——–

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62 comments

  1. Valentina says:

    Buongiorno a tutti!
    L’ultima revisione delle linee guida del ministero della salute (novembre 2013) dice che l’efficacia del fluoro sistemico (goccine) è controversa, viceversa quello per via topica (dentifricio) è di accertata efficacia. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2073_allegato.pdf PAG 15.
    I pediatri purtroppo non si aggiornano e ancora oggi consigliano le goccine senza avvisare le mamme di non utilizzare dentifrici fluorati o di controllare la dieta del piccolo/a… i dentifrici al fluoro possono essere assunti da subito, non è necessario aspettare i 3 anni (se non si fa fluoro sistemico anche se il bambino manda giù il dentifricio non vedo che danno possa fare, non vi capita mai di mandarne giù quando vi lavate i denti?)
    Esistono in commercio comunque dei dentifrici come il biorepair yunior che non contengono fluoro ma idrossiapatite.
    Il mio suggerimento in qualità di igienista dentale? Niente goccine e spazzolino dalla comparsa del primo dentino con dentifricio al fluoro 1/2 volte a settimana alternato a quello non fluorato. Ps. Ovvio che lo spazzolamento nei primi anni non sarà perfetto ma tutto sta nel far abituare i cuccioli allo spazzolino. Io con mio figlio di 1 anno prima do una passata poi lo faccio giocare da solo sotto la mia totale supervisione…

  2. Adriana says:

    Sono davvero dura di comprendonio. Mio figlio ha 24 mesi, gli mancano 4 denti in bocca, perché la pediatra mi ha consigliato 10 gocce al giorno fino ai tre anni???? Cioè quei quattro denti sono quasi tutti fuori, non serve a nulla quindi???

    • Andrea says:

      I denti sono ancora in formazione, per cui inteoria serve. Però dipende dalla quantità di fluoro già presente nell’acqua :D

  3. Pingback: No, Topo Gigio no! - Gengive rosse - ComUnità - l'Unità
  4. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Francesca Romana Marsiglia, dipende dalla concentrazione di fluoro già presente nell’acqua. Il fluoro ingerito e quello del dentifricio sono hanno funzioni diverse e non sono consequenziali. /Andrea

  5. Francesca Romana Marsiglia says:

    Non ho capito bene l’articolo: ai bimbi che stanno mettendo i dentini, e’ bene dare l’integrazione o no? La pediatra le ha prescritte fino ai 2 anni (ossia fino a quando nn sarà in grado di usare il dentifricio). Ci ha anche suggerito di iniziare ad usarelo lo spazzolino con acqua per la pulizia dei dentini!

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