Perché il pediatra mi tratta sempre da cretina?

Sappiamo tutti che il pediatra è un medico. Ma per tanti il pediatra non è solo questo, è soprattutto un qualcuno che insegna, è qualcuno che ti dice come si fanno le cose; è un maestro, anzi un professore, ovvero qualcuno che alla fine dei conti ti fa un esame e ti dà un voto e ti dice se sei promosso oppure no.

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Salve a tutti. In questo articolo voglio parlare del fatto che in così tanti vedono il pediatra non come una figura pensata per assisterci, ma come un professore di scuola che, come tanti professori di scuola, è molto bravo a farti sentire inadeguato.

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La maniera in cui percepiamo il pediatra è una questione a mio avviso estremamente importante. In tantissimi considerano il pediatra come una figura di autorità, dopotutto è un medico; dopotutto veste un camice bianco; dopotutto ha studiato. Tutte cose vere, ma ne consegue che sia una figura di autorità? E, se sì, autorità su cosa esattamente? Il nocciolo della questione è l’abilità che abbiamo, sia noi che il pediatra, di distinguere ciò che è fisiologico da ciò che è patologico, ovvero distinguere tra quello che fa parte della crescita e della vita normale in generale e quello che concerne invece le malattie. Per chi segue il canale di autosvezzamento probabilmente questa è una questione facile, però tu che mi guardi adesso, magari per la prima volta, forse non hai mai riflettuto su questo punto ed è per questo motivo che ne parlo. Quante volte sento dire cose tipo, “devo andare a fare il bilancio di salute e chi lo sa il pediatra quante me ne dice” come se fosse colpa tua che tuo figlio non è cresciuto secondo le tabelle; come se fosse un difetto, un qualche cosa che tu hai fatto di sbagliato e che fa sì che tuo figlio non cresca come dovrebbe – ma “come dovrebbe” secondo chi? – come se tuo figlio fosse sbagliato. E il dottore in alcuni casi sembra stare lì proprio per fartelo notare, anzi per per fartelo PESARE. Non so se siano tanti o pochi a fare così, ma sono sicuramente troppi i medici che effettivamente ti fanno sentire inadeguato. Non dobbiamo mai dimenticare che i pediatri anche se non li paghiamo direttamente, sono pagati con i nostri soldi, attraverso le tasse, per fornirci un servizio. Il loro compito è appunto assisterci, darci una mano, darci una pacca sulla spalla e mandarci a casa contenti se abbiamo un momento di dubbio o di incertezza, non giudicati o criticati.

Alcuni adesso mi porteranno esempi dei genitori X che hanno fatto non so cosa e sono finiti sui giornali per aver messo in pericolo la salute del proprio figlio. Di cose orrende purtroppo ne succedono tante, MA… quanti bambini nascono ogni anno? Circa 500 mila, e su 500 mila bambini ci saranno purtroppo casi di maltrattamenti o incuria, ma quanti sono? Pochi… e di sicuro non sono tra quelli che vengono a cercare gli articoli o i video sull’autosvezzamento.

E comunque, quando un medico riscontra casi di, diciamo, abuso, avviserà le autorità competenti. Insomma, non confondiamo piani completamente diversi. Io parlo sempre di situazioni normali, di bambini che crescono in maniera normale, di bambini in buona salute, di gente un minimo responsabile. Insomma, mi occupo di situazioni ordinarie che sono la strangrandissima percentuale dei casi totali. I bambini non sono fatti di porcellana; per fare effettivamente qualcosa di dannoso bisogna mettersi d’impegno. Il pediatra che ti critica perché tuo figlio ancora non mangio la pappa o ne mangia troppa o ne mangia troppo poca, o è troppo allattato, o non è allattato abbastanza ti fa critiche che non stanno né in cielo né in terra. Qui si torna al solito il discorso del guardare le tabelle prima di guardare il bambino. Per non parlare delle ricette e delle tabelle che valgono per tutti i bambini, ma che alla fine poi valgono solo per pochi fortunati, e gli altri risultano inadeguati.

Le generalizzazioni a tutti i costi, il voler ignorare l’individualità del singolo che cresce secondo i suoi parametri e criticare il genitore perché il comportamento del bambino non si conforma a quello che è il soggettivissimo punto di vista del pediatra sono tutte cose che poi portano problemi. Il pediatra non ha il compito di stare a criticare il modo in cui nostro figlio, normale e in salute, sta crescendo e quelle che le sono le nostre scelte genitoriali, che nel bene o nel male siamo liberi di fare! Non dobbiamo essere giudicati per questo. Il bimbo cresce bene (che poi, “crescere bene” è un concetto che spazia tantissimo e non vincolato da due numerini); il bimbo è contento; il bimbo sta in salute… Basta. Finisce lì. “La ringrazio dottore” e il dottore ti dà una pacca sulla spalla e ti rimanda a casa contento, anche se le tue scelte di genitore non coincidono con le sue scelte di genitore.

Perché così tanti invece temono il giudizio del pediatra e forse addirittura lo cercano perché lo vedono come una specie di… non lo so… un modo di essere rassicurati che si sta facendo la cosa giusta. Probabilmente è sempre una questione legata all’insicurezza generata dal fatto che di bambini ne vediamo pochi, che abbiamo paura di sbagliare e poi ci hanno talmente tartassati dicendo che bisogna fare questo, bisogna fare quello, bisogna fare quell’altro che se non fai questo, quello e quell’altro pensi di rischiare che succeda il finimondo. Non parliamo poi delle aspettative che che la società in generale e i media in particolare riversano sui neogenitori. Diciamoci la verità, se tuo figlio non prende ciuccio e biberon tu sei una fricchettona che vuole fare l’alternativa per forza, e se non prende le pappe, apriti cielo!
Secondo me quello che dobbiamo fare, e non è facile me ne rendo conto, è ricordarci che noi genitori siamo grandi abbastanza per fare un figlio, per creare una famiglia, avere un lavoro, siamo quindi abbastanza grandi per tirare su un figlio; i consigli sono ben accetti, ma dobbiamo ricordarci che ognuno ha la propria sfera di competenza.

Il pediatra sta lì per dirci bravi qualunque cosa facciamo. Al massimo può provare ad indirizzarci meglio, ci può dare informazioni che magari non avevamo, ma non può esprimere giudizi sul modo in cui cresciamo i nostri figli né tantomeno può farci sentire degli inetti. Capisco che i pediatri hanno tanto da fare, devono vedere un sacco di bambini ogni giorno e dopo un po’ esauriscono la carica emotiva o empatica che magari avevano all’inizio della loro carriera – qualunque lavoro facciate, ci siamo passati più o meno tutti. Però queste non sono scusanti per far sentire a disagio i genitori. Se tu pediatra al termine della visita fai sentire il genitore come un perfetto cretino, puoi star pur certo che hai fallito nel tuo compito.
Il pediatra viene pagato per offrire un servizio, noi siamo i clienti e come tali è nostro diritto richiederlo. Nei servizi offerti dal pediatra non sono inclusi giudizi, voti e sgridate se non abbiamo fatto i compiti come piace a lui. Questo ce lo dobbiamo ricordare sempre!

E tu, come ti trovi con il tuo pediatra? Dopo averci parlato, ti sembra di essere tornata a scuola o ti senti incoraggiata? Raccontami la tua esperienza nei commenti, e spero di leggerne tanti che raccontano di pediatri che effettivamente trattano i genitori da adulti e non come bambini che vengono mandati dal preside perché si sono comportati male.
Ciao e alla prossima volta!

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