Quanta carne contengono gli omogeneizzati



Quando compriamo un omogeneizzato di carne sappiamo quanta carne contiene? Sappiamo quali sono gli ingredienti che sono andati a formare questo omogeneizzato? Pensiamo che ci sia solo carne o anche altre cose?

Oggi voglio parlarvi di come vengono etichettati gli omogeneizzati di carne o di pesce che si trovano comunemente nei negozi per capire quanta carne o pesce effettivamente contengano. Vi dico subito che non è mia intenzione scoprire chissà quale cospirazione ordita delle multinazionali o dai poteri forti del baby food. Gli aspetti su cui mi voglio concentrare sono in che modo la legge consente di confezionare ed etichettare questi articoli così da aiutare il consumatore a fare una scelta più oggettiva. Inoltre al termine farò una carrellata veloce su quanto paghiamo al kilo la carne, solo perché in forma omogeneizzata.

Quello che state leggendo è la trascrizione del video che ho fatto sull’argomento e che trovate qui. Se non lo avete già fatto iscrivetevi al canale YouTube di autosvezzamento.

Quanta carne contengono gli omogeneizzati? Cliccate l’immagine per il video

Per chi non lo sapesse, gli omogeneizzati fanno parte degli “alimenti per bambini” come definito nella Direttiva 2006/125/CE che ne stabilisce con precisione le norme per la composizione e l’etichettatura. Prendiamo come esempio questo omogeneizzato di carne Alce Nero – e chi pensa che sia composto da carne al 100%, temo, rimarrà deluso.

La direttiva dice:
Se nel nome del prodotto l’unico ingrediente menzionato è carne o pesce, nel prodotto ci deve essere almeno il 40% in peso di quell’ingrediente.
In questo caso, abbiamo un “omogeneizzato di pollo”, c’è un solo un articolo menzionato nel nome, per cui ci aspettiamo che contenga almeno il 40% di pollo. Come vediamo dalla lista degli ingredienti, c’è effettivamente il 40% di pollo, ovvero in un vasetto da 80 g ne abbiamo in totale 32 g.

Ingredienti dell’omogeneizzato di pollo Alce Nero

Il resto degli ingredienti sono acqua di cottura, amido di riso e una goccia di succo di limone concentrato. Notate come l’acqua di cottura sia il primo ingrediente, e siccome sappiamo che gli ingredienti sono elencati in ordine di grandezza, concludiamo che oltre il 40% del contenuto del vasetto sarà acqua, e dato che c’è così tanta acqua, ci serve un addensante per rendere il tutto compatto, per cui troviamo anche l’amido.

Presumo che qualcuno si starà chiedendo,

“ma perché Andrea ha scelto un omogeneizzato di marca così di nicchia e non uno più conosciuto?”

Il motivo è che i produttori di baby food cambiano in continuazione i prodotti in offerta, così mi sono reso conto che le marche quali Plasmon e Mellin hanno cambiato la composizione dei loro omogeneizzati di carne.

Vediamo ad esempio questo omogeneizzato di pollo Plasmon.

Sull’etichetta abbiamo solo un ingrediente, il pollo, per cui ci aspettiamo che ne contenga almeno il 40%, ma se vediamo la lista degli ingredienti notiamo che ne contiene solo il 30%. Come mai?.

Il motivo è che per leggere l’etichetta ti serve una lente d’ingrandimento, e di quelle buone! Guardate qui sotto dove si legge, in caratteri moooolto piccoli “Omogeneizzato con pollo e cereale”. Continuiamo a leggere la direttiva di cui vi parlavo prima:

Scusate se è molto piccolo e si vede appena…

Se nel nome del prodotto non c’è solo carne o pesce, ma questo compare come primo nome, allora la percentuale in peso minima scende al 10% del peso totale.
Esempio: omogeneizzato di nasello con verdure della Mellin, peso totale 80 g.


Qui troviamo il 18% di pesce – più del 10% in quanto primo ingrediente citato nel nome – ovvero 14,4 g, e circa il 25% di verdure. Se invece guardiamo la lista degli ingredienti, il primo risulta essere, al solito l’acqua.

Ed ecco risolto il mistero. Quell’omogeneizzato che pensavamo essere solo di carne è invece uno di carne e qualcos’altro (in questo caso cereali), per cui appartiene a questa seconda categoria di prodotti e non alla prima.

Per capire quello che sta succedendo bisogna fare un po’ di storia. Ma parlo di storia recente di 3-4 anni fa, non di decenni. Fino a pochi anni fa tutti gli omogeneizzati di carne monogusto contenevano il 40% di carne poi la Plasmon, ad esempio aveva introdotto la linea – non ho mai ben capito se doveva essere di fascia alta – dei Sapori di natura che conteneva il 40% di carne. Allo stesso tempo la Plasmon continuava ad avere la linea di omogeneizzati, chiamiamoli, normali contenenti solo il 30% di carne. Tuttavia dalla confezione non era minimamente ovvio quale fosse l’uno e quale fosse l’altro, per cui il consumatore non poteva scegliere con cognizione di causa.

Nel preparare questo video mi sono reso conto che la linea Sapori di Natura non esiste più, se non negli omogeneizzati di frutta. E adesso tutti gli omogeneizzati di carne della Plasmon e di quasi tutte le marche contengono il 30% di carne, e per precisione andrebbero chiamati “Omogeneizzati con Carne E CEREALI”. Perché sia stato fatto questo cambiamento onestamente non lo so. Lo hanno fatto perché i bambini mangiano troppa carne? Forse. Lo hanno fatto perché i bambini mangiano troppo? Improbabile perché il contenuto calorico è simile, anzi, quelli con meno carne e, probabilmente, più amidi hanno un contenuto calorico maggiore. Lo hanno fatto per risparmiare? Chi lo sa! Quello che è certo è che il consumatore è all’oscuro di tutto ciò. Non sapeva quanta carne c’era negli omogeneizzati prima e non lo sa adesso, né nessuno gli ha mai detto che per un periodo poteva scegliere tra omogeneizzati con più carne e meno carne.

L’unica cosa certa è che tutta questa urgenza nel mangiare la “carne” quando il bambino inizia lo svezzamento ha veramente poco senso se consideriamo che nell’omogeneizzato di carne ce ne sono 24 grammi per cui se ne usiamo, diciamo, mezzo vasetto ne stiamo consumando 12 grammi, e 12 grammi di carne sono veramente un boccone piccolo piccolo. Immaginatevi un hamburger da 1 etto, da cotto, e tagliatelo in 8 parti.

Non ci sono informazioni disponibili su come mai i produttori abbiano abbassato la quantità di carne presente nei loro omogeneizzati. Per saperne di più ne ho contattato alcuni e la Plasmon, l’unica che abbia risposto, ha detto che

il cambiamento era stato fatto in quanto recenti indagini hanno evidenziato un eccessivo apporto proteico nell’alimentazione infantile”.

Si potrebbero passare ore a discutere su quale sia il modo migliore di risolvere il problema citato, però se il cambiamento fosse stato fatto per il bene del consumatore, non credete che avrebbero dovuto evidenziarlo in modo più trasparente? Ad esempio potevano commercializzare gli omogeneizzati alla carne con lo slogan “contenenti ancora MENO carne” oppure “Con il 25% di carne in meno”. Al momento credo che in pochissimi se ne siano accorti e un numero ancora inferiore avrà intuito le possibili motivazioni che ci sono dietro. In pratica il consumatore, all’oscuro di tutto, non è in grado di effettuare una scelta informata.

Comunque c’è un’ultima categoria da prendere in considerazione:
Se invece la carne o il pesce non compaiono come primo nome, l’8% del peso totale è sufficiente.
Esempio: “Pappa completa verdura semolino pollo” della Mellin, da 200 g.


Qui è presente il 8% di pollo, ovvero 16 g. Gli ingredienti principali sono: acqua, verdure (25%), patate (15%) pollo (8%) semola di grano duro (4%), amido e altro, ma in percentuali sempre minori.

Quindi riassumendo:
1 – Se nel nome del prodotto l’unico ingrediente menzionato è carne o pesce, nel prodotto ci deve essere almeno il 40% in peso di quell’ingrediente.
Ad esempio “omogeneizzato DI pollo”.
2 – Se nel nome del prodotto non c’è solo carne o pesce, ma questo compare come primo nome, allora la percentuale in peso minima scende al 10% del peso totale. (Ma ricordate che il nome vero del prodotto va cercato con il lanternino)
Ad esempio “omogeneizzato CON pollo “e cereali”. (Notate anche l’uso delle proposizioni. “Di pollo” e “con pollo” vogliono dire cose diverse).
3 – Se invece la carne o il pesce non compaiono come primo nome, l’8% del peso totale è sufficiente
Ad esempio, pappa completa con verdura e pollo.

Per finire parliamo del costo degli omogeneizzati di carne.
Essendoci molte marche di omogeneizzati, molti tipi per ogni marca, e prezzi che variano enormemente da punto vendita a punto vendita, è impossibile (oltre a essere mortalmente noioso) essere esaustivi. Tuttavia quello che ho notato è che gli omogeneizzati possono essere raggruppati in ordine crescente di prezzo grosso modo come segue:

– Sottomarche (Nipiol, Esselunga, Coop, ecc.)
– Marche più conosciute (Mellin, Plasmon)
– Marca bio (Hipp)
– Marche di nicchia (Alce nero, Holle, ecc.)

Senza approfondire l’argomento in questo video, la legge definisce in modo preciso cosa debbano o possano contenere gli omogeneizzati, quindi, se i nostri parametri di scelta sono cose come concentrazioni di pesticidi o micotossine, è inutile farsi condizionare dalla marca o dal fatto che siano bio o altro. La cosa migliore è controllare sempre la lista degli ingredienti e il prezzo, e scegliere di conseguenza.

Tanto per fare un esempio, prendo in considerazione l’omogeneizzato di pollo e utilizzo i prezzi che ho trovato l’altro giorno all’Auchan.
I prezzi possono quindi essere schematizzati in questo modo:

In questa tabella ho messo la marca dell’omogeneizzato, il prezzo per un singolo vasetto da 80 g, la percentuale di carne presente e il prezzo della carne al Kg, estrapolato facendo finta che tutto il resto non costi nulla, dato che noi compriamo quel prodotto per la carne, non il resto.

Notate la differenza di prezzo tra i vari articoli. Uno spesso e volentieri non ci fa caso in quanto si parla comunque di pochi centesimi, ma quando vedi quanto ti costerebbe un pezzo di carne fresca pagata lo stesso prezzo dell’omogeneizzato allora la differenza viene fuori chiaramente. Notate come l’omogenizzato più costoso sia, sorprendentemente, il Plasmon e tra i più economici l’Alce Nero. Vuol dire forse che il Plasmon è migliore? No, vuol dire invece che l’Alce Nero è probabilmente in offerta, mentre il Plasmon no.

Chiaramente i prezzi variano in continuazione e da supermercato a supermercato a seconda delle offerte speciali che hanno in quel momento, per cui non è detto che un domani troverete gli stessi prezzi, tuttavia in questo caso la scelta è chiara: da preferirsi sono Nipiol o Alce Nero.

Per finire vi voglio lasciare con una domanda, ma voi un pollo che costa €37/kg lo avete mai visto? Al di là della convenienza di avere un piatto pronto, pensate davvero che un prezzo così rappresenti un buon rapporto qualità/prezzo?
Parlatemene nei commenti!

Ciao e alla prossima.

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2 comments

  1. Marisol says:

    Ciao Andrea, trovo il tuo articolo molto utile.
    Credo che il problema degli omogeneizzati (perché per me è un problema) sia il fatto che oggi giorno tutti vanno di fretta e si preferisce avere qualcosa di pronto, piuttosto che ricercare prodotti di qualità e poi proporgli alla tua famiglia. Un altro problema sono la maggior parte dei pediatri che ti inducono questa alimentazione sbagliata. Il mio personalmente quando gli ho parlato di autosvezzamento mi ha riso in faccia, gli ho detto che i leofilizzati a mio figlio non glieli do e lui insistette nel fatto che io ignoravo molte cose. Bisogna informare bene perché di un medico solitamente ci si fida. Io pero mi fido di più del mio istinto di madre. Grazie per l’articolo.

    • Andrea says:

      Il problema dei pediatri “pro-liofilizzati” è purtroppo ben noto. :(
      Sul fatto che invece oggigiorno “si va tutti di corsa”, non sono convinto più di tanto. NOn credo che 20-50-100 anni fa si andasse meno di corsa. Magari si doveva badare ad altre cose, ma le cose da fare erano pur sempre 100000 e un milione di volte più gravose di oggi.

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