“Autosvezzare” è un verbo intransitivo



definizione autosvezzamento

Sperando di non far addormentare tutti prim’ancora di iniziare a leggere l’articolo, ecco una brevissima lezione di grammatica (presa da Treccani.it):

I verbi si possono distinguere in transitivi e intransitivi in base al rapporto che stabiliscono con il soggetto e con gli altri elementi della frase.

  • Il verbo si dice transitivo quando l’azione passa direttamente dal soggetto che la compie all’oggetto (persona, animale o cosa) che la riceve o subisce. Pertanto, i verbi transitivi ammettono il complemento oggetto

Giovanna stira una camicia

Il Papa benedice la folla di fedeli

Maria sta svezzando suo figlio

  • Il verbo si dice intransitivo quando invece l’azione non passa direttamente dal soggetto all’oggetto, ma si esaurisce nel soggetto che la compie. Pertanto, i verbi intransitivi non ammettono il complemento oggetto.

Francesco arrossisce ogni volta che qualcuno lo fissa

Quest’inverno rinunceremo alla settimana bianca

Il figlio di Maria si sta (auto)svezzando

Da molto tempo sto cercando di capire perché è così difficile far passare il messaggio di cosa effettivamente sia l’autosvezzamento. Nella maggior parte dei casi ci si ferma a parlare di menu e della “somministrazione” dei piatti come se questi fossero l’aspetto più importante. Intendiamoci, non c’è niente di male a parlare di menu e di come far mangiare un determinato piatto a un bambino, ma se fosse tutto lì allora non ci sarebbe certo bisogno di un blog, un forum, una community, una newsletter, ecc. ecc. Ma allora perché su questo sito sono stati scritti tantissimi articoli cercando di spiegare cos’è l’autosvezzamento, ma non sono stati fatti progressi nella comprensione da parte del pubblico di quello di cui si parla?

Ecco alcuni esempi:

e così via… Tuttavia nonostante siano state scritte decine di migliaia di parole sull’argomento, le domande sono sempre le stesse: con cosa comincio, quando comincio, come continuo, come abbandono le pappe, come faccio a fargli mangiare i solidi, ecc. e nonostante la dovizia di spiegazioni che vengono riproposte con monotona regolarità – come ben sa chi frequenta la pagina Facebook o il forum – tranne poche eccezioni, non si riesce a fare breccia. Il messaggio che passa è solo ed esclusivamente autosvezzamento = no pappe e sì pezzi. “Perché, c’è altro?” si staranno domandando in molti…

Cerchiamo di capire cosa succede.

Prendiamo una domanda – apparentemente – innocente: “Vorrei autosvezzare il mio bimbo; da dove comincio?” In questa frase chi è che fa cosa? La madre, il soggetto, vuole che il figlio, l’oggetto, faccia una determinata cosa, ovvero effettui la transizione verso un’alimentazione solida. Come vuole effettuarla? Evitando le pappe e dando direttamente il cibo solido, ma non è sicura di come procedere.

Tutto regolare, no?

NO!

In quella frase il verbo “autosvezzare” è transitivo, per cui, come da definizione in alto, l’azione si trasferisce dalla parte attiva – il soggetto – ovvero la madre, alla parte passiva – ovvero l’oggetto – in questo caso il figlio. È la madre che prende la decisione, il figlio la subisce. C’è un soggetto o un oggetto.

Invece cambiamo la frase rendendo il verbo intransitivo. “Vorrei che mio figlio si autosvezzasse; qual è il miglior modo di procedere?” In questo caso il soggetto, colui che compie l’azione, è il bambino, e l’azione rimane su se stesso. Scrivendo la frase in questo modo si parte dal presupposto che il bambino è l’attore principale ed è lui e solo lui che deve decidere come e quando fare una certa cosa, mentre il compito del genitore è più subalterno e al massimo può provare a facilitare il bambino a centrare un determinato obiettivo (non solo mangiare, ma anche camminare o parlare) che ha identificato autonomamente.

Non dimentichiamo poi il prefisso “auto”: come puoi “auto-quello_che_vuoi-are” un’altra persona? Per definizione se c’è il prefisso “auto” vuol dire che uno fa da sé, no?
Un po’ come dire che insegni a qualcuno per farlo essere autodidatta, oppure fai l’autocertificazione per conto terzi. No. Se vuoi essere autodidatta devi imparare da solo, altrimenti ti fai insegnare; e l’autocertificazione la fai compilando tu stesso l’apposito modulo, altrimenti qualcun altro ti certifica. Non dici mica “vorrei autocertificare mio figlio”, no? :)

Chiariamo ancora di più questo concetto con altri esempi di verbi in/transitivi.

Mio figlio cammina da quando aveva 1 anno / Cammino mio figlio da quando aveva un anno

Mio figlio ha cominciato a parlare molto presto / Ho parlato mio figlio molto presto

Tra poco arriverà il momento di svezzare il bambino / Tra poco arriverà il momento in cui mio figlio comincerà a svezzarsi.

Quali frasi vi verrebbe spontaneo dire? Vostro figlio cammina o voi lo camminate? Chi compie l’azione del camminare, voi o vostro figlio? E se invece parliamo del linguaggio come vi esprimete?

Se si parla di svezzamento è tutto più difficile. Siamo troppo abituati a vedere il verbo “svezzare” in forma transitiva, ovvero la madre svezza il figlio, e non in forma intransitiva. Dire che il bambino svezza se stesso, è mooolto più difficile.

Purtroppo devo fare ammenda perché mi rendo conto che io per primo ho contribuito a tramandare il mito dello svezzamento “transitivo”. Prendiamo il post Come passare dallo svezzamento tradizionale all’autosvezzamento, uno dei più gettonati del sito. Già il titolo non va perché se lo leggete attentamente non fa che reiterare il concetto che svezzamento “tradizionale” e autosvezzamento siano semplicemente due metodi diversi e che con l’autosvezzamento si mangia tutto e a pezzi. Un titolo più sensato poteva essere qualcosa del tipo: Come far svezzare da solo il bambino dopo aver iniziato con lo svezzamento tradizionale. Un titolo così è sicuramente più contorto, però è necessario almeno fino a che non sia filtrato il concetto base dietro all’autosvezzamento, ovvero che il bambino si svezza da solo (pezzi e menu sono aspetti secondari).

Che ci sia bisogno di chiarezza ne sono riprova i tanti messaggi di madri con bambini grandicelli (1-2 anni) che chiedono di voler passare all’autosvezzamento. Però nel loro caso l’unica cosa che desiderano è semplicemente abbandonare le pappe, ma per loro autosvezzamento = no pappe.

Invece il cambio di prospettiva, il trapianto di cervello di cui tanto parlo avviene quando il verbo “svezzare” da transitivo diventa intransitivo, e così in una sola parola ne abbiamo racchiuse 10.000.

Il problema, per quanto mi riguarda, ora è… ho voglia e, soprattutto, tempo di editare centinaia di articoli? Hhhmmm…

[box]Ora vi potete divertire…Come usate il verbo “svezzare”? Pensateci e poi ditecelo nei commenti.

Poi date un’occhiata ai tantissimi articoli passati e fatemi notare quante volte ho usato “faccio autosvezzamento” o “autosvezzare il bambino” o, peggio ancora… “passare all’autosvezzamento” (così posso correggere gli articoli) :) [/box]

 

Scopri l’autosvezzamento!

Iscrivendoti alla newsletter riceverai immediatamente l'ebook

Alimentazione complementare e paura del soffocamento
E se si strozza?

In più potrai scegliere tra:

  • Il minicorso sull'autosvezzamento
  • Le ricette della community
  • L'attività settimanale del blog
  • L'attività settimanale del forum

La tua privacy è importante.
Con noi la tua email è al sicuro!

COS'È L'AUTOSVEZZAMENTO E PERCHÉ È DAVVERO PER TUTTI.
Con oltre 140 ricette per TUTTA la famiglia


autosvezamento per tutti


BABY FOOD, BIOLOGICO O CONVENZIONALE?
Per aiutare a districarci c'è...
la questione cibo


IL LIBRO CHE TUTTI I GENITORI DOVREBBERO LEGGERE
Nella RECENSIONE vi dico perché...
amarli senza se e senza ma


3 comments

  1. Anonimo says:

    Però secondo me il verbo giusto non è tanto autosvezzare quanto autosvezzarsi, dunque transitivo riflessivo ( come addormentarsi). Per cui suppone un complemento oggetto che è se stessi.
    Ovviamente la sostanza del significato del post non cambia, a mio avviso è sicuramente corretta!

  2. Anna says:

    Io anche ho sempre detto “facciamo autosvezzamento” inteso come famiglia; ultimamente uso più spesso “mio figlio si è autosvezzato”, soprattutto quando siamo a cena in giro e mi chiedono perché non ho portato le sue pappe…

  3. arianna says:

    Io di solito dico “Noi facciamo autosvezzamento” e con noi non intendo “io e mio marito” ma “io e la mia bimba” oppure “la nostra famiglia”….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *