L’EFSA sui latti di crescita: “Nessun valore aggiunto rispetto a una dieta bilanciata”



latte di crescita non necessario

Il 25 ottobre è uscito un documento pubblicato dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) dal titolo Parere scientifico dell’EFSA relativo al fabbisogno e ai livelli di assunzione attraverso la dieta di sostanze nutritive di lattanti e bambini nella prima infanzia nell’Unione europea.

Il titolo mette un po’ paura, ma in breve si sono concentrati sul latte di crescita e se è vero che offra ai bambini da 1 a 3 anni dei vantaggi unici da un punto di vista nutrizionale. Il documento è lungo oltre 100 pagine ed è molto tecnico. Per fortuna in contemporanea è uscito un comunicato stampa molto più accessibile che lo riassume. Vediamolo in breve (il grassetto è mio):

L’uso dei cosiddetti “latti di crescita”, afferma l’EFSA, non apporta alcun valore aggiunto rispetto a una dieta bilanciata nel soddisfare il fabbisogno nutrizionale dei bambini nella prima infanzia nell’Unione Europea. Gli esperti scientifici dell’EFSA non sono riusciti a individuare “alcun ruolo unico” degli alimenti per la prima infanzia (comunemente denominati “latti di crescita”) nella dieta dei bambini di età compresa tra uno e tre anni, concludendo che essi non sono più efficaci degli altri alimenti che costituiscono la dieta normale di tali bambini nell’apportare sostanze nutritive.

Successivamente si afferma:

Il gruppo di esperti scientifici ha riscontrato che i lattanti e i bambini nella prima infanzia hanno un elevato apporto di energia, proteine, sale e potassio, ma un basso apporto di fibre alimentari. L’apporto di proteine, sale, potassio e fibre alimentari non è a livelli tali da destare preoccupazione, ma l’apporto generalmente elevato di energia può contribuire a un indesiderato aumento del peso corporeo.

Tuttavia, in alcuni casi è necessario stare attenti a certi micronutrienti. Infatti successivamente si afferma:

…i livelli di assunzione di una serie di micronutrienti, tra cui calcio, magnesio e vitamina C, (sono) verosimilmente sufficienti a soddisfare i requisiti nutrizionali. Tuttavia, il consumo di acidi grassi omega-3, ferro, vitamina D e iodio (in alcuni Paesi europei) è basso fra i lattanti e i bambini nella prima infanzia (ovvero da 1 a 3 anni, secondo la definizione dell’EFSA, NdA).

Ma questo non vuol dire che tutti devono integrarli, né che l’unica strada sia quella del latte di crescita. Quindi, all’atto pratico?

Il gruppo di esperti scientifici sottolinea la necessità di prestare particolare attenzione ad assicurare un apporto adeguato di acidi grassi omega-3, ferro, vitamina D e iodio ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia che manifestano o sono a rischio di manifestare livelli inadeguati di queste sostanze nutritive. Gli alimenti arricchiti, inclusi gli alimenti per i bambini nella prima infanzia (ovvero da 1 a 3 anni, secondo la definizione dell’EFSA, NdA), rappresentano un modo per incrementare tali apporti; esistono, tuttavia, alternative efficienti, quali il latte vaccino arricchito, i cereali e gli alimenti a base di cereali arricchiti, gli integratori o la precoce introduzione di carne e pesce nell’alimentazione integrativa (sic) e il consumo regolare e continuato di tali alimenti.

Latte di crescita non serve

Questo è un primo documento. Nel 2014 ne seguirà un altro che si rivolgerà alla composizione degli alimenti specifici per i bambini da 1 a 3 anni. Inoltre tra breve l’OMS si riunirà per aggiornare il CODEX (che, tra le altre cose, regola in dettaglio gli alimenti per i lattanti e tra breve anche quelli per i bambini tra 1-3 anni) e l'”Opinione scientifica” dell’EFSA verrà utilizzata per regolamentare finalmente il latte di crescita, che al momento non è soggetto ad alcuna restrizione. Non ci vuole una palla di cristallo per dire che tra pochi mesi si moltiplicheranno i documenti ufficiali in cui verrà ridimensionato moltissimo la necessità di utilizzare questi prodotti, con buona pace dei produttori e di chi ne promuove l’utilizzo.

 

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46 comments

  1. Lucia says:

    A NOI che abbiamo da anni sostenuto l’inutilità (e a questo punto anche la dannosita’ sotto il profilo dell’apporto calorico !) di questi strani miscugli liquidi plastificati ridicolmente definiti “LATTI”, pieni di diciture false e altisonanti per mera strategia di marketing, e che siamo da sempre stati guardati come alieni da chi invece li riteneva quasi elisir miracolosi.. Finalmente la rotta si è invertita.. Finalmente !

  2. Marina Mutti says:

    Quindi che fare all’atto pratico?? La mia bimba ha 8mesi, scarseggiando il mio, che latte è meglio dare? Grazie..

  3. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Elisa Branduardi, il link lo vedo senza problemi.
    Il messggio di cui parli tanto subliminale non è :D
    Anzi, sul corriere diversi articoli che ho letto sono a dir poco “sospetti”… (sarà che anche io mi faccio insospettire dalla pubblicità non tanto subliminale) :D /Andrea

  4. Elisa Branduardi says:

    Mmmm temo che col link non si veda, comunque intorno è sopra gli articoli compare il banner del latte di proseguimento e se si clicca si viene indirizzati sui suggerimenti dell’azienda per un’alimentazione equilbrata a base di prodotti industriali.

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