“Non dobbiamo far sentire in colpa le madri che non allattano”



Allattamento sensi di colpa
Questo poster è del 1938.
La scritta dice più o meno: “Allatta il tuo bambino, la tua protezione contro i piccoli disturbi. Per informazioni richiedi una pubblicazione del ministero e chiedi al tuo medico”

L’ultimo tabù sembra essere quello di offendere le donne che non hanno allattato (più o meno a lungo). Mai dire apertamente che

  • l’allattamento è il più indicato per il bambino,
  • puntualizzare che la formula non è ugualmente valida,
  • elencare i vari problemi, lievi, lievissimi o meno lievi, che possono essere ricondotti al latte artificiale.

L’imperativo è formulare un pensiero che non offenda chi non ha allattato. Ma il timore è giustificato? Esiste davvero questo problema o è una creazione dei social e dei media?

Analizziamo la situazione.
Per come la vedo io, e certamente semplificando molto, le non allattanti si dividono in tre gruppi (teneteli a mente perché ricorrono spesso in questo articolo)

1. Chi non ha potuto

2. Chi non ha voluto

3. Chi dice che non ha potuto, ma in cuor suo pensa che avrebbe potuto fare di meglio.

Vediamo più in dettaglio:

1. Chi “non ha potuto” non può certo risentirsi quando sente dire che il latte artificiale è inferiore al materno. Sia che abbia vissuto problemi quali il ritorno al lavoro quasi immediato, una malattia o semplicemente non ci sia riuscita, era sufficientemente motivata a farcela, solo che, per vari motivi, purtroppo non ce l’ha fatta.

2. Chi “non ha allattato per scelta”, lo ha fatto con cognizione di causa valutando i pro e i contro. Quindi, anche se ne aveva la possibilità, per motivi suoi ha deciso di fare altrimenti. Di conseguenza, se una donna che ha scelto di non allattare legge di un nuovo lavoro scientifico  che ha provato che il latte artificiale è inferiore al materno, non può risentirsi. Al massimo, se ritiene l’informazione valida e se ci sarà una prossima volta, in futuro potrà prendere in considerazione di fare una scelta diversa.

3. Il terzo gruppo è quello più problematico, almeno in teoria. Onestamente non so quanto creda a certe storie che mi capita di leggere, di madri che, per aver dato un biberon di latte artificiale, vengono volutamente fatte sentire a disagio da occhiate malevole e commenti taglienti fatti con intenti meschini. Piuttosto, mi chiedo quante di queste critiche non siano semplicemente da ricondurre all’ipersensibilità della madre e dal desiderio, più o meno inconscio, di essere criticata (un discorso simile si può fare anche per chi allatta, quanto meno i primi mesi, ma questa è un’altra storia).
E così tu – madre che non sei riuscita a risolvere i problemi legati all’allattamento o il modo di affrontarlo e pensi che ci siano delle questioni tuttora irrisolte – se qualcuno fa presente che effettivamente “breast is best” ti senti chiamata in causa in prima persona; per te tu hai fallito. La questione è se questo sentirsi chiamati in causa ha effetti positivi o effetti negativi.

Il desiderio di essere politically correct e non offendere le non allattanti pervade sicuramente i mezzi di comunicazione. Prendiamo ad esempio la notizia di uno studio pubblicato molto di recente (e che trovate qui) che collega l’allattamento prolungato a un quoziente intellettivo più alto. La prima volta ho letto la notizia sul sito della BBC che nel riportarla ha sentito il bisogno di aggiungere (il grassetto è mio):

Gli esperti dicono che anche se i risultati dello studio non sono definitivi, sembrano confermare le linee guida vigenti che i bambini dovrebbero essere allattati per sei mesi.
Ma dicono che le madri possono comunque scegliere se allattare o meno.

E cosa vuole dire? Per chiarire questo concetto l’articolo poi continua citando un altro esperto che dice:

Tuttavia riconosciamo che non tutte le madri scelgono o sono in grado di allattare e il latte formulato è l’unica alternativa al latte materno per i primi 12 mesi di vita del bambino.

In altre parole hanno pensato… “Hhhmmm… c’è questa notizia, ma come facciamo a scriverla senza offendere gran parte delle nostre lettrici?”

Il quotidiano The Independent invece ha pubblicato un editoriale dal titolo: “Quindi l’allattamento favorisce il QI del bambino; prova a dirlo alle donne che non riescono ad allattare” il cui contenuto potete facilmente indovinare.

In entrambi i casi più che discutere i de/meriti del lavoro, se ne critica a priori il contenuto in quanto considerato inadatto per le madri che non allattano per paura che le faccia sentire in colpa; tirare in causa le donne che non sono riuscite ad allattare a causa di vari problemi viene considerato tabù. Ma allora che facciamo, dichiariamo la ricerca sull’allattamento illegale?

E in Italia come è stata riportata la notizia? Finora se n’è parlato pochissimo e nessuna delle testate cartacee mi pare se ne sia occupata – anche se nel 2011 La Repubblica ha parlato di un simile studio polacco. L’Huffington Post ha pigramente riportato parte del contenuto dell’articolo già citato dell’Independent dal quale hanno selezionato, tra le altre, questa frase:

Questi studi, pur utili, portano una critica implicita a chi non riesce ad avere successo nell’allattamento

Quindi anche questa testata ha deciso, piuttosto che parlare dello studio in sé, di criticarlo per il fatto stesso di esistere. Il mantra è sempre il medesimo, non tirare in ballo chi non allatta per non farla sentire in colpa, anche se implicitamente. Il problema non è mai il tasso di allattamento o i problemi che circondano le donne che desiderano allattare, ma lo studio che chiaramente non andava fatto.

[toggle title_open=”Chiudi” title_closed=”Un altro esempio. Per leggere clicca. (Tranquilli, non è una pubblicità).” hide=”yes” border=”yes” style=”default” excerpt_length=”0″ read_more_text=”Leggi di più” read_less_text=”Leggi meno” include_excerpt_html=”no”]

Queste non sono certo cose nuove. Mi ricordo che anni fa lessi un post che mi colpì molto su un blog personale di una mamma: parlava dei pericoli dal non allattamento – potete leggere il nostro sullo stesso argomento qui – ed elencava le solite controindicazioni quali maggiori problemi gastrointestinali, otiti, ecc., ma al termine l’autrice finiva con questa frase (mia enfasi):

“Detto questo è logico che se non potete/volete allattare al seno avrete comunque un bambino sano, intelligente e meraviglioso…
… ribadisco che [se] per un motivo o un altro non si può/vuole allattare, non colpevolizzatevi! Una mamma serena vale più di mille anticorpi!

Ma allora che senso ha il post? Prima vuoi dare informazioni, ma poi mi dici che “è logico” che non contano per timore di far sentire in colpa la madre che non allatta?

Di esempi così è piena la rete, basta cercare su Google digitando le parole chiave preferite. Data la vastità delle testimonianze disponibili sembrerebbe vero che le madri che hanno avuto problemi con l’allattamento si offendano facilmente, o questo è il messaggio che passano i media.

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Quello che però mi ha fatto scattare la molla e mi ha convinto a scrivere quello che leggete è stato il programma di Rai2 Detto Fatto. Premetto che fino all’altro giorno non ero al corrente dell’esistenza di questo spettacolo, né conoscevo la conduttrice, e devo ringraziare Marzia di Facebook per avermi segnalato che nella puntata del 23 marzo si parlava di svezzamento. Il programma è presentato dalla conduttrice Caterina Balivo, a quanto leggo anche lei è diventata madre di recente e almeno per un po’ sembra aver allattato – e, sì, questa informazione è rilevante.

Se volete vedere il pezzo sullo svezzamento (con cremine, brodini e liofilizzati vari) cliccate sul link poco sopra e cominciate dal minuto 26, ma non credo ne valga la pena. A me invece interessa cosa accade a partire dal minuto 38:26 e per i successivi 30 secondi circa e che vedete riassunto nel seguente “fotoromanzo”.

Non far sentire in colpa le donne che non allattano
Quella che vedete è Caterina Balivo, la presentatrice di Detto Fatto. Le immagini sono state prese dalla trasmissione del 23 marzo e corrispondono al dialogo riportato nei fumetti.

Il dialogo completo tra Caterina e la Pediatra ospite, che pare essere la sorella, è il seguente:

Caterina: Le mamme vanno in crisi, quando… quando c’è il passaggio dal latte allo svezzamento?

Pediatra: Allora, il latte resta comunque un alimento fondamentale per i bambini, Caterina. L’ideale è che anche l’allattamento continui fino al primo anno di vita (foto 1). Se però questo non è possibile…

Caterina: Scusami, l’allattamento… materno (foto 2)?

Pediatra: Esatto, fino al primo anno di vita (foto 3) è l’ideale sempre per il discorso degli anticorpi…

Caterina: Tanto, eh… però

Pediatra: È molto impegnativo; non sempre le mamme riescono, perché… comunque anche per esigenze lavorative, però sarebbe l’ideale. Se però questo non è possibile…

Caterina: Sì, però neanche far sentire in colpa le mamme che non hanno potuto allattare fino all’anno di vita! (foto 4)

Pediatra: Assolutamente, assolutamente…, Caterina…

Lasciamo perdere la questione su quale sia la durata ottimale dell’allattamento (o non ne usciamo più) ed esaminiamo invece la reazione della presentatrice che appare stupefatta alla sola idea che si possa allattare addirittura fino ai 12 mesi del bambino e che mette letteralmente le mani avanti per precisare che assolutamente non dobbiamo far sentire in colpa le madri che “non hanno potuto allattare fino all’anno di vita“. Che messaggio si sta facendo passare? Vediamo… Da una parte, ovviamente, che non si è mai visto un bambino allattato per un anno!! Dall’altra che eh però, se mi dici così poi chi non l’ha fatto si sente in colpa!! 

Vediamo la logica dell’argomentazione per la quale le donne che non allattano (a lungo) non possono sentir parlare di allattamento (se non in termini negativi).

Mi direte che non c’è niente di male ad essere empatici e a mostrarsi sensibili verso il dolore del prossimo. In teoria sono d’accordo, ma… il problema è che si parte da premesse, a mio avviso, sbagliate in quanto si vede la madre che non è riuscita ad allattare (a lungo o meno a lungo, la durata poco importa) come un essere indifeso che va protetto e alla quale non bisogna far pesare in alcun modo il suo fallimento – parola non scelta a caso in quanto se non pensasse, anche se solo inconsciamente di aver fallito, farebbe parte del gruppo (1), ovvero di quelle che non hanno potuto allattare.

Riesaminiamo i tre gruppi di donne non allattanti:

1. Tra le donne che hanno effettivamente provato ad allattare, ma non ci sono riuscite, quante sono a sentirsi veramente offese quando sentono che la formula altro non è che un surrogato? Non ho statistiche alla mano, ma mi verrebbe da dire molte meno di quanto non si pensi, dopo tutto qual è la logica per la quale ci si dovrebbe sentire in colpa, del resto più che mettercela tutta uno non può. Per cui la donna che non è riuscita ad allattare nonostante tutta la buona volontà non se la prenderà a male se le dicono, ad esempio, del legame tra QI e (non) allattamento e sarà grata che la formula esiste, altrimenti la situazione del suo bambino sarebbe stata ben più grave.

2. Neanche la donna che non ha voluto allattare se la può prendere se le capita di leggere che il latte formulato non è all’altezza del materno, perché ha fatto una scelta libera e senza costrizioni. Al massimo farà spallucce e passerà oltre, oppure interiorizzerà l’informazione e magari la userà in futuro.

3. Ritorniamo quindi alle donne consapevoli o di aver rinunciato troppo presto o di non aver perseverato abbastanza, o di non aver ricevuto il supporto necessario, ecc ecc.

Dobbiamo essere rispettosi di questa categoria? Certo, così come dobbiamo essere rispettosi nei confronti di tutti, ma senza essere condiscendenti, e questo è il punto chiave.

Quali sono i motivi che non fanno riuscire le madri ad allattare? Una lista assolutamente non esaustiva può comprendere:

  • Pressione di chi ti sta intorno
  • Poca motivazione
  • Assistenza sanitaria di scarsa qualità
  • Difficile combinazione lavoro, famiglia e allattamento
  • Assenza di esempi di allattamento dal “vivo”
  • ecc. ecc.

Che si allatti poco è purtroppo un dato di fatto (basta leggere le statistiche – alcuni esempi li trovate in questo articolo), ma come risolviamo questa situazione? A mio avviso molto semplicemente cambiando la prospettiva e il tipo di conversazione spostandoci da

non facciamo sentire in colpa le madri che non hanno allattato (più o meno a lungo)” (atteggiamento per me per nulla empatico, ma estremamente condiscendente)

verso un più costruttivo

coinvolgiamo le donne che sentono che non sono riuscite nell’allattamento per assicurarci che gli stessi sbagli non vengano ripetuti in futuro“.

Le donne che sentono di aver vissuto un allattamento fallito sono le più indicate per chiedere a gran voce un cambiamento di mentalità e nelle strutture che faciliti chi madre ancora non lo è. Dopo tutto loro hanno vissuto questi problemi in prima persona e sanno cosa vuol dire doversi scontrare con una realtà che non è quella che ci immaginavamo.

Chi insegna alle donne che verranno come aumentare la possibilità di allattare?

– Le donne per cui l’allattamento è stato una passeggiata hanno poco da insegnare.

– Quelle che non sono interessate ad allattare, non sono in grado di insegnare.

Le donne che invece non sono soddisfatte di come sono andate le cose hanno tutto da insegnare e sono quelle che dovrebbero sbandierare studi come questi a destra e a manca esigendo a gran voce che chi diventerà madre domani o l’anno prossimo o tra 5 anni possa vivere un’esperienza migliore di quella che hanno vissuto loro, perché se lo meritano. Senza essere uno psicologo, mi sembra lampante che un’esperienza catartica come questa le aiuterà a superare la delusione dell’allattamento fallito, molto, ma molto di più del nascondersi dietro (la paura) del senso di colpa, che è quello che, in modo condiscendente, teorizza tra gli altri la Balivo (e non posso non chiedermi… la Balivo a che categoria appartiene, la 1, la 2 o la 3?).

Se invece continuiamo come è stato fatto finora, con l’intoccabilità delle non-allattanti, garantiremo solo il ripetersi all’infinito della situazione attuale, ovvero tassi di allattamento molto bassi.

Se i problemi che hanno afflitto te non sono stati non solo risolti, ma neanche affrontati, chi verrà dopo di te si troverà nella stessa situazione. Nessun cambiamento, nessun miglioramento. Solo un ciclo che si ripete.

La donna che ritiene di essere stata informata male, assistita male, di non essere stata motivata, di non aver ritenuto l’allattamento sufficientemente importante, ecc. non vorrà cercare di aiutare le altre donne a risolvere il problema? Questa è la vera “sisterhood of motherhood” (come dice lo slogan pubblicitario di una ditta di latte artificiale americano) e non il silenzio e l’assenza di dibattito, come alcuni ci vogliono far credere, compresa la stessa ditta di latte artificiale che ha fatto suo questo messaggio in modo mirabile.

Il genere di (non) conversazione suggerito dai media non solo è sbagliato, ma nella migliore delle ipotesi è inutile e molto probabilmente controproducente.

[box]A chi non è riuscito ad allattare secondo i propri desideri, vi siete sentite frustrate/deluse a causa di ciò?

Se sì, come avete fatto a risollevarvi? Raccontatelo nei commenti.[/box]

 

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322 comments

  1. Rita says:

    Io alla prima gravidanza ho allattato Solone 3 mesi, ero davvero molto giovane e vivevo con i miei genitori, mia madre non voleva che allattassi a letto, allattare era diventato uno stress e se la bimba piangeva voleva dire che ero io che non avevo latte. Mi ha sempre detto che neanche lei aveva latte dopo i 3 mesi e che per di più il mio seno non si era neanche gonfiato, non volendo vedere la bimba piangere abbiamo iniziato a darle l’aggiunta e alla fine solo l’artificiale. Non ho sofferto in realtà anche se avrei voluto viverla megljo, mia figlia è cresciuta sanissima e con un bellissimo rapporto con me quindi non ho di che lamentarmi. Ora sto provando a rimanere nuovamente incinta e mi sto informando bene bene sull’allattamento al seno, questa volta spero sarà diverso anche se non so se riuscirò a far coincidere lavoro e allattamento.

    • Andrea says:

      Ciao Rita,

      vedi com’è facile tramandare i miti? Non ci voleva tanto far convincere anche te, così avresti potuto convincere anche tua figlia all’occorrenza :)

    • Daniela says:

      Ciao, per quanto riguarda far coincidere lavoro ed allattamento ti racconto la mia esperienza anche se poi ognuno ha i suoi orari ed esigenze. Io sono rimasta a casa con mia figlia fino al nono mese quindi avevo già iniziato ad introdurre cibi solidi quando ho ripreso il lavoro.Poi ho lavorato a pt (2 ore in meno di lavoro per allattamento) all’anno di mia figlia ho ripreso il tempo pieno parto alle 7 e torno alle 17.30 appena arrivo la piccola si attacca subito e ciuccio anche la notte ma il passaggio e stato graduale e non ha comportato grossi traumi.

      Il giovedì 31 dicembre 2015, Rita ha scritto:

      • Rita says:

        Ciao Daniela si sarebbe bello rimanere a casa fino al nono mese ma non posso. Io ho 2 lavoretti uno come dog Host che svolgo in casa e uno come insegnante di ripetizioni che mi impiega 2-3 ore al giorno fuori casa e mi chiedo se in queste ore mio figlio avesse fame come farebbe mio marito? Se mi tiro il latte e lui glielo da con il biberon il bambino si abitua al biberon e poi non vuole più il seno?

        Inviato dal mio dispositivo Samsung

        ——– Messaggio originale ——–

        • Andrea says:

          Ma quanto ha adesso?
          Comunque se si parla di 2-3 ore al giorno è molto probabile che ce la faccia.
          Però non ho capito… prima hai detto che il bimbo prende solo l’artificiale… ah, ma forse parli del secondo…

        • Rita says:

          La mia prima dopo il 3 mese ha preso solo artificiale ed ora che sto cercando la gravidanza mi sto informando bene sull’allattamento e l’unica problematica a cui non riesco a trovare adeguata soluzione è il fattore lavoro. Come potrò gestire lavoro e allattamento premettendo che lavoro 2-3 ore fuori casa?

          Inviato dal mio dispositivo Samsung

          ——– Messaggio originale ——–

        • Andrea says:

          E chi lo sa! Onestamente neanche ci penserei, tanto le variabili in gioco sono talmente tante che è impossibile fare previsioni. Quando sarà e ti troverai in una situazione, la gestirai al meglio per te e per il nuovo bambino. Magari tuo figlio sarà uno di quelli che vuole mangiare soltanto ogni tot ore per cui non avrai nessun problema oppure sarà uno di quelli vuole sempre stare attaccato. Ricette non esistono. L’unica è vedere caso per caso qual è la soluzione migliore. Peccato che non lo sai mai a priori ma solo a posteriori, ma ci troviamo tutti nella stessa barca quindi… l’unica cosa che posso dire è buttati e cerca supporto se ti dovesse servire.

        • Rita says:

          Sì ma se poi mi si frena l’allattamento?

          Inviato dal mio dispositivo Samsung

          ——– Messaggio originale ——–

        • Andrea says:

          Rita, ripeto, i fattori in gioco sono tantissimi. Tu parti POSITIVA e poi vedremo. Tra l’altro, se stai via 2-3 ore davvero credo che il problema non sussista :)

  2. emanuele says:

    mah questa è una falsa guerra tra poveri….è ovvio che è meglio l’allattamento materno, ma parliamo di una cosa talmente soggettiva, che è inutile discutere, bisogna solo informare sulle proprietà positive dell’allattamente materno, ma se una mamma da l’artificiale è una scelta…e non può essere impugnata….ognuno da quel che può e vuole al proprio figlio, ed ognuno lo educa come può e come vuole, ovviamente con metodi che non ne ledi la salute (fisica o psichica), ma onestamente non ho mai sentito parlare di bambini morti denutriti perchè allattati con l’artificiale….poi l’esperienza mia personale è che il nostro primo figlio purtroppo mia moglie non ha potuto allattare (il piccolo non si attaccava all’inizio e siamo stati consigliati male), ma il 2° e la 3° solo latte naturale e autosvezzamento…..abbiamo visto che il materno era mille volte meglio….per mille motivi. ma magari è stata una nostra esperienza, e ad altri è andata in maniera opposta…boh…. l’importante è capire che è una cosa delicata…e invece che voler giudicare chi fa cose diverse dalle nostre, bisogna accettare le scelte o necessità di ognuno….punto.

    • Andrea says:

      Ciao Emanuele,

      proprio l’altro giorno ho letto un post dove si diceva che un pomodoro di stagione, cresciuto al sole, maturato sulla pianta viene classificato come “scelto”, mentre uno cresciuto in una specie di serra, staccato quando ancora verde e maturato in una scatola di cartone a 1000 km di distanza è considerato “normale” (considera che noi siamo molto a nord e da noi i pomodori non crescono).
      Lo stesso discorso vale per quello che hai detto tu. Ti cito: “bisogna solo informare sulle proprietà positive dell’allattamento materno”. Anche tu sei caduto nella trappola del marketing… L’allattamento non presenta NESSUN vantaggio. Al massimo è non allattare che presenta degli svantaggi.
      Che da un punto di vista della popolazione (anche del primo mondo) allattare sia una “scelta” migliore è fuor di dubbio, ma questo è visibile solo a livello di popolazione e non del singolo (al contrario del terzo mondo dove può essere una questione di vita o di morte). L’esperienza del singolo, positiva o negativa che sia, ha poco valore, mentre se guardiamo la popolazione nel suo complesso, possiamo vedere dei trend più o meno definiti che poi guidano le linee guida di salute pubblica. Purtroppo però quando questo viene inquinato dagli interessi dei produttori e dal marketing, tutto diventa molto, ma molto più nebuloso e la gente è confusa. Così si finisce a parlare dei “benefici” del latte materno, un po’ come se si parlasse dei benefici dell’aria pulita, contro quella piena di smog com’è adesso a Roma e Milano (tra l’altro, se non te lo avessero detto, ti saresti accordo che i livelli di smog erano sopra il limite di guardia? E come vengono definiti questi limiti?)

      Fintanto che non allattare sarà considerano normale (anche se a livello inconscio), allora non si può dire che le dirette interessate possano effettivamente fare una scelta informata. Che scelta è se ti presento il latte artificiale come la norma e il latte materno come un di più?

      Questo lo hai letto?
      http://www.autosvezzamento.it/breast-is-best/

      Il 30/12/15 16:52, emanuele ha scritto:

  3. Alex says:

    Non è questione di informazione o atteggiamento. Ho seguito corsi pre parto e post parto, mi sono informata leggendo, contattando consulenti ecc ma l’allattamento esclusivo non mi è stato amico. Sono daccordo con quanto dice Ada, e anche io non sopporto quelle mamme che “pur di allattare” affamano i propri figli per MESI. Ho iniziato l’allattamento a richiesta in maniera tranquilla, il bimbo cresceva in abbondanza e tutto andava bene. Poi tutto d’un tratto il bimbo ha smesso di crescere, non andava più di corpo ed era sempre nervoso. Per oltre 3 settimane questa cosa è andata avanti, nonostante attaccassi il bambino anche 15 volte al giorno (e non è uno scherzo) bevevo tanto, mangiavo bene, assecondavo il bimbo, ma il risultato era sempre lo stesso. Cosa avrei dovuto fare? Sono passata all’allattamento misto e, guarda un po’, non solo il bimbo ha ricominciato a crescere ma in breve è tornato ad andare di corpo. In precedenza non andava di corpo perchè il latte che prendeva da me era appena sufficiente per idratarsi! E nonostante attacchi continui e tutti gli accorgimenti la produzione di latte non si è mai calibrata come avrebbe dovuto. Non mi pento di essere passata al misto e lo rifarei altre 100 volte perchè so che ho fatto di tutto per rimanere in allattamento esclusivo, ma questo non doveva significare affamare mio figlio!

  4. michela says:

    Le informazioni ci sono, ma spesso le future mamme non “si educano” leggendo libri e manuali e non partecipano nemmeno ai corsi preparto pensando che tutto sia naturale e che non sia necessario imparare a fare la mamma. Altro problema nasce in ospedale dopo il parto, anche ospedali pro allattamento non hanno consulenti o personale veramente in grado di supportare le mamme: io ho fatto mille domande, ma se non le avessi fatte nessuno mi avrebbe realmente aiutato. Una volta a casa quando mi sono trovata in difficoltà ho contattato un consultorio e tutto ciò mi ha permesso di arrivare a 6 mesi e mezzo con allattamento esclusivo e ora alimentazione complementare.

  5. Daniela says:

    Mia suocera e mia cognata erano infastidite dal fatto che allattassi e per di più a richiesta. Loro non avevano neanche una goccia di latte con 4 figli ???!!!! E i loro bambini sono cresciuti perfettamente in ogni caso anche se svezzati a 3 mesi. Davanti a ciò non puoi dire altro.

  6. Silvia says:

    Io penso che tante mamme smettano nel momento più difficile. Mia figlia ha quasi 10 mesi e adesso é tutto più facile. La notte si sveglia ogni 2 ore, ma adesso si attacca quasi da sola e io continuo a dormire. E poi la mattina mi sale sopra al petto e si attacca al seno e si riaddormenta così, con le ginocchia sul letto e la testa e il busto sopra di me per traverso ed è tenerissima. È un momento che adoro e se avessi smesso prima non ci sarei mai arrivata. Svezzarla del tutto mi spaventa molto di più perché sicuramente piangerebbe se non gliela voglio dare. Preferisco molto di più lasciare le cose evolversi da sole. Sono d’accordo con qualcuno che dice che l’articolo è stato scritto da un uomo, logicamente ha senso ma le psiche delle donne funziona diversamente e ammetto che non abbia sempre senso, specialmente per gli uomini. Pensa che io mi sento ancora in colpa che le ho dato l’aggiunta il secondo e terzo giorno sotto consiglio della lactation consultant. Tornassi indietro mi rifiuterei categoricamente. Comunque, sono d’accordo con il fatto che uno studio scientifico è uno studio scientifico e basta. Se hanno scoperto che quello materno è meglio non c’è niente da argomentare o sentirsi offesi. Dopotutto tutti sanno che fumare fa male, ma non vedo fumatori sentirsi offesi dalla ricerca scientifica perché non riescono a smettere. Ciao ciao!

  7. Eva says:

    A me è successo questo: dopo la mia gravidanza gemellare tutto sommato tranquilla, una ginecologa con poco tatto e la presunzione di non aver bisogno di consulenti o ostetriche per il post parto (quindi né io ho chiesto al mio medico o mi sono informata per altri canali, ma né lei si è interessata della questione allattamento… diciamo che non si è interessata a me in quanto madre, ma solo in quanto paziente) partorisco… e quasi ci lascio le penne (no, non sto scherzando). I bimbi stanno benissimo dopo il cesareo, invece io vengo operata nuovamente dopo mezzora per fermare l’emorragia. Terapia intensiva per me e nido per i bimbi che vedo dopo 12 ore, esausta. In ospedale ci sono rimasta di più di una partoriente “normale” e non per mia scelta, chiaramente, e ho avuto modo di essere assistita da più operatori che avevano opinioni diverse sull’allattamento: devi allattare su un fianco (ma sono due!! e poi non riesco neanche a muovermi); devi dare l’aggiunta (sì, ma prima di andartene mi avvicini i bimbi che non posso scendere dal letto!!!); devi assolutamente allattarli assieme (sì, ma su un braccio dove mi è venuta la flebite per via degli aghi ho una flebo attaccata e sull’altro pure!). Insomma, io non mi sono informata a dovere prima, ma da chi di dovere sono stata lasciata SOLA. Non ho avuto il tempo di sentirmi in colpa per non aver allattato come avrei voluto e ci ho provato per un paio di mesi. Dovevo rimettermi in forze, stare bene, per me e per loro. Se avessi un altro figlio, ora saprei come fare. E se una mia amica avesse delle difficoltà, saprei consigliarla. Concludo dicendo solo questo: non è molto costruttivo suddividere le mamme in mamme di classe A e mamme di classe B… ho visto spesso su Facebook questo tipo di atteggiamento molto “solidale”, oserei dire. In fondo siamo tutte sulla stessa barca… cerchiamo di non farla affondare.

  8. Federica says:

    Andrea, vero? Do per scontato che sia stato tu a scrivere, in quanto non riesco a concepire che un articolo del genere possa essere scritto da una donna. 
    Con tutto il rispetto, adoro il tuo blog eccetera eccetera, ma per favore, passa la penna a qualcun altro per gli articoli sull’allattamento. Non fanno una piega razionalmente, ma sono palesemente scritti da chi non capisce un accidente di cosa succede durante l’allattamento alla mamma. Così ti inimichi pure quelle che hanno allattato senza problemi!!
    A grandi linee, i contenuti non fanno una piega. Ragionamento logico senza ombra di dubbio. E a rigor di logica ammetto di essere d’accordo su ogni singola parola.
    In pratica, ti dimentichi che la tempesta ormonale e le pressioni emotive che gravano su una mamma fanno sì che il ragionamento logico può andare fuori dalla finestra.
    E dimentichi anche, come qualcuna ha scritto sotto, che allattare è difficile. Molto difficile.
    Difficile fisicamente per una serie di motivi che TU non puoi capire: fisici, quali dolore, ragadi, mastiti, latte che non arriva, ma anche emotivi, motivi che nessuna donna verrà mai a dirti: la sensazione di sentirsi succhiare in una parte così intima, le sensazioni che provoca la stimolazione del seno per motivi non sessuali. Allattare al seno non è solo dare il latte come è allattare al biberon, e ci sono donne che non riescono a sopportare emotivamente la cosa. Oppure donne che hanno sopportato magari il fastidio e poi diventano acide nei confronti di chi non ce la fa. Ovviamente ci sono anche donne per cui è stata solo un’esperienza piacevole, ma non ne conosco molte.
    E poi, le valanghe di sensi di colpa. In generale credo che gli uomini non si sentano mai in colpa quanto le donne, se una cosa la fanno bene se non la fanno pazienza. Ma il senso di colpa per non ESSERE RIUSCITE a fare una cosa CHE DOVREBBERO FAR TUTTE, può essere “overwhelming” (non mi viene un sinonimo in italiano). Chiaramente tu non hai mai provato queste cose.
    Ora, il contenuto dell’articolo non fa una piega, l’ho già detto. Ma magari fosse così semplice!! La realtà è molto più complessa, e non sono solo le multinazionali cattive che spingono le mamme a passare al latte artificiale.
    Tu non sai cosa vuol dire andare al controllo e sentirti dire che il tuo bimbo è calato invece che aumentare. Tu non sai cosa vuol dire tirarsi il latte o allattare ogni ora, 24 ore su 24. Tu non conosci il senso di spossatezza che ti pervade dopo una poppata. Tu non sai perchè molte donne dicono di essere contente di aver smesso di allattare per potersi “riappropriare del proprio corpo”. Tu non hai mai provato l’esperienza di dover buttare via 150ml di latte tirato per colpa di un moscerino, dopo un’ora e mezza di fatiche e strizzamenti di seno, perchè la tua bambina rifiuta di attaccarsi e devi andare di tiralatte.
    Allora, lascia che a scrivere questi articoli sia chi ha provato tutto questo. Fai in modo che traspaia un po’ di comprensione nelle parole che si leggono. Dai esempi pratici su come supportare l’allattamento al seno.
    In fondo è quello che dici tu nell’articolo stesso. Di allattamento ne dovrebbe parlare chi l’ha provato, ancor meglio chi ha avuto difficoltà.
    Allora fai una bella cosa, tirati indietro, smetti di scrivere articoli logici e quadrati e lascia la penna a chi può dare consigli concreti.
    Fai un favore alle mamme, alla causa e al tuo blog…

    • Silvia says:

      Ciao, volevo solo dirti che io ho avuto problemi inizialmente, la bocca di mia figlia era troppo piccola e ho dovuto usare un guardia capezzolo per quasi due mesi, poi tutte le altre cose che dici tu, la spossatezza etc etc, tuttavia non ho rinunciato e adesso lei ha quasi 10 mesi e sono molto contenta della mia esperienza con l’allattamento. E penso che sarei ancora più spossata se ogni volta che lei si svegliava all’inizio avrei dovuto prepararle il latte formulato. Quindi mettimi nella categoria di donne che hanno avuto, in generale, una bella esperienza. Tornassi indietro anzi rifiuterei l’aggiunta che mi hanno fatto dare in ospedale il secondo e terzo giorno. Sono fermamente convinta che abbia creato più problemi di quelli che ha risolto. Ciao ciao!

    • Cinzia says:

      Sono entrata da poco in questo forum e commento con un anno di ritardo…ma ci tengo ugualmente a dare la mia opinione.
      Concordo pienamente con Federica, caro Andrea.
      Apprezzo il tuo impegno e ho potuto anche apprezzare il tuo libro, ma sulla questione allattamento materno o artificiale a mio avviso hai semplificato un pò troppo i fatti.
      La donna non è solo un mammifero, ma una sua meravigliosa e complessa evoluzione… in senso emotivo e cognitivo. E’ proprio questo che ci differenzia dagli animali: la capacità empatica, la cognizione, la metacognizione.
      La maternità per una donna, specialmente in quest’ epoca dove fortunatamente l’identità femminile può svilupparsi su più fronti, è un’esperienza emotivamente forte, destabilizzante e proprio per questo foriera di crescita personale.
      Ma la crescita deriva dalla crisi, perché l’istinto materno non è vincolante per la specie umana come per le specie inferiori.
      Ogni decisione che ci si ritrova a prendere come neomamme è vissuta, almeno inizialmente, con un pò di sanissima insicurezza.
      L’allattamento è la prima prova da neomamma che provoca insicurezza, perché è accompagnato spesso da dolore fisico, vissuti emotivi contrastanti, paura di non riuscire a nutrire adeguatamente il piccolo esserino e chissà quante altre cose, perchè ogni donna lo vive in modo diverso.
      E questi diversi vissuti si scontrano con la tempesta ormonale, con la consapevolezza finalmente vivida del proprio nuovo ruolo, con il ricordo ancora cocente dei dolori del parto, con l’adrenalina del primo giorno da mamma…!
      In questi momenti l’avvio dell’allattamento non è così semplice e naturale per tutte, specialmente se il bimbo fa fatica ad attaccarsi e lo si vede stare male.
      In questi casi per avviare correttamente un allattamento ci vorrebbe sicuramente un maggiore supporto psicologico (che in ospedale manca completamente) e una maggiore coerenza di risposte nel personale ostetrico ed infermieristico (almeno nel mio caso, ogni ostetrica, infermiera,ecc suggeriva qualcosa di diverso dalle colleghe).
      Ma prima ancora di preoccuparsi del corretto avvio dell’allattamento, a mio avviso occorre preoccuparsi del corretto avvio della relazione madre-figlio, che non passa solo dal latte materno, bensì dal maternage: la capacità di empatizzare con il piccolo esserino nuovo di zecca, di cercare di comprenderne le necessità espresse con il pianto, reagendovi con accuratezza e senza troppa ansia. Perchè i neonati sono non tanto piccoli esseri affamati, ma piccole spugne emotive in cerca di un contenimento affettivo che li accompagni in questo mondo.
      Detto questo, io ho fortunatamente una cultura umanistica alle spalle, un compagno ottimo sostenitore, un carattere forte e uno spirito anticonformista.
      Ma senza tutti questi fattori di protezione, avrei sicuramente vissuto la scelta di non allattare mio figlio con peggiori sensi di colpa.
      E purtroppo si, in questi casi anche articoli sugli svantaggi del latte artificiale possono peggiorare il vissuto della neomamma.
      Certo, non dico che non ci debba essere corretta informazione, ma non ci dovrebbe essere secondo me tanta enfasi solo su questo aspetto della maternità.
      Perchè non si fanno campagne così endemiche ad esempio sulla prevenzione della depressione post partum?
      Occhio quindi a razionalizzare un argomento come l’allattamento, che per un uomo rimane un ragionamento logico astratto, ma che per una donna simboleggia molto molto di più.

      Cinzia

  9. Sara C says:

    inghydi so che non sono affari miei, ma non posso fare a meno di sconsigliarti assolutamente di dare latte vaccino alla tua bimba. Non importa se sia diluito, tale e quale o mescolato con altro. Il latte vaccino non va assolutamente dato in sostituzione del latte materno prima dell’anno di età. Significa che, se dopo i 6 mesi circa quando inizierà con i cibi solidi, prepari un puré di patate e ci metti dentro il latte, certamente la tua bimba potrà mangiarlo: si tratta di una piccola quantità di latte all’interno di una dieta varia. Il latte vaccino non è per nulla adatto ai nostri bambini piccoli: troppe proteine, poco ferro, può causare mircoemoraggie intestinali che possono portare all’anemia. Prima dei dodici mesi, se non si allatta, in sostituzione del latte materno bisogna dare latte artificiale, quello apposta per bambini. Non latte vaccino, di asina, di capra, di mandole, di orzo, di avena o di quel che vuoi.Ti consiglio di leggere questo documento ufficiale: https://www.unicef.it/Allegati/Raccomandazioni_UE_alimentazione_lattanti.pdf all’allegato 4

  10. inghydi says:

    Io non trovo assolutamente nulla di male se una donna non è riuscita ad allattare, io per esempio non ho allattato proprio niente.  La montata non è arrivata nonostantecontinuassi ad attaccare al seno la mia bimba  ho preso anche delle pastiglie x aiutare ma nulla.. non me n3 faccio assolutamente una colpa.  Si vede che doveva andare cosi.. cmq la mia bimba cresce bene e ha 5 mesi sta benissimo e ora addirittura beve latte vaccino gia dai 3 mesi e mezzo

  11. Marta Cabo says:

    Totalmente d’accordo con Ada Gatti. Personalmente ho fatto allattamento su richiesta per 7 mesi, all’inizio motivatissima, poi ,a dire la verità, volevo smettere perché facevamo ancora 6-7 poppate/giorno (2-3 notturne), con 2 pasti al giorno e merenda. Ero consumata fisica e mentalmente, pensavo soltanto a mangiare e a farlo mangiare, ma lui non  prendeva ne biberon ne latte artificiale quindi dovevo semplicemente andare avanti. Un giorno mi sono ammalata e ho dovuto prendere un antibiotico non compatibile con l’allattamento, ero allergica agli altri e non c’era alternativa. La notte che ho sostituito la prima poppata, mio figlio, malato anche lui, ha presso per prima volta il biberon con le sue mani e l’ha finito praticamente da solo. Era definitivamente arrivato il momento per entrambi. Non mi sento affatto in colpa, anzi adesso mi godo mio figlio molto di più perché ho le forze per giocare e ridere con lui. Diverse volte ho dovuto sentire il “poverina, hai dovuto smettere di allattare” oppure richieste di spiegazioni, io dico sempre quanto sono felice da quando ho concluso l’allattamento e quanto è importante il rapporto tra madre e figlio, e il rispetto delle necessità di entrambi. Oramai siamo tutte informatissime, ma per fortuna le decisioni nella vita non si prendono sempre con la razionalità di uno studio scientifico o con l’incrocio dati da diverse fonti, c’è una componente irrazionale di più del 50%, e in questa irrazionalità ci sono le circostanze, le emozioni e l’intuito che vanno assolutamente rispettati. 

    PS: Uno studio scientifico, se è veramente scientifico, non è offensivo per definizione, lo sono le persone che ne parlano con superficialità e opinano delle decisioni altrui con la stessa superficialità.

  12. Ada Gatti says:

    Perché non posso rispondere subito sotto alla risposta di Autosvezzamento? Comunque: “questo è molto simile” un cavolo. Tu dici parole come “il top” e “la norma”, e poi critichi il linguaggio che tu stessa hai usato. Boh. Bello girare la frittata, eh? Io dico solo che per me allattare è stato facile, per altre non lo è: su 12 mamme del mio ex corso preparto, allattiamo senza problemi in 2. Ah, quando usi le virgolette, ricorda di citare le parole esatte che uno ha scritto: io non ho detto che “non ci riescono”, ma che “non riescono a soddisfare le richieste dei loro figli”. Non significa che non riescono ad allattare, ma che continuano a provare ad aumentare la produzione, tirando il latte, bevendo intrugli, in mille modi, ma all’allattamento (che praticano) devono affiancare il latte artificiale. Su 12 mamme del corso preparto, io e un’altra non abbiamo mai avuto problemi di allattamento (escludendo ingorghi, dotti bloccati o mastiti). Ti assicuro che Don Draper ci fa la calzetta, erano tutte donne motivate e convintissime, non banderuole preda del marketing della mellin! Allattare è difficile, e negarlo non lo renderà più facile. Bisogna aiutare le mamme a farlo (perché è difficile) ma mai e poi mai aggiungere alle loro angoscie la nostra saccenza. E se ascoltassi un po’ di mamme lo sapresti, che il “bollare” è vero, e avresti un po’ più tatto.

  13. Marta Varesi says:

    Sono d’accordo con Annalisa…. Quante polemiche inutili… Se invece di scagliarci contro l’una all’altra, chi allatta, chi non allatta perché non può, chi non allatta perché non ne ha voglia, chi allatta anche se non ne ha voglia, ci comprendessimo, rispettassimo e aiutassimo più tra mamme, tante cose andrebbero meglio per tutte.

  14. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Ada Gatti, dal tuo intervento cito:
    ” Io sono stata graziata da due bimbe subito competenti e due montate oceaniche in terza giornata, ma sono circondata da mamme che ci provano (con tutta la motivazione possibile), ma non riescono”
    quindi tu sposi l’idea che allattare sia una fortuna e non riuscirci sia la norma. Questo è molto simile a dire che il latte materno è il top, mentre la formula è la norma ed è questo genere di linguaggio che è alla base del problema, ovvero accettare che non allattare sia la posizione predefinita.
    Se poi devo dire la verità, non so quanto sia vero che ci sia tutto questo “bollare” le donne che non allattano. Se così fosse, allora le percentuali di allattanti sarebbe ben superiore perché la società ci spingerebbe ad allattare (mentre credo che, per 100 motivi diversi, sia vero l’esatto opposto).
    Leggi questo:
    http://www.autosvezzamento.it/breast-is-best/
    /Andrea

  15. Ada Gatti says:

    E lo scrivo mentre ho al seno la mia secondogenita. Certe donne non riescono ad allattare. Meglio la formula di quelle che vengono spinte ad affamare bambini sottopeso per settimane perché “se no il latte non arriva”. Allattare fa bene, ma non farlo non comporta gravi rischi o danni. Favoriamo l’allattamento al seno, ma senza fanatismi.

  16. Ada Gatti says:

    L’articolo è superficiale nell’analisi della reazione di chi non ha allattato. Io sono stata graziata da due bimbe subito competenti e due montate oceaniche in terza giornata, ma sono circondata da mamme che ci provano (con tutta la motivazione possibile), ma non riescono a soddisfare le richieste dei loro figli. Per loro sentir dire la solenne minchiata “tutte le donne hanno il latte, basta volerlo” è offensivo. Perche loro l’hanno voluto. Si sono sbattute molto più di me, che non ho mai usato un tiralatte. Non ce l’hanno fatta, e comunque fanno allattamento misto, cioè doppia fatica. Non è coda di paglia, è sentirsi bollate costantemente come quelle che “non lo volevano abbastanza”.

  17. ValentinaRaimondi says:

    la mia storia è molto simile a quella di Lorenza e Elena. tanti buoni propositi durante la gravidenza, mille letture, tante domande al corso pre-parto…e poi il bimbo nasce e tu sei sola con un capezzolo piatto che non ne vuole sapere di entrare nella boccuccia del tuo cucciolo. chiedo consigli e l’aiuto delle ostetriche in ospedale che mi bollano dopo qualche ora dal parto come un “caso disperato”. mi dicono: signora si compri un tiralatte professionale e ci stia attaccata per 24 h per evitare che il latte finisca”. da quel momento è iniziato il mio calvario. uscita dall’ospedale il mio cucciolo aveva già preso l’aggiunta (io vivevo nel terrore che non mangiasse abbastanza..), il mio seno aveva già le ferite delle ragadi ed io non avevo nemmeno il tempo di coccolarmi il mio pulcino dato che dovevo essere attaccata ad una macchina per tutta la mia giornata. dopo 2 mesi ho rinunciato a malincuore…ero troppo depressa e stanca. tante ore per vedere il biberon pieno di una quantità insignificante. tenere il mio cucciolo attaccato da un seno non aiutava a generare prolattina e quindi latte…era un circolo vizioso..meno latte e più panico e tristezza per me. ho sbagliato a non cercare un aiuto più tecnico ma ora che il bimbo ha 12 mesi ed è in ottima salute, nn mi pento di quella scelta perchè mi ha portato un pò di serenità, che io riversato sul mio piccolo.
    di sicuro il senso di colpa per non aver provato più a lungo non mi impedirà di riprovarci con molta più detemrinazione alla prossima gravidanza…
    NON MI SENTO UN CASO DISPERATO per la conformazione dei miei capezzoli..credo che l’ospedale non sia stato in grado di darmi l’aiuto che MERITAVO.

  18. alexaleaia says:

    Gloria_  un pochino si, dai, non credo sia vero che le donne dei casi 1 e 2 non abbiano motivo di sentirsi – offese non è la parola giusta, diciamo piuttosto caricate di assunzioni di colpa. SE la comunicazione fosse come diciamo noi, e lì di certo mi trovi unanime con Andrea, rispettosa, non condiscendente, aperta, non avrebbero motivo, infatti, ma siamo piuttosto lontani da ciò.

  19. CaterinaIsabella says:

    Scusate se ripeto ciò che è stato già detto, ma sento questo argomento molto importante per me e vorrei riportare la mia esperienza. Ho due bimbe, la prima allattata 22 mesi, con la seconda sono a 15 ora.
    Ho fatto una fatica incredibile con gli esordi della prima (bimba attaccata male, ragadi, aggiunta di LA per calo ponderale eccessivo). Ma ce l’ho fatta a piccoli passi, informandomi e cercando di capire i miei errori (indotti, ovviamente). Con la seconda è andata meglio, ma anche lì ho dovuto fare a cazzotti con i pediatri che mi consigliavano di passare al LA per problemi di reflusso (non commento….).

    Penso che l’allattamento prolungato sia un bene per i bimbi e le mamme. Non sto ad elencarne i motivi. Ci sono supporti scientifici che ne parlano. Anche se evidentemente non bastano questi a convincere l’opinione pubblica.

    Eppure mi sento a disagio. Con tutto. e con tutti. Ma non solo sulla titta. Anche sull’autosvezzamento, per esempio. Ma potrei dire anche sulla crema cambio pannolino (che non uso). In generale lo sono con tutti gli amici/amiche/parenti/conoscenti/vicini di casa/pediatri (lista lunga) con i quali parlare con naturalezza di ciò che a me appare come ovvio diventa impossibile.

    Io personalmente mi sono sentita fortemente danneggiata da questo perverso circolare di cattiva informazione e oggi sono indignata nel vedere che la storia continua. Vorrei dirlo a tutte le amiche, ma ho cominciato a farlo sempre meno, perché sono stanca di sentirmi trattare come una talebana pazza azzeccagarbugli e saccente. 

    Tutto quello che vorrei dire loro è “magari non avevi gli strumenti giusti per capire, per proteggere te ed il tuo bambino”, ma le mamme con le quali parlo si sentono offese se qualcuno suggerisce loro l’idea che hanno scelto qualcosa di “meno buono” per i loro bimbi. E il non voler vedere che la scelta è stata purtroppo forzata dalla cattiva informazione è parte di una difesa del proprio operato.

    Quindi di recente ho iniziato a suggerire di andare in uno “spazio mamma” della mia città, dove lavorano persone qualificate e bravissime e dove le mamme possono parlare da pari a pari con le altre e NON SENTIRSI GIUDICATE. Credo che lì si faccia meno fatica a far passare argomenti chiari e corretti (si parla anche di autosvezzamento).

    Forse dovremmo sperare in un maggior rafforzamento di queste strutture. Perché non credo che astenersi dal confronto sia un bene per la nostra comunità. Ogni tanto dovremmo parlare di questa, o no?

  20. alexaleaia says:

    Hmmmm, no Andrea, qui non ti seguo. C’è troppa pressione collettiva, troppo ancora radicata la convinzione implicita OVUNQUE che una donna debba per natura, per essenza, per assoluto, sacrificarsi fino all’estremo per il bene del bambino. Non è raro leggere “non è vero che hai scelta, se quello è la cosa migliore per il bambino lo devi fare e basta”. Non ha potuto perché le faceva un male da urlare? doveva sacrificarsi. Non ha potuto perché non le usciva il latte? tutte boiate, aveva un blocco mentale, un rifiuto di darsi pienamente alla sua natura di donna e madre. Non ha potuto perché doveva tornare al lavoro? macché lavoro, che ci sta a fare a lavorare invece di stare a casa e badare a uomo e bambini, ecc.
    Poi che ci sia eccesso nel voler propinare a tutti costi alle madri latte artificiale non c’è dubbio, con le scuse più varie, dal femminismo mal compreso al “così lo vizi” e dal “il tuo istinto ti dice che è la cosa migliore per Lui” (ergo, sacrificati, basta indulgere nella dolcezza della tetta, eh, devi fare quello che è meglio) al “non sei capace”… E di sicuro il “non facciamo sentire in colpa le donne che non hanno allattato” è bellamente ipocrita, perché non è minimamente quello lo scopo.
    Fatto sta che, sia per una campana che per l’altra, alla fine vanno sempre e comunque a far sentire in colpa le madri. E così, invece di vivere tranquilla, passerà qualche anno a tormentarsi di essere stata consigliata male, assistita male, informata male, con l’oramai onnipresente gioco della colpa che deve essere di altri.

    Dove ti raggiungo, è che va data a tutti (e non solo alle madri, a tutti, padri, zii e suoceri inclusi) una informazione chiara e accurata, senza preoccuparsi del politically correct, informazione possibilmente oggettiva, neutra e non univoca, non “pro” una cosa o l’altra, non sempre orientata a dire che una cosa è meglio, perché il “meglio” può esserlo per un aspetto ma non per un altro. Se si cerca sempre di definire cosa sia la cosa migliore, la cosa perfetta, chiunque abbia i suoi motivi – probabilmente validi, ma non sta agli altri giudicarne –  per fare diversamente, si sente immancabilmente puntare il dito addosso. Discussione intesa come scambio di informazione ed esperienze, nel rispetto di ciascuno/a e senza cercare di darsi per forza ragione, senza cercare di dire alle madri “devi fare quello se vuoi essere degna”, ma lasciando spazio alla scelta in tutta la sua ampiezza, non la si vede spesso in giro.

  21. Lorenza Vianello says:

    Dai quelli di greenme non sono male. :-D Non mi ricordavo che l’avevi citato, scusa. Comunque ho detto anche a loro le stesse cose. Forse con meno enfasi U0001f601

  22. Elena Kara Koz says:

    Sì, se qualcuno mi rinfaccia (e lo hanno fatto in molti) la mia scelta non mi giustifico. È stata la migliore per me e mio figlio. Certo che farsi i cazzi propri è sempre meglio. Sono assolutamente d’accordo anche con chi sceglie di allattare oltre i sei mesi.
    L’ideale sarebbe RISPETTARE le scelte di ciascuna madre senza essere giudicanti. Punto. E sì, evitare di far sentire in colpa una mamma.E non solo per il latte, ma per qualsiasi cosa (tipo di svezzamento, modo di dormire, fascia o passeggino…).

  23. Elena Kara Koz says:

    Comunque passare al latte artificiale non mi ha fatto dormire di più.Mi svegliavo comunque ogni due-tre ore per fargli il biberon(ed è piú scomodo che semplicemente mettersi il piccolo nel letto e attaccarlo alla tetta).Mio figlio si sveglia ancora più volte di notte per vari motivi. Ho scelto il LA per smettere di piangere con il terrore che mio figlio non crescesse e per non prendere più antibiotici e antidolorifici per le gravi ferite al capezzolo che si sono cronicizzate.

  24. Elena Kara Koz says:

    Errore numero 1): non avere NESSUNO che ti aiuta nei giorni del puerperio e stare tutto il giorno sola col bimbo. Uno stress del genere non l’avevo mai conosciuto (e io lavoro in pronto soccorso facendo anche i turni di notte…) e credo abbia bloccato la produzione di prolattina. Errore numero 2): affidarmi a una sola figura consulente per il latte e non alle mille infermiere del consultorio, ciascuna con formazione diversa e quindi con consigli a volte confusivi. Errore 3):FONDAMENTALE è prendere le cose come vengono, nel modo più naturale possibile e,se le cose non vanno come vorrebbe la natura, farsene una ragione.

  25. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Lorenza Vianello, l’ho menzionato anche io quell’articolo, non lo hai visto nel mio pezzo?
    La ricerca c’è, non è l’unica e sembra anche fatta abbastanza bene (ma non sono qualificato per analizzarla a fondo). Il problema di fondo, al solito, è di comunicazione.
    La ricerca di per sé è neutra…
    (anche se la colpa è un po’ tua che leggi greenme :D Io è da un po’ che ho smesso che non li reggevo proprio :D :D )

  26. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Elena Kara Koz, grazie di aver condiviso la tua storia.
    A quali errori fai riferimento e, con il senno di poi, cosa faresti di diverso? /Andrea

  27. Lorenza Vianello says:

    Sì ok però occhio ai modi e ai toni. L’altro giorno è uscito un articolo su greenme.it che esordiva riportando una ricerca secondo la quale i bambini allattati al seno sono più intelligenti. Avete idea di come ci si possa sentire con affermazioni del genere?

  28. Elena Kara Koz says:

    Già Lorenza, la mia storia dell’allattamento è simile alla tua. Stesse aspettative, stesso ottimismo sul latte che sicuramente arriverà. E invece no. Non arriva, arriva poco, già al momento della nascita mio figlio quasi mi stacca il capezzolo e sanguino parecchio. E in ospedale mi dicono che non capiscono come mai, perchè dall’esterno sembra si attacchi bene. Io voglio solo fuggire dall’ospedale e da mio figlio e da tutti quei “devi”. “Devi metterti la sveglia ogni due ore, devi stringere i denti, devi spremerti i capezzoli per stimolare la montata, devi metterti in quella o questa posizione…”Intanto nella stanza dell’ospedale tutte le altre mamme sono bravissime e stanno facendo un ottimo lavoro coi loro pargoli. Torno a casa e cerco il consultorio per l’allattamento. Cazziate varie per la perdita di peso del mio neonato e necessità dell’aggiunta…Sono sempre sola a casa, nessuno dei parenti mi aiuta. Per fortuna ho delle amiche che mi sostengono e mi aiutano a non diventare pazza. Non c’è lieto fine. O, meglio, finisce che dopo aver versato inutili lacrime per la mancanza di latte e per essermi portata le ragadi ai capezzoli per oltre un mese, decido che TUTTI mi hanno rotto le palle. Sì, mi sono arresa e dopo 40 giorni sono passata al latte formulato. E la cosa di cui sono davvero orgogliosa è di aver compreso e accettato questo mio limite. SO che il latte materno è il massimo, SO che l’OMS lo consiglia, ecc… Però so che stavo per essere ricoverata in Psichiatria alla ricerca di qualcosa che in quel momento non ero in grado di dare a mio figlio perchè ero troppo sola e stanca per farcela. Adesso mio figlio ha un anno ed è felicemente autosvezzato e tutta la storia del latte è lontanissima e mi sembra ridicolo che io sia stata così male per il latte!!! Ciò che conta davvero è far capire al mio bimbo che sono lì per lui come riesco e che gli sto comunque dando il massimo rispetto a quella specifica situazione. E le altre mamme (mia nonna compresa!) possono sventolarmi le loro efficientissime tette. Buon per loro. Forse alla prossima andrà meglio, farò il possibile per evitare certi errori e per far sì che il sistema tetta-neonato funzioni al meglio, ma farò anche il possibile per evitare ansia, depressione e crisi di pianto.

  29. Elaboratorio Di Clo says:

    Più o meno la mia è una storia che si ripete, come molte che ho già letto. Allattamento al seno partito male, poca collaborazione delle ostetriche in ospedale, LA somministrato senza il mio permesso a meno di 24 ore dal parto (cesareo) con la scusa del calo di peso e proseguito da me per sensi di colpa. Eppure avevo scelto una stuttura con il rooming-in, al corso preparto ero stata motivata da un’ottima ostetrica dello stesso ospedale, mi ero informata con cento letture durante la gravidanza. Ma alla fine sei sempre sola ad affrontare le cose, nessun incoraggiamento dalla famiglia, amici, conoscenti, pediatra e ostetrica del consultorio. Una storia di allattamento destinato a rimanere artificiale, al più misto.
    Perchè ti dicono che va bene anche così.
    Ma io mi sento in colpa, non è questo ciò che voglio e so che non me lo perdonerei mai.
    Tra alti e bassi voglio continuare a crederci e compro il tiralatte per farmelo arrivare e poi per non perderlo. Sono l’unica a credere al mio progetto di allattare esclusivamente al seno. Anzi con me c’è anche un’amica, che, ad un mese dal parto, mi sprona a credere nel mio corpo. E’ l’unica che lo fa. Seguo i suoi consigli. Non finirò mai di ringraziarla. Al terzo mese il mio desiderio si realizza. Metto via tiralatte, biberon e LA avanzato. Finalmente ce l’ho fatta. Una battaglia contro la disinformazione di massa, contro i pareri non richiesti. Con quello che abbiamo passato, io e i miei gemelli, andremo avanti nell’allattamento finchè ne avremo voglia, contro tutte le malelingue e i malpensanti…
    So bene che con il LA sarebbero cresciuti lo stesso, ma per noi non sarebbe stata la stessa cosa ed è per questo che nel mio piccolo, a mia volta, cerco di incoraggiare l’allattamento al seno, anche quando sembra impossibile…

  30. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Grazie Lorenza Vianello. È proprio per il motivo spiegato nell’articolo che storie come la tua vanno diffuse e assieme alla tua quella di 100 altre donne che, trovandosi nella tua stessa situazione, avranno rinunciato. Se non se ne parla le cose non miglioreranno mai :D /Andrea

  31. Lorenza Vianello says:

    Vero, lo sappiamo benissimo tutti quanto faccia bene allattare al seno. Io non ho neanche fatto l’epidurale perchè mi avevano detto che poteva in qualche modo disturbare l’avvio dell’allattamento. E mi sono fatta un parto indotto con l’ossitocina. Ho letto libri mentre ero incinta, ho seguito un corso in cui hanno detto “tutte le mamme hanno il latte”. Ho studiato per filo e per segno le posizioni, come il neonato deve tenere le labbra, come bisogna tenerlo in braccio. So tutto. Ottimo. sono tranquilla. Allatterò fino oltre l’anno. Perfetto. Poi è nata mia figlia: in ospedale nessuno ti segue, lei non ciuccia bene – è evidente perchè il giorno dopo ho già i tagli sui capezzoli, so che tiene male le labbra, ho visto un mare di foto, schemini e tutto il resto, ma non so correggerla. La montata non viene. PANICO. Sto due giorni in ospedale, supplico che mi aiutino, nessuno mi bada più di tanto. Il seno fa male, la bimba piange. Mi dicono “tienila attaccata finchè vuole”. Piango dal male. Fa più male che partorire. Capisco che non è così ovvio, non è così naturale, NON E’ COSI’ FACILE. Esco dall’ospedale con un unico consiglio: “le compri un ciuccio così impara a succhiare” (detto dalla pediatra in presenza di un’ostetrica). E’ agosto. Non c’è nessuno. Spazio mamma in vacanza. Leche league non risponde. Il latte non arriva. Vado al controllo del pediatra. La bimba ha perso peso, mi fa una lavata di testa clamorosa. Mi dice che devo assolutamente darle il latte artificiale. Io gli dico che non voglio, che ho letto libri, che mi sono informata, che se qualcuno mi aiutasse il latte arriverebbe. Lui mi costringe a darle l’aggiunta lì davanti a lui e pretende che torni dopo due giorni per controllare il peso. Mi dice che l’ho affamata. Esco in lacrime: penso che sto uccidendo la bambina che ho aspettato per tutta la vita. Chiamo un’ostetrica a pagamento – che lavora da anni negli ospedali della città – viene a casa e mi dice: “LEI NON HA LATTE E NON HO MAI VISTO UNA DONNA AUMENTARSI IL LATTE”. Quando le dico che ho letto che forse portarla in fascia mi aiuterebbe mi risponde: “non siamo mica canguri” … A casa ho tutti contro. E ogni volta che riempio quel biberon penso che sto avvelenando la mia bambina. Letteralmente: penso di darle del veleno. E lo penso ancora oggi. E non smetterò mai di sentirmi in colpa, di pensare che se solo mia figlia fosse nata due settimane prima (o due dopo) tutto sarebbe andato diversamente. Che non sono stata abbastanza brava, abbastanza forte, abbastanza convita. Questa è una storia in salita, ma è una storia con un (semi) lieto fine. Allattamento misto. Aggiunta quasi eliminata. Dopo mesi. Ho usato il DAS fino al settimo mese compiuto. E grazie al DAS ritrovo la serenità di allattare. Mia figlia finalmente mi guarda negli occhi. Tutto grazie ad una donna bravissima che mi ha aiutato, anche se purtroppo non da subito (del resto tutti hanno diritto ad andare in vacanza, no?). La verità? Dopo il parto siamo abbandonate a noi stesse e devo dire di essere fortunata che nella mia città c’è uno spazio mamma con super esperte, super disponibili che forse dopo la mia esperienza faranno vacanze scaglionate (?) Speriamo. Ma la mia storia è la storia di molte. MENO CHIACCHIERE E PIU’ ASSISTENZA POST PARTO. E’ INUTILE CONTINUARE A DIRE CHE BISOGNA ALLATTARE E POI LASCIARE LE MAMME A LORO STESSE.

  32. Sara C says:

    Si, mi pare che diversi commenti siano fatti da persone che non hanno nemmeno letto l’articolo! Il discorso del senso di colpa, è la vecchia scusa tirata fuori da chi promuove il LA. Scusate, allora dobbiamo censurare tutti gli articoli che dicono che passeggiare mezz’ora al giorno fa bene? Eh si, perchè facciamo soffrire chi per sua sfortuna è in sedia a rotelle! Come dice Andrea, “empatia” non è dire a chi non ha allattato “i bambini vengono su bene lo stesso con il LA”, questo è prendere per il c… la gente.

  33. Monica Casati says:

    Ho letto l’articolo e mi è piaciuto molto.
    Qui credo che i commenti si riferiscano a diversi interventi che precedono e non all’articolo.
    Condivido con Caterina Molinari il fatto che, già dal corso preparto, almeno per la mia esperienza con entrambi i figli, oggi si esageri nel pressare e angosciare le mamme con “l’ansia da allattamento” in modo del tutto controproducente. L’allattamento artificiale ha i suoi vantaggi, soprattutto in termini di minor impegno per la mamma. Meglio saperlo prima e scegliere serenamente (dal mio punto di vista, tutta la vita allattamento al seno)

  34. Giulia Emme says:

    Chi non allatta ha le sue ragioni e questo è sacrosanto. Però le informazioni che passano devono essere corrette, altrimenti si crea una pessimo circolo:”ricevo un’informazione falsa o parziale” —> “posso non allattare” —>”mi viene fornita un’info corretta”—>”mi sento in colpa e la critico” —>”fornisco io stessa info false o parziali a chi mi sta intorno”

  35. Monica Casati says:

    Condivido pienamente Caterina. Ogni mamma deve scegliere consapevolmente e liberamente quello che la rende più serena – che credo sia la cosa più importante per il piccolo!
    E lo dico da mamma che ha allattato – serenamente – il primo figlio per più di due anni…

  36. Silvia Cardace says:

    Autosvezzamento… Ti farei vedere mio figlio che ha visto praticamente solo artificiale… Forte come un toro…ma piantiamola!!!!!! Fate ridere!
    Caterina Molinari sempre saggia! Condivido!

  37. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Caterina Molinari, hai letto l’articolo? In ogni caso il latte artificiale non ha NESSUN vantaggio dal punto di vista della salute.

  38. Caterina Molinari says:

    Credo invece che come si sbagliò negli anni 70/80 a spingere tutto sul latte artificiale, si sbaglia oggi a osannare l’allattamento al seno in maniera maniacale. Sembra quasi un senso di colpa di neonatologi ed ostetriche rispetto a quanto predicato non più di 30 anni fa. Oggi, per fortuna, possiamo informarci, sappiamo i vantaggi e svantaggi di entrambi gli allattamenti. Lasciamo noi mamme libere di scegliere, consapevolmente, ma senza pressing psicologico.

  39. Cannella E Cioccolato says:

    Ho una nonna che é stata una mamma di latte, ha allattato metà paese, molte donne non allattavano. Sarebbero rientrate nelle tre categorie?
    Esiste l ipogalattia esiste non é una leggenda. Esistono molte variabili che portano una donna a non allattare e allora? Il vostro problema è che non potete parlare di quanto è importante e bello allattare e di quanto fa bene allattare. Parlatene serenamente non é quello che da fastidio da fastidio il resto il fare le categorie. Questo disturba una mamma che non ha allattato. Una mamma a casa stanca triste poco latte Ragadi, bambino isterico, affamato, vuole smettere di allattare lasciatela in pace.
    Io Ho allattato e tanto ma difendo e rispetto chi ha scelto di non farlo. E mai mi verrebbe di parlare in questo modo. Sono davvero colpita. Triste.

  40. Francesca Alfieri Salis says:

    Anche io esperienza di Tin, per fortuna solo una settimana. Ma è stata dura, molto dura. Bambino portato via subito dopo la nascita, neanche il tempo di vederlo. Nessuno mi ha detto niente sull’allattamento, quando il secondo giorno mi sono presentata con un tiralatte mi hanno guardato come fossi una pazza e comunque avevano già iniziato con l’artificiale, quindi… Al settimo giorno, quando finalmente ho potuto prendere in braccio il mio bimbo non piú intubato, l’infermiera mi ha avvisato che sarebbe stato molto difficile che il bambino si attaccasse, in quanto ormai abituato al biberon. Nello stesso momento, intanto, il mio leoncino stava già ciucciando soddisfatto!!! :D

  41. Maria Rita says:

    Comunque io ho trovato molto più sacrificante e potenzialmente depressivo allattare col biberon che al seno. Solo l’idea di uscire e portarmi dietro tutta quella roba mi faceva stare male. Quindi ogni volta che leggo che per allattare devi avere spirito di sacrificio storco la bocca . Ma volete mettere tirare fuori il seno ed allattare con bolli l’acqua portala a temperatura metti la polvere (e la notte mezza assonnata sbagliavo sempre e dovevo rifare daccapo con figlia urlante) squoti dai il biberon che poi devi sterizzare di nuovo….solo a pensarci ancora mi manca l’aria

  42. Giorgia Varaschin says:

    Io lavoro in un ufficio a contatto col pubblico (assicurazioni) e parlando con alcune mie clienti che lo scorso anno mi hanno vista col pancione, mi chiedono della gravidanza, parto, allattamento ecc più di qualche volta son saltate fuori con ste scoperte “Cosa? Ancora allatti? Guarda che perdi tutti i denti” “ma basta dargli il tuo latte che gli rovini l’infanzia e dopo non te lo levi più di torno” un’altra che mi dice che dopo i 4 mesi va tolta la tetta xché sennò si vizia. Potrei scrivere un libro con le immense stronzate che mi dicono. Io ogni volta sorrido, annuisco e cambio discorso! Xché allattare è naturale. Punto. Ah, casomai sono i loro figli che usano il ciuccio come tetta, visto che il surrogato in caucciù è un’invenzione più recente del seno materno :-)

  43. Luigina Podavite says:

    Ma ognuna fa le sue scelte responsabilmente, non capisco lo stupore di chi ha visto la puntata, io l’ho vista e ho allattato mio figlio ma non mi ha sconvolto per niente!

  44. Sara Negroni says:

    La mia prima bimba a nemmeno 8 ore di vita è stata messa sotto una lampada e culla termica per ittero patologico, 12 giorni. Ho iniziato a tirare il latte per poterglielo far somministrare in mia assenza visto che lei è rimasta ricoverata e io dimessa. Una volta a casa attaccarla al seno è stata dura ormai abituata a biberon e ciuccio. Non ho avuto nessun supporto corretto nonostante mi fossi rivolta ad un consultorio….poi l incontro con una giovane ostetrica che mi ha dato un po di fiducia per l allattamento al seno ma la mia disinformazione mi ha battuta e pian piano sono passata a latte artificiale. Mi sentivo fallita e ho iniziato a documentarmi riguardo all allattamento al seno per capire dove avevo sbagliato. Poi è arrivata la seconda gravidanza il parto e un allattamento a richiesta senza interferenze ben avviato che tutt ora dura a 15 mesi. Ho dato le informazioni che sono riuscita a far mie per un buon allattamento a mie conoscenti neo mamme ma in alcuni casi mi hanno fatto sentire come quella invasata perché se “il latte non c è, non c’è”.. alcune altre invece hanno apprezzato e messo in pratica. Da qui ho capito che non tutte le mamme sono disposte a consigli altrui e quando capisco che c e l ho di fronte l unica è compatirla e dirle “e si povera che non hai potuto allattare…” e io invece sono stata ” fortunata” anche perché con la seconda bimba è più facile…

  45. Rose Bonasia says:

    Grazie a chi saprà rispondermi!!Allatto da 19 mesi con amenorrea, il ginecologo mi ha chiesto di interrompere l’allattamento perché se c’è un dosaggio di prolattina elevato nel sangue possono formarsi degli adenomi all’ipofisi che non vanno più via…vi risulta?!??grazie

  46. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Jennifer Visintini, proprio così… la nostra esperienza, per negativa che sia, può sempre diventare un aiuto positivo per qualcun altro.

  47. Jennifer Visintini says:

    Io ho allattato fino al 4 mese. Poi ho deciso di smettere, schiacciata dalla depressione post partum e dal non aver avuto nessun supporto. A volte mi spiace non essere riuscita ad allattare ma non mi sento in colpa e non me ne faccio una colpa. Per aiutare me stessa ed altre mamme, ho fatto un corso sul sostegno per l’allattamento al seno, portando la mia esperienza come esempio di cosa non fare. Ho aiutato ed aiuto molte mamme e sono felice di questo

  48. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Per curiosità, mi racconti come sono andati questo genere di incontri? Onestamente non riesco a immaginare che qualcuno se ne esca così davanti a te… L’unica che posso capire è che un bambino usa la tetta come il ciuccio (dato che sappiamo che il ciuccio è visto come la norma biologica…), ma il resto? Chi ti viene a dire in faccia che rovini tuo figlio? (la suocera non conta :D :D )

  49. Daniela Passarelli says:

    Ti capisco benissimo, anche noi esperienza di tin e comunque abbiamo portato fuori l’allattamento al seno con successo!! Ma qui a Verona siamo fortunati, abbiamo una bella banca del latte (della quale poi sono diventata anch’io donatrice) ma capisco che non ovunque è così……

  50. Giorgia Varaschin says:

    Credo entrambe le cose. Sentirsi dire che cosi rovino mio figlio, che è viziato, che usa la tetta come ciuccio (?), che cosi facendo non me lo levo più di dosso… Lo reputo offensivo.

  51. Giorgia Cisotto says:

    Eh già perché l’unico messaggio invece che passa è che chi allatta ha avuto fortuna e chi invece non ci riesce deve essere difesa….. col cavolo! Chi non ha allattato non sa ….. non può immaginare la fatica anche fisica!

  52. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Certo, imporsi non serve. L’empowerment nasce solo se l’altro CHIEDE aiuto.

  53. Silvia Elisabetta Pagano says:

    Ma io non dico di tenere la bocca chiusa a mo’ di omertà, ma che dare dei consigli attivamente, senza essere chiesti, non ha effetto. Io inizialmente lo facevo, ma vedevo la faccia annoiata del tipo: “ecco un’altra super-mamma che mi vuole dare dei consigli”.
    Ma mi ricordo io dal momento in cui ero incinta, tutti arrivavano coi buoni consigli e a un certo punto raggiungi un’assuefazione e non puoi, ma nemmeno volendo, ascoltare. Ma nemmeno se i consigli sono buoni.
    Per questo parlo dei professionisti: se ti scegli un’ostetrica buona ascolterai prima di tutti i suoi consigli e poi il resto. (O alternativamente, come scrive un’altra mamma qui, se in ospedale almeno ti informassero dove poter ricevere aiuto professinonale)
    E non è che non parlo con le mie conoscenti ed amiche, durante la loro gravidanza accenno alla mia storia (il più brevemente possibile, ma spesso anche lí credo di vedere le microespressioni d’annoiamento), faccio sapere che sarei stata contenta di sapere di non essere l’unica al mondo con quei problemi e se dovesse essere necessario mi metto a disposizione. Ma raramente poi qualcuna si rivolge a me. Credo che sia anche una questione troppo “intima”.
    Ma credo che in linea di massima siamo d’accordo: Poterne parlare sarebbe ideale. Offrirsi sicuramente è un bene, ma imporsi non serve a niente.
    p.s.: Abito a Vienna.

  54. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Giorgia Varaschin, ma sei sicura che vogliano effettivamente offenderti o sei tu che sei ipersensibile?

  55. Marzena Ludde says:

    La mia bimba è stata ricoverata per 6 ggiorni dopo la nascita in patologia neonatale. Ovviamente li le davano il LA a go go e quando venivo io (negli orari stabiliti) la bimba ha appena mangiato o doveva mangiare ma non si attaccava più (si, basta 1 giornoi di biberon e il bimbo fa fatica ad attaccarsi), quindi le davo io il biberon. Non conoscevo la Leche league. Ma continuavo a tirarmi con il tiralatte quel poco che avevo (poco, perchè non stimolato dal suzione del bèbè) Tornati a casa, ho chiesto aiuto ad un’amica, è stata con me tutto il pomeriggio e dopo 5 ore di prove la bimba si è attaccata !!! alleluja !!! Da quel momento riducevo sempre l’uso del LA, per altre 2 settimane ne usavo sempre meno e meno (tempo necessario per riavviare la lactazione), quando aveva un mese non prendeva più il biberon. Ora ha 18 mesi, ovviamente niente ciuccio nè biberon, solo il latte materno, è sopra il 97 percentile, mai avuto neanche starnuto, neanche raffreddore. Bisogna vere la tenacia e MAI mettersi nella testa che LA è indispensabile.

  56. Giorgia Varaschin says:

    Non capisco come ci si possa sentir offese se non si allatta. Io vengo offesa xché allatto da 14 mesi e sempre da madri che non hanno allattato, eppure non mi sento offesa, le mando gentilmente a fanculo!

  57. Giorgia Varaschin says:

    Hai il riflesso di emissione troppo forte. Spremiti il latte con le mani finché lo spruzzo diminuisce e poi attacca il bimbo.

  58. Mariacristina MC Wonder says:

    Il solo fatto di pensare che il LA sia una scelta… Per di più “comoda” la dice lunga sull’azione subdola che viene promossa contro l”allettamento

  59. Mariacristina MC Wonder says:

    É proprio sbagliato portare la discussione sullo scontro madri al lattanti vs madri non allattanti. La responsabilità del mancato allattamento é nell’ ignoranza e nella corruzione di chi sta intorno alle madri. Contro questi soggetti ( che vanno dalle case produttrici ai medici agli ospedali ai libri ai blog ai giornali ) deve essere espressa chiara condanna.

  60. Boffelli Alessandra says:

    Si ma io l ho visto.. E sua sorella pediatra ancor peggio che risponde :”no certo se una mamma per esigenze lavorative non può più allattare può passare tranquillamente al latte di sostituzione”…prego?? Esigenze lavorative??allora nn dovevi farlo proprio un figlio!

  61. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Linda Bellunato, rispondevo proprio ora a un altro commento di una mamma di gemelli molto prematuri. Mi chiedo, quanti ospedali hanno una banca del latte donato in questi casi per far sì che i prematuri prendano il latte materno anche nei casi più difficili? Nel loro caso la differenza tra latte materno (donato) e artificiale può essere la stessa che c’è tra la vita e la morte.

  62. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Valentina Redo Rioda, nel tuo caso allattare con latte materno è fondamentale in quanto aumenta notevolmente la possibilità di sopravvivenza del bambino (e questo è un dato di fatto). Nel tuo caso bisognerebbe battersi affinché negli ospedale cominciassero a tenere banche del latte proprio per casi come il tuo in quanto la differenza tra latte donato e artificiale può essere la stessa che c’è tra vita e morte, mica bruscolini. Grazie del racconto :D

  63. Linda Bellunato says:

    Conoscere esperienze come la mia aiuta ad essere informati, a sapere che più spesso di quanto immaginiamo le cose non vanno lisce, ma che questo prevenga il senso di colpa non lo credo. Le mamme della TIN si aiutano e si incoraggiano a vicenda, ma poi ognuna fa i conti con se stessa. Comunque, rivoluzionare alcuni reparti di TIN italiani sarebbe un passo avanti enorme! Noi siamo stati molto fortunati da questo punto di vista.

  64. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Valeria Temporin, beh, direi che rientrano nella categoria di quelle che non hanno allattato “per scelta”. Parlare di questa categoria è argomento di un altro articolo :D

  65. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Rossella Cifaldi, probabilmente è tutto parte di uno stesso problema, MA come dico anche nell’articolo, quante di queste “critiche” partono dalla mamma stessa? (non so la risposta… sarebbe interessante che facessero uno studio in merito…)

  66. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Melissa Artemisia Verbena, condivido in pieno. Per quanto benintenzionati, è difficile non far passare quel messaggio, MA… è anche giusto che chi sia riuscito ad allattare tra 1000 difficoltà lo racconti, perché la loro esperienza aiuterà altre.
    Il messaggio che va fatto arrivare è che non è facile/difficile per tutti. Per alcuni può risultare insormontabile. La questione è chi appartiene a quest’ultima categoria cosa può fare per far diminuire il numero per cui l’allattamento è risultato difficile/insormontabile.

  67. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Linda Bellunato, sono d’accordissimo con quello che dici e quello che scrivi nel tuo intervento è ESATTAMENTE quello che intendevo dire nell’articolo. Tu ci sei passata (e come te tante) ed è descrivendo quello che ti è successo che si può sperare che le cose cambino, altrimenti nessuno ne saprà mai niente.
    Certo che il senso di colpa non se ne va dall’oggi al domani, ma non trovi che aiuti sapere che la tua esperienza aiuterà?

  68. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Annalisa Cornagliam chiaramente on hai letto l’articolo prima di commentare.

  69. Melissa Artemisia Verbena says:

    Ecco, appunto. “Se uno vuole allattare quasi sempre lo può fare”. Buon per voi che ci siete riuscite ma vi assicuro che a volte il volere nell’allattamento non è sufficiente. Il messaggio nemmeno tanto velato sotto questi commenti è “non allatti perche non hai voluto, perche se avessi davvero voluto l’avresti potuto fare”. Le parole hanno un peso e un significato. Non tutti siamo uguali, non tutti hanno gli stessi problemi e soprattutto a problemi uguali non è detto che si possa applicare la stessa soluzione. E si, questo modo di fare fa sentire ancora più in colpa chi non ha POTUTO allattare. E credetemi non serve.

  70. Giulia Cifra says:

    La morale è questa…in Italia si va a c… rispetto a chi ti trovi di turno!!!…a me mi stavano per dimettere con la prescrizione dell’aggiunta perché secondo loro mia figlia era piccola 3kg…poi è cambiata pediatra e ha stracciato il foglio dell’aggiunta (io cmq non gliel’avrei data…ero piena di latte!!!!

  71. Linda Bellunato says:

    L’articolo l’ho letto e ho trovato semplicistico dire “mamme che non avete potuto allattare, non sentitevi in colpa” come se bastasse dirlo. Personalmente ho dovuto tirare il latte per due mesi, e stavo per mollare il colpo, perché puoi saperlo finché vuoi quanto sia importante il latte materno: la relazione con la macchinetta è alienante, bisogna avere due spalle così per andare avanti a oltranza col mastosuttore. Grazie a Dio, prima di tornare a casa abbiamo avviato con successo l’allattamento al seno, ma non per tutte le mamme che passano mesi in TIN finisce così. Il 7% dei parti in Italia è prematuro, 1 bimbo su 15 nasce troppo presto, per non parlare di altre patologie che determinano una permanenza prolungata in ospedale dopo la nascita. E non tutte le TIN hanno la stessa cura e attenzione nei confronti dei genitori, per cui spesso pur desiderandolo, non si riesce ad allattare una volta tornati a casa. Anche quando non hai oggettivamente fatto nulla perche le cose andassero in un modo inatteso, se per il tuo bambino non è andato tutto come immaginavi, il senso di colpa ti bussa al cuore ogni giorno. E mi dispiace dirlo, ma se certe cose non le vivi da vicino non immagini quanto siano difficili da affrontare. Di certo ci vorrebbe più informazione nei primi mesi della gravidanza (io non ci sono arrivata a fare il corso preparto), bisognerebbe sapere che nei consultori pubblici ci sono ostetriche e infermiere pediatriche che assistono le mamme in difficoltà con l’allattamento. E non penso sia una pediatra che dice cose corrette a far venire i sensi di colpa, quindi ben venga la giusta informazione al riguardo in tv, a tutte le ore! Solo, non prendiamo sottogamba i sentimenti di chi vive il post parto con un sentimento di fallimento che solo il tempo, a volte, può guarire.

  72. Annalisa Cornaglia says:

    Quanta polemica inutile…ogni mamma farà del suo meglio per il suo bimbo…non ha senso giudicare chi allatta al seno e chi no…chi lo sceglie e chi no…
    La nascita è un momento particolare. ..ogni donna vive una fase delicata e capirà in cuor suo cosa è più giusto fare per il bimbo ma anche per sé stessa…
    Sicuramente l allattamento al seno è la cosa migliore…ma la mia bimba di 4 anni, che per diversi motivi non ho allattato è una roccia…!!!

  73. Cosentino Pietra says:

    Ogni mamma sa cosa deve fare e non dovrebbe mettere mai il becco nessuno!!! Anche io odio le saputelle e i consigli non richiesti! Ben venga il supporto ma solo se richiesto… E non tutti i casi e nemmeno i bambini sono uguali

  74. Elena Carletti Laureti says:

    Io ho partorito due volte in un ospedale pubblico del centro Italia, in acqua… l allattamento è stato favorito da subito. La prima bimba aveva la bilirubina alta e così si addormentava non tirava come avrebbe dovuto, al nido se non per la routine dei controlli mai stata sempre vicino alla mamma… ricordo una puericultrice vicino a me un pomeriggio intero per aiutarmi ad allattare! Una esperienza unica di solidarietà!

  75. Elisa Lillybeth Bozzato says:

    Grazie veronica e grazie per i “mi piace”.non immaginate nemmeno quanta forza mi state dando..il tempo passa ma non si dimentica, mia figlia ha quasi 2 anni

  76. Luisa Pivetta says:

    Certo, spesso si tende a generalizzare, ed è vero che non tutte le mamme hanno il latte, una mia collega ad esempio non ha avuto proprio la montata lattea. Ma questi discorsi non sono rivolti a te, che hai fatto di tutto per allattare e non ci sei riuscita, ma è rivolto a tutte quelle mamme che hanno abbandonato l’allattamento al seno perché disinformate e non aiutate! Per esempio, di quelle del mio corso pre parto, una ha avuto i gemelli, e le hanno detto che “il corpo materno non è in grado di produrre latte per due”, dunque non ci ha nemmeno provato. Ad altre hanno detto che dopo un cesareo e’ “difficilissimo” allattare, in ospedale le hanno insegnato a preparare il biberon. Ovviamente anche se poi il latte e’ arrivato, senza supporto non sono riuscite ad allattare. Un’altra, alla pesata dei due mesi, in cui la mia era di peso perfetto e il suo pupo pesava invece 8 chili e mezzo… Lei afferma che il suo latte e’ “poco nutriente” e che è passata all’ artificiale.

  77. Sandra Redo says:

    Il mio è nato con asfisia neonatale, incubatrice per 3 giorni, e per pigrizia non ha mai voluto attaccarsi al seno. L’ho allentato fin da subito con latte artificiale e non ha mai avuto problemi. Anzi direi che è fin troppo in salute. L’unica cosa è che non gli piace mangiare e adesso che ha 11 anni mangia solo poche cose.

  78. Cosentino Pietra says:

    D’accordissimo con Daniela Passarelli! Attaccalo più che puoi! Anche ogni mezz’ora! All’inizio i bimbi si devono allenare. Alla mia bastava ciucciare 5 minuti per essere sazia,poi dopo un’ora tornava alla carica! E il primo mese ha preso due chili…. Altro che pochi 5 minuti di ciucciata!!! Adesso ha quasi 8 mesi, io quasi 42 anni e il latte c’è ancora! Col primo figlio a 27 anni tra aggiunte e doppie pesate mi stavo esaurendo, l’ho allattato solo 3 mesi poverino!!!!

  79. Vanessa Hasbun says:

    guardate che si supera.. a me e’ sucesso e volevo allattare.. come dico nel mio post prima, mi ci sono voluti un paio d’anni per capire i motivi.. alcuni esterni a me (poco sostegno, servizi sanitariba dir poco negligenti) ma altri tutti miei (sopratutto il mio shock e paura di essere diventata mamma.. un inizio davvero complicato a livello psicologico ed emozionale per me).. ma adesso non mi faccio piu colpe, e’ stata alla fine una scelta mia, comunque mio figlio cresce che e’ una bellezza, siamo molto ma moooolto legati, scemo di sicuro non e’…. adesso che sono di nuovo incinta so che ci provero ad allattare la bimba, ma ora sono moooolto piu serena, so di essere una bravissima mamma, e so che prima mi sono informata poco.. questa volta non mi lascero trascinare dal disinterese degli altri.. insomma, si matura anche come mamme e parte di farlo e’ proprio come dice Andrea: capire le motivazioni delle tue scelte e poi raggionarci su.. coraggio, come ho scritto poco fa, essere mamma sono tante tantissime cose e non solo l’allattamento..

  80. Valeria Temporin says:

    Alcune mamme lo dicono tranquillamente, non ho allattato perché era troppo faticoso oppure perché così dorme di più la notte oppure perché così posso lasciarlo ai nonni. Io parlo di queste mamme e non di chi per lavoro o per salute o altro non ha allattato.

  81. Vanessa Hasbun says:

    Devo comunque dire che essere madre non e’ solo allatare.. se una donna decide di non allattare non vuole dire che sia una comoda o che vuole meno bene suo figlio…. alla fine qui tutte si sentono offese, sia che allattino o meno e dico io: perche non vedere la maternita piu in la di questo fatto? io non ho allattato e le mie amiche adesso hanno allattato tutte, tra di noi non c’e’ questa sorta di competitivita di chi si sente piu o meno mamma.. in fondo nessuno puo sapere come l’altra donna vive (o soffre) la maternita…. parlare di scelte comode quando si e’ mamma mi sembra azzardarsi un po troppo….

  82. Valentina Redo Rioda says:

    Mah! Io non sono neppure dell’idea che a chi non ha potuto allattare serva di continuo sentirsi dire quanto meglio sia il latte materno e quanto peggiore sia la formula. Sarebbe come dire ad un malato cronico che deve assumere per forza alcune medicine quanto quegli stessi medicinali gli massacrino il fisico. Mah….

  83. Luisa Pivetta says:

    Tu continua ad offrire il seno come prima cosa, poi se proprio vedi che non vuole tiralo e darglielo con il biberon! Può dipendere dal fatto che ciucciare dal seno e’ più faticoso… E fossi in te proverei a contattare qualcuno della Leche League in zona!

  84. Valeria Temporin says:

    Manu Mania che bella testimonianza. Se uno vuole davvero allattare quasi sempre lo può fare. Anche la mia ha tre anni e ancora la allatto pur avendo “perso” il latte 2 volte (la prima per il suo ingresso al nido e la seconda per un mio ricovero) ma continuando ad attaccarla in pochi giorni si è sistemato tutto!

  85. Daniela Passarelli says:

    Ciao, intanto secondo me, se hai latte come dici, nn cedere alle lusinghe del biberon…….si attacca solo 5 minuti? Bene!! Tra 5 minuti si attaccherà per altri 5 fino a quando farà una poppata più lunga. Ci vuole tanta pazienza, ma, come dice anche Andrea, i bambini nn si lasciano morire di fame, se nn gli dai il bibe cercherà la tua tetta…….abbi più fiducia nelle vostre capacità

  86. Anna Clodia says:

    Ciao Andrea. Ho letto l’articolo e questa volta non sono per niente d’accordo. Ho grande stima di te, tuttavia, in questo caso sei stato non soltanto indelicato (aspetto meno importante), ma anche poco scientifico ed approssimativo. La tua suddivisione semplicistica delle mamme che non allattano in 3 categorie è un’analisi psicologica spicciola che non prende in esame le migliaia di sfaccettature, appunto, psicologiche, che possono determinare certe situazioni. Ma, cosa ancora più assurda, non vedo come un uomo possa giudicare lo stato d’animo di una mamma. Su questo punto mi dispiace, non transigo: un uomo può CERCARE di capire, può vivere la gravidanza, il parto e l’allattamento con la propria compagna, può studiare e analizzare, può essere empatico e presente finché vuoi. ma non potrà mai vivere queste esperienze sulla propria pelle, in prima persona. Questa è la natura.  Buona vita a tutti!

  87. Valeria Temporin says:

    Andrea, devo farti i complimenti per l’articolo. Però manca una categoria di mamme: quelle che non allattano perché NON NE HANNO MEZZA VOGLIA. E ce ne sono, uuuhhhh se ce ne sono!!! E allora: si fa molta attenzione a non offendere chi non allatta ma a noi che allattiamo chi ci pensa? Noi che, con tanto amore sia chiaro, abbiamo fatto tanti sacrifici, tanta fatica, noi che una notte di sonno non sappiamo cosa sia, noi che non possiamo mancare mai. Io adoro allattare e se avessi un altro figlio ripeterei tutto quello che ho fatto e mi fanno pena quelle madri che hanno scelto di non allattare perché faceva comodo così. Sinceramente però sono io a sentirmi offesa quando sento difendere TUTTE le madri che non allattano! Hanno fatto una scelta di comodo? Che se ne prendano la responsabilità.

  88. Samy Pisy says:

    Anche io ieri ho visto un pezzo di trasmissione
    …. Secondo me, indipendentemente dagli argomenti, non sa nulla dei bambini. Neppure come sono fatti…. ;)

  89. Flavio Spaventa Passeri says:

    La cosa del non far sentire in colpa chi non ha allattato secondo me è usata molto strumentalmente dai media nell’ambito di una campagna di appoggio e pubblicità dell’allattamento artificiale: intorno all’allattamento artificiale girano parecchi soldi, ma tanti, e se vari anni fà la Nestlè è stata criticata in Africa perchè corrompeva i medici per spingere sull’allattamento artificiale anche in paesi dove poi l’acqua con cui si preparava l’aggiunta era inquinata e i bimbi fuori dall’ospedale morivano, non mi stupirebbe certo sapere che in Italia e in altri paesi occidentali i media sono “oliati” per sostenere o non mettere in cattiva luce l’allattamento artificiale… del resto i regali e le promozioni ai medici sull’allattamento artificiale li si fanno anche in Italia… (Comunque l’organizzazione Mondiale della Sanità consiglia l’allattamento anche fino ai 2 anni…)

  90. Valentina Redo Rioda says:

    Allora io sono una mamma di due gemelli estremamente prematuri ( 28 settimane ) che ho allattato col biberon tirandomi il latte per un po’ più di 4 mesi e sí ammetto che alle volte certe mamme “saputelle” che non si sono trovate nella mia situazione e che mi dicono ad esempio che non è vero che il latte non basta o che non è vero che possa andarsene via o di farmi consigliare dalle consulenti della lega del latte, mi danno estremamente fastidio. Eppur le lascio dire…. io so cosa vuol dire avere un figlio di un kg che rischia di morire per infezioni e insufficienze respiratorie e la gemella magari a casa mentre lui è in un ospedale a 40 km da casa da raggiungere con i mezzi pubblici, io so il terrore del cellulare acceso di notte sul comodino che per fortuna non suona e allora vuol dire che va tutto bene, io so cosa vuol dire quando poi te lo mandano a casa dopo tre mesi con ossigeno e saturimetro e tu non sei infermiera ma ti devi gestire tra allarmi che suonano e percentuali di saturazione quando ne avresti fatto a meno volentieri, io so cosa vuol dire avere anche un’altra bambina più grande da seguire e da curare e non potersi riposare quando i gemelli dormono e così poter produrre tanto latte, io so cosa vuol dire non avere mamme e suocere che provvedono alla spesa o a cucinare o a fare un minimo di pulizie o allo stiro. Io so cosa vuol dire avere la necessità di produrre al giorno minimo 1.5 litri di latte e oltre certi giorni perché i piccoli per fortuna mangiano e molto. Io so perché ai miei figli è stato dato da subito il ciuccio e perché davo il latte col biberon ( per lunghe settimane addirittura col sondino) e non li attaccavo al seno. Ma certe mamme che invece tutte queste cose non le han provate perché mai devo dirmi potevi riposati di più? Oppure dovevi vivere tranquilla o mangiare e dormire bene? O peggio dovevi passare 24 ore stesa a letto col bambino che si attaccava? O peggio ma va là che il latte di mamma basta sempre ed aumenta quanto più il bambino necessita? Mah…

  91. Emanuele Caprarelli says:

    Il problema non è far sentire in colpa chi non può allattare, ma anzi incoraggiarle a provare ….se poi non si può pazienza….ma non si deve mai smettere di dire quanto sia meglio per un bambino prendere il latte materno anziché quello artificiale( e quanto sia anche più facile per i genitori). Lo dico con esperienza…visto che il 1 figlio ha preso solo LA mentre gli altri due hanno preso il LM

  92. Luana Utzeri says:

    Io ho avuto l’onore di allattare per poco più di un mese e mezzo la mia bambina e se non avessi avuto mastite e conseguente perdita del latte probabilmente le darei ancora il mio latte ora che ha 14 mesi.
    La gente parla sempre a sproposito e in ogni caso, quindi mamme allattate quanto volete perché cosa più genuina e sana nkn esiste al mondo.
    Criticano chi lo fa, chi non lo fa, chi non c’è riuscita…criticano in ogni caso :/

  93. Ioana Puscas says:

    Rossella, esatto! Come la mettiamo con tutti quelli che “offendono” e criticano più o meno apertamente le mamma che allattano a lungo??? E’ questa la cosa ridicola e contro natura! Dire “ancora??” ad una mamma che allatta oltre l’anno. Noi 25 mesi e nessun ceno di voler smettere :-))

  94. Alessia Napoli says:

    Ragazze io ho un bimbo d tre mesi che non vuole prendere il mio latte per piú di 5 minuti e piange come un matto finché non prende il biberón :-( io latte ne hi e anche tanto ma inizia a diminuire. . . .come posso farlo ad abituare a prendere solo il mio latte???? AIUTOOOOOO

  95. Simona Panìco says:

    Allattare al seno non è una passeggiata, non possiamo negarlo, e spesso fa più comodo arrendersi al primo ostacolo, alla prima ragade, al primo ingorgo, alla prima mastite o alla prima nottata in bianco per il primo scatto di crescita…tante si nascondono dietro al “non avevo abbastanza latte”, altre ammettono di non voler faticare, di non volersi rovinare il seno o di preferire il latte in polvere per far sì che di notte il bambino dorma tutta la notte…a queste ultime mi piacerebbe chiedere perché hanno voluto dei figli se già non sono disposte al primo “sacrificio” che l’essere mamma richiede…
    Certo, poi ci sono le eccezioni, rarissime, di chi ha davvero dei seri impedimenti…
    Io non mi ritengo fortunata come spesso mi sento dire, mi ritengo consapevole della preziosità del dono che sto facendo a mio figlio e che spero di poter continuare a donargli a lungo!

  96. Elisabetta Lupoli says:

    Allatto da 9mesi e ne vado fiera! Mi spiace per chi nn può allattare….ma non di chi non vuole per svariate motivazioni futili. Esempio: mi si rovina il seno, mi stresso, lo prenderà come ciuccio, poi lo vuole anche la notte…etc etc).

  97. Arianna Chiocchetta says:

    Io allatto da 13 mesi e per non è per niente complicato…anzi. .mi trovo benissimo. È una cosa naturale.

  98. Manu Mania says:

    In realtà semplicemente il mio seno le dava una tranquillità tale da farla dormire dopo due ciucciate..e ancora oggi…prende la titta il mattino x svegliarsi e per dormire. ..

  99. Manu Mania says:

    Lisa Cavedon…Posso dirti che non è proprio così. Anche con la mia terza bimba l allattamento non era partito bene…e siamo anche state ricoverate x un eccessivo calo ponderale…ma non ho mollato ed ho continuato a dare prim il mio latte…più il LA..finché. .tolto quello ho continuato con il mio…ad oggi ha tre anni e un mese e allatto ancora…ps…la pediatra sosteneva che non avevo latte….

  100. Rossella Cifaldi says:

    Uff, io dico che dobbiamo anche smetterla di far sentire in colpa le madri che allattano! Dai, dico la verità, siamo in una società in cui è normale giustificare una mamma che da il biberon, mentre una che tira fuori la tetta oltre i sei mesi del bimbo lo sta viziando, nn ha pudore, non vuole lei staccarsi dal bimbo, ecc.ecc.

  101. Stella D'angelo Di Silvestre says:

    Ho letto qualche commento… Prima figlia alimentata esclusivamente son LA … Non X scelta… Secondo figlio LM esclusivo… Detto ciò nn capisco chi dice nn ero informata… Ma scusate si ha una gravidanza (e c si informa tra esami e quant altro) sto bambino nn vivrà in eterno nel grembo bisogna informarsi PRIMA anche del dopo… E nn solo X l acquisto d carrozzini e il resto del superfluo

  102. Chiara Basile says:

    Sono d’accordo con te su quasi tutto l’articolo, tranne su di una frase dove dici che le donne per le quali l’allattamento è stato una passeggiata non hanno niente da insegnare. Mi chiedo: ma esistono queste donne? Io ho allattato mio figlio fino ai 18 mesi, a termine, poi non Ha voluto più la tetta. quindi a conti fatti posso ritenermi una donna che ha allattato. ma sai quanto è difficile allattare? Penso proprio di No. Non Poter dormire nemmeno tre h filate, non poterti allontanare da tuo figlio, almeno all’inizio, per più di tre ore, dover fare una visita in ospedale, svegliarsi all’alba e chiedere la cortesia di poter essere la prima per poi correre a casa prima che si svegli? Sai che responsabilità e che stanchezza sapere che per mesi quest’esserino dipenderà solo da te e che sei insostituibile? Non mi parlate di tiralatte vi prego perché con l’allattamento a richiesta già si sta sempre con le tette di fuori, almeno in quei pochi momenti che non lo si è ci si può rilassare un attimino…non ho fatto una premessa: allattare per me è stata una cosa meravigliosa, aspetto il secondo e non vedo l’ora di rifarlo, ma per favore,smettiamo di dire che è una passeggiata! Sono rientrata a lavoro full time quando il cucciolo aveva solo 8 mesi, messo al nido anche lui full time , ho continuato ad allattare mattina,prima di andare a lavoro, alle 18,30 quando rientrarci e la sera prima della nanna.Forse per questo chi non porta avanti un allattamento prolungato si crea delle giustificazioni: semplicemente per non sentirsi in colpa! E voglio anche puntualizzare che tutte le donne, come tutti i mammiferi hanno il latte: tutti i mammiferi allattano i propri cuccioli solo l’essere umano fallisce nell’allattamento, quindi le motivazioni vanno ricercate esclusivamente nel contesto sociale nel quale si vive.

  103. Mariangela Russo says:

    Io ho allattato solo per i primi tre mesi. Ho avuto una montata lattea piuttosto scarsa dovuta, secondo anche il parere di un’ostetrica che mi ha seguito, ad un’operazione subita dopo il parto. Già in ospedale al mio bimbo gli hanno dato l aggiunta perché nn lo nutrivo bene. Quando sono tornata a casa ho deciso di continuare con il mio latte, ma nel primo controllo mi hanno detto che il bambino era cresciuto pochissimo e dovevo dargli più latte artificiale. Alla fine mio figlio ha rifiutato il seno ho provato anche a tirarmelo per un po ma ne usciva davvero poco. Ho pianto tanti giorni ma è andata così spero tanto che con il secondo figlio andrà meglio.

  104. Isadora Longo says:

    Rimane il fatto che ognuno è liberissimo ed io non giudico la storia e le scelte degli altri, cercherò di portare il verbo cmq lo prometto

  105. Michela Vecchi says:

    Ho allattato con gioia per 4 anni e mezzo….ne sono orgogliosa da madre e da ostetrica!!Brava Stefania Caschi fai quello che ti dice il cuore e nessun altro…

  106. Isadora Longo says:

    io dubito cmq che sia per ignoranza, più che altro pigrizia, e comodità, oggi con internet non hai più scuse secondo me, sono davvero troppe le donne che non allattano boh

  107. Stefania Caschi says:

    Hai perfettamente ragione!!! Condivido in pieno tutto ciò che hai detto! Io allatto da 16 mesi,e pure a me ogni volta….. ANCORA??? Ma che palle!!!!

  108. Michela Vecchi says:

    Allattare al seno e’ una gran fatica..un bell’ impegno..per tutta la famiglia…sarebbe molto più comodo dare un ciuccio ed un biberon che possono essere dati da altri…niente in Italia aiuta l’allattamento al seno..il rientro precoce al lavoro, la varie leggende metropolitane sul latte materno, la cultura così poco favorevole al l’allattamento a proposta…riuscirci e’ da eroi e riuscire ad allattare dopo i due anni da fenomeni…

  109. Paola Giudici says:

    Ciao scusami se mi permetto di scriverti io stesso problemi con gestosi Ecc … Perô non anno voluto farmi allatare perche I farmaci per ristabilire la pressione erano pericolosi per la bimba io sono Stata dimessa dopo 24 gg con terapiA e pressione ancora 90 su 145 ….. Cavoli Questa gestosi uno strazio

  110. Laura Gargiulo says:

    Credimi: tutta la trasmissione sembra una commedia e la sua espressione è sempre uguale. Che si parli di quantistica o di ghiande.

  111. Paola Giudici says:

    Io non ho allatato perchè quando è nata la Mia Bambina ho avuto la gestosi Sono stata interapia intensiva 4 giorni e non potevo allatare per I farmaci … Pultroppo mi sono sentita messa da parte all nido le ostetriche insegnavamo seguivano perfettamente le Mamme che allatavano a prescindere che sono andata al nido e visto Mia figlia dopo 5 giorni … E Dunque mangiava con loro da biberon e quando sono arrivata all nido mi hanno fatto vedere come preparare biberon e darlo alla piccola un gg e poi per 24 gg o Fatto da me !!!! Però in Tutto questo periodo o assistito che le Mamme che allatavano venivano seguite benissimo io e altre con biberon no !!!!!! Anche Se mi sono trovata benissimo Anche perché allatare sarebbe stato coplicatissimo

  112. Daniela Passarelli says:

    Scusa se ora vado OT ma volevo ringraziarti tanto, cercavo un modo per farlo e ne approfitto qui…..grazie perché ti leggo sempre, da tanto e grazie ai tuoi consigli e al tuo sito il nostro autosvezzamento è una gioia continua, i pasti sono diventati un momento di allegria dove tutti impariamo ogni volta qualcosina in più…..GRAZIE!!!!

  113. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Più di questo non si può fare, credo. Però più certe idee circolano, più ci sarà gente che le sfrutterà. Dopotutto se dobbiamo combattere contro il modo di pensare che dura da anni e decenni i frutti non si vedranno dall’oggi al domani.

  114. Valentine Zaccaria says:

    Che bello sarebbe se ognuno potesse scegliere di allattare come e quanto vuole? Ormai ci schiocchiamo a parlare di una cosa naturale!!! L’allattamento è naturale, le sante tette le donne le hanno per quello!!! Bah?! Che società strana, io sto allattando da 26 mesi e siamo felicissimi così!!!

  115. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Giulia Cifra, più che dirlo uno non può:) Magari su loro non ha fatto effetto, ma è possibile che aiuterà qualcun’altra. Però allo stesso tempo loro non si possono certamente lamentare (o sentire offese) se qualcuno promuove l’allattamento. :)

  116. Laura Gargiulo says:

    Ps Andrea, quella trasmissione è un calderone di roba che non hai idea, mi sorprendo che abbiano parlato di allattamento fino ad un anno…ma l’entusiasmo è scemato dopo lo sshock della Balivo. Della serie: “mixxxxa non lo sapevo! Un anno?!??” Sembra scesa dal pero, e questa la dice lunga sulla disinformazione sull’allattamento materno…e ora crollo. Notte!

  117. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Daniela Passarelli, non credo ci sia niente da fare… Senza sembrare troppo cattivo e per come la vedo il problema è suo. Chiaramente ha problemi irrisolti, ma sta a lei affrontarli. Mica può gettare la colpa su di te per qualcosa che è accaduto a lei. Forse dovrebbe leggere il mio articolo :D

  118. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Come dico nel pezzo, leggo che la Balivo abbia allattato, almeno per un po’. Però, leggo anche che a tre mesi dalla nascita rilasciava interviste tutta in tiro dove diceva che “tenersi il proprio uomo bisogna perdere tutti i chili di troppo” (o frase simile, ora non ricordo di preciso…). I commenti che ho letto erano impagabili… Non credo che abbia fatto molte fans tra le neo mamme :D :D
    Nel mio articolo c’era tutto un lungo paragrafo in cui analizzavo la reazione della Balivo per capire se era spontanea oppure no e la conclusione a cui sono giunto era che no, non era spontanea (ma non necessariamente faceva parte della sceneggiatura).

  119. Daniela Passarelli says:

    Io sono d’accordissimo con te……ma il mio promuovere l’allattamento al seno è stata la causa della rottura della nostra amicizia (rottura peraltro nn dichiarata, semplicemente nn chiama e nn scrive più) dopo aver scritto uno sproloquio sul rispetto di chi nn allatta……ecco alla fine chi è stata attaccata sono stata io…….faccio terrorismo psicologico ha detto…….come si fa a promulgare la cosa giusta in questo clima?

  120. Giulia Cifra says:

    D’accordissimo solo che spesso le mamme ascoltano più i medico che le amiche…io sono stata la prima a partorire delle 3 e le avevo avvertite perché so che é difficile non cedere alla tentazione LA quando tua figlia piange e non si attacca…ma se i medico ti dicono dagli l’aggiunta che gli fa bene non tutte tengono duro…:(

  121. Laura Gargiulo says:

    Va beh dai, avrà detto così perché la Balivo non ha allattato ed è LEI che si è sentita chiamata in causa…ciascuno fa come crede o può. Non penso ci sia niente di pilotato o di politically (s)correct (sulla Rai? Ahahah)

  122. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Daniela Passarelli, ah, trovato… hai scritto due volte lo stesso intervento :D

  123. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Daniela Passarelli, sicuramente no, in quanto, basandomi sulle informazioni che mi dai, la metterei nel gruppo di quelle che non hanno allattato per scelta.
    Mi preoccupo se ci rimane male se promuovo l’allattamento? Onestamente no. Non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca… Se non hai allattato per scelta non ti puoi lamentare e se non hai allattato a causa di motivi esterni alla tua volontà (che siano veri o presunti, poco importa) non hai diritto di lamentarti. Il modo in cui vivere questa situazione sta a te (nel senso della tua amica): puoi scegliere di usare l’esperienza positivamente o chiuderti in te stessa.
    In entrambi i casi non vedo perché per non offendere lei dovrei mettere a repentaglio chi verrà dopo di lei. Questa è la dottrina Balivo e credo che abbia fatto abbastanza danni :D

  124. Daniela Passarelli says:

    Andrea a me è capitata una mamma che nn ha allattato perché secondo me nn ne aveva voglia, nè il primo nè il secondo figlio, ma entrambe le volte ha camuffato la cosa con tante scuse (so quello che dico, nn mi dilungo nei particolari). Ora si stai a contro chi promuove l’allattamento al seno perché “mi fanno sentire meno madre” ecco, una così secondo te in che gruppo la mettiamo? Potrebbe mai cercare di aiutare chi non è riuscita ad allattare? Io credo di no……lei vuole solo l’assoluzione popolare e sentirsi dire che è un’ottima madre!!

  125. Tata Gio/Nanny says:

    Ho visto un pezzo del programma perchè ci sono capitata per caso e ho cambiato immediamente nauseata. Da tata cerco di appoggiare le scelte delle madri, da sorella di una madre che non ha potuto allattare certi discorsi mi fanno perdere la ragione. Il terrorismo psicologico non andrebbe mai fatto ne in un senso nè nell’altro, purtroppo però il rispetto è un bene raro.

  126. Francesca Maria Gregu says:

    Anche a me (che allatto da 15 mesi), ma già da molto prima dell’anno “Ma non ti sembra ora di smetterla con la tetta???” e io “NO!”. La cosa triste è che frasi del genere vengono proferite da signore di una certa età, che si presume apprezzino di più il ritorno al più naturale allattamento, e invece…

  127. Chiara Streetrock says:

    Uffi quante ne ho sentite pensa che in pratica ho smesso d allattare il primo a 21 mesi xke ero d 6 mesi incinta della seconda che ora ha 19 mesi e ancora la “puppa” come dice lei non la vuole proprio mollare d notte un po c provo ma non ce la faccio a sentirla piangere…arriverà il momento giusto…so che poi mi mancherà :)

  128. Giulia Cifra says:

    Aggiungo anche che le due mamme che hanno scelto il LA non l’hanno vissuta bene ma erano più attente a quanto cresceva il figlio che all’importanza di allattare…e questo credo perché si erano fatte convincere come mi avevano detto in ospedale di controllare i grammi presi ogni poppata…mia figlia ha ripreso il calo fisiologico un po’ in ritardo ma io non l’ho mai pesata solo una volta al mese dalla pediatra e dopo il primo pese un po’ a rilento ha preso 1.2 kg al mese oggi ha 14 mesi è 12 kg per 83 cm di salute con tanto latte di mamma e felice autosvezzamento! Grazie anche ad Andrea :)

  129. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Però è proprio questo quello di cui parlo nell’articolo… Una delle madri di cui racconti possono mettere sull’avviso le loro amiche che stanno per partorire, oppure parlarne su internet o dove capita, così da far crescere la consapevolezza nelle neo-madri di quello che potrebbe accadere. Ognuno sa la propria storia e nel proprio piccolo può far aumentare la consapevolezza di chi sta loro intorno. Sono proprio loro quelle che lo possono fare al meglio perché hanno pagato lo scotto in prima persona.
    Tra l’altro, non parlo mai di colpa “oggettiva”, ma di colpa che le donne stesse mettono su se stesse (come possiamo leggere in questa discussione). Questa è la colpa su cui bisogna lavorare e dalla quale non bisogna farsi intimidire. Delle colpe che ci affibbiano terzi… chi se ne importa :D
    Insomma, ci vuole un cambi di prospettiva.

  130. Daniela Passarelli says:

    Andrea a me è capitata una mamma che nn ha allattato perché secondo me nn ne aveva voglia, nè il primo nè il secondo figlio, ma entrambe le volte ha camuffato la cosa con tante scuse (so quello che dico, nn mi dilungo nei particolari). Ora si stai a contro chi promuove l’allattamento al seno perché “mi fanno sentire meno madre” ecco, una così secondo te in che gruppo la mettiamo? Potrebbe mai cercare di aiutare chi non è riuscita ad allattare? Io credo di no……lei vuole solo l’assoluzione popolare e sentirsi dire che è un’ottima madre!!

  131. Rita D'Apice says:

    Si ma io francamente non ho mai visto o sentito offese a chi non allatta. Melissa Artemisia Verbena ti sembrerebbe logico tacere la promozione del latte materno e cercare di sensibilizzare le mamme ad allattare per il rischio di offendere qualcuno?
    È come dire che non si dice che camminare fa bene alla salute per paura di offendere i sedentari o i paraplegici..

  132. Chiara Streetrock says:

    Appena riesco lo leggo ..cmq a parte questo mi dispiace che ancora negli ospedali le ostetriche invece d aiutare l allattamento iniziano a farti venire i dubbi e dare giunte spesso senza motivo…e a volte anche i pediatri e lo dico x esperienza personale visto che a 4 giorni d vita il mio bimbo ora quasi 4anni nn faceva molta pipi (avevo già la montata e così tanto latte che poi l ho pure donato e lui l ho allattato fino a 21mesi)il pediatra senza fare troppi esami ha fatto la ricetta x dargli il latte di formula la mattina dopo lo porto al mayer gli fanno le analisi e aveva un infezione alle vie urinarie…se fossi stata dietro a quel dottore non so se avremmo festeggiato questi compleanni .è facile fare una ricetta come x lo svezzamento invece d guardare bene cosa c è dietro…

  133. Giulia Aguiari says:

    Forse un primo passo per superare è rendersi conto che 9 volte su 10 l’allattamento fallisce a causa di consigli e leggende metropolitane che perpetuano dai tempi delle nostre nonne (ma che forse loro ne sapevano una in più di noi…) e che, la prossima volta, basterà chiedere a una consulente in allattamento (o chi per essa)!

  134. Giulia Cifra says:

    Io credo che non bisognerebbe parlare di colpa ma di sostegno e informazione…su tre mamme che conosco uscite dallo stesso ospedale solo io ho allattato e tutte e tre abbiamo avuto il latte ma un po’ perché sicuramente non abbiamo avuto un sostegno adeguato dalle ostetriche, il pediatra quando è venuto a farmi visita nella stanza mi ha detto che il calo fisiologico era calo patologico, se lasciavi la notte i bambini al nido gli davano LA senza scriverlo nella cartella, mia figlia l’hanno trattenuta una notte più di me e nonostante io andassi all’ospedale ogni 3 ore per allattarla hanno ritardato una visita per problemi loro e le hanno dato il LA senza informarmi io tornata a casa sono stata un giorno con mia figlia che piangeva e non si attaccava e dovevo farmi continuamente spugnature per evitare un ingorgo…la pazienza e la fermezza della mia scelta hanno dato i loro frutti lei alla fine si è attaccata e allatto da 14 mesi :) ma chi non è stata convinta che fosse la cosa migliore alla fine ha ceduto alla pubblicità che ti facevano di quanto era meglio dare l’aggiunta e il latte è andato via…

  135. Monica D'ascola says:

    Francesca Alfieri Salis io allatto da 22 mesi e a chi mi fa notare che é troppo, devo smettere rispondo che quando andrà in prima elementare mi presenterò all’intervallo per farla attaccare :) insomma se non allatti sei una pessima madre, se allatti troppo anche perché tuo figlio é morbosamente legato a te! Io mi sto facendo guidare dall’istinto materno, ci tenevo molto ad allattare e nonostante un parto cesareo d’urgenza ci sono riuscita, certo se si decide di non allattare per scelta é un’altra cosa, in questo caso non si prendono in considerazione i bisogni del bambino

  136. Ambra Postiglione says:

    Credo che il concetto di fondo dell’articolo sia che chi non ha allattato dovrebbe essere la prima ad essere indignata per non esser stata adeguatamente aiutata a farlo e quindi la prima a voler trasformare questa “rabbia” nella richiesta di maggior tutela per il futuro, cosa che in teoria non avviene se il concetto che passa è che in fondo è la stessa cosa.

  137. Vittoria D'Agata says:

    Francesca Alfieri la tua amica avrebbe dovuto
    Rispondere : eh beh dove sta il problema ???U0001f602U0001f602U0001f602

  138. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Chiara Streetrock, così è diverso :D Però ti rimando all’articolo dove se ne parla lungamente :D

  139. Lisa Cavedon says:

    Nemmeno io non ho allattato il primo figlio ma non per scelta mia caspita ma perché L allattamento non era partito bene lui faceva troppa fatica ad attaccarsi e perdeva troppo nel calo fisiologico…io il biberon posso dirti che lo davo con tanto ma tanto amore .

  140. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Elisa Scalise, come dico nel post, si supera se riesci a identificare quello che sarebbe potuto andare meglio e che avrebbe aiutato TE (e che faresti diversamente la volta successiva) e farlo sapere a chi ti dovesse chiedere o sta per affrontare un allattamento, ecc. Insomma, cercare di migliorare la situazione per chi verrà dopo di te.

  141. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Melissa Artemisia Verbena, certo che sì, ma il mio punto è che stando zitti si ottiene solo di perpetuare il circolo vizioso.

  142. Chiara Streetrock says:

    No aspetta io intendevo che secondo me chi lo fa x scelta e differente da chi non riesce a farlo…e credo che chi nn riesce non si debba sentire in colpa xke cmq può dare amore al proprio figlio in altro modo..ma la scelta è diversa non condivisa da me ma che ci vogliamo fare ognuno è libero d fare come vuole ..

  143. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Melissa Artemisia Verbena, hai letto l’articolo? Nessuno parla di espiare tranne, solitamente, la diretta interessata. Purtroppo l’allattamento è una di quelle cose che ti offrono solo un tentativo per figlio e hai anche una finestra temporale abbastanza ristretta per far funzionare le cose. Tuttavia, come suggerisco nell’articolo, un modo per “espiare” (per usare il tuo termine) è di venire in aiuto di chi viene dopo di te per far si che loro vivano un’esperienza migliore della tua.

  144. Francesca Alfieri Salis says:

    Ne vuoi sentire un’altra? Questa l’hanno detta a una mia amica: “Se continui ancora, tuo figlio passerà dalla tua a quella della fidanzata senza neanche accorgersene”

  145. Elisa Scalise says:

    Io non so come si supera. Ho letto libri e mi sono confrontata con chi come me. E se invece non fosse possibile superare?

  146. Rita D'Apice says:

    Ma com’é che appena si fa promozione sull’allattamento materno si pensa subito a voler far sentire in colpa chi non allatta?
    A me pare che a chi non allatta cresca una bella coda di paglia automaticamente..

  147. Melissa Artemisia Verbena says:

    Quindi torniamo a bomba, siccome una non può dare il latte materno che dovrebbe fare? Come dovrebbe espiare sta cosa?

  148. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Francesca Alfieri Salis, che c’è l’inaugurazione di un nuovo centro commerciale? :D :D

  149. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Chiara Streetrock, scusa la franchezza, ma ASSOLUTAMENTE NO :D Quella del “non importa quello che fai, basta che lo fai con amore” è una delle cretinate più grosse mai viste (argomento per un altro articolo…). Le scelte, indipendentemente dal fatto che siano fatte con amore o meno, non sono tutte equivalenti. Alcune lo possono sicuramente essere, ma altre sono più una questione di salute pubblica. Uno poi può scegliere di ignorare questo aspetto e mi sta benissimo, ma senza nascondersi dietro il “tanto lo faccio con amore”, che alla fine dei conti è lo stesso discorso del “non offendiamo le donne che non hanno allattato”, solo che usa parole diverse.
    E comunque della fetta che non allatta per scelta si è parlato nell’articolo.

  150. Francesca Alfieri Salis says:

    “E tagliamolo questo cordone”!!! (cit. mia madre stamattina, io allatto a richiesta da 9 mesi, felicissima!)

  151. Chiara Streetrock says:

    C è che alcune lo fanno x scelta di non allattare x non rovinare il seno…ognuno è libero d decidere…poi credo che l amore d una mamma non s basi sull’allattamento..può essere un momento d coccole e tenerezza dare un biberon …l importante e rendere cmq importante quel momento secondo me…non so se sono stata chiara in quello che volevo dire…credo che l amore che gli diamo sia la cosa più importante esserci con e per loro

  152. Lara Longarini says:

    Avvio faticoso del l’allattamento al seno, bimbo prematuro con poca voglia di attaccarsi e capezzoli piatti. Mi sono impuntata anche io ma ho smesso di allattare verso i 9 mesi perché sono ritornata al lavoro con orario pieno, mio figlio oggi ha 5 anni e mezzo e da quando ho smesso di allattarlo non beve più latte,lo detesta,non mangia molti formaggi apparte parmigiano e formaggino.
    Purtroppo non è data ne una mia decisione ne sua, e’ stata obbligata !

  153. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Sicuramente no, ma qual è il modo di superare questo “senso di colpa”?

  154. Melissa Artemisia Verbena says:

    …io non allatto, purtroppo. Avrei voluto andasse diversamente, ma l’allattamento non è partito. Mia figlia prende il LA. E in colpa mi ci sento già sufficientemente da sola (perchè è una cosa che vivo molto male). E credo proprio di non essere l’unica.

  155. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Chiara Proni, e allora? Hai letto il post? Dal tuo commento direi di no.

  156. Chiara Proni says:

    Mha, per me è allucinante il fatto che chi non ha allattato debba sentirsi quasi in dovere di giustificare il perché. Io non ho allattato. Punto.

  157. Sabrina De Nardi says:

    Mi riconosco moltissimo nelle parole di Vanessa Hasbun… nonostante lo desiderassi con tutto il cuore, anche io non sono riuscita ad allattare, ma mi sono presa una piccola rivincita riuscendo a tirare il latte, così che il mio bambino per il momento sta prendendo solo latte materno.
    Personalmente provo invidia per tutte le mamme che invece riescono ad allattare e credo che di allattamento al seno se ne dovrebbe parlare, e parlare tanto. Il mio insuccesso credo, infatti, sia stato dovuto principalmente ad una mancanza di supporto e di informazione da parte di chi dovrebbe saperne di più e dovrebbe sostenerti… dal pediatra dell’ospedale che mi ha dimesso col foglietto con indicato il nome del LA da acquistare, alle ostetriche del reparto che alle mie richieste di aiuto mi hanno risposto che non ero in grado di alimentare mio figlio e mi dovevo arrangiare da sola (credo di aver pianto per ore dopo quella risposta), al latte dato a mio figlio al nido subito dopo il parto tramite biberon, alle amiche neomamme che alla prima difficoltà si sono arrese e sono passate al LA, alle persone più care che invece di sostenermi ogni tre per due mi dicono di mollare e dare LA, così da poter riposare di più ed essere meno stanca.
    Allattare non è facile per tutte, e ai corsi pre-parto non insegnano minimamente ad affrontare le difficoltà che si possono incontrare, perciò PARLIAMONE…anche se questo per me significa schiattare di invidia!!!

  158. Ta Mara says:

    Io credo che la reazione della Balivo sia dovuta al fatto che lei ha smesso presto di allattare e si è sentita in difetto..perciò ha cercato di “difendere” la categoria… Io non voglio giudicare chi non allatta e le relative motivazioni..bisogna avere costanza e spirito di sacrificio per farlo ma tutto questo viene ripagato dal legame che si va a creare col proprio figlio in quel momento speciale (che è solo ed unico tra mamma e figlio!) mio figlio ha 19 mesi e continuerò ad allattare finché lui vorrà o cmq fino ai suoi tre anni come da indicazioni dell’organizzazione mondiale sul l’allattamento al seno! Ps.I pregiudizi esistono sia un caso che nell’altro…

  159. Emilia Castellani says:

    Credimi certe persone sono immerse in un lavaggio del cervello incredibile e non possono neanche immaginare che esista un’alternativa! Certe informazioni le approfondisci se qualcuno ti mette il dubbio che siano sbagliate ma se in casa tutti hanno sempre ragionato in un certo modo e il pediatra per primo ti da informazioni scorrette (frequentissimo) …e uno va dal pediatra pensando di fare il bene per suo figlio, cercando una guida su argomenti che non sa (è vero che siamo esseri pensanti ma nella gran parte dei casi affidarsi a un medico è molto meglio che leggere informazioni su internet, purtroppo questo è uno dei rari casi in cui non è sempre così)

  160. Isabella Mereu says:

    Non c’è bisogno di fare chissà che per far cambiare le cose! Bastano piccoli esempi! Allattate in pubblico ad esempio! Pian piano diventerà una cosa più normale per tutte!

  161. lisatau says:

    Bello! Mi ha fatto pensare a quel che mi sta succedendo ed è successo intorno a me. Io sto allattando da 21 mesi e ho visto donne che non hanno allattato cambiare i sensi di colpa in forza, sostenendomi e vantandosi del mio allattamento e del mio bimbo vorace!

  162. Emilia Castellani says:

    Io invece credo che sia utile parlarne proprio perché, se si sa quanto è importante l’allattamento e soprattutto se si sa che con fiducia e senza scoraggiarsi si riesce nel 99% dei casi, si riesce a non dar credito alla “suocera” di turno e si riesce ad allattare. Tra l’altro la “suocera” o chi per lei è molto spesso proprio una che o non ha potuto o l’hanno convinta in tutti i modi (per interessi commerciali) a non allattare e ora sapendo invece quanto avrebbe fatto bene se ne pente. Negli anni sessanta era all’ordine del giorno esaltare il latte artificiale contro il latte materno e convincere le madri che non avevano latte per venderglielo e non è infrequente anche oggi. Poi c’è da dire che tra chi ha avuto un’esperienza negativa ci sono sempre due categorie di persone: quelli che ti dicono “tu che puoi fallo io non ho potuto e mi dispiace”, e chi rosica e ti augura di non riuscire neanche tu visto che non c’è riuscita lei. Questo in tutti i campi.

  163. Marzena Ludde says:

    vorrei che lo leggesse la pediatra di mia figlia. Quando la bimba ha compiuto 6 mesi, la pediatra ha detto:”Ora può passare al latte in polvere”. Io non ho voluto. 2 mesi dopo ho sentito: “Ma lei non VUOLE intergrare la dieta della bimba con il latte in polvere?” E poi sempre cosi. Io allatto ancora. Peccato che il medico, anzichè promuovere l’allattamento al seno, promuove i prodotti del supermercato.

  164. Vanessa Hasbun says:

    io ho provato ad allattare e non ci sono riuscita. Ho avuto la montata tarde, quando gia mio figlio era ricoverato per disidratazione.. poi ho provato e non ci sono riuscita.. lui metteva le mani e piangeva come mattobquando me lo avvicinavo al seno.. allora ho smesso: stavamo diventando scemi. Dopo 2 anni e mezzo di questo posso dire che il mio e’stato esclusivamebte un problema di poca informazione, di un serviziobsanitario che non se ne frega proprio dell’allattamento (anche se lo pregona ai 4 venti) e di non avere avuto famiglia/amiche che avevano allattato.. mi sono sentita in colpa ma non piu. Adesso sono incinta di 5 mesi e sono sicura di riprovare con l’allattamento, ma adesso informandomi bene, ho gia amiche che hanno allattato fino ai 18-19 mesi ma sopratutto non mi fa piu paura l’idea di diventare mamma..

  165. Marzia Di Loreto says:

    Io allatto ancora mio figlio che ha quasi 30 mesi, e ti dico che per me è vero il contrario, cioè ho avuto un avvio faticoso, doloroso,a causa delle ragadi,e non solo all’allattamento tanto che dopo 15 gg di ospedale( il mio bambino aveva l’ittero ) ho lasciato l’ospedale con il pediatra che mi aveva dato un foglio con scritto il nome del latte artificiale da usare, io non ho mai comprato quel latte perché avevo deciso di allattarlo quindi dopo giorni e giorni di pianti perché mi sentivo in colpa per non essere in grado di fare la cosa più ” naturale” al mondo, mi sono rivolta ad una puericultrice in pensione che aiuta le ragazze che hanno difficoltà con l’allattamento e che tre gg a settimana in una stanza della parrocchia incontra padri e madri in difficoltà; dopo quasi tre mesi, allattando a richiesta anche ogni 30 min, sono riuscita in quello che ad altre veniva naturale! Per questo mi infastidisco quando la gente mi dice: ” ancora allatti ma ormai è solo un vizio” oppure i primi mesi ” come sei fortunata ad avere il latte” ecc ecc . E con questo voglio dire che a volte chiedendo aiuto si può risolvere una situazione altre volte no ( come nel tuo caso) ma l’importante è che la mamma e il bambino decidano insieme ciò che è meglio per loro senza sentirsi giudicati in ogni caso

  166. Angela Cugno says:

    Ma se io mi devo prendere della talebana perché però devo aver cura di non urtare la loro sensibilità?ovviamente non voglio fare di tutta un erba un fascio….ti parlo delle situazione nella quale mi sono trovata io…

  167. ChiaraPaoletto says:

    Autosvezzamento #allattamento #mamme posso dire per esperienza che anche chi allatta al seno viene criticata o fatta sentire in colpa

  168. Cristina Magu says:

    Certo che tante mamme ricorrono a ciucci e biberon e latte artificiale ancor prima che il bimbo nasca…dopo e’ difficile non fare provare loro il dispiacere di non aver allattato – sono loro stesse a mettere fine a questo processo…

  169. Morena Sgattoni says:

    io ho ricevuto tante informazioni. tutte contraddittorie. la verità è che se vuoi le informazioni che possono davvero aiutarti le vai a cercare.

  170. Morena Sgattoni says:

    mi trovi d’accordissimo! tante neo mamme come me a fronte di un allattamento difficoltoso preferiscono dirmi che sono fortunata piuttosto che seguire i miei consigli di far seguire da un ostetrica che mi ha salvato. A quel punto è meglio dire che non si vuole allattare (scelta legittima e rispettabile).

  171. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Angela Cugno, molto probabilmente perché ancora non riescono a vedere con un minimo di serenità quello che è capitato a loro. Certo però che quelle che ti buttano la tetta in faccia e per le quali allattare (esempio inventato) tre gemelli per 3 anni è stata una passeggiata non aiuta in questi casi :D

  172. Angela Cugno says:

    Io ho allattato 29 mesi è stato faticoso e ho trovato parecchi ostacoli. …non sono stata fortunata ma testarda! Non voglio far sentire in colpa nessuna mamma ma le mamme che non allattano raramente ammettono di aver sbagliato e molto spesso danno delle talebane fissate con la tetta alle altre mamme. Mi sono molto spesso trovata in queste discussioni.

  173. Angela Cugno says:

    Ovviamente mi riferisco alle mamme che dicono non avevo latte. Non era più nutriente. Il bambino stava attaccato un ora e non si sazieva mai.chi ha avuto problemi di salute è un altro conto….

  174. Angela Cugno says:

    No l unico modo e che tutte le mamme si informino sul mondo Dell allattamento e che la smettano di ascoltare i pediatri come se fossero dei santoni….nel 2015 abbiamo molti canali d informazione.

  175. Sarah Boette says:

    Bravissima!!! Sei la dimostrazione che volere e’ potere! E poi rileggendoti mi sono consolata del fatto che x colpa della mia placenta che nn veniva fuori nn ho preso subito in braccio la mia cucciola.

  176. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Paola Pedrinelli, rispondigli che hanno ragione. La vita è troppo breve per passarla a fare pappe (che non servono…) :D :D Io di certo sono d’accordo con loro.

  177. Paola Pedrinelli says:

    A proposito di comunicazione … OT mi hanno detto sul muso che ho scelto autosvezzamento perchè è comodo per i genitori… Autosvezziamo perchè non abbiamo voglia di sbatterci a preparare le pappe ed è la scelta piu comoda per noi…

  178. Erika Feltrin says:

    Premetto che non ho letto i commenti precedenti, io NON ho allattato il primo figlio ma avrei tanto voluto per vari motivi: nato prematuro, dormiva sempre, capezzoli piatti, tantissimo latte forse troppo per lui, etc. Non mi sono arresa e per 40 dico 40 giorni le ho provate tutte consulenti lega del latte, paracapezzoli, ragadi, mastiti, aiuto di una cosulente a casa…niente e alla fine mi sono arresa con un milione di sensi di colpa….e pur essendo consapevole che il LATTE ARTIFICIALE non è paragonabile a quello materno…mi sono tirata il latte per 7 mesi. Tutti a farmi sentire ancora più in colpa perchè NON AVEVO ALLATTATO. Secodno figlio voglio provare ancora….un’esperienza faticosa, il bimbo cresceva molto molto bene mangiava già da subito 4 5 volte al giorno e io avevo mastiti, ingorghi, ragadi anche se si attaccava bene….a 9 mesi LUI HA DECISO che non voleva più il latte ma solo pappe e nemmeno quello aritificaile con il biberon e tutt’ora che ha 3 anni non è un amante del latte. In tutto questo, ero circondata da gente che mi diceva che a nove mesi è troppo presto x smetttere…ripeto DECISIONE che non ho preso io ma il mio piccolo. E anche io come altre mamme mi sono sentita SOLLEVATA. Mi sento di dire che è VERO, le persone ti fanno sentire in COLPA perchè non hai allattato.

  179. Lorena Torresan says:

    Ma non esistono solo queste tre categorie! Davvero pensi di ridurre l’universo delle mamme a tre categorie? Come nei blog di donnamoderna, dai.

  180. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Non credo, perché chi descrivi rientra nel gruppo 3 e questo mi sembra che sia abbastanza chiaro.
    Poi se due donne con identici trascorsi, una decide di mettersi nel gruppo 1 e l’altra nel 3, va benissimo Dopo tutto è una scelta che la donna fa, non io.
    Se non abbozzavo un minimo di categorizzazione, allora c’era il caos perché arrivava chi diceva che non voleva allattare perché le faceva schifo, chi non poteva perché aveva una malattia debilitante, ecc. ecc. fino ad arrivare a quelle che dicono che il latte non era nutriente. Secondo me ognuno in cuor suo sa in che categoria si deve mettere.

  181. Lorena Torresan says:

    È brutta perché riduzionista e semplicistica. Adotta una sola variabile bidimensionale volere-potere quando il comportamento umano non risponde mai a una sola variabile. Non tiene conto ad esempio della possibilità o meno di avere avuto le informazioni giuste. Sulla volontà o meno di reperirle. Ecc. Non dico che tu abbia giudicato ma che il processo di categorizzazione sia rischioso e poco efficace per gli scopi dell’articolo. Infatti sono decine di commenti che stai argomentando con le mamme per chiarire il tuo punto di vista.

  182. Serena Cerrato says:

    il latte materno farà anche bene ma non facciamone una questione di vita o di morte, non siamo mamme solo per tirar fuori una tetta…

  183. Imma Romano New says:

    Brava Monia Trana’!!!! Per me allattare Giuseppe sembrava impossibile ma alla fine ho avuto questa gioia. In barba lo stress.

  184. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Oltretutto non do giudizi e ognuna è libera di scegliere la categoria che meglio descrive la sua situazione.

  185. Cristina Molinaroli says:

    non intendevo riferito al post, ma in generale. La mia è solo una testimonianza di ciò che ho vissuto direttamente e preferirei non essere messa in nessun gruppo per favore, non tutto si deve analizzare, suddividere etc… a volte basta solo ascoltare e accogliere.

  186. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Lorena Torresan, perché la trovi brutta? Mi sembra eminentemente pratica, dopo tutto non puoi trattare tutti allo stesso modo e le categorie che ho suggerito direi che servono a eliminare il rumore di fondo. Poi magari si poteva fare meglio, ma altro non mi è venuto in mente.

  187. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Erika Cesaro, eh, però non possiamo mica offendere chi non allatta, no? :D :D (e così facendo la catena di Sant’Antonio va avanti)

  188. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Paola Pedrinelli, no, per me il problema è essenzialmente di comunicazione che viene fatta in modo sbagliato. Ad esempio, come dicevo in minuto fa, quella dell’idealizzazione del latte materno è una zappa sui piedi che ci vorranno anni se non decenni per rimuovere. In questo caso chi lo fa (l’idealizzazione) prova a fare sensibilizzazione, ma utilizzando il linguaggio sbagliato ottiene il risultato opposto. “breast is best” è l’esempio lampante. Dovrebbero dire invece “breast is normal” o “formula is worse” (ok non suonano bene come la versione originale), ma così si farebbe comunicazione corretta. Però, siccome non vogliamo offendere chi non allatta… non si fa :D

  189. Erika Cesaro says:

    Io sto ancora fortunatamente allattando il mio bimbo di 10 mesi, mi vien da dire uma cosa però, non condanno chi non allatta per questioni di salute. ..ma chi non lo fa per poca informazione e per chi a scelto la strada più semplice quando bastava un pò d’amorevole costanza. Chi di stupisce davanti a chi dice d’allattare fino all’anno e oltre…sono persone sicuramente mal informate…è vero che il sistema dovrebbe aiutare…ma cavoli noi siamo individui pensanti capaci se vogliamo a conoscere e scegliere con giudizio!!

  190. Lorena Torresan says:

    Io trovo proprio brutta la categorizzazione delle mamme. Sia dal punto di vista umano che di comunicazione. L’articolo poteva venire bene anche evitandola e senza perdere di efficacia. Quello che serve per risolvere i problemi di cui parli è una corretta informazione, tutti il resto è chiacchiera che favorisce gli schieramenti. Cosa che infatti è successa in questi commenti. Le mamme che dicono A e le mamme che dicono B.

  191. Francesca Maria Gregu says:

    Aggiungo inoltre del caso delle mamme che sono dal 2° parto in poi e che magari il primo figlio non lo hanno allattato per svariati motivi, e quando dici (capitato a me con una conoscente incinta nello stesso periodo in cui lo ero io) “Vuoi venire con me che c’è il corso pre-parto e si parla di questo e quest’altro!” ti rispondono “Non ne ho bisogno, ho già cresciuto un (o due) figlio, crescerò anche questo!”, che poi crescendo il suddetto figlio abbiano trovato mille problemi facilmente risolvibili (o evitabili) grazie a questi corsi, non importa! A volte, il credersi troppo competenti, frega più dell’ignoranza.

  192. Monia Trana' says:

    Allattare …… Per tante persone è una cosa trascurabile ….. A cui comunque c’è sempre l’alternativa …. Sennò ci si può stressare……

  193. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Laura Paccagnella, vabbé, per cominciare stabiliamo degli obiettivi effettivamente raggiungibili :D :D

  194. Laura Paccagnella says:

    L’unico modo per risolvere il problema è l’informazione in reparto e col pediatra che dovrebbero sostenere e informare correttamente

  195. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Barbara Bolognesi, come ho provato a fare nell’articolo, prova sempre a scrivere e a dire, più correttamente, che il latte artificiale è inferiore al materno. Quello della comunicazione che idealizza il latte materno è SICURAMENTE parte del problema che va eradicato.

  196. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Paola Pedrinelli, mi pare di averlo detto chiaramente nel post che chi non allatta per scelta non entra minimamente nel discorso fatto. In quel caso le motivazioni che hanno spinto a fare una determinata scelta sono totalmente diverse.

  197. Paola Cucurnia says:

    Sí sono stata davvero fortunata!!! È stata lei a suggerirmi per l’ autosvezzamenti il libro di Piermarini , questa pagina e il sito!!!

  198. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    No, a me era sfuggito :D È a prima volta che lo leggo. Molto interessante, grazie :D

  199. Daniela Passarelli says:

    Io ho avuto un parto difficile: prematuro, cesareo d’urgenza e distress respiratorio alla nascita, sfociato subito in un pnx bilaterale, per cui mi han portato via mio figlio, che aveva bisogno della terapia intensiva che era in un altro ospedale, mentre avevo ancora l’anestesia. Nn lo avevo neanche preso in braccio, nn sapevo che viso avesse……..dopo un po’ è arrivata un’ostetrica, bravissimae gentilissima che mi ha detto: “dobbiamo massaggiare il seno lo sai? Dobbiamo fare quello che farebbe il tuo bimbo, perché lui ha bisogno di te e del tuo latte, se riusciamo a far uscire anche solo qualche goccia glielo daranno col sondino!” Questa è stata la spinta, ero distrutta, ma era l’unica cosa che potessi fare. Io ho visto mio figlio dopo un giorno e mezzo, quando finalmente mi hanno trasferita, e ho potuto prenderlo in braccio solo dopo 6 giorni, nel frattempo massaggiarmi, spremermi e tirarmi il latte era il mio lavoro a tempo pieno, con sveglie ogni tre ore di giorno e di notte per dare al mio corpo una parvenza di ciclo del lattante…..mi tiravo il latte guardando l’unica foto che era riuscito a fare il papà prima che lo portassero via e spesso piangevo. Quando sono riuscita a prenderlo in braccio l’infermiera mi ha chiesto di dargli il bibe!!!!!!

  200. Barbara Bolognesi says:

    quello che volevo dire è che ci si sente giudicate e attaccate come persone, mentre invece quello che si “giudica” non è la “mamma” ma il “nutrimento”. Hai capito quello che voglio dire?

  201. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Cristina Molinaroli, E chi giudica… Hai letto il post? Mi pare chiaro che ti metti nel gruppo 1, quindi non vedo il problema.

  202. Barbara Bolognesi says:

    le mamme che allattano non sono migliori di quelle che non lo fanno. Ma il latte materno E’ migliore del latte artificiale. La differenza fra le due cose è fondamentale!

  203. Silvia Patuzzi says:

    Nel mondo la durata media dell’allattamento al seno sfiora i quattro anni di età del bimbo, la durata media! In Italia già ad un mese di vita del bambino l’allattamento al seno è stato abbandonato, e si parla sempre di media. Arrivare ai sei mesi di allattamento esclusivo come consigliato dall’oms sembra un miraggio per le mamme italiane, è vero che allattare non è facile, nel senso che allattare al meglio significa a richiesta ( giorno e notte), significa essere a disposizione del proprio bambino 24 ore su 24 per mesi e mesi, significa donarsi in tutto per tutto ( ma quanto si ha in cambio! ), oggi la società non prevede più e non aiuta la donna che vuole farsi dono al proprio figlio, una donna al servizio del proprio bimbo non è produttiva e non è la donna emancipata che la società promuove. Dagli anni sessanta la campagna pro artificiale ha fatto danni incalcolabili, basti pensare che se prima dell’avvento del latte artificiale avessimo avuto le stesse difficoltà di oggi nell’allattamento il genere umano si sarebbe estinto. Ovvio che poi i casi effettivi di mancanza di produzione di latte ci sono ma non in percentuale così elevata! Veramente il sistema va cambiato. Scusatemi se non sono stata abbastanza politicamente corretta.

  204. Elisa Lillybeth Bozzato says:

    L’allattamento deve essere un piacere x la mamma senno è una fonte di stress anche x la bimba..ho smesso presto,era inutile continuare solo x 100 gr in totale al giorno…il fatto è che io mi son sentita sollevata mentre vedevo negli altri/altre la pietà nei miei confronti…io sinceramente provo pietà x loro,x chi pensa che se non allatti al seno non sei madre. Se c’è una cosa che non mi farà mai mettere il cuore in pace è l’aver fatto 13 ore di travaglio x poi partorire con cesareo.lì ho lasciato qualcosa in sospeso che penso proprio non proverò più..

  205. Paola Pedrinelli says:

    Si ma secondo me puoi dare mille mila ragioni per allattare,ma se una mamma non vuole farlo non lo fa anche se il latte della mamma è il meglio. Non si puó mettere sulla croce una donna che non vuole allattare. Soprattutto se non si sa il perchè del suo rifiuto. Non lo so. Non ho mai capito questa presa di posizione,quasi di superioritá delle mamme che allattano nei confronti di chi invece non vuole farlo.

  206. Maria Giovanna Pieri says:

    Il bello è che non bisogna fare sentire in colpa chi non ha allattato, in compenso far sentire “strana” una donna che allatta ancora dopo l’anno è giusto? Più di una volta mi sono sentita giudicata quando dicevo che allattavo anche dopo l’anno….

  207. Francesca Maria Gregu says:

    Autosvezzamento – La pagina ufficiale di http://www.autosvezzamento.it non è vero che chi ha allattato senza problemi ha poco da insegnare! Io sto allattando la bellezza di 15 mesi (e spero di arrivare ai 24 come si augura anche la pediatra) e di questo ringrazio le pediatre del consultorio che nei corsi pre-parto hanno dedicato bellissimi seminari sull’allattamento, prendendo in esame i problemi più comuni che si riscontrano: posizione corretta del bambino, perché va via il latte, ma soprattutto le LEGENDE METROPOLITANE (se possiamo chiamarle così) che così tanto fanno furore tra nonne, zie e vicine. Quando qualche mia conoscente inizia a lamentarsi di f

  208. Sabrina Caltagirone says:

    Allora posso raccontare la mia esperienza… Io per prima ho avuto problemi e dubbi all’inizio dell’allattamento e penso che se non avessi trovato al corso allattamento una ostetrica così brava probabilmente avrei abbandonato pure io.. Devo dire però che tante volte non ci si vuole fare aiutare! Ho conosciuto durante la gravidanza ai vari corsi tante donne con le quali sono rimasta in contatto e tante non hanno allattato perché mi dicevano o ho poco latte o il mio latte non è nutriente tutte credenze assurde ho provato a dare consigli e indirizzare le mamme da questa orstertica o consigliare di affidarsi alla leche league ma la realtà è che nessuno mi ha mai ascoltata… Io mi sento di dover passare tutto quello che so.. A me sarebbe piaciuto ricevere queste informazioni anche prima del parto… poi certo se una non vuole allattare per l’amor del cielo liberissima di non farlo!!! L’allattamento prima di tutto deve essere un momento piacevole per la mamma e di conseguenza per il piccolo/a se così non è meglio l’artificiale che accanirsi in una cosa che fa stare male… Eppure mi da l’impressione a volte che non è che non si voglia ma ci si aspetta di poter allattare senza fare nemmeno un minimo di sforzo e alla prima difficoltà si abbandona… Ma credo che sia una conseguenza della nostra società… Io sono felice del mio per sorso e di avermi fatto aiutare.. La mia bambina ha quasi nove mesi e andiamo avanti con la tetta!!

  209. Morena Sgattoni says:

    Io so solo che per riuscire ad allattare ho sputato sangue e ora sono felice di aver insistito e di esserci riuscita. Quello che non sopporto è chi mi dice “beata te”! La fortuna c’entra ben poco! L’ho voluto, a costo di grandi sacrifici! Ora, a front di questo mi chiedo: come mai il politically correct simusa solo per chi non allatta? Perché io ora dopo mesi non posso essere orgogliosa delle mie scelte?

  210. Barbara Bolognesi says:

    i commenti di questo post sono la prova che quello che dice l’articolo è vero. Chi non è riuscita ad allattare, perchè poco informata e poco sostenuta o per problemi di tipo medico o organizzativo, si mette sulla difensiva e attacca. E non capisce che se se ne parla così tanto, è proprio per far sì che sempre meno madri siano nella condizione di dispiacersi per non essere riuscite ad allattare

  211. Valentina Capato says:

    Io non sono riuscita a partorire naturalmente la mia bambina e a causa di questa frustrazione l’allattamento non è andato. Figuratevi come mi sento.

  212. Alma Merlo says:

    Mio figlio ha tre mesi, non mi è mai venuta la montata lattea, siamo stati dimessi dall’ospedale con la giunta per un calo ponderale troppo grande. Mi sono ostinata a volerlo allattare al seno, attaccandolo sempre e cercando opinioni o meglio rassicurazioni da pediatri, consulenti per l’allattamento e ostetriche. Ancora oggi proseguiamo con l’allattamento misto. Nonostante la mia testardaggine il mio latte non è mai aumentato e mio figlio era sempre disperato. Poi a un certo bel punto mi sono accorta che dovevo guardare lui e non le mie aspettative da mamma.
    Tutte sappiamo che il latte materno è meglio rispetto il LA, ma secondo me non bisogna demonizzare la scelta o condizione di nessuno. Se una mamma ha agito in un determinato modo è perché in quel dato momento è quello che sentiva più giusto alla sua situazione o semplicemente l’unica scelta che aveva. Trovo ridicolo che ci si vanti di allattare al seno o meno. Come trovo ridicola ogni forma di discriminazione in un momento così delicato. Il messaggio che molto spesso passa è che “tutte possono allattare, basta volerlo, perché è un meccanismo naturale”. non è vero, per esempio non lo è stato nel mio caso e Sì, oltre alla sofferenza di non esser riuscita a passare a un allattamento esclusivo mi sono sentita sola e inadeguata.

  213. Laura Zava says:

    Dopo 21 giorni di allattamento esclusivo, sono caduta nella trappola dell’aggiunta. Al terzo mese di vita ho detto stop e ho ricominciato ad allattare esclusivamente al seno, anche se tutti dicevano che non avevo latte a sufficienza e che stavo affamando il mio bambino, anche se lo avevo attaccato al seno quasi tutto il giorno, anche se piangeva costantemente quando non era attaccato al seno.. E adesso siamo qui, a 12 mesi di tetta. Allattare non è facile ma se lo volete fare, non arrendetevi e chiedete aiuto ad ostetriche competenti, chiamate la leche league, informatevi..perché purtroppo gli interessi economici hanno influenzato tantissimo.

  214. Paola Pedrinelli says:

    Io non ho mai ma veramente mai capito perchè c è tutto sto can can sulla questione allattamento – formula. Io allatto per scelta mia, a me non interessa assolutamente di andare a puntualizzare nulla a una mamma che utilizza la formula. Afferi suoi scelte sue,ognuno è libero di fare ció che fa star meglio se stessa e il proprio bambino. Quanti probelmi

  215. Cristina Molinaroli says:

    Io anni fa ho partorito in gestosi mia figlia prematura. Stavo malissimo: trasfusioni di plasma, catetere, flebo…. e il mio scriciolo di 1, 025 kg che stava lottando per non perdersi. Bene, in tutto ciò la capo ostetrica mi porta un tiralatte e mi dice in tono perentorio: “Deve tirare eh, sua figlia ha assolutamente bisogno del suo latte per vivere!!! ” Ovviamente l’ho fatto ma… niente! Mi ha fatto sentire in colpa da morire. Per fortuna non tutte erano come lei e mi hanno aiutata a superare anche questo ostacolo. Questo per dire che bisogna stare molto attenti a non superare la soglia del rispetto e del pensiero altrui. Ritengo giusta la propaganda e le corrette informazioni sull’allattamento materno ma non ci si deve permettere di giudicare chi non lo fa.

  216. Lucy Inthesky says:

    La mia bimba ciucciava poco complice l’ittero e mi stimolava poco la produzione. Ho partorito in una struttura che promuoveva molto l’allattamento,tanto da non dare aggiunte alle madri che non volevano allattare,ma solo per reale necessita di calo fisiologico. Noi siamo uscite con l’aggiunta,ho chiesto consigli a una consulente che mi disse di procedere cosi,attaccarla il piu possibile (stavo anche un’ora,finche si stancava) e darle aggiunta possibilmente col mio latte tirato. É stata durissima e a tre mesi suonati lei non ne ha voluto piu sapere,girava la faccia dall’altra parte.

  217. Ilaria Borsari says:

    Mamme,aiutiamoci tra di noi,raccontiamoci,spieghiamo alle altre cs nn è andato cn noi o cs permette che l allattamento vada benissimo,condividiamo e uniamo le forze!lasciamo stare i giudizi,la falsa empatia,ma sosteniamoci l’una cn l’altra!le mamme prima del parto vengono coccolate…ma dopo il parto sn lasciate sole…

  218. Luisa Pivetta says:

    Tutte le volte che una mamma non riesce ad allattare, non è lei a doversi sentire in colpa, ma è IL SISTEMA che dovrebbe vergognarsi!

  219. Annarita Sarro says:

    Io ho allattato fino a 14 mesi. Racconto spesso la mia esperienza perché possa essere d’aiuto alle future mamme. Ne ho parlato con donne incinte che mi è capitato di incontrare, con amiche che sono in attesa. La prima cosa che dico è: allattare non è facile. Potrebbero esserci dei problemi, come anche potrebbero non essercene. Per me i primi 3 mesi sono stati molto difficili. Avevo un capezzolo rientrante ed una produzione di latte tale che avrei potuto allattare 5 figli! Ogni volta che mio figlio si attaccava io urlavo per il dolore e subivo anche i rimproveri di chi mi stava vicino perché così avrei spaventato il mio bambino. Dopo mille prodotti, consigli a pagamento di ostetriche finalmente ho trovato una soluzione. Le coppette di silicone con raccogli latte. Esteticamente erano orribili, sembravo Madonna negli anni 90. Ma mi hanno permesso di proseguire serenamente e dopo un po non ne ho avuto più bisogno! Ricordo con gioia che ne parlai in un negozio alla mamma di una ragazza che aveva appena partorito e che aveva il mio stesso problema e ci mettemmo in contatto e gliele consiglia. Dopo qualche settimana seppi che funzionarono anche con lei. Ovvio che non sono un rimedio che andrà bene per tutte, ma io raccontando la mia esperienza sono felice di incoraggiare le neo mamme a cercare soluzioni e a non mollare. Perché dopo le prime difficoltà l’allenamento diventa una bellissima esperienza e un dono per il proprio bimbo. Ciò che la natura ha creato è insostituibile! Però è importante sapere in anticipo che non è una cosa facile e che è anche doloroso, quindi meglio prepararsi per tempo!

  220. Valentina Recca says:

    Il mio primo bimbo l ho potuto allattare solo per un mese per il semplice e motivo ke si rifiutava di attaccarsi, ha rifiutato pure il biberon e a 6 mesi nn beveva più latte.. (ha ripreso a bere solo a 2 anni) la seconda invece, Ke domenica compirà 1 anno la allatto ancora anzi il difficile è riuscire a staccarla un pò

  221. Paola Cucurnia says:

    Sono circondata da amiche in dolce attesa, tutte pensano di allattare “ma micca come te”!! Si riferiscono al fatto che Christian ha 16 mesi e “ancora” prende il latte di mamma. Io pensavo di smettere a 6 mesi… poi a 1 anno… poi.. bó, alla Laurea??
    È vero che l’ argomento è difficile da affrontare, io racconto spesso la mia esperienza. Il mio bimbo cresceva il minimo indispensabile… allattamento a richiesta direi infinito… ore attaccato per crescere pochi grammi, arriva l’aggiunta (dopo che con la consulente le abbiamo provate tutte per far funzionare le cose) e io piango mentre gli do il biberon. Lí in una mamma possono accadere 2cose, o dall’ aggiunta passano al pasto completo o come me lasciano il seno come fonte principale e l’aggiunta come appunto una cosa in più. In un mesetto Christian ha preso forza, ha iniziato a ciucciare con più vigore e il mio latte è aumentato. So che la mia esperienza è raccontata dalla Pediatra alle mamme che come me piangono all’idea di dare il latte artificiale e lei avendo anche la consulente all’ interno dello studio le prova tutte prima di dare il Formulato. So che la mia esperienza può essere d’aiuto e continueró a parlarne.

  222. Arianna Caffini says:

    Io sposo appieno il pensiero di ilaria borsari… Mi sono trovata nella sua stessa situazione e, da persona che ha avuto problemi con l’allattamento, posso dire che dovrebbero essere le strutture sanitarie ad informarti, ad aiutarti, a cercare di comprendere quali possono essere i problemi legati ad un allattamento che non riesce ad avviarsi in maniera corretta. Grazie alla mia cocciutaggine sono riuscita e sto ancora allattando la mia bambina anche se con l’allattamento misto! Ma se sono riuscita a riprendere almeno in parte il mio allattamento posso dire grazie solo a me stessa! Grazie alle giornate passate su Internet oppure al telefono per cercare di capire quali potevano essere le motivazioniE le cause di un allattamento che non si era avviato bene!come Ilaria, anche io non sono assolutamente infastidita dalle persone che parlano di allattamento e soprattutto che sono riuscite ad allattare in maniera esclusiva, semnai anche io ce l’ho con me stessa perché avrei potuto informarmi meglio prima! Avrei potutoagire subito in maniera tempestiva quando la mia bimba era appena nata! Invece di aspettare pensando che le cose migliorassero da sole…quando mi capita di vedere delle amiche Che hanno bimbi appena nati a cui danno già il biberon cerco di spiegare ma soprattutto di raccontare il mio allattamento, cerco di dare informazioni, ma molto spesso è inutile!

  223. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Tra l’altro da quello che dici tu non puoi avere nulla in contrario se si mettono in luce le differenze tra formula e latte materno, in quanto dici che non avevi comunque alternative. Ma per quelle che la scelta la hanno, mi sembra doveroso.

  224. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Ele O Nora, la tua storia è interessante, ma non c’entra con il post. Nessuno giudica niente, né si parla di mamme felici o esaurite, ma di come far sì che la situazione migliori per chi verrà dopo di loro (e ciosì il numero di madri esaurite diminuirà). /Andrea

  225. Chiara Piergentili says:

    Secondo me l’approccio che si ha prima del parto è da rivedere. Ti insegnano che allattare è facile, spontaneo, il bimbo fa tutto da solo… Non è sempre vero. Nel periodo che ho partorito io, in un ospedale “amico del bambino” le mamme che avevano difficoltà erano tante. Parlarne dopo un anno con il senno del poi e la serenità attuale è un discorso, subito dopo il parto, con gli ormoni impazziti, la stanchezza per la mancanza di sonno, il senso di inadeguatezza per la novità dello scriciolo che hai in braccio ne è un altro. Ti puoi far aiutare, ma l’ostetrica a volte non è sufficiente, la famiglia, soprattutto mamme e sorelle dovrebbero far quadrato intorno e invece non succede perchè vengono da un cultura che è diversa da quella attuale, quella del latte che “non basta” o che non è nutriente. Dietro le mamme che non allattano ci sono mille motivi e non è giusto mettersi a puntare l’indice. Allattare è la cosa migliore, lo sappiamo già, la formula non sarebbe stata la nostra prima scelta ma è andata così.

  226. Marta Guerrini says:

    Elisa ti domandi chi sei???? Sei una mamma, una mamma che ci è passata, e che proprio per questo ha il dovere morale di dire alle altre future mamme ” é dura, é difficile, e chi vi dice il contrario mente. Ma non é impossibile.”. Spiega loro cosa é mancato a te, cosa pensi ti sarebbe servito per farcela. Poi ogni donna sceglie ció che ritiene piú opportuno, ma l’importante é non nascondersi dietro false giustificazioni. Le mamme come te sono quelle che possono fare di piú.

  227. Nicoletta Di Bella says:

    Per la mia esperienza no, le “paladine che vigliono salvare il mondo” (e lo sono stata anch’io eh!) sono anche le mamme del tipo3, o forse di un tipo4: quelle che hanno dovuto affrontare problemi e ignoranza e magari ce l’hanno anche fatta, e sono arrabbiate, arrabbiatissime con il sistema che non funziona e che le ha fatte soffrire. Perché hanno dovuto lottare con le aggiunte per colpa del pediatra ignorante e al soldo del rappresentante del barattolo di turno, perché nessuno ha saputo correggere un attacco che ha causato ragadi tremende per mesi… E magari non hanno mollato, ma quanta rabbia è costata questa determinazione? Ecco, senza un’attitudine o una “educazione” ad una comunicazione empatica ed accogliente si rischia di essere fraintese e di generare una chiusura ancor più deleteria, che determina la famosa “guerra delle mamme”.
    Mi ci sono riconosciuta nella mamma del “tipo 3”, pure se col primo bambino avevo allattato un anno, perché comunque non ho smesso quando volevamo, ma per un fallimento del sistema. E se ci ho fatto pace è solo perché quell’esperienza mi è servita per “aiutarmi” con gli altri due figli prima ed aiutare gli altri poi, altrimenti mi sarebbe rimasto solo il fallimento, anche se – oggi lo so – colpe non ne avevo.

  228. Ele O Nora says:

    Io sono a favore dell allattamento al seno.Inizialmente ho avuto dei peoblemi,la piccola non si attaccava bene,ho usato i paracapezzoli..per 4mesi é andato tutto bene,al 4 mese la piccola aveva preso solo 300g..stava sempre attaccata al seno..il mio latte non era nutriente,le poppate duravano 30minuti..Ho dato l aggiunta e la sua crescita é migliorata.Non si puó giudicare la scelta di una mamma.Il figlio é suo e decide lei.Le altre mamma non devono far sentire in colpa nessuno,perché decidere di non allattare non é una colpa”meglio una mamma felice che una mamma depressa o esaurita”.

  229. Elisa Scalise says:

    o faccio parte del gruppo tre e si mi sento molto frustrata quando sento parlare di allattamento come la cosa più naturale del mondo. Cioè so che lo è ma non è affatto facile.
    Ho avuto amiche incinte e ne ho tutt’ora ma sono riuscita a parlare poco della mia esperienza e non riesco nemmeno ad essere abbastanza entrante riguardo questo argomento perchè mi rendo conto che dei possibili problemi dell’allattamento non ne parlano con nessuno (come non ne ho sentito parlare io a mio tempo)
    Ai corsi pre parto nessuno ti prepara a quello che sarà e arrivi al parto senza il minimo dubbio che tu possa allattare. Con queste premesse, chi sono io per permettermi di insinuare de dubbi nelle menti di giovani mamme già abbastanza preoccupate da altre situazioni, come parto e post parto?
    Vorrei fare di più ma non so davvero come poterne parlare senza urtare sensibilità

  230. Gloria_ says:

    Concordo i pieno con il commento di Nicoletta di Bella, è i gran parte un problema di comunicazione. Io mi ritengo razionalmente un gruppo 1, ma è il contatto con l’ostentazione e la facloner

  231. Simona La Rocca says:

    Anche io non ho potuto allattare a lungo anche se avrei voluto, e anche se chi mi sta intorno dice che di più non potevo fare (la bimba non stava bene, io ero uno straccio sia fisicamente che mentalmente), informandomi mi sono accorta di aver avuto comunque molte informazioni sbagliate. .. e quello che faccio è cercare di far capire a future mamme che con il giusto aiuto possono non sentirsi come mi sento io… anche se non sempre il messaggio passa. E la storia che il bambino ha bisogno di essere allattato x sei mesi e basta… purtroppo è come un virus. ..

  232. Lu Gall says:

    Maria Cristina Poggini era quello che dicevamo, no? Anche nei vai gruppi pro-allattamento, se non sei politically correct e ribadire la solita solfa vieni sistematicamente mangiata viva.
    I vari preamboli sono sempre:
    -che il bene del bimbo è mamma viene prima di tutto
    -che se allatti con formula non sei una madre degenere, e potrei andare avanti
    -che non sei migliore se allatti con la poppa
    -e potrei andare avanti con altre 4/5 frasi
    Se non fai queste premesse ogni volta è la fine

  233. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Nicoletta Di Bella, il problema secondo me è che chi fa lavoro “missionario” appartiene al gruppo di chi ha allattato senza problemi (che come dico nel post ha “poco da insegnare”. Invece dobbiamo sentire di più il gruppo 3 (ovvero che riconosce che le cose non sono andate bene) e mette a disposizione la propria esperienza. Loro hanno “tutto da insegnare”. Invece per pudore/political correctness/paura questo gruppo parla poco perpetuando il circolo vizioso.

  234. Lu Gall says:

    Andrea grazie! Grazie perchè hai messo nero su bianco quello che ho sempre sentito e sostenuto ma che non sono mai riuscita cosi lucidamente ad esprimere. Il politically correct!

  235. Barbara Bolognesi says:

    D’accordissimo. Più invecchio, meno sono tollerante con chi se la prende con me perché non è a posto con la propria coscienza

  236. Nicoletta Di Bella says:

    Io sono pienamente d’accordo coi contenuti dell’articolo, il problema è la modalità. Perché è vero che molte mamme “pro”, anche con le migliori intenzioni, hanno modi rudi di passare il messaggio e che non è facile parlarne senza usare parole giudicanti. Non solo per il tema – che comunque tocca delle corde connesse alla “bontà del genitore” in quanto tale – ma proprio per la mancanza di abitudine ad una comunicazione empatica ed accogliente.
    Faccio parte di un gruppo di mamme alla pari e il lavoro più importante – a mio parere – quello di costruzione di una rete territoriale, che coinvolga istituzioni, sanitari e famiglie. È un problema culturale, che va affrontato su larga scala (e in questo – a mio avviso – va visto l’aspetto “missionario” della diffusione del concetto, non nella voglia di “salvare il mondo”!) altrimenti, nel rapporto uno ad uno il rischio è che a causa di un problema di comunicazione la mamma “tipo 3” la viva come una gara a chi è più bravo: perché chi si sente in colpa per quello che dicono gli altri il germe di quella colpa se lo coltivava già in silenzio.

  237. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Silvia Elisabetta Pagano (ma dove sei?), mi pare chiaro che chi *non* vuole allattare non lo farà… fatti suoi e non mi interessa particolarmente.
    Il gruppo che mi interessa è invece quello di chi vorrebbe allattare, ma lo trova difficile per 1000 motivi diversi e questo gruppo troverebbe conforto nel sapere che
    1) non sono le uniche a aver avuto questi problemi
    2) vedono che le cose progrediscono nel tempo (ad esempio, il tasso di allattamento si alza con le giuste politiche).
    Se invece ritentiamo che sia giusta l’omertà e che non vadano messi in luce i problemi per paura di offendere qualcuno, le cose non cambieranno mai.
    Chi può fare tutto ciò? Non quelle per cui tutto è stato facile (che fanno, come dici tu, lavoro missionario, ma senza comprendere a fondo le problematiche), me chi questi problemi li ha vissuti e li ha risolti o, ancora meglio, NON è riuscita a risolverli, ma vuole aiutare chi verrà dopo di lei.

  238. Isadora Longo says:

    Hai ragione ma alla fine tanto queste donne difficilmente si accorgono di aver sbagliato con il proprio figlio, come si fa ad ammettere una cosa del genere?loro dicono ma e’ il pediatra che mi ha dato l’aggiunta ed anche mia mamma e mia sorella ne avevano poco, alla fine io sono quella saccente che insiste su una cosa che un laureato in medicina deve sapere x forza

  239. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Isadora Longo, quello che stai dicendo è che queste donne si sentono nel gruppo 1, mentre invece dovrebbero essere nel gruppo 3.
    Ma l’unico modo per far sì che la storia del latte “non nutriente”, ecc. ecc. smetta di propagarsi come una catena di Sant’Antonio è solo se le donne del gruppo 3 cominciano finalmente a parlare a voce alta della loro esperienza, e se non c’è più il timore da parte dei media di far passare certe informazioni per vere/accettabili per paura di offendere qualcuno.

  240. Silvia Elisabetta Pagano says:

    Scusate, io amo questa pagina, ma penso che questa discussione vada oltre. Quest’articolo è quasi troppo missionario “andate e propagate”. Secondo me va bene parlare con chi si interessa di questo tema e come mamma magari dare delle dritte, premesso che siano richieste. Ma andare e confrontarsi con mamme che non vogliono allattare non ha assolutamente nessun senso. Pur avendo gli argomenti, in discussioni di questo tipo nessuno cambia mai il suo punto di vista.
    Aggiungo che dopo il mio primo parto cesario (che già mi ha fatto sentire come una mamma fallita già dall’inizio, ma questa è un’altra storia, anche se simile) ho avuto problemi di allattamento come quasi tutte, ma grazie alla mia cocciutagine sono riuscita dopo un mese e mezzo ad allattare in pieno. Non tutte sono cocciute come me, e sopratutto non hanno una suocera che sostiene che non ci riuscirò mai (dopo tra l’altro ho scoperto che i suoi figli li ha allattati per un mese ciascuno…).
    Quando qualcuno mi racconta che non vuole (ma sinceramente sono rari i casi), o non ha potuto (spesso perché casi simili ai miei), non dico niente, perché nel primo caso non voglio scaturire discussioni che non portano a niente e nel secondo caso perché so che queste mamme poi si sentirebbero ancora più fallite.
    Chi ha invece l’obbligo di informare sono i medici (e ovviamente le ostetriche).
    Ne ho parlato anche con la mia ostetrica (la seconda, fantastica, che ha poggiato il mio secondogenito su di me mentre ero ancora in sala operatoria, e lui ha trovato il capezzolo e si è messo a succhiare). Chi proprio non vuole non si può “convertire” (lei ci prova sempre) e i casi sono così diversi che condannare qualcuno è comunque sbagliato.
    L’unico consiglio che dò sempre alle conoscenti incinta è: se potete, cercatevi prima del parto una ostetrica da portare con voi che vi conosce e sa quali sono le vostre esigenze. (Ammetto di abitare all’estero, non so in Italia se questo sia possibile.) Prima credevevo che l’allattamento dovesse essere una cosa semplicissima. Con l’ostetrica sbagliata è stato un orrore, con l’ostetrica giusta non ho avuto problemi.

  241. Ilaria Borsari says:

    Io faccio parte del terzo gruppo…ho fatto un casino e nn sn andata oltre il mese…nn sai quanto ho pianto e che magone mi viene tutte le volte che penso al latte materno ecc…certo,nn bisogna smettere d parlarne o d esaltarne l importanza xke è importantissimo allattare,ma cm dici tu,bisogna farlo in modo costruttivo!io nn sopporto ki,dall altro di una finta saggezza t dice:”è naturale,è facile!tutti possono farlo!” È vero,ma nn sempre è facile!quello che dico è:nn lasciamo sole le neo mamme!magari in ospedale oltre ai vari campioni d shampoo e altro,lasciamo alle mamme chi contattare in caso d aiuto x l allattamento,lasciamo loro gli opuscoli d associazioni x l allattamento…facciamogli capire che nn sn sole,nn si devono vergognare se hanno dubbi o problemi!questo è il mio pensiero,nn sn arrabbiata cn chi parla d allattamento materno,anzi,ma al max ce l ho cn me stessa x nn aver tenuto duro e nn aver avuto fiducia sulle mie potenzialità…

  242. Giulia Zambonelli says:

    Io non ho potuto allattare per gravi problemi post parto mio e del bimbo ma sono sempre stata e sempre sarò a favore dell’allattamento materno, anzi, io ero convinta ch avrei allattar fio ai tre, quattro anni. Sarà quindi che frequento gruppi in sintonia con l’allattamento materno e molto prolungato…ho subito un po’ l’effetto contrario. Pur essendo stata seguita anche da una consulente che però ad un certo punto ha ammesso che il nostro era un caso isolato, sono stata molto molto criticata per non aver allattato. (E vi assicuro che non è stata una scelta!). Io parlo sempre volentieri dei motivi (seri e di salute) per i quali non ho allattato….

  243. Isadora Longo says:

    Io mi son talmente stufata che quando sento “non avevo piu’ latte” o “non era piu’ nutriente” annuisco e dico si’ capita

  244. Elisabetta Gianotto says:

    Sono d’accordissimo…io sento forte questo tabù é difficilissimo parlare di allattamento con chi per svariati motivi non l ha fatto a sua volta!!

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