L’istinto di mamma è blu? Allora meno male che sono un po’ daltonico…



fidati del cuore Melliin
Brutto finire l’anno con una cosa così, ma da quando me l’hanno mostrato ieri sera ho capito che bisognava parlarne…

Parlo del primo spot della nuova campagna Mellin “Fidati del cuore”

Aggiornamento dicembre 2015

Lo spot incriminato è scomparso. È stato sostituito da un altro dove la voce fuori campo dice cose diverse e, nei limiti del possibile, migliori. Il video originale non lo trovo da nessuna parte, ma per fortuna ho il testo…

Certo non poter vedere il video non ha lo stesso impatto, ma pazienza. La prossima volta mi salvo quello che mi interessa sul computer per evitare questo genere di problemi.

 

Per chi non vede bene il filmato,  Ecco il testo:

A casa di Michela, mamma di Amélie (15 mesi)

[Madre] Diventi mamma dal primo momento in cui lo scopri.
Il primo bagnetto, la temperatura sbagliata. Metti, fai, disfa.

Poi la grande guida te la indica solo il tuo istinto di mamma; con questo barattolo ho trovato la tranquillità.
Mellin fa parte… della nostra casa.

[Voce fuori campo] Scegliendo Mellin scegli PreciNutri, che aggiunge ferro, vitamine e dà un apporto bilanciato di proteine.
È il latte crescita.
Mellin, fidati del cuore.

L’immagine in alto la trovate sulla “copertina” della pagina Facebook della Mellin. Cosa vediamo? Un bambino che ciuccia da un biberon un qualcosa che non vediamo – sarà acqua? Sarà aranciata? Sarà altro? Chi lo sa… – mentre guarda diritto all’obiettivo della macchina fotografica e, di conseguenza, al lettore rendendolo immediatamente coinvolto nell’azione.
Già questa immagine la dice lunga sull’immagine che vogliono proporre di loro stessi e del modo in cui vogliono che i loro lettori vedano la maternità, ma vediamo più da vicino il testo dello spot pubblicitario…

A casa di Michela, mamma di Amélie (15 mesi)

15 mesi… precisazione doverosa, così almeno non siamo vincolati da leggi sulle pubblicità dei sostituti del latte materno.

[Madre] Diventi mamma dal primo momento in cui lo scopri. Il primo bagnetto, la temperatura sbagliata. Metti, fai, disfa.

Mettiamo subito in evidenza che appena una neo mamma prova a fare qualcosa, sbaglia. Quest’immagine ricorrente della mammina pasticciona, impacciata, incapace. Quasi mi sorprendo che ti lascino uscire dall’ospedale senza un assistente sociale ad assicurarsi che non lessi/congeli il tuo bambino.

Poi la grande guida te la indica solo il tuo istinto di mamma; con questo barattolo ho trovato la tranquillità.

Ecco il cuore del messaggio. L’istinto materno va bene, ma la tranquillità la trovi solamente nel barattolo blu. Ma poi… a 15 mesi hai ancora bisogno del barattolo blu per sentirti tranquilla? Non vorrei essere cattivo, ma temo che in questo caso “Michela, mamma di Amélie” abbia qualche problema che difficilmente un barattolo blu potrà risolvere.
Da notare poi come la protagonista dica queste due frasi, nonostante siano scollegate, senza pause. Fa tutto parte di un pensiero unico teso a collegare senza ombra di dubbio l’istinto di mamma con il barattolo blu.

L’idea dell’infallibilità dell’istinto materno viene sfruttato perché va tanto di moda e ne parlano tutti (noi per primi), ma lo rigirano come un calzino per usarlo ai loro scopi. L’istinto di mamma ti porta a cercare l’aiuto del baby food? Brava! L’istinto ti dice che ci vuole proprio un po’ di latte artificiale? Seguilo! Ecco il cuore del messaggio.

Questa pubblicità in primo luogo imbonisce parte della sua potenziale clientela del futuro, le ragazze e bambine e donne non-mamme, cercando di normalizzare l’uso del latte artificiale, visto come una naturale conseguenza dell’applicazione del proprio istinto materno, creando un collegamento tra istinto di mamma e “scatola blu”. Inoltre ammicca alle mamme che hanno usato (scelto o subito) il latte artificiale, dice loro “Brava! Hai seguito il tuo istinto di mamma e hai fatto bene! Vedi, lo faccio anche io, mi dà sicurezza! Al punto che…

Mellin fa parte… della nostra casa.

Contenti voi…

[Voce fuori campo] Scegliendo Mellin scegli PreciNutri, che aggiunge ferro, vitamine e dà un apporto bilanciato di proteine.

Del PreciNutri, ovvero della supercazzola dell’anno ne abbiamo già parlato qui (vi consiglio di leggerlo se non sapete cosa sia).

È il latte crescita.

HHmmm… mica ci credo, o quanto meno non solo… Ma di questo ne parlo tra un attimo.

Mellin, fidati del cuore.

Precisamente di quello blu attorno al logo Mellin.

Non bisogna essere esperti di marketing per realizzare che questa pubblicità non vuole vendere latte di crescita, ma semplicemente insinuare, e rinforzare, il dubbio nelle donne e nella loro capacità di nutrire i propri figli utilizzando un mezzo, l’istinto di mamma, in modo ancora più subdolo del solito. A riprova, notate come, nonostante si parli di latte di crescita e di bambini grandicelli, non c’è alcun riferimento al cibo complementare, allo svezzamento o ad altro; si parla solo ed esclusivamente di latte in polvere come fonte di sicurezza. Secondo voi chi recepirà il messaggio, qualcuno con un bambino di 15 mesi, o una madre con un bambino di 15 giorni?

In un altro articolo ho già parlato delle madri incapaci (che vi invito a leggere) e di come in troppi – dai produttori di baby food agli autori di libri che risolvono tutti i problemi di questo mondo – sfruttino e rinforzino questo concetto per vendere un prodotto che, in teoria, le renda meno incapaci, ma che invece in pratica non fa altro che rinforzare l’idea che le madri siano inesorabilmente condannate ad essere incapaci.

Sarà una nuova campagna, ma il messaggio è vecchio come il cucco, solo che adesso usano l’artificio che l’istinto di mamma è quello che naturalmente ti guida verso la scatola blu. Meno male che il messaggio che vogliono trasmettere viene gestito in modo grossolano e senza la leggerezza che il tema imporrebbe che non è difficile leggere tra le righe. Forse la Mellin dovrebbe pagare di più chi crea le sue campagne pubblicitarie.

[box type=”note”]Scommetto che tra non molto saranno costretti a ritirare questo spot.

Per assicurare che rimanga in circolazione il meno possibile, manifestiamo il nostro dissenso su Facebook e Twitter usando l’hastag #noistintoblu (ovvero per chi come me non le sa leggere, “NO all’istinto blu”:).[/box]

 

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109 comments

  1. DanielaValente says:

    grazie per il post, Andrea. Purtroppo non tutte le persone, mamme, papà o meno usano la testa. la maggior parte si lascia influenzare e questo spot si rivolge proprio a loro. mi è capitatop più di una volta di trovarmi al supermercato alla ricerca disperata di un omogeneizzato senza zucchero nè sale x il mio bimbo (x’ mia madre, quando si prende cura di lui, per fortuna raramente, gli dà solo omogeneizzati….perchè fanno bene :-( ), ho incontrto altri genitori che ci guardavano chiedendosi cosa stessimo leggendo con tanto interesse sulle etichette e quando gi ho spiegato che cercavo un omogeneizzato che contenesse davvero solo frutta, ma che purtroppo, la maggioranza contengono tuttaltro, mi hanno guardato come se venissi da Marte…

  2. Silvia Chiavicatti says:

    Ps.per l’allattamento ho fatto la stessa cosa….ho parlato con le ostetriche dell’ospedale, con una del consultorio e una consulente leche legue eppure il risultato è stato nullo. ….
    Questo non fa di me una mamna a cui è passato il messaggio della pubblicità solo perché non ho avuto criso esistenziali per non essere riuscita ad allattare.
    L’ho presa col sorriso. ..meglio così che in depressione per un allattamento fallito

  3. Silvia Chiavicatti says:

    Ovviamente. ..ma per fortuna oggi abbiamo modo di informarci…..nom che questo porti a scelte sicure ma una mamma informata è sicuramente meno influenzabile da una pubblicità.
    Personalmente quando ho avuto dubbi sul parere di un medico ho sempre chiesto un secondo parere….sia per me che per il mio bambino (ad esempio alla nascita il mio bimbo aveva problemi di tiroide e non mi sono fermata alla prima spiegazione data dall’ospedale ma ho approfondito con ricerche mie personali e consultando altri medici).
    So bene che non tutte le mamme sono così. ..so bene che molte…troppe si fanno influenzare dalle pubblicità.

  4. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Silvia Chiavicatti, se devo dire la verità, che le mamme scelgano necessariamente il meglio non ci credo. Magari scelgono quello che loro reputano sia il meglio, ma non credo che necessariamente sia il meglio. Questo è semplicemente un dato di fatto… dopo tutto non si può sapere tutto di tutto, ma si fa affidamento sui consigli di personale specializzato che ti consiglia un un certo modo, e ci si basa sulla cultura che ci circonda.
    Prendi come esempio chi fa il commercialista… Io non ne so niente di tasse per cui mi devo fidare, ma se mi consigliano in maniera subottima come faccio a scoprirlo? Poi non dimenticare che per 100 ragioni diverse in Italia c’è una cultura di evasione fiscale a complicare le aspettative.
    Questo per dire che non bisogna essere necessariamente rinco per cadere determinate trappola.
    Poi non dimentichiamo che le ditte fanno pubblicità perché sono SICURE che i soldi gli ritornano con gli interessi.

  5. Silvia Chiavicatti says:

    Ps..leggo ora il tuo secondo commento.
    Io SO quanto è importante il latte materno…quanto sia meglio di quello artificiale ecc ecc…
    Ho anchr affermato che non sono stata adeguatamente seguita all’inizio dell’allattamento. ..quindi so bene dove è stato il MIO (si il mio) errore e spero di non ripeterlo con un eventuale secondo figlio.

  6. Silvia Chiavicatti says:

    Ma dai…a me sembra tutto esagerato. ..è un consiglio non un obbligo. Non si è obbligati a prendere quel latte….onestamente quello che mi era stato consigliato in italia costa troppo troppo. …fortuna che sono riuscita a comprarlo all’estero alla metà del prezzo.
    Se non avessi avuto qst possibilità avrei sicuramente cambiato marca.
    Mi sembra che si voglia far passare il messaggio che dopo il parto le mamme diventano tutte rinco (concedimi il termine) e non in grado di fare scelte per i propri figli…..
    Insomma…l’ospedale consiglia, le pubblicità pubblicizzano….LE MAMME SCELGONO IL MEGLIO!

  7. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Silvia Chiavicatti, però vedi come tutto cospira per dirigere le mamme in una certa direzione? Foglietto dell’ospedale, pubblicità ammiccante, ecc. ed ecco che viene la neo mamma (proprio come te) che è convinta che latte materno e artificiale sono la stessa cosa, o al massimo che il materno è un di più, ma se non c’è alla fine dei conti è uguale. È proprio per evitare situazioni di questo genere che in ospedale è vietato dare indicazioni come quella che ti hanno dato e che pubblicità come quelle della Mellin sono di solito illegali (e sono certo che questa gliela faranno ritirare a breve). È proprio il caso come il tuo che esemplifica bene come ci sia ancora MOLTO bisogno di battersi per riaffermare il diritto dell’allattamento, cosa che al momento chiaramente non avviene. /A.

  8. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Silvia Chiavicatti, c’è sicuramente possibilità di denuncia… Far uscire una mamma con un foglietto così dall’ospedale è assolutamente illegale.

  9. Silvia Chiavicatti says:

    Non sapevo fosse illegale…me lo hanno scritto proprio sul foglio di dimissioni…pensa te! Cmq x me una marca vale l’altra…ho provato a usare quello consigliato e mi sono trovata bene come mi trovo bene con quello che uso adesso.
    Forse non mi sono spiegata bene…ho tentato l’allattamento. ..per una quindicina di giorni ma non ho mai avuto la famosa”montata”.
    Probabilmente non sono ststa seguita a dovere ma non ne ho fatto una malattia. …
    Il mio bimbo aveva fame e a me poco importava se era latte mio o in polvere….bastava che stava bene lui.
    Sono una fan della filosofia mamma serena-bimbo sereno….anche con latte in polvere…ma non è la pubblicità a darmi spunti.

  10. Autosvezzamento - La pagina ufficiale di www.autos says:

    Silvia Chiavicatti, consigliare il latte in ospedale è illegale e perseguibile…
    In ogni caso la pubblicità certo non è indirizzata a te dato non hai allattato (o forse una precedente aveva fatto già breccia, chissà…) /Andrea

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