D’istinto



Ne sono convinta: tutti abbiamo bisogno di un deus ex machina per le nostre decisioni, di una voce suprema che ci indirizzi e di regole che avallino le nostre scelte.

In uno dei post della settimana scorsa c’è questo scambio di commenti:

loredana
adesso che è passato ci si può ridere su… io con i primi due figli ho fatto i tuoi stessi errori, e ne ho sentite molto meno di stupidaggini, ma non avevo internet… con l’ultima ho deciso di informarmi bene e ho mandato a …. e lo faccio ancora con tutti quelli che mi offrono consigli stupidi e se ho dei dubbi vado su internet e me li tolgo da sola. a 11 mesi allatto, faccio autosvezzamento ecc… tutto da autodidatta e la bimba scoppia di salute. ciao

andrea
E non è il modo migliore? Dopo tutto cosa c’è da sapere? :D

Tante volte in questo blog lo abbiamo detto, così come lo sento spesso dire in altri luoghi della rete: segui il tuo istinto! Ricordiamoci che siamo noi i genitori e che tutto quello che c’è da sapere sui bambini ce l’abbiamo in noi stessi! Riappropriamoci della nostra capacità di interpretare i nostri figli!
E abbiamo anche parlato di metodi e di speculazione sui deboli, abbiamo detto “ma a che servono i metodi? A niente; serve ascoltare e rispondere a tono ai nostri figli, nient’altro!
Ecco, di nuovo… segui l’istinto e non ascoltare le voci del coro manzoniano attorno a te che ti distraggono dal tuo “oggetto” (tuo figlio).

Istinto. Ma… dove sta questo istinto? Non so voi, ma io non lo trovo tanto facilmente. Lo devo andare a cercare sotto cumuli di macerie, e non sono neanche tanto sicura di riuscire a trovarlo.

Le macerie sono fatte di cultura, di educazione, di esperienza, di sentito dire, di letture, di sensi di colpa, di paure e di bisogno di un “sì, brava” che venga da fuori.

Con la prima figlia io ho cercato certezze e, pur sapendo razionalmente che certezze non ce ne sono, continuo a cercarle adesso che sono passati 3 anni e mezzo e di bambina ce n’è anche un’altra.
Sì, io cercavo tanto un metodo. Perché io ho BISOGNO della verità, ho BISOGNO di una voce superiore che mi dica cosa è giusto e cosa è sbagliato. Con il tempo questa voce è uscita fuori dalle letture e dal confronto con gli altri, ho scovato un metro di paragone per valutare la giustezza delle mie idee: l’opinione pubblica o il più o meno piccolo gruppo di persone che ho scelto come mio gradito metro di paragone.

Allora, seppure io non abbia bisogno della figura taumaturgica di un medico pediatra che mi dica come deve mangiare e come deve crescere mia figlia, alla fine dei conti di figura ne ho adottata un’altra; è astratta e non tangibile, come astratte e non tangibili sono le sue indicazioni, ma la funzione che svolge è la stessa: mi dà delle regole da seguire, che se non sono 10 g di questo, 2 cucchiai di quello, sempre regole sono.

L’istinto, se un po’ mi è rimasto, ha bisogno di essere avallato, indirizzato, di incanalarsi lungo corridoi le cui pareti sono tappezzate di titoli di libri, articoli scientifici e voci eminenti che ci suggeriscono cosa fare e finiamo paradossalmente per aver bisogno di un libro per dirci di seguire l’istinto e di seguire l’onda. E di un altro libro per dirci che ai nostri figli possiamo dare da mangiare liberamente.

E siamo da capo a dodici…

Nego la figura del medico taumaturgo onnisciente e finisco per adorare chi mi dice che posso fare tutto da me, alla stessa identica maniera di chi ciecamente accetta la ricettina e si sente sollevato perché l’ha detto il dottore.

L’istinto, in quanto esseri umani, viene modificato dai condizionamenti ambientali e dell’educazione né più né meno di quanto accade per tutti gli altri aspetti della vita. Siamo esseri sociali e l’idea di un istinto nudo e crudo è semplicemente impensabile.

Quindi forse non ci dovremmo stupire più se le madri cercano lo schemino di svezzamento o, determinate, affermano “seguo il consiglio del mio pediatra, di lui mi fido ciecamente”, perché lo facciamo tutte, che si sia seguaci della Bortolotti o sacerdotesse della Hogg.

Parliamo tanto di istinto e spontaneità, ma non lascia un po’ il tempo che trova visto che a conti fatti abbiamo tutti bisogno di un capobranco da seguire?

Non ci staremo mica prendendo in giro credendo davvero che è l’istinto a cui ci stiamo affidando?

Ditemi un po’ che ne pensate.

 

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